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Falegnami e registi, i mestieri del futuro in Italia

Stavo leggendo, poco fa, qualche riga su un quotidiano nazionale. Leggo:"L'ipotesi è quella di una «cabina di regia»...". Altra arlecchinata che piace tanto agli scriba: la cabina di regia. 

Per un certo numero di anni fu di moda "il tavolo", creare un tavolo di discussione, per affrontare un problema, determinare quanti operai di questa o quella fabbrica dovevano finire sul lastrico (tanto a pagare sono sempre loro), e via salmodiando. In realtà che cosa è successo? Che tutti coloro che avevamo designato (leggasi: eletto) per fare i politici, e quindi affrontare e trovare le soluzioni dei problemi, sono diventati tutti dei...falegnami. Non risolvevano più mezzo problema politico - amministrativo ma facevano tanti tavoli! Per la disperazione dei mobilieri del Veneto, della Brianza, della Toscana, che furono sul punto di intentare cause legali per concorrenza sleale. Class action, si deve dire per essere al passo con i tempi, perchè dire "azione collettiva" fa molto plebeo.

Adesso invece vanno di moda le cabine di regia. Ergo: fra poco avremo una generazione di registi, forse è troppo presto per l'imminente Festival di Venezia, lasciate crescere i nostri novelli Federico Fellini, Francesco Rosi, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Bernardo Bertolucci, e Dio sa quanti altri veramente famosi. Ma , state sicuri, negli anni a venire, faremo una scorpacciata di statuette al Dolby Theatre di Hollywood per l'Academy Award, semplicemente conosciuto come "Oscar". Unico limite: i nostri saranno confinati in una unica sezione: il genere "commedia". Commedia all'italiana, dove siamo sempre stati dei veri maestri.

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