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San Gervasio si è innamorato della corsa

L'anno scorso, era qualche giorno prima del 21 ottobre, titolai "e nel bosco solo i passi dei corridori". Era la presentazione della prima edizione di una corsa podistica chiamata «BoscoRunning», voluta dagli amministratori locali e da un caro amico personale, Roberto Scolari, un designer di comprovata bravura. Come sempre le «prime» danno qualche batticuore, capita così a teatro, a un concerto, ad una mostra di pittura. Quella «prima» andò bene, senza strafare, ma con una lusinghiera adesione di persone che corrono per divertimento, per ritrovarsi con amici di qualche altra parte della vasta provincia bresciana, ricca - talvolta fin troppo, viste le frequenti sovrapposizioni - di eventi di questo tipo che associano l'esercizio fisico al divertimento. Almeno per chi non lo prende troppo sul serio, lo spirito è, o meglio dovrebbe essere questo.

Torno a San Gervasio e alla «BoscoRunning»: stavolta non va più in scena la «prima» ma il «bis», per continuare l'accostamento teatrale. Tutti gli elementi informativi li trovate nella locandina che pubblico qui sopra. Lo scorso autunno l'apprezzamento di chi partecipò fu unanime: bello il percorso su pista ciclabile che attraversa il Parco del Lusignolo, bella l'accoglienza. In fondo, è quanto si aspettano i partecipanti: una bella corsa in un bel posto, con gente cordiale. Ingredienti che a San Gervasio Bresciano non mancano. E allora auguro: «buona la seconda», come dice il regista.

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