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Last updateVen, 18 Set 2020 2pm

Ne siamo usciti migliori, alcuni esempi (1)

Esempi di miglioramento della educazione, della convivenza civile, del rispetto delle persone, dopo (io direi durante, perchè il pericolo che corriamo è tuttaltro che finito, spero di essere pessimista) lo sberlone che questa presuntuosa società, formata da tutti noi, ha preso ma di cui si è già dimenticata. Ieri pomeriggio, ho lasciato - di malavoglia - il mio eremo a mezza costa, e son sceso nella Supermarketlandia, obbligato dai vuoti che avevo notato nel mio frigorifero e nel mio congelatore. 

Episodio numero 1 - Siamo all'entrata di un supermercato, quello che ormai uso abitualmente, essendo un pigro abitudinario. In fila, ho davanti una coppia che parla la lingua degli Unni, che son tornati sul Garda come una volta (ho detto una volta) le rondini a primavera. Sull'entrata un gentile commesso del supermercato invita i clienti a disinfettare la barra del trolley dove si appoggiano le mani, poi a disinfettarsi le stesse e infine a proteggerle mettendosi i guantini di plastica, e prego s'accomodi. Odo, in sottofondo, la voce di una valkiria chiapputa che lascia eruttare uno stizzito «Scheisse» che nel forbito idioma degli Unni significa un italianissimo «merda».

Episodio numero 2 - Abbandonati gli Unni ai loro crauti, salsicce, wurstel e barilotti di birra, concludo le mie compere, e sono in fila, ben discosto, per posare quello che ho nel trolley. Dietro di me una coppia uomo-donna. Se ne va il cliente precedente, entro nel corridoietto davanti alla cassiera e comincio a mettere le mie ricche (con quel che costano!) compere sul nastro. Dietro, con la coda dell'occhio, vedo una sagoma avvicinarsi. Sbircio: un tale che brontola fra i denti, era già da qualche minuto che sentivo 'sto borbottio. La donna, con un cervello più sviluppato, azzarda un:«Non stare così vicino, stai qui, indietro». Risuona, soffocato dalla mascherina, penzoloni fra il naso e il mento un:«I s'enculen». Traduzione (anche se non serve) dal linguaggio dei trogloditi autoctoni:«S'inculino». Chi? Mah... Signora, mi spiace per lei. Episodio analogo, di intolleranza al rispetto di 'ste regoline semplici semplici (utili? inutili? mah, intanto provarci non costa nulla) mi ha raccontato la mia amica Giuseppina, maltrattata anche lei in un super da una medaglia d'oro dell'INPS (assegnatagli per il numero di anni da pensionato) che non sopportava che la signora stesse 2-3 metri lontana, perchè secondo lui con queste distanze ci sarebbero volute ore per pagare, lui aveva fretta. Meglio usare il tempo intubati in qualche sala di rianimazione.

Episodio numero 3 - Rinfrancato nello spirito, riconoscente per l'apprendimento in così breve tempo di vari differenti idiomi e delle loro colte sfumature, esco nel parcheggio. Sto ordinando il mio prezioso carico nel bagagliaio, quando vengo distratto da un vociare iroso. A qualche metro di distanza dietro di me, i conducenti di due mezzi in attesa di parcheggiare erano già scesi e si affrontavano a muso duro. La ragione? Il primo stava aspettando l'uscita di un'altra auto per prenderne il posto; quello dietro si era messo a pigiare sul clacson e alla richiesta di indietreggiare per favorire la manovra, era dato in escandescenze. Rob de matt! Notare: in quel momento, metà pomeriggio, il parcheggio del supermercato era semivuoto.

Il tutto in un posto solo e in poco più di un'ora. Risalendo sulla mia montagnetta, ripensavo agli episodi e mi sono chiesto: ci sarà una relazione causa-effetto fra la lunga quarantena e la manifesta aggressività? Mi son risposto di no, è solo la solita beluinità di tanti di noi. Condita con una bella dose di ignoranza.

Siamo migliori? Io, per precauzione, continuerei a usare il verbo al futuro semplice: saremo. E ci metterei un bel: forse. Saremo forse migliori, ma non si sa quando. Forse mai.

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