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Il lancio del giavellotto stile Parry O' Brien

   

Considerata la schizofrenia dell'atletica nella spasmodica ricerca di novità nei regolamenti (vedere le ultime regole di una manifestazione fatta a Ostrava, roba da manicomio), dove l'unico intento che traspare chiaro è quello di distruggere tutto quello fatto prima, ho trovato una nuova disciplina da proporre. Basta con il solito lancio del giavellotto, ci vuole qualcosa di nuovo fra un fuocherello d'artifico e l'altro...

Ho trovato questo video (scendere un po' con il mouse, la pubblicazione è stata fatta qualche giorno fa)  sul sito del mio amico Dan Mecca (mi ha sempre detto: il mio vero nome è italiano, Dante). Chi è Dan Mecca? Così lo presenta, spero sia aggiornato, il sito del Manhattan College:"Now in his 24th season as head coach of the track & field program (and 31st season overall) at Manhattan College, Dan Mecca is the longest tenured head coach at Manhattan". Dunque uno che un po' di atletica l'ha masticata, che dite? Dan è un uomo pacato, educato, appassionato del suo lavoro, grande tecnico di lancio del martello, ha allenato, consigliato, preparato programmi per decine, direi centinaia, di lanciatori di martello. Ho pranzato insieme a lui a Eugene, nel 2014, Campionati mondiali juniores: al tavolo sono venuti a salutarlo almeno una ventina di atleti, giovani, meno giovani, oggi allenatori nei Colleges. È pure una persona arguta e curiosa, e sul sito ci sono sempre un sacco di informazioni e curiosità. Dove ho trovato appunto quella che propongo per l'inserimento nelle prossime discipline riconosciute. Ma vi dirò di più: proporrò ai miei amici dell'Atletica Virtus Castenedolo di inserire questa bizzarria, come test, al prossimo Virtus Lancio Story, edizione numero 36, in programma sabato 27 ottobre. Si tratta di questo: lanciare il giavellotto come se fosse il lancio del peso con lo stile chiamato «dorsale», quello inventato nei primi anni '50 dal californiano Parry O'Brien, lungamente primatista del mondo, campione olimpico nel '52 e nel '56, argento ancora a Roma '60 e infine quarto a Tokyo '64, dove fu scelto come portabandiera della sfilata della squadra USA.

Dimenticavo, ho una proposta anche per la Federazione italiana, che mi pare di aver udito che è alla ricerca di un cittì o simil cadrega, oggi l'importante non è la sostanza ma cambiare i nomi. Allora, a fine anno, Dan Mecca si ritira dal suo posto di Head Coach al Manhattan College, la F.I.D.A.L. potrebbe fargli una proposta. In fondo, come età, è ancora un giovanotto. Ma pare che ci sia concorrenza, molti fanno ressa alla porta, anche stranieri...

Nella foto, scattata a Tampere, in occasione dei Campionati del mondo juniores, sorry U20, Dan Mecca (a sinistra) con il tecnico piacentino Ennio Buttò. Dan era nello staff della squadra statunitense: un ritorno, era già stato capo allenatore nel 1990 ai World Junior Championships in Plovdiv, Bulgaria. L'altra immagine riproduce la copertina del book 1995 del Manhattan College: Dan è al centro contornato da quattro dei suoi predecessori, vere e proprie leggende (la parola va di moda...) fra gli allenatori statunitensi.

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