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Passeggiando fra amici all'ombra del Pizzocolo

 

Sabato 30 settembre (completo servizio fotografico qui) il nostro amico Elio ha allestito la consueta gara sociale riservata agli aderenti al GS Montegargnano, club sportivo che esiste da 46 anni e che di meriti, sportivi e sociali, ne può elencare a centinaia, primo fra tutti quello di organizzare - e qui gli anni sono 44 ininterrotti - una corsa podistica nata come "La Camináa", versione dialettale locale di "camminata", e poi trasformatasi in "Diecimiglia del Garda", sull'onda di una idea (forse) troppo ambiziosa. Ma sempre meglio sognare in grande, se si deve sognare. E non furono solo sogni, credetemi, basta leggere l'albo d'oro che elenca ordinatamente campioni che hanno attinto vertici olimpici e mondiali, campioni che poi altri in giro per il nostro allungato stivale si sono gloriati di avere invitato pagandoli fior di dobloni, scuciti alle tasche di amministrazioni pubbliche compiacenti. Qui, molto spesso, diciamo quasi sempre, si sono messe le mani nelle proprie tasche, non in quelle pubbliche, anzi talvolta rimanendo beffati da promesse poi non mantenute. Intendiamoci: gli amici non sono mai mancati, e anche generosi, in tempi andati. Ma non voglio addentrarmi in meandri che mi porterebbero come il padre Dante "ne la città dolente e tra la perduta gente".

Un solo vero, grande, inconfutabile fatto resta qua sopra, in quella che adesso è anche la mia montagnetta, mia e di Encarnita: Elio & Friends (va molto di moda, dopo che anni fa ci fu un concertone indimenticabile, Pavarotti & Friends) hanno costruito una realtà solida, che oggi conta circa 130 soci, aderenti alla congregazione del podismo, i quali partecipano a una quantità di manifestazioni sparse nella terra bresciana, gardesana in particolare, ma che spesso emigrano e si cimentano in sfide anche più impegnative, come la "100 del Passatore", tanto per dirne una, oppure la 30 km della "Cortina - Dobbiaco" inventata e allestita da quel Gianni Poli che qui, ai miei tempi belli, fu un eroe applaudito da migliaia di persone sul percorso della "Camináa / Diecimiglia".

Torniamo a bomba, come ci ha insegnato il poeta fiorentino Luigi Pulci, compagnone di Lorenzo de' Medici. Sabato erano una ottantina coloro che hanno messo a dura prova i garretti sui sei chilometri e mezzo del sù e giù andata e ritorno dal campo sportivo di Navazzo, e quasi 120 quelli che hanno impegnato i bicipiti a sostenere forchette e coltelli in un apprezzatissimo "spiedo", piatto assolutamente indiscusso della zona, attorno ai tavoli dell'Albergo Tre Punte. Non mi piace imbrogliare: dei 6,5 km ne abbiamo fatti quattro, essendo il percorso troppo impegnativo per le nostre ginocchia. Piacevole compagno di strada, fin al punto del commiato, Franco Mondini, giornalista adesso a semiriposo nel buen retiro di Gargnano, dove con la signora manda avanti due alberghi bomboniera. Se sul garretto siamo stati parzialmente deficitari, sulla forchetta ci siamo fatti onore, ben accompagnati da amici come Sandro Pellegrini - conosce centimetro per centimetro tutte le barche a vela dell'orbe terracqueo, a partire dall' Anno Domini zero -, Enzo Gallotta, altro scriba che tirò la paga nelle due gazzette bresciane (una alla volta, beninteso), con la amabile consorte Ornella, il geometra Franco Ghitti, che ha censito ogni singola pietra dei sentieri montani qui attorno, innamorato com'è delle sue montagne, inventore della BVG (significa Bassa Via del Garda) un trail di 75 km che ha già avuto oltre 700 partecipanti di una ventina di Nazioni (7 aprile 2018 la prossima messa in onda), Franco Capuccini, presidente del Circolo Vela Gargnano che manda avanti con serietà e operosità, e, dalla strada al desco, Franco Mondini, in perenne finta baruffa benacense con Enzo, e i signori Stelia e Carlo Chemoli, mecenati del gruppo sportivo. Lasciatemelo dire: il gusto di riscoprire, insieme con lo spiedo, la voglia di sorridere, di conversare, di vivere!

Clima conviviale, amichevole, allegro moderato, con una spolverata di pudica emozione ricordando amici che non hanno potuto essere attorno alla tavola, e di cui rimane indelebile ricordo. Che è stato affidato alla fine dicitura, con tanto di citazione letteraria, di Enzo, il ben retribuito portavoce del gruppo. Premiazioni per i più bravi e una gigantesca lotteria per chi ha cercato di sostituire la dea bendata all'ordine d'arrivo . La dea Fortuna mi ha preso per mano, proprio in extremis, quando già avevo riposto ogni velleità. Numero 737, primo premio, una stiratrice che sembra una navicella spaziale. Mi sto chiedendo se è un premio e una tacita condanna. A stirare.

Nelle due foto: orgoglioso di posare con Domenico Zanini, per tutti "Menech" , un giovanotto di 94 anni; nell'altra, a partire da sinistra, Marcella Pasqua, Ornella Gallotta, Encarnita Tamayo, un figuro poco raccomandabile (numero 2000), e l'amico Franco Mondini, pronti alla partenza.

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