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Omaggio a una elegante signora settantenne

Sulle acque del lago di Garda e sulle terre che lo circondano è, da molti anni, tutto un rincorrersi di miglia: vuoi marine per navigatori, vuoi terrestri per i praticanti dello sport podistico. Dunque, miglia inglesi - loro devono sempre far diverso dagli altri - come unità di misura, anche se acqua e terra esprimono conversioni metriche diverse: su acqua il miglio marino si indica in 1.852 metri, ma è una media operata con calcoli matematici e arrotondata; per la terra tutto più semplice: metri 1.609,344. Per vero, il ricorso alla unità di misura adottata dai britanni, in terra bresciana, risale al 1927 con la nascita di una forsennata corsa su e giù per l'Italia di ricchi signori e di piloti di professione a bordo di auto dal fascino irresistibile: era la «MilleMiglia». Ma qui parlo di lago.

1951: all'anagrafe sportiva del Comune di Gargnano venne registrata la nascita della «Centomiglia» velica, padre legittimo il Circolo Vela Gargnano. Per la terra ferma un nuovo nato migliarolo - «Diecimiglia del Garda» - si fa collocare al 1987, ma è una creatura già nata prima (1974) che cambia solo il cognome. Ci fu perfino un pallido tentativo di lanciare una gara sulla distanza del «Miglio», lo chiamarono il «Miglio Olimpico», ma non fece a tempo a uscire dall'incubatrice. Gli altri due son figlioli resistenti, che, a parte qualche raffreddore, ancor oggi godono buona salute: la creatura velica ha celebrato i 70 anni, gratificata da una bella giornata di sole; quella pedestre, pur con mascherine, liquidi igienizzanti e percorso striminzito, ha doppiato i 47 anni. E tutto ciò va ascritto a merito degli organizzatori: il Circolo Vela Gargnano e il Gruppo Sportivo Montegargnano, fra i due in linea d'aria non più di tre chilometri, forse meno.

Ho volutamente abbinato le due manifestazioni sportive, prima di tutto perchè meritano ugual rispetto e apprezzamento, pur nelle intuibili differenze. Ci fu un momento, era tanto tempo fa, che pareva perfino che le due entità organizzative avessero la volontà di cooperare alla ricerca di un terreno comune per fare tratti di percorso insieme. Fu una bella illusione, qualche timido tentativo di prova d'orchestra, ma poi non se ne fece nulla. Hanno comunque camminato, ognuna per la propria strada, nel rispetto reciproco, ripeto il termine.

L'augurio che mi faccio, e che faccio a loro, è di poter contare tante altre edizioni ancora. Il vero traguardo, conclusa una manifestazione sportiva, è l'edizione successiva, e poi un'altra ancora, e ancora, e ancora. Guai pensare di voler scrivere in anticipo la data di morte. Significa che si è già morti. 

Chiudo. C'è una cosa che mi fa rabbia della «Centomiglia»...ed è che è più giovane di me! In alto il Gran Pavese, uomini e donne di acqua dolce, lacustre. E come omaggio tre belle foto dei giorni scorsi, senza tante altre superflue parole.

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