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Tenacia? Amore? Follia? Un po' di tutto a Navazzo

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Sì,  c'è davvero di tutto un po' in questa lunga avventura organizzativa, 45 anni, senza sosta, passando dai tempi eroici della gara di paese - dove la dizione è usata in tono solamente rispettoso ed elogiativo - ai momenti esaltanti della partecipazione di campioni dello sport pedestre di statura internazionale, atleti che potete ritrovare negli ordini d'arrivo dei Giochi Olimpici, dei Campionati del mondo, nel libro dei primati del mondo, nei libri dell'«dell'atletica vera». Poi vennero tempi meno fortunati, numismaticamente parlando, ma qui entrò in ballo il primo dei sostantivi usato nel titolo: la tenacia, chiamatela caparbietà, o come volete. Chiamatela in ogni caso «Diecimiglia del Garda», che si corre sulle strade di Navazzo, spezzone del Comune di Gargnano, il termine amministrativo corretto è frazione. Un agglomerato di 208 anime, e non vi dico altro. Il resto ve lo lascio dire dal comunicato diramato ai media bresciani da Enzo Gallotta, ex giornalista che ora si dedica ad accumulare cariche profumatamente retribuite: vicepresidente del GS Montegargnano, reponsabile stampa e pubbliche relazioni del medesimo Gruppo Sportivo, componente del Consiglio d'amministrazione del Progetto Sognando Olympia, e infine co-titolare di una azienda di security. Leggete cosa ci racconta della gara di domani, che sta tentando una risalita a livelli, per ora, nazionali. Ma chi conosce i soggetti giura che non si fermeranno qui.

Un campione del mondo. “Gazzelle” kenyane. Ospiti che hanno reso onore all’atletica italiana. Cuore e passione. Questo il biglietto da visita della «Diecimiglia del Garda». La numero 45 della serie, che torna gara nazionale in calendario FIDAL. Va in scena domeni mattina, nell’anfiteatro naturale di Navazzo, questa corsa che ha fatto e continua a fare storia. Per impegno del GS Montegargnano, presieduto da Marco Forti. Grazie all’indispensabile slancio di Aurelio, suo padre, ed alla presenza fattiva di amici veri.

La sfida. Sono sedici i chilometri e qualche spicciolo di metri, misurati secondo dettami del miglio terrestre anglosassone, su cui hanno lasciato traccia nomi di primo piano dell’atletica leggera mondiale. Da Moses Tanui a Paul Tergat a Tegla Loroupe, solo per citarne alcuni fra i più blasonati. I nostri, di casa e non, ci sono passati tutti. O quasi. Corsa impegnativa su un percorso solo in apparenza semplice. Dieci giri dell’anello per i big. Per l’altra metà del cielo saranno cinque. Tutto pronto per la sfida, con partenza alle 10.20 dal campo sportivo, che avrà tra i protagonisti annunciati Alessandro Rambaldini, valsabbino di Lavenone, fresco di secondo titolo mondiale di corsa in montagna su lunghe distanze portato a casa dalla Polonia. A fargli concorrenza, oltre ai runners di casa e altri in arrivo da oltre i confini provinciali e regionali, sarà la pattuglia degli africani in partenza dalla base austriaca di Run2gether, associazione non profit che allo sport associa il valore aggiunto della solidarietà. Gli atleti si impegnano a devolvere parte dei premi per la scuola del villaggio dove hanno il campo di allenamento in Kenya. L’onlus varesina Africa&Sport affianca il Club in Italia per programmi di inclusione sociale in Etiopia, Kenya e Uganda.

Poker africano. Sono quattro i kenyani: una ragazza, il resto in quota al genere maschile. A competere con “Rambo” Rambaldini e compagnia sulla strada di Navazzo ci saranno Geoffrey Githuku Chege, un paio di settimane fa vincitore in Stiria della “3-Hügellauf”, corsa in montagna di 16 chilometri e sabato scorso settimo alla 10km di Massa, e Ronald Ngigi Kariuki che ha corso i tremila al Galà dei Castelli di Bellinzona lo scorso 18 luglio (11° in 8.02) e vinto sabato i 3mila di Andorf (8.25). Con loro, il giovane talento del team, John Kiprop Kosgei, secondo alla “3-Hügellauf”. Con le ragazze sarà impegnata per la vittoria e sul fronte dell’esperienza di cui fare tesoro Caroline Makandi Gitonga, 22 anni, quinta la scorsa settimana alla 8Km di Massa, vincitrice ai primi di luglio dei tremila al Meeting di Nembro in 9.17.

Ieri e oggi. Un filo conduttore unisce il passato prossimo all’attualità. Lo rendono al meglio i nomi dell’albo d’oro della Diecimiglia del Garda. Per questo sarà domenica a Navazzo, quale ospite d’onore, un atleta che sulla piana ha tagliato il traguardo da vincitore. Era il 1985, il suo nome: Gianni Demadonna. Nel palmares anche, ma non solo, il secondo posto alla Maratona di New York del 1987 (qui il finale di quella maratona con le voci dell'indimenticabile Paolo Rosi e di Gelindo Bordin). Trentino, divenuto poi manager sportivo fra i più attivi nell'atletica mondiale, con cavalli di razza quali Stefano Baldini, Fiona May e l’oro olimpico sugli 800 a Pechino 2008, Wilfred Bungei, ha accettato l’invito e ci sarà. Come pure è atteso Gianni Poli, che nella «Grande Mela» ha tagliato per primo il traguardo nel 1986. Ancora, alcune vecchie glorie della Leonessa: Albertino Bargnani e Giulio Salamina, in ricordo di Bruno Bonomelli di cui furono atleti.

Prima della “Dieci”, la gara del Circuito dell’Hinterland Gardesano, con partenza alle 8.50 sempre dalla stessa base logistica allestita al campo sportivo. Percorso di circa 7.5 km, impegnativo in quanto a strappi, con passaggi a Villa Sostaga Boutique Hotel, Lefay Resort & SPA, due gioielli della ospitalità alberghiera di fama internazionale. Corsa numero 5 del Grand Prix Alto Garda Running Club-Sognando Olympia.

Di tutto, di più, ha scritto un tale autoaccusandosi di furto con destrezza di spot Rai ormai non attuale. Nutrito il programma, denso come mai (www.diecimigliadelgarda.net).  Pronta la macchina organizzativa, a disposizione i numerosi quanto indispensabili volontari impegnati sul percorso, nell’area ristoro, ai parcheggi. A chiudere le premiazioni. Sarà festa. Per la «Diecimiglia del Garda», per lo sport. Non resta altro che viverla. Per Elio Forti sarà la 45esima volta.

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