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«Questa è la Camera dei Comuni»

È il titolo del quinto saggio breve scritto di Virginia Woolf (1882 - 1941), scrittrice inglese, raccolto, insieme agli altri, nel piccolo libro «Scene di Londra», cinque gioielli di scrittura, a mio modesto giudizio. Questo dedicato alla Camera dei Comuni è l'ultimo dei cinque. Ci offre alcune riflessioni di straordinaria attualità. Eppure son scivolati via quasi cent'anni da quando furono scritti, nel 1931. Gli altri sono «I Docks di Londra», «La corrente di Oxford Street»,«Le case dei grandi», «Abbazie e Cattedrali».

"Oggi un singolo uomo non può reggere alla pressione delle umane faccende. Esse si abbattono su di lui schiacciandolo; lo lasciano privo di carattere, anonimo, un puro strumento nello loro mani. La conduzione degli affari è passata dalle mani degli individui alle mani dei comitati. Persino i comitati possono solo dirigerli e sollecitarli e rovesciarli addosso ad altri comitati...La celerità è l'esigenza suprema. Mille navi giungono ogni settimana ai Docks di Londra, ma quante migliaia di problemi arrivano ogni giorno alla Camera dei Comuni ed esigono una soluzione?...Vediamo un po' se la democrazia che costruisce edifici, non può in realtà essere migliore dell'aristocrazia che scolpiva statue...Perciò lasciateci sperare che la democrazia si avveri, sì, ma solamente di qui a cent'anni, quando giaceremo in mezzo all'erba; oppure che entrambe le dimensioni, per un qualche straordinario colpo di genia, possano convivere: il vasto edificio e il piccolo, particolare, unico individuo".

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