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Marzo 2020: un mese tutto di Quaresima

«L'augurio è di arrivare al 1° marzo un po' più sereni. E che il virus sia solo un brutto ricordo». Sono stato cattivo profeta, mi capita spesso, anzi quasi sempre. Ci siamo dentro in pieno, e si vive alla giornata, fra chi spara cazzate gigantesche, chi non riesce a tacere neppure sulle disgrazie, chi è in confusione mentale  e dice tutto e il contrario di tutto, chi ne approfitta e ruba e imbroglia, chi si frega le mani non con la amuchina ma con il virus e fa affari, chi alza alti lai sul business che sta evaporando e vuole essere aiutato (ma quando va a gonfie vele ha mai aiutato gli altri? parlo dei botegher). Insomma ce n'è per tutti i gusti. Ho dimenticato una categoria che ci va a nozze: i giornalisti, o presunti tali. Pagine e pagine, in cui vien buon tutto: il virologo e l'immunologa, la mamma disperata perchè il bambino in quarantena va in paranoia (in tempi normali invece con due linee di febbre non lo mandava a scuola per una settimana), il fascistone che riscopre il saluto eia eia eia alalaà per evitare di darsi la mano (poi ritratta e dice che stava scherzando, ormai questo è il giochino idiota), lo scriba che testualmente digita «ricomincia così la caccia al paziente zero...», capito? «caccia», come se fosse un deliquente ricercato dalla Interpol. Mi chiedo dove stanno i direttori, i capiredattore dei giornali. A proposito di cazzate. Che mi dite di un tale, che a me ricorda il commissario Basettoni del mai dimenticato «Topolino», che in una dichiarazione televisiva (esiste la registrazione, chiunque la può sentire) ha asserito serissimo (si fa per dire) «abbiamo visto tutti i cinesi mangiare i topi vivi». Apriti cielo, i cinesi se la son presa molto a male, giustamente. L'ambasciatore di Pechino si è infuriato, Basettoni ha dovuto fare marcia indietro, «sono davvero dispiaciuto per quanto accaduto», capito? è accaduto, così, lui non c'entra, aveva una paresi alla bocca e le parole gli sono uscite contro la sua volontà? era ubriaco per le troppe ombrete? Se fossi il presidente Xi Jinping darei ordine all'ambasciatore cinese di organizzare nella sede romana dell'ambasciata una bella cena a base di topi vivi e di invitare l'individuo. E li deve mangiare, oh, se li deve mangiare i topi vivi.  

Di fronte a queste bestialità non si può più far finta di nulla. Basta! E invece la gente ride come se fossero barzellette, gli imbecilli. Vabbuò, direbbe un noto capitano esperto di «inchini» di grandi bastimenti (leggi Concordia, Isola del Giglio, 32 morti). Vabbuò, noi consoliamoci con la bellezza di questa foto che ci accompagnerà per tutto il mese di marzo. Fa parte del calendario illustrato dai miei amici Chantal, Marco e Pietro, che hanno fermato con i loro obiettivi immagini piene d'incanto sulla terra del Montegargnano, dove consumo i miei giorni. Da questa che trasmette sensazioni di trasparenze da sogno emerge l'abitato di Sasso e, sullo sfondo, il Monte Pizzocolo e le Tre Cime, chiamate anche Monte Castello o, per gli indigeni, La Selva.

Dove: frazione Sasso, Comune di Gargnano - Apparecchio: NIKON D300S - Lunghezza focale: 24.0 mm - Ottica: 18.0 - 250.0 mm f/3.5 - 6.3 - Tempo esposizione: 1/500 - Diaframma: f/4.5

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