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Confucio: quando corro tutti i pensieri volano via

 
 

Tutti seguaci di Confucio sul Monte di Gargnano che osserva placido, quasi sempre molto silenzioso a parte quando qualcuno alza troppo il gomito, le acque del Benaco. Gente che corre, gente che cammina, gente che si ritrova almeno una volta la settimana - ma in estate anche tre - attorno al gazebo biancoverde che fa da richiamo per loro, e spesso non solo per loro. È il gazebo che chiama a raccolta gli aderenti al GS Montegargnano. Sono molti, son tanti, quanti? mah, stanno perfino perdendo il conto, comunque 120 - 130. E poi ci sono tutti quelli che aiutano, che allestiscono, che tagliano centinaia di panini (migliaia, forse) da sbaffare attorno al gazebo, che ripuliscono i sentieri (bellissimi, venite a vederli, lo dicono ai miei amici lontani) di montagna, quelli che mettono a disposizione un camion, o l'autobussino per le trasferte più lontane. Qualche sera fa, si sono ritrovati (le foto di Alido Cavazzoni ce ne propongono una bella selezione) come da cementata tradizione, nel salone dell'Albergo Tre Punte, a Navazzo di Gargnano. È stato celebrato il rito della «Bicchierata», come la etichettò nel secolo scorso (provate a dire che non è vero) Elio Forti, l'anima, il cementatore, l'asfaltatore, ma anche il bancomat, di questa Associazione sportiva dilettantistica secondo la ridicola definizione che hanno imposto i padroni del vapore dello sport, come se la discriminante professionista - dilettante passasse in queste tre lettere aggiunte ASD. Per favore...vabbè lasciamo perdere i burocratosauri.

Stavolta niente scarpette ma forchette, in un clima di festa, allegria e amicizia. Poi, due gare: una maratonina e una maratona. Maratonina di discorsi, maratona di premiazioni, una montagna, e non in senso figurato. Lo spirito del gruppo è quello di sempre, ed è quello giusto: magari anche solo un segno, piccolo, ma per tutti, per far sentire tutti partecipi. Poi, quando si corre o si cammina viene a galla l'agonismo, linfa essenziale per alimentare lo sport. E per quanto si sia fatto (e purtroppo si fa) per buttare l'agonismo fuori dalla porta, esso rientrerà sempre da qualche spiffero. Linfa vitale, lo ripeto, senza della quale non si fa sport ma si fa un'altra cosa. Agonismo non è solamente quello che ci fa confrontare con gli altri, ma anche, e soprattutto, quello che ci mette in competizione con noi stessi. Ma è bello che, per una sera, l'agonismo resti a riposo. Ma poi ci ho ripensato e mi son detto: non è vero. Avevo appena sentito due amici che dicevano fra di loro: questa è la terza fetta di panettone che mangio, e l'altro: io solo due. Agonismo sempre e ovunque, anche se in ballo ci sono solo le leccornie natalizie.

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