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Gratidudine...grati...che? Lasciamo perdere

«Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo: il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l'ingratitudine».

La frase è attribuita a Don Bosco. Me l'ha inviata il mio amico Domenico Canobbio, che una quarantina di anni fa lanciava il disco ed era bravo. Oggi è un uomo che non tira più il disco, ma esercita una grande sensibilità, che trasmette in foto molto belle, tema la natura soprattutto.

La frase di Don Bosco fa il paio con un'altra che ho letto qualche tempo fa, non ricordo più dove. Diceva, più o meno, così:«La gratitudine è una merce che ha una data di scadenza molto breve».

Il tutto fa il paio con la mia decisione di cancellare, poco a poco, dalla mia mai ordinata agenda i nomi di amici, presunti amici, ex amici, aspiranti amici, e ovviamente amiche - per l'amor di Dio, non dimentichiamo la parità di genere - che 1) sono sempre troppo impegnati con lavoro per farti una telefonata, pur sapendo che tu hai il doppio degli anni loro; 2) quelli che sono troppo impegnati con i loro giochini ai quali non possono togliere neppure un secondo della loro vita per dirti «crepa»; 3) quelli che quando gli fa comodo ti usano e poi, raggiunti i loro scopi, di gettano come un paio di scarpe vecchie; 4) quelli che cavalcano le tue idee, le tue intuizioni, i tuoi progetti, dei quali, stoltamente, li hai messi a conoscenza; 5) quelli che non ti dicono mai una parola, dico una, per gratificarti; quelli che, 6) 7) 8) 9)...ecc ecc.

P.S. - Questa settimana che va ad ingrossare quello che si chiama passato, ho già provveduto a rimuovere alcuni nomi, con relativi indirizzi, numeri di telefono o telefonini, Whatsapp, Facequalcosa, e tutto il diabolico armamentario che dicono moderno. L'operazione è appena iniziata.

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