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Mariam, la mascottina di Sognando Olympia

È con il dolce sorriso di Mariam, bella bambina di poco meno di otto anni, che questo spazio prende momentaneo congedo da voi ormai a poche ore dallo scadere dell'anno 2018. Mi congedo dalle persone, e non sono poi pochissime, che dimostrano un certo interesse per le notizie, fotografie, cronache, elucubrazioni, che vado pubblicando. «Collezione Ottavio Castellini» e la sezione «Eco del Pizzocolo», pur non essendo dei mostri dei cosiddetii social, tengono dignitosamente il campo. Spesso me ne stupisco. Gli stessi strumenti comunicativi fanno da supporto anche alla sigla «Sognando Olympia», che avrebbe dovuto essere un contenitore per propagandare gli ideali olimpici. Avrebbe dovuto essere. E per il momento non aggiungo altro per non rovinare il clima festaiolo che accompagna, di solito, il giorno della fine dell'anno. Nonostante molte disillusioni, faccio finta di crederci ancora. E per darmi, e dare a quei pochi altri che forse ci credono, un motivo per continuare, ho scelto una bambina come segno di speranza. È la bimba, la più grandicella dei tre che popolano le loro giornate, di due amici cui sono molto affezionato, Fadoua e Gino. Mariam un bel giorno ha chiesto ai suoi genitori di poter praticare il karate, arte marziale giapponese. Non la danza classica, che manda in sollucchero le nonne, non il nuoto, il pattinaggio, neppure la mia una volta amata atletica. No, il karate. E a sentire il suo maestro è bravissima, ha bruciato le tappe, le hanno dato pochi giorni fa la cintura verde. Seguo, chiedo. l'evolversi dei colori della cintura all'orgoglioso padre con cui ho contatti quotidiani, perchè mi aiuta con certosina pazienza a dare una forma gradevole a questo spazio. La storia loro e della loro bella famiglia la racconterò un'altra volta con maggiori dettagli, oggi mi fermo al senso di questi auguri.

Mariam incanta chiunque per la sua grazia, educazione, sorriso, affettuosità. Quando ho sondato Gino sull' idea di avere Mariam come immagine del mio ideale di Olimpia, lo ha chiesto a lei, le ha spiegato di cosa si trattava. Poi ha registrato la sua risposta nella quale lei stessa mi diceva, con la sua vocina, che era d'accordo. Ed oggi è con noi per augurarci "Buon Anno Nuovo". E ci accompagnerà fino al nostro traguardo Tokyo 2020. Dove, sicuramente qualcuno lo sa, il karate verrà ammesso fra le discipline olimpiche. Per Mariam è presto, anche Paris 2024, potrebbe essere Los Angeles 2028, quando avrà quasi diciotto anni. La prossima elaborazione grafica del nostro slogan, che affideremo come sempre alla fantasia di Roberto Scolari, dovrà essere un augurio a lei: «Sognando Olympia Los Angeles 2028».

Prendimi, prendici, per mano, Mariam, e conduci me e gli altri che credono in questi ideali, che spesso paiono obsoleti, fin là.

Auguri a tutti, proprio a tutti. 

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