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Pasodoble de los traileros mirando al Garda

 

  

Il pasodoble, come sanno bene i frequentatori di scuole di ballo, è una danza. Un genere espressivo vigoroso, non smollaccione, passi rapidi, decisi, strette vigorose, piroette inebrianti. Eh te credo! Questa danza interpreta le movenze del torero nell'Arena, lì è la sfida fra un quadrupede incazzato e un bipede che deve mantenere la calma, nel ballo è la provocazione fra due bipedi. Non ho mai visto una corrida vera dal vivo, ne ho viste parecchie in iberica tivvù, ma non è la stessa cosa, penso. Ma mi hanno sempre affascinato i toreri e i tori formano un conjunto (in spagnolo) di enorme armonia e fascino. Per me è un'arte, è cultura, è storia. Sapete qual è una delle più famose composizioni musicali sul ritmo del pasodoble? Dall'opera "Carmen" di Georges Bizet la Suite "Los Toreadores".

Che c'entra il pasodoble con la Bassa Via del Garda Trial? C'entra, c'entra. Ce lo ha fatto c'entrare il nostro menestrello che ci ha raccontato questa epica galoppata di 75 chilometri prima dell'evento, e, adesso, a conclusione. Scrive:"al traguardo con passo a due". Chette dico? Pasodoble. Non abbiamo toreadores in questo caso, ma traileros, perchè "toreare" 75 km con 4.850 metri di dislivello è come vedersi sventolare davanti al naso la muleta rossa di Manolete, Paquirri, Dominguín e Juan Belmonte, e tutti gli altri matadores de toros messi insieme. Dedico a tutti i bipedi che sono andati su e giù per le montagne gardobresciane, donne (adesso bisogna metterle prime altrimenti sei accusato di machismo e violazione di genere, scherzo chiaro?) e uomini, organizzatori, volontari, spettatori, assistenti, addetto al recupero degli sfiniti ma ancora vivi, e chi volete voi, questo bel video di pasodoble. Un omaggio personale, con grande ammirazione. E adesso parola al menestrello del terzo Millenio.

Al traguardo con un passo a due. Lo tagliano insieme Jimmi Pellegrini, altoatesino da Laghetti di Egna e Riccardo Borgialli, di Omegna sul lago d’Orta, dopo poco più di 8 ore sul massacrante su e giù della BVG Trail. In tutto 75 chilometri da Salò a Limone, dislivello positivo di 4850 metri, sul sentiero che porta il nome di Roberto Montagnoli. Percorso durissimo, impegnativo, in una giornata che alterna clima fresco con qualche goccia di pioggia in mattinata e caldo  primaverile del pomeriggio. Onorano lo spirito della specialità, i due atleti. Come del resto Katia Fori, ultramaratoneta di casa a Parma, che raggiunge la favorita di giornata, Lisa Borzani, a una manciata di chilometri dal traguardo.

Questo accade nel giorno della “carica dei 700” che animano la quinta edizione del trail che attraversa i territori dei sette Comuni dell’Alto Garda (Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine e Limone). Tre corse di un evento in crescita esponenziale grazie all’organizzazione del Comitato presieduto dal gargnanese Franco Ghitti e formato da Trail Running Brescia, GS Montegargnano e Gruppo “La Variante” di Gargnano. Circa 350 i volontari sul percorso, oltre a personale sanitario, forze dell’ordine e pubblico a incoraggiare la fatica degli atleti. Tutto fila via liscio, coordinato dal direttore di gara Gianpaolo Guindani con la sua vice, Federica Mini.

Il volto della fatica. Facce tirate al traguardo. Segno dell’acido lattico accumulato sul percorso. Partenza alle 7 da Salò e arrivo poco dopo le 15 al campo sportivo di Limone per la corsa di testa di Jimmi Pellegrini (Team Montura) raggiunto dall’amico Riccardo Borgialli (Team Salomon) a un chilometro dall’arrivo. Corsa compiuta alla vista, per i due battistrada, dall’inizio alla fine. Non esitano a tagliare il traguardo tenendosi per mano. Il cronometro si ferma a 8h02’58”. In terza piazza (8h27’29”) si accoda Marco Rossi, bergamasco della Rock Team. Primo della nutrita pattuglia straniera (16 i Paesi rappresentati) il tedesco Florian Felch (Lebkuchen&Allerlei, 8h58’27”), al quinto posto. Subito dopo il primo bresciano: Claudio Chiarini, di Calvagese della Riviera, sesto in 9h07’56. “Meteo fantastico – dice - Tutto bene, percorso molto bello, grazie a tutti i volontari”. A confermare la cifra tecnica della BVG Trail un altro numero: sedici gli ultramaratoneti (tra loro, la vincitrice in campo femminile) al traguardo sotto le 10 ore dopo 75 chilometri senza un attimo di tregua.

In quota rosa, è Katia Fori (Team Columbia) a fare sua la giornata in 9h56’24”. Ha raggiunto Lisa Borzani (Team Tecnica) a 10 chilometri circa da Limone. La rimonta si è conclusa sul ghiaione prima della discesa finale della Valle del Singol. Di 10h02’27” il tempo della seconda. Per la terza, Maria Antonietta Scala (Verona Trail Runners) il cronometro si è fermato ben oltre: 12h14’10” il suo tempo all’arrivo.

Quasi un campionato tricolore. Sui 50 chilometri della Marathon+ (D+3850) dalla piazzetta di Bogliaco a Limone si è corsa, per presenze, una prova da titolo tricolore. Si è imposto Luca Carrara (Team Salomon) in 5h34’22". Secondi con lo stesso tempo (5h48’11") Riccardo Faverio (Gs Orobie) e Matteo Longhi (Gav Vertova). Primo dei bresciani Andrea Zanardelli (Trail Running Brescia) in 5h49’21".

Fra le donne il traguardo parla tedesco. Lo ha tagliato in 6h01’59” Eva Sperger. Per la teutonica corsa di testa, senza problemi. In seconda piazza Cinzia Bertasa (Bergamo Stars Atletica) in 7h01’08", che lo scorso anno si era imposta sulla distanza più lunga. Terza Lorenza Bortoluzzi (Maddalene Sky Team, 7h16’04”).

Salò sugli scudi. Infine, ma non da ultima, la distanza più breve: BVG Run. In tutto 25 chilometri e poco più da Salò a Bogliaco, in piazzetta, con dislivello positivo di 950 metri. Pure questa impegnativa. Il podio maschile parla per due terzi salodiano. Della città di Gasparo, inventore del violino, sono Glauco Nedrotti, medico sportivo nutrizionista, che ferma il cronometro un secondo oltre le 2 ore. A seguire, Angelo Peoli (2h00’44”) e Domenico Lazzari (2h00’59”), salodiano tesserato per l’Atletica Pertica Bassa. Da segnalare il ragguardevole sesto assoluto di Nicola Bettini (2h08’52”) per i colori di casa del GS Montegargnano.

Tra le donne, vittoria di cifra tecnica notevole per Emanuela Galvani (Atletica Gavardo ’90) che conclude la sua cavalcata in 2h27’28". Seconda sul podio la sudafricana (di casa in Germania) Bayly Bulkeley (2h34’27"), alla sua prima esperienza nel trail, seguita da Elena Salvi (Polisportiva Villese, 2h34’32”).

La cronaca chiude qui. Appuntamento alla prossima. Sarà la sesta della serie: un’altra magica BVG Trail.


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