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Uno spettro allarmante s'aggira per l'Europa

    

Uno spettro s'aggira per l'Europa, scrivevano nel 1848 Carl Marx e Friedrich Engels, e si riferivano al comunismo che spaventava i borghesi. Oggi dobbiamo fare molta attenzione ad un altro spettro, di colore nero che si aggira pericolosamente per l'Europa. Uno spettro che chiamano mellifuamente sovranismo ma che altro non è che fascismo. Due vicende di oggi, di segno opposto, hanno suscitato la mia attenzione, due vicende che hanno al centro delle bandiere: quelle che nel 1956 sventolarono per qualche giorno a Budapest in segno di libertà dal giogo dell'Unione Sovietica, e un disegno che ricorda il valore di due giovani greci che ammainarono la barbara bandiera del nazismo sul Partenone. Uno di quei giovani di allora è morto oggi, all'età di 98 anni, ad Atene. Nelle foto: gli ungheresi su un carrarmato sovietico che avevano fermato (immagine di cui sono riconoscente al sito corriere.it) e il disegno che ricorda il gesto dei due ragazzi greci nel 1941.

Ungheria 1956, Ungheria 2020. Che differenza. Allora i cittadini ungheresi scesero nelle strade contro i carrarmati invasori dell'Unione Sovietica. Oggi sono proni ad un nuovo dittatore, che hanno voluto, quindi non hanno nulla di che lagnarsi. Un grande futuro alle spalle. Invece l'Europa, se ha un minimo di dignità, non può tacere, non può accettare supina, immobile, sempre paralizzata quando invece servirebbe la sua presenza. Il coronavirus non può essere una foglia di fico.

Grecia 1941, Grecia 2020Manolis Glézos era il simbolo della resistenza contro i nazisti. Glézos è morto oggi, all'età di 97 anni, in un ospedale di Atene, dove era stato ammesso per una gastroenterite. Il generale De Gaulle lo defininì "il primo combattente della Resistenza in Europa" per aver osato, nel 1941, ammainare la bandiera nazista dall'Acropoli di Atene. L'evento, che segnò per sempre la sua giovinezza e la sua vita, avvenne nella notte del 30 maggio 1941, mentre i nazisti occupavano la Grecia, Glézos salí in cima all'Acropoli passando per una grotta, con Lakis Santas, compagno di lotta e amico. Insieme riuscirono ad ammainare la bandiera nazista dal pennone e a scappare senza che le guardie si rendessero conto di nulla.

Nato il 9 settembre del 1922 nell'isola di Naxos, Glézos si trasferì ad Atene all'età di 12 anni con la sua famiglia, e iniziò a militare nella gioventù antifascista. Durante quella notte, all'età di 19 anni, strappò via la bandiera con la svastica che svettava sull'Acropoli e la sostituì con quella greca. Fu arrestato e imprigionato più volte durante l'occupazione, e negli Anni '50 e '60 perché comunista. All'epoca il partito comunista greco (KKE) era fuorilegge. Si è unito al partito Eda (Sinistra Democratica) negli Anni '60 prima di essere eletto deputato e poi parlamentare europeo con i socialisti negli anni '80. Nel 2000 è diventato membro del partito della coalizione Sinistra e Progresso, diventata poi Syriza di Alexis Tsipras. Durante la crisi (2010-2018) ha partecipato alle manifestazioni anti-austerità. Nel 2015 ruppe con il partito di Tsipras.

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