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Misurare la propria esistenza camminando

Neppure la spiritualità è esente dalla burocrazia. Sono arrivato a questa conclusione dopo aver ascoltato una storiella nient'affatto male. L'ha raccontata Elio Forti durante la sua chiacchierata davanti ad una saletta overbooking nella tenda degli amici che allestiscono il «Natale in Piazza» a Villa di Bogliaco, che, ho già avuto modo di scriverlo ma lo riscrivo, è un vero gioiellino che meriterebbe molta più attenzione e promozione culturale. E ringraziare, per ora, il cielo che ci sono questi giovanotti e giovanotte molti miei coetanei che almeno il tendone lo allestiscono. Gli altri, quelli un po' più giovani? Chiacchiere, tante belle chiacchiere. I giovani giovani per davvero? Beh, quelli desaparecidos. Villa, talmente intimo, magico, il borghetto, che lo aveva eletto a sua alcova perfino David Herbert Lawrence, quello de «L'amante di Lady Chatterley», travolto da amore e passione per Frieda von Richtofen, che aveva una lontana parentela con Manfred von Richtofen, il famoso «Barone Rosso», mitico aviatore (reale) della Prima Guerra Mondiale. Riferimenti fumettistici: Linus e Snoopy, epiche le sue fantasiose battaglie con il «Barone Rosso».

Lasciamo amori e fumetti, e torniamo ad occuparci di Elio. Il quale ha raccontato, in una bella oretta e mezzo di vivace esposizione arricchita dalla proiezione di una marea di foto (dicesi un migliaio), la sua «passeggiata» pedestre dalla località di Navazzo, frazione di Gargnano, sul Lago di Garda, alla cittadona lusitana di Nazaré, porto sull' Atlantico. Esiste una storia di gemellaggio sportivo che risale agli anni 80 che lega amicizie e ricordi, tanti. Elio, per motivi suoi che non ha mai rivelato e che è stato bravissimo a mimetizzare anche in questa occasione, decise di fare a piedi il tragitto fra qui e là. E lo ha fatto: 2465 chilometri in 51 giorni di camminare, prendendola larga, passando da Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima.

Storia che ho già raccontato altre volte in questo spazio. La piccola aggiunta, dopo la serata a Villa, riguarda questa storiella che ha raccontato Elio. A Santiago, traguardo del famoso Camino dei pellegrini, Elio si è presentato all'ufficio deputato a mettere timbri ricordo. "Signor Forti, a lei ne mancano due, lei il Camino non lo ha fatto tutto". "No, guardi io ho fatto molto di più di tutti gli altri, sono passato qua, là, prima sono andato a Lourdes..." e via enumerando. Niente da fare, "le mancano due timbri, quindi io non le posso mettere il nostro". Ma vi pare possibile? Ebbene, così è, se vi pare. Vivaddio, Elio Forti è uno che se ne strafotte di timbri, timbretti e timbroni. Lui sa cosa ha fatto, come lo ha fatto, perchè lo ha fatto. Il resto non conta assolutamente nulla. Non fa parte della schiera di coloro che fanno 'ste camminate per esibirle agli altri, o mostrare timbri. E da quello che ha raccontato tra le righe a me pare di aver capito che 'sti Cammini vanno via perdendo una bella quota della loro spiritualità a favore del...borsellino. Ma forse mi sbaglio.

Bella la serata, interessante il racconto, attrattivo il materiale fotografico. Elegante la presentazione di Enzo Gallotta, ricca di affetto per il protagonista. Un affetto palpabile fra tutti coloro che hanno riempito tutte le sedie. Avanti, solo posti in piedi.

Servizio fotografico di Giuseppe Cherubini.

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