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Echi di una domenica molto, molto speciale


Queste due foto, scattate da Pietro Delpero, che ha fatto un lavoro mastodontico - che nei prossimi giorni metteremo a disposizione di tutti - sono la sintesi di una giornata davvero speciale: quella che gli ideatori felicemente chiamarono «Omaggio a un campione: Giuseppe Gentile». Nella prima il nostro campione alza la torcia olimpica di Rio 2016 (proprietà della Collezione titolare di questo sito) accanto al logo di «Sognando Olympia». Sotto, il simbolo del successo di questa iniziativa: gli atleti che hanno accolto l'invito degli organizzatori. Da sinistra: Magdalin Martinez, Barbara Lah, Antonella Capriotti, Dario Badinelli, Paolo Camossi, Fabrizio Schembri, Fabrizio Donato, Daniele Greco.

Di seguito pubblico quanto scritto da Walter Brambilla per il sito della rivista «Correre». Ringrazio l'amico Walter per la sua amichevole partecipazione alla iniziativa. È questa la prima eco  

Chi ama l’atletica avrebbe potuto raggiungere il “nirvana” domenica mattina da Agazzano, centro di poche anime (oltre due mila) in provincia di Piacenza. L’idea è nata dalla “Collezione Ottavio Castellini”, il giornalista lombardo, in quiescenza da un paio d’anni, che dispensa idee, e le porta a compimento. L’ultima, davvero da brividi, dedicata a Giuseppe Gentile. Il grande campione dell’hop, step e jump che a Città del Messico 50 anni fa, esattamente il 17 ottobre, fece il record del mondo (17,22), ma non riuscì a mettersi al collo l’oro, preceduto da Viktor Sanayev (17,39), che batteva bandiera dell’URSS, e dal brasiliano Nelson Prudencio (17,27). Facile a dirsi, non ad allestire il tutto. Ottavio Castellini, con il supporto del Progetto Multisport «Sognando Olympia», affiancati dalla Atletica Baldini Agazzano, per l’organizzazione logistica in loco, ha fatto sognare non meno di 200 appassionati. Invitati anche gli azzurri che hanno avuto l’ardire di superare quota diciassette. Non sono molti nella nostra penisola, c’erano tutti: Fabrizio Donato, Daniele Greco, Paolo Camossi, Fabrizio Schembri, Dario Badinelli e invitato speciale Andrea Dallavalle, piacentino, speranza azzurra del triplo. Non è finita non potevano mancare Magdelin Martinez, unica donna ad aver superato la misura di 15 metri, esattamente 15,03, poi Barbara Lah e Antonella Capriotti. In altre parole il triplo azzurro di sempre. La mattinata è volata via con filmati inediti della finale di Messico, con Giuseppe Gentile dall’alto di una classe immensa, nel proporsi al pubblico e agli appassionati ha ricordato momenti e la sua storia. Fantastico lo scambio di opinioni tra il passato, Gentile e il presente, Donato, come pure il racconto del titolo italiano conquistato all’ultimo balzo di Schembri lo scorso mese di settembre. Ancora Camossi che impossessatosi del primato strappato proprio al triplista romano con discendenze sicule, sperava che il nuovo limite durasse anni. Invece… Fabrizio Donato nove mesi dopo, salì al trono attuale del primatista assoluto. Giuseppe Gentile il 16 ottobre del 1968 stabilì nelle qualificazioni il primato mondiale con 17,10, Nella finale si migliorò arrivando a 17,22 al primo salto. Non fu sufficiente … Eppure tutti pensarono: “Gara conclusa”, solo l’azzurro in un articolo di Gianni Brera apparso sulla rivista “Atletica” (ottobre/novembre) 1968: “Gentile…il Gattopardo”, dichiarò il contrario: “17,22 non significava nulla. Tutti pensavano bastasse per vincere. Tutti, meno io”.

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