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Halloween, monumento alla imbecillità

Sarà pure uno sbruffone, forse, come dicono gli avversari politici, un camorrista, un politico spregiudicato che riesce, chissà come, a mettere insieme pezzi di destra e di sinistra e vincere le elezioni regionali in Campania, grazie alle quindici liste a lui collegate, con il 69,5 dei voti, sta fortemente sui piedi al sindaco di Napoli, De Magistris. Insomma, dite quel che volete ma a me il governatore Vincenzo De Luca è simpatico. Se non altro non è così palloso come certi politici che sembrano commessi delle pompe funebri (con tutto il rispetto per il loro insostituibile mestiere), o «esangue come un santo di El Greco» espressione usata da Brunella Giovara in un articolo su un tal lombardo esperto di camici e di mascherine. Oppure insignificanti giovanottelli con il sorriso eternamente prestampato, che si vede perfino quando indossano la mascherina. Lui, l'uomo di Salerno, se ne inventa una nuova quasi ogni volta che apre la bocca. Mi direte: è sufficiente per essere un buon politico? Certo che no, non è solo con il sarcasmo che si amministra e si fa politica.

L'ultima trovata del Governatore del Regno di Campania (ex Regno di Napoli, poi Regno delle Due Sicilie) è da scrivere a caratteri cubitali. E stavolta non è una battuta, ma una definizione intelligente che dovrebbe essere fatta propria da tutti gli italiani che hanno ancora un cervello efficiente. Ha detto: «Halloween è questa immensa idiozia, questa stupida americanata che abbiamo importato anche nel nostro Paese, è un monumento all'imbecillità». Ma noi, dico gli italioti, dobbiamo essere filoamericani sempre e comunque, e tutte le loro cazzate devono per forza attecchire da noi. Questa della notte delle streghe e della paura è da annoverare fra le idiozie più enormi nella storia dell'umanità. Che se la tengano 'sti cowboys di Tombstone o del Rio Bravo, ma che senso ha importarla nel Paese di Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Botticelli, Vasari, Dante, Manzoni, Verdi? È una roba da incivili, da ubriaconi che con una maschera sul volto si divertono, quella notte, ad ammazzare, a picchiare e a distruggere. Ma noi, noi italiani, cosa c'entriamo? E invece riempiamo i nostri supermercati di orripilanti zucche di plasticaccia arancione, di assurdi cappellacci da strega, e buttiamo i nostri soldi. 

Halloween, Allouin, come ha celiato un quotidiano inglese riprendendo il suono della pronuncia del signor Vincenzo neapolitan speaking. Allouin una «americanata che è monumento all'imbecillità». Sottoscrivo. Chi volesse ascoltare dal vero le parole di Vincenzo De Luca può cliccare qui; per chi volesse sorridere un altro po' qui trova la parodia che ne ha fatto il grande Crozza (nella foto).

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