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Alla faccia dell'invocato «ne usciremo migliori»

Vi ricordate, vero, tutte le belle parole d'ordine in pieno Coronavirus? Ce la faremo, tutti insieme ne usciremo,  ripartiremo insieme (e infatti la pubblicità che seguiva era di una notissima casa automobilistica) . Pochi minuti fa è stato reso noto il progetto Meravigliao del signor Vittorio Colao (ex manager Vodafone, sapete, no? una delle simpatiche compagnie di telecomunicazioni che ci ha grattato soldi sulle bollette dei nostri telefonini, la famosa storia dei 28 giorni...), il quale in sei punti originalissimi ci annuncia il progetto «per una Italia più forte, resiliente ed equa». Se avessi quattrini da spendere commissionerei una indagine ad una società esperta nel raccogliere opinioni per conoscere la percentuale degli italiani che sanno cosa significa «resiliente, resilienza», senza guardare un dizionario. Ma è un sostantivo e un aggettivo che va molto di moda, fa molto intellettuale.

C'è stata una parola d'ordine che mi ha colpito più di altre, la più toccante di tutte quelle che ho letto io: «Ne usciremo migliori». Sarò un pessimista incallito, ma non ci ho creduto neppure per un istante. Convinto più che mai che chi era una brava persona prima del virus, sarebbe rimasto una brava persona durante e dopo, e lo ha ampiamente dimostrato; quelli non catalogabili in questa categoria avrebbero continuato ad essere dei mascalzoni, dei ladri, dei profittatori, dei bugiardi, degli imbecilli, degli energumeni. Durante il virus ne abbiamo viste di cose orrende e ripugnanti, fino a dirigenti-pantegane dello Stato che speculavano a man salva sulla pelle di chi stava morendo. Nomi? Fatemene qualcuno voi.

Adesso siamo alla Fase «tana libera tutti», o quasi, e che cosa sta succedendo? Ieri, domenica, ho raccolto qua e là titoli di notizie apparsi sui giornali, e ne è venuto fuori un bel campionario. Li ho ricopiati e ve li lascio in eredità per il «pensierino della sera». È solo una piccola selezione, se volete ne raccolgo di più. A me sembra che non ci sia proprio nulla di diverso da prima, o di migliore. E voi?

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