Mercoledì, 12 13th

Last updateSab, 09 Dic 2017 1pm

Dal libro dei sarcasmi di Ersilio Motta, giornalista

Visite: 74

Un mio amico che, come si usa dire oggi "è già andato avanti", soleva usare una frase emblematica per definire colleghi, "capetti", oppure qualcuno che genericamente non riscuoteva le sue simpatie. L'amico è stato anche mio caposervizio alla redazione sportiva del "Giornale di Brescia" dove ho finto di lavorare per qualche anno. Ersilio Motta, di lui dico, era un vivacissimo scrittore di articolesse, disperazione del meschinello redattore che doveva far quadrare gli spazi, laureato summa cum laude in rugby, per me, affascinato ma somaro, uno dei più competenti interpreti della palla bislunga. Etichettava così "Ermo" (era il suo nom de plume) chi non gli andava a genio:"ha la faccia foderata di pelle di culo", che si adattava ai bugiardi, ai voltagabbana, ai perfidi, agli ominicchi.

Me ne ricordo spesso, anche perchè la definizione mi è sempre piaciuta e calza alla perfezione a certi figuri in cui, purtroppo, sono inciampato lungo il cammin di mia vita. Ma non di me voglio discorrere. Poco fa leggevo alcune righe di una intervista raccolta su un foglio benedetto dall'acqua santa vescovile e l'intervistato sentenziava (argomento la candidatura al posto di Governatore della Banca d'Italia), copio e incollo:"Il vero problema sono le crisi bancarie, sono le decine di miliardi messi dallo Stato per salvarle. Io e il Pd non possiamo difendere l'attuale assetto di potere, non possiamo stare dalla parte dei presunti salotti buoni della finanza. Noi stiamo con i risparmiatori". Ersilione, mandi tu una e mail per chiedergli di lanciare una start up (si dice così oggi, ai tuoi tempi non si usava) di borse di lusso foderate di pelle di culo?

Quanto al citato PD ho la sensazione che, fra poco, altro che assetti di potere da difendere o non difendere, visto che non riesce a difendersi neppure da se stesso. PD, qualcuno mi sa dire cosa significa davvero quella D?

Porci senza le ali, vi consiglio questa lettura

Visite: 50

Se avete voglia e tempo leggete questo articolo di Vittorio Zucconi. Io ve lo consiglio, voi fate come volete. Questo è l'indirizzo.

L' atletica leggera diventa sempre più pesante

Visite: 55

Corsi e ricorsi storici, secondo l'insegnamento dello scontroso filosofo napoletano Giambattista Vico. In questo caso, applico (con una forzatura) la teoria filosofica vichiana a una brutta vicenda che si è manifestata in tutta la sua gravità nell'autunno del 2015 nella dirigenza dell'atletica leggera mondiale. Un uragano che non accenna a placarsi, anzi segue lo stesso andamento di quelli tropicali: quest'anno prima è arrivato Harvey, seguito da Irma, Josè, Katia e Maria. Non garantisco che l'ordine sia proprio questo, vado ad orecchio.

Questa mattina un nuovo impetuoso vortice che arriva da Vilnius, dove si celebra il consueto rito della Associazione Europea di Atletica, una volta detto "del calendario", perchè si dava forma e si plasmava l'attività dell'anno successivo, meeting, campionati, incontri di squadra nazionali, maratone, maratonine, corse d'ogni tipo in salita in discesa oblique lunghe corte ascensioni al Paradiso, e altro ancora. Con l'andar del tempo, questa gitarella autunnale che piaceva a tanti che vi prendevano parte facendo finta di decidere cose importanti che invece erano già state decise altrove, ha cambiato pelle, si discute di tutto un po'. Per esempio, apprendiamo dal report di Daniel Etchells sul sito www.insidethegames.biz, che i severi censori della atletica continentale saranno chiamati a votare la revoca definitiva del titolo di membro onorario a Valentin Balakhnichev, ex presidente della Federazione russa e tesoriere di quella internazionale. 

Ecco perchè ho chiesto aiuto a messer Vico. Siamo a Vilnius, capitale della Lituania, repubblica baltica che ne ha dovute subire di tutti i colori nella sua storia: unita alla Polonia, poi divisa, poi indipendente, poi sotto il tallone dei tedeschi di von Hindenburg, nuovamente indipendente, ma dura poco, se la spartiscono sovietici e tedeschi, poi resta solo ai sovietici, ma nel 1941 con l'Operazione Barbarossa arrivano i nazisti e con loro i campi di sterminio, le camere a gas; poi arriverà l'Armata Rossa e le pene dei lituani non finiscono, anzi. Quando inizia a vacillare l'Orso sovietico, la Lituania è la prima delle repubbliche baltiche che decide di staccarsi, anche se i dominatori non cedono subito: le ultime truppe di Mosca lasciarono il territorio nel 1993. Dove sta il corso e ricorso? A un russo che ebbe potere sportivo, Balakhnicev, viene tolta una onorificienza proprio da un organismo che si riunisce a Vilnius.

Questa vicenda ha dimensioni ben più vaste, purtroppo. Fosse solo un titolo onorifico dato e tolto...invece...invece leggetevi l'articolo di Etchells, che racconta cose per gran parte già conosciute, almeno da chi le ha seguite, suo malgrado, fin dall'inizio. La netta sensazione è che non sia finita, che ci sono altri ancora che devono spiegare tante cose misteriose, colpevoli silenzi, occhi che vedevano ma si giravano altrove, repentine sparizioni, tardive e improbabili "verginità". La storiaccia, che tiene banco da un paio di settimane, di colui che fu presidente del Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici Rio 2016, Carlos Nuzman, rimosso da tutte le cariche e messo in gattabuia in Brasile, ha fatto tornare a galla nomi, fatti, cifre, conti bancari offshore, che presentano stretti legami con l'inchiesta francese partita da un edificio sul porto del Principato di Monaco. Altro che collari all'Ordine Olimpico, mi sembra che il collare che va maggiormente di moda nello sport mondiale sia un bel paio di manette. Che tristezza!

Salò - Bogliaco, regata dell'Odio, per volersi bene

Visite: 58

 

Il mio amico Sandro Pellegrini, il dotto scriba fiocco randa e spinnaker del Circolo Vela Gargnano, mi ha fatto pervenire pochi minuti fa lo scritto che vi propongo. Encarnita e io scenderemo domenica mattina a lago dal nostro eremo del "Principato di Navazzo" (non solo la Catalogna vuol essere indipendente) e ci porteremo appresso lo stendardo di "Sognando Olympia", che da queste parti ormai è un riconosciuto emblema di sport.

Si partirà domenica mattina, alle 9 e mezza, dal golfo di Salò. Si festeggeranno così 191 anni di storie sportive del Garda, 126 anni di attività (nel nuoto, nel canottaggio, nella vela, nel triathlon) per la Società Canottieri Garda, 65 edizioni del "Trofeo dell’Odio" del Circolo Vela Gargnano.  L’evento ingloberà due regate, quella dell’"Odio" e quella dei "3 Campanili". Da Salò le varie flotte punteranno su Gargnano con il traguardo posto su molo del porto di Marina di Bogliaco. La prova velica chiuderà la stagione primaverile-estiva 2017 dei due sodalizi e il circuito Multisport del territorio “Sognando Olympia”. In acqua scenderanno le flotte dei Protagonist, dei Dolphin Cvg, degli Asso 99, le barche Open, quelle della stazza internazionale Offshore dell’Orc. 

Il "Trofeo dell’Odio"  è nato nel 1953 quando gli stranieri, in particolare i tedeschi, stavano dominando la "Centomiglia". I ragazzi di Gargnano, con tanta voglia di rivincita, inventarono una gara dal nome “forte” (ma solo in apparenza). L’odio è, infatti,  la rivalità sportiva, contro l’avversario di tutta una stagione, un guanto di sfida lanciato, nel perfetto rispetto delle regole, il consueto brindisi finale per vincitori e vinti. Gargnano archivia la sua stagione 2017, mentre Salò darà inizio al suo circuito dell’ Autunno-Inverno 2017-2018. Le sfide di Salò e Gargnano hanno saputo mettere insieme 50 mila presenza turistiche grazie a "Gorla" e "Centomiglia", per non parlare della "Childrenwindcup". La Canottieri Garda oltre alla vela ha saputo proporre nuovi eventi di nuoto e triathlon, con presenze che hanno superato complessivamente i 900 partecipanti.

Un anno fa si erano "odiati" così

Nella edizione dello scorso anno dell’"Odio" ci fu il classico e impetuoso “Peler” (da 20 a 25 nodi). La gara si era disputata sul percorso tra Gargnano e Campione del Garda, un lungo “bastone” come in una prova olimpica, sempre con la stessa aria. La vittoria (nel gruppo degli Asso 99) premiò “SconquAsso” del veronese Andrea Farina del CN Brenzone che approdò all’ arrivo a Marina di Bogliaco davanti a tutti. Secondo (ma primo nel suo gruppo) era il Melges 32 “O&Y” condotto da Luca Nassini per i colori del CV Gargnano. Secondi degli Asso 99 furono i fratelli Ferrari con Donatella e Francesca, portacolori del North West Garda di Campione, terzo “Assatanato” con Ivano Brighenti di Brenzone. Di seguito tagliarono “Aron-Confusione” di Elena Reboldi e Raffaele Bonatti, “Sir Lacelot” di Diego Petrucci. Nel gruppo Misto-Orc l’affermazione andò al Melges 32 dei Nassini (Luca, Damiano, Matteo); nel gruppo del Dolphin al “Tatanka” di Giovanna  Codecasa con Michele Borri al timone, secondo Alberto Osculati e terzo Oreste Bergamaschi, tutti del team velico di “Water Tribe” di Milano.

Gli assassini sono tutti uguali? Non è mica vero

Visite: 81

Sto cercando qualcuno che mi spieghi molto chiaramente, ma molto molto, eh? perchè un tale spara da una finestra di un hotel a Las Vegas e massacra 59 persone, ne ferisce altre 527 che assistono ad un festival canoro, e viene definito  "un folle pieno di problemi, un individuo molto malato". Non erano ancora finiti gli spari che un agente molto speciale della FBI si è precipitato a dichiarare che lo sparatore non aveva alcun collegamento con organizzazioni terroristiche internazionali. Per la CIA ha parlato il portavoce: "le agenzie di intelligence sono consapevoli della rivendicazione dell'Isis ma bisogna usare cautela e non saltare alle conclusioni prima che i fatti siano stati accertati". 

Un tale, in un'altra parte del mondo, prende un coltello da macellaio, entra in una stazione, taglia la gola a una ragazza, ne sgozza una seconda, e di lui si dice "riteniamo si tratti di un attacco terroristico. Sembra che l'individuo che è stato ucciso avesse diverse identità". Niente cautela, conclusioni immediate, prima ancora di conoscere la vera identità di Jack Lo Squartatore.

Ma tu pensa che strano è questo mondo! Dopo aver letto e riletto, sono arrivato ad una conclusione, tutta mia: i morti ammazzati e i loro assassini non sono tutti uguali. E quale sarebbe la differenza? Ne ho scovate due, per il momento. Nel primo caso il "folle pieno di problemi" (quali? finora nessuno lo ha spiegato) è entrato in un lussuoso hotel, ha prenotato una lussuosa suite, si è portato in camera una montagna di valigie (leggo, dieci) piene di 28 armi, e si è messo a mitragliare i patiti di musica country che si divertivano al Festival nella piazza sottostante. Stephen Paddock li ha massacrati in solitudine e nessuno sa cosa abbia detto mentre sparava. 

L'altro, Ahmed Anachi, alla stazione Saint-Charles di Marsiglia, ha sgozzato due innocenti ragazze al grido di "Allah akbar". E qui non ci sono dubbi: terrorismo. Lui non è "un folle pieno di problemi", no no, "è un terrorista".

La seconda differenza: uno si chiama Stephen, l'altro Ahmed. Può uno che si chiama Ahmed non essere un terrorista?

Pensate che casino se "l'individuo malato" Stephen intanto che sparava avesse gridato in completa solitudine "Allah akbar" e qualche microfono segreto lo avesse registrato! Avrebbe gettato nella più nera disperazione il tipo che si è fatto catramare sulla scatola cranica una specie di swoosh tipo logo della Nike (sembra che il calzolaio di Beaverton gli abbia chiesto i diritti per utilizzo del famoso "baffo") e gli aderenti a quella benemerita organizzazione umanitaria chiamata FBI.

Ma tanto chissenefrega? L'importante è che la strage di Las Vegas ha regalato  a Wall Street una giornata d'oro ai grandi produttori di armi. I titoli di American Outdoor Brands (la ex-Smith & Wesson) e della Sturm Ruger sono saliti di oltre il 3%. Quelli della Olin - che fabbrica munizioni - del 6%. Non sono riuscito a trovare una notizia finanziaria sull'andamento in Borsa delle aziende di Solingen, nel Nord Reno - Westfalia, conosciuta come "The city of Blades" città delle lame: Dreiturm, DOVO Solingen, Wüsthof, J.A. Henkels, Böker, Klauberg, Eickhorn-Solingen, e decine di altre. O anche delle aziende di Maniago, provincia di Pordenone, altrettanto famose nel mondo, per esempio la "Due Cigni" che vedevo sulle forbici che usava mia madre Adalgisa (la quale mi raccontava un altro mondo quando ero bambino, non questo folle assurdo di oggi). Il mercato finanziario dei coltelli da cucina non ha reagito al massacro della stazione di Saint-Charles. Stranezze dello Stock Exchange.

Sei qui: Home