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L'imagination prend le pouvoir, era ottobre '68

Il titolo può essere fuorviante. Si parla del '68? Ancora una volta? Ebbene sì, ma sarà un ricordo quasi esclusivamente sportivo, volutamente ho messo ottobre e non maggio. In ogni caso, piaccia o non piaccia (a me piace) quell'anno fu importante per la società, per i giovani, per le donne, come mi ha ricordato pochi giorni fa la mia amica Giuseppina, e mi ha scritto il mio amico Walter, che all'epoca lavoravano una alla Rinascente, nome profetico, e uno in una compagnia di assicurazioni; importanti per la cultura, per lo sport, per una idea diversa di vivere. Quella frase che ho usato per il titolo, una delle tante (qualcuno li ha chiamati slogan rivoluzionari), aveva in sé il germe della speranza, la speranza di una società migliore. Quelli che son venuti dopo han fatto di tutto per tradire e distruggere quello spirito. Punto a capo.

Forse la pensata non era delle più originali, ma sicuramente fu tempestiva, essendo stata partorita circa un anno fa. Non era difficile collegare il 2018 al 1968, olimpicamente parlando, e lasciando da parte Nanterre, Daniel Cohn-Bendit «Dany le Rouge», Mario Capanna, Valle Giulia e la Cattolica a Milano. Olimpicamente parlando Tommie Smith e John Carlos e i loro guanti neri sul podio. Olimpicamente parlando i 12 nuovi primati del mondo uomini (e due eguagliati) e i 7 donne (e tre eguagliati). E, sempre olimpicamente parlando, di questi dodici, ben cinque sulle pedane (anzi sulla pedana, perchè una delle due qualificazioni e la finale si fecero sulla stessa) del salto triplo. E la nostra filastrocca arriva a Giuseppe Gentile.

Due amici hanno pensato di rivangare quell'anno, coinvolgendo poi un terzo. Questo sito è correo fin dall'inizio, rappresentando la Collezione che porta il mio nome; a ruota, il Progetto Sognando Olympia. L'altro sottoscrittore della prima ora Erminio Rozzini, che potrei anche definire Mr Atletica Virtus Castenedolo, oppure Mr Salto Triplo. Dalle rive del lago di Garda e della pianura bresciana la proposta è stata portata sulle belle colline piacentine, ad Agazzano, un luogo che ha significato atletica per tanto tempo, e che ora tenta, fra mille difficoltà, di tener vivo il fuocherello. Giovanni Baldini, la moglie Gabriella e con loro gli amici dell'Atletica Baldini Agazzano, hanno portato acqua, o vino, al mulino della iniziativa.

Che si è retta subito sulla adesione dell'uomo, dell'atleta, che era il perno di questo ingranaggio organizzativo: Giuseppe Gentile, il quale esattamente cinquant'anni fa, sulla pedana dello Stadio Universitario (così era conosciuto dai locali) di Città del Messico si mise al collo la medaglia di bronzo olimpica, dopo aver apposto il suo nome a due nuovi primati del mondo. Non c'era stata prima e, finora, non c'è stata dopo, gara agonisticamente più «feroce». Ma, per onorarlo almeno un po', serviva creargli attorno un ambiente, un clima, fargli sentire l'affetto, di cui, peraltro, ha sempre goduto.

Mi fermo. Adesso, quasi ci siamo. Domenica 21 ottobre, alle ore 10,30, all'albergo Il Cervo, in Agazzano, circa 20 chilometri fuori da Piacenza, sarà «il giorno». Cercherò di raccontarvelo, o di farvelo raccontare dal redattore sportivo della nostra «Eco». E anche voi, quei tre o quattro che leggono le nostre ciarle, fate rullare i tamburi per diffondere la novella agli appassionati di atletica. Tam - Tam, anzi meglio, Tam - Tam - Tam, come i tre rimbalzi del salto triplo.

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