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Gli atleti ci sanno fare anche con il SorrisoSpritz

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Guest star Margherita Porro, appena arrivata dalla Cina dove ha vinto (con la velista trentina Sofia Leoni) il Campionato del mondo giovanile classe 29Er, accolta e festeggiata da Vip & Nip, tra loro il portiere del Brescia Michele Arcari, il sindaco della città Emilio Del Bono, quello di Sirmione Alessandro Mattinzoli, il consigliere nazionale di Federvela Domenico Foschini, e i giocatori delle altre squadre bresciane di basket, rugby, pallavolo, pallamano.
L'occasione era il tradizionale appuntamento natalizio di "Barista per un giorno", evento promosso dall'Abe, l'Associazione Bambino Emopatico, il supporto dei volontari, gli animatori della regata velica della Childrenwindcup, il gruppo Les Roys Sport Social Club. Margherita, Sindaco e giocatori si sono alternati dietro il bancone del bar dell'Ospedale bresciano, il modo più bello per augurare Buon Natale e Buon Anno al mondo dello sport, che oltre al triplete "velico" di Margherita Porro (Mondiale, Europeo e Tricolore giovanile) può vantare il primato in classifica in serie A della Germani Basket.
Ospite speciale è stata il cavaliere Anna Maria Berenzi, la migliore insegnate d'Italia. E' la docente di matematica in una sezione ospedaliera degli Spedali Civili di Brescia ed ha vinto il Premio Nazionale Insegnanti, Italian Teacher prize, gemellato con il Global Teacher Prize.  
 
Foto di Renzo Domini,CV Gargnano
 
Ufficio Pr Garda Grandi Eventi
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Il nuovo capitalismo con caratteristiche cinesi

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Qiu Xiaolong è uno dei miei autori preferiti, da quando me ne parlarono amici italiani che vivevano in Cina e lessi poi alcune recensioni, una delle migliori quella di Marco Bertoldi, giornalista che era stato mio collega al "Giornale di Brescia" quando tiravo lì la mia pagnotta quotidiana. Scrisse Marco, recensendo il romanzo "Le lacrime del lago Tai":"Qiu Xiaolong è un autore ingiustamente meno noto di molti colleghi occidentali, ma di elevata qualità, come conferma «Le lacrime del lago Tai», settima indagine dell’ispettore capo di Shanghai, Chen Cao. Nato a Shanghai e dal 1989 trasferitosi negli Usa dove insegna Letteratura cinese alla Washington University di Saint Louis, profondo cultore di poesia del suo Paese (caratteristica che trasferisce nel suo protagonista), Xiaolong è autore di splendidi e affascinanti mystery in cui il giallo non è fine a se stesso, ma veicolo di denuncia sociale. Lo ha mostrato nei precedenti romanzi di Chen e lo fa anche con questo, ma in chiave totalmente diversa. Prima voleva rappresentare da un lato la Cina in trasformazione, dove capitalismo e interesse privato si sostituiscono al comunismo di un tempo acuendo, grazie alla corruzione dilagante, la forbice tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri; dall’altro rammentare i pochi fasti e i tanti nefasti di Mao e della sua Rivoluzione culturale, un passato che ha lasciato ferite profonde e non del tutto risanate e che nelle indagini di Chen appare come fonte scatenante dei vari delitti".

In Italia l'editore del professore cino-americano è Marsilio www.marsilioeditori.it che, finora, ha pubblicato la serie di volumi dedicati all'ispettore di Shanghai, Chen Cao, più due volumi di straordinaria bellezza come "Il Vicolo della polvere rossa" e "Nuove storie dal Vicolo della Polvere Rossa", narrazioni che intrecciano la Cina dopo il 1949 con il Paese uscito dalle riforme economiche di Deng Xiaping, nate dalle "quattro modernizzazioni" su cui fu costruito il "socialismo con caratteristiche cinesi". Ci sono parecchie altre opere di Qiu, di politica e di poesia cinese, opere che finora non sono state tradotte in italiano.

Ho appena finito di leggere il mio sesto romanzo delle inchieste dell'ispettore-poeta Chen Cao, "La ragazza che danzava per Mao", una trama surrealista che conferma comunque la capacità dell'autore di portarci indietro nel tempo e poi di farci ritrovare nel presente, una specie di macchina del tempo stile Herbert Wells. Di Qiu Xiaolong mi piace la scrittura, elegante, misurata, mai sboccata, con questi "tasselli" di citazioni di poeti cinesi delle dinastie imperiali, quella per periodo Tang la sua preferita, lui stesso, l'ispettore, scrittore di poesie. Mi sono imbattuto in una mezza pagina che voglio qui proporre perchè mi ci sono riconosciuto per come guardo e vedo il mondo nel quale vivo. L'ispettore Chen Cao, anzi "il compagno ispettore capo Chen", sta concludendo una indagine spinosa voluta ad altissimo livello, legata ai tempi della famigerata Rivoluzione Culturale e al "condottiero" Mao Zedong (secondo la nuova grafia), che era un uomo con le sue passioni e forse perversioni. L'ispettore si trova nel parco del Bund, il lungofiume del Huangpu River, il primo posto di Shanghai dove le guide portano i turisti per la opulenza dello spettacolo, per gli edifici dalle architetture ardite, per lo stordimento delle luci. Anche io, quando ci sono stato, sono rimasto molto impressionato, non era certo la Shanghai che avevo visto nel 1982...

Shen cerca un posto per sedersi e riflettere: "Frustrato, non riuscì a trovare un posto per sedersi. Ebbe l'impressione che da un giorno all'altro fosse spuntata lungo l'argine una fila di bar e caffetterie, simili a gigantesche scatole di fiammiferi dotate di vetrine luccicanti. Non era una cattiva idea un bar con vista sul fiume, ma ne avevano costruiti talmente tanti da non lasciare più spazio per le panchine verdi che un tempo gli erano così familiari. Sbirciando attraverso una vetrina vide dentro soltanto una coppia di occidentali, seduta a parlare. I prezzi scritti su un menu rosa esposto fuori dal locale erano esorbitanti. Chen avrebbe potuto permetterselo, ma la gente che invece non era in grado? Alle scuole medie aveva un libro su cui aveva letto che un tempo, all'ingresso del parco, c'era un cartello umiliante con la scritta: INGRESSO VIETATO AI CINESI E AI CANI. Era accaduto all'inizio del secolo, quando il parco era aperto soltanto agli occidentali. Dopo il 1949 le autorità del Partito usarono quell'episodio come un buon esempio per le lezioni di patriottismo. Chen non era molto sicuro dell'autenticità della storia contenuta nel suo libro di testo, ma adesso era senz'altro vero questo: INGRESSO VIETATO AI CINESI POVERI".

Io sono propenso a credere che quell'antico cartello fosse veritiero, visto chi dominava la città a quei tempi, nazioni che in fatto di disprezzo per altri essere umani hanno una lunga e consolidata tradizione...

Quanto ai miracoli del "socialismo con caratteristiche cinesi" altro non è che un capitalismo aggressivo, efferato, senza ritegno, che fa leva sulla corruzione sfrenata a tutti i livelli, politici, imprenditoriali, finanziari. La interpretazione esatta della "globalizzazione" che sta rendendo il mondo intero, non solo la Cina, sempre più povero a favore di una casta sfrontata di caimani sempre più ricchi. Cina, un paese meraviglioso al di fuori delle luci del Bund, di Shanghai, della Forbidden City, ormai presa d'assalto ogni giorno da orde di invasori, cinesi e stranieri, generazione hamburger e patatine fritte, ormai la depravazione culinaria non conosce confini. Altro che i piatti della infinita diversità delle cucine cinesi, dire cucina cinese è una bestemmia, descritti da Qiu e pappati da Chen! E anche da noi (il noi sta per Encarnita e me) nelle nostre incursioni laggiù, grazie ai nostri amici Feng, direttore tecnico della Nazionale cinese di atletica, e Shen, professore universitario, che ci ha introdotti a una anatra laccata pechinese da Imperatori Qin e un hot pot o caldero mongol strappalacrime, non era commozione ma peperoncino. Le foto riprendono quattro copertine dei libri di Qiu Xiaolong che ho letto, e che vi suggerisco di leggere.

Lunedì sera a Navazzo la "Bicchieratalonga"

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Lunedì sera la eco del Pizzocolo ci rimbalzerà i tanti applausi che abbonderanno nella bella sala dell'hotel "Tre Punte", nato e cresciuto come "Running Club", che avrebbe dovuto avere, nella testa e nel cuore di chi lo aveva pensato, una finalità davvero sportiva, di qualsiasi sport si trattasse. Ma i sogni, talvolta, restano sogni. Però il "Tre Punte" (riferimento al monte che sta di fronte a Navazzo, e che gli indigeni chiamano Cima Castello o anche La Selva) non ha archiviato il suo spirito sportivo e in qualche, mirata, occasione la magica parola "sport" riempie ancora il suo spazio, mentre i tanti manifesti (in prestito) della mia Collezione (sì, la Collezione Ottavio Castellini che sta lì accanto, in un edificio a poche decine di metri) sorridono allegri in un festival di colori che ricordano ai presenti Campionati mondiali, grandi meeting, imponenti maratone. Una galleria con pochi uguali. Presuntuoso? Sì, e me ne vanto, così come ringrazio i gestori dell'albergo che hanno avuto questa bella trovata.

Lunedì sera, dunque, Elio Forti, deus ex machina del Gruppo Sportivo Montegargnano, chiamerà a raccolta tutti gli aderenti, le loro famiglie, una tanticchia di amici, di amministratori locali e di "benefattori" a vario titolo e a spessore variabile. La tradizione della "Bicchierata" - questa la definizione che si volle dare anni fa e che si è mantenuta nel tempo - sembra un soufflé, cresce a vista d'occhio. Le previsioni degli organizzatori (Elio, il presidente Antonio, Marco, Stefania, il public relations man Enzo) si attestano sul numero di 120 - 130 presenti. Se si continua su questo trend di crescita ci sono solo due soluzioni: o allargare il salone del "Tre Punte" o scegliere un altro indirizzo (dai, lasciatemela dire, location, questa fesseria entrata prepotentemente nell'uso comune a dispetto di una lingua italiana che non ha rivali in nessun angolo dell'universo).

Ci saranno molti, tanti, forse non tutti, coloro che una, due, tre volte a settimana, si ritrovano sotto le insegne biancoverdi del gazebo che li attende puntale. Mi viene in mente una bella canzone di Umberto Tozzi e Raf di qualche annetto fa, ritornello che diceva "Gente di mare che se ne va dove gli pare dove non sa". Da noi al massimo gente di lago, ma soprattutto gente che corre, e che correndo trova momenti di serenità, dimentica gli acciacchi, le ginocchia e le schiene che scricchiolano, accantona i problemi - ci sono anche quelli - fra le mura familiari o aziendali. Gente che, alla fine di una corsa o di una camminata o di un misto camminatacorsa, trova il sorriso, la simpatia, la cortesia, e, molte volte, l'allegria dello stare insieme.

Lunedì sera l'allegria non mancherà certo fra le accoglienti mura del "Tre Punte". Che in anni recenti ha ospitato campioni olimpici, vincitori della maratona di New York, primatisti mondiali. Un'altra atletica, diversa, ma gli applausi saranno uguali.

Le migliori che ho letto negli ultimi giorni...

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Non meravigliarti lettore fedele quanto unico di vedere articoli o commenti un po' vecchiotti . Dichiaro (anche se non gliene frega niente a nessuno) la mia abitudine: le "notizie" fin dal mattino ancor prima del caffè; "commenti, lettere, inchieste, articoli di firme che considero miei maestri di vita, di politica, di sport" li accumulo e poi, piano piano li leggo. Il risultato è che in un angolo della stanza con funzioni multiuso la montagna di giornali e riviste aumenta a vista d'occhio.

Una lettera pubblicata nella rubrica "Noi e Voi" (L'Espresso, n.47, 19 novembre 2017)

"...sembra che si sia aperto il vaso di Pandora degli abusi sessuali. Ora tutte a ricordare, a confessare, ad accusare. Ma a dieci anni o vent'anni di distanza che cosa vuoi confessare? Che sei stata incapace di tirarti indietro? Oppure che hai taciuto perchè magari quel maschio ti era utile nella carriera? Mi dispiace dirlo da donna ad altre donne, ma l'accanimento che sta montando su queste faccende non mi convince. Vedo che il vento soffia a favore di chi accusa senza discrimine tra abuso e avance, tra molestia e violenza. Se uno cerca di baciarti ti corteggia o ti vuole piegare alla sua volontà? Un invito esplicito a fare sesso è un sopruso? Il più delle volte basta dire di no e se quello insiste, te ne vai, se quello invece passa ai fatti lo denunci, ma subito, e lo svergogni. Non aspetti la riscossa delle abusate di tutto il mondo per unirti al coro".

Da "Pantheon" di Denise Pardo (L'Espresso, n. 49, 3 dicembre 2017)

"Nel clima d'incertezza che soffia in Europa c'è un borbottio crescente che fa trapelare un nuovo percorso. Dopo la clamorosa partita tra Milano e Amsterdam per la conquista dell'Ema, l'Agenzia del farmaco costretta a lasciare Londra dopo la Brexit, decisa da una dea bendata e beffarda (il capoluogo lombardo aveva fatto un figurone e avuto il plauso generale) la politica del sorteggio comincia ad avere il peso di un'opportunità. Non c'è solo il partito dell'astenzione. Bisogna fare i conti con il partito dell'estrazione".

Da "Satira preventiva" di Michele Serra (L'Espresso, n. 49, 3 dicembre 2017)

"Sarà una campagna elettorale mai vista prima, dominata dalle fake news (in italiano: notizie false) diffuse sui social per influenzare i followers (in italiano: minchioni). La maggior parte delle notizie false viene fatto risalire a Putin. Il fatto che un uomo così impegnato passi le sue giornate davanti al computer a scrivere cazzate è una impressionante conferma che il web produce gravi disturbi della personalità...Uscire di casa: sarebbe questo secondo gli esperti, il principale antidoto. Ma è un obiettivo troppo ambizioso per i milioni di italiani che, anche se accidentalmente all'aperto, capiscono se sta piovendo o c'è il sole solo consultando un sito meteo".

Dall'articolo "Così buttiamo i soldi europei" di Francesca Sironi (L'Espresso, n. 49, 3 dicembre 2017)

"Il pool di investigatori del «Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie» della Guardia di finanza ha sommato sprechi e irregolarità per 578 milioni di euro...Agenzia per la coesione, l'ente creato nel 2013 dal governo Letta proprio per rendere più produttivo l'uso delle risorse europee. Non bastandole evidentemente i 200 dipendenti che ha in dote, l'Agenzia ha già firmato oltre 100 contratti di collaborazione: 140 nella denuncia (dei Cobas); 114, secondo quanto ha dichiarato lo stesso ministro della coesione...Si tratta di «esperti altamente specializzati» ha spiegato il politico. Che prenderanno dai 30 agli 85 mila euro all'anno...Quando hanno controllato ad esempio le sovvenzioni date ai pescatori in crisi ne hanno individuati quattro in regola su 200. Avevano ricevuto tutti 40 mila euro per trovare entro due anni un nuovo impiego. Continuavano invece a pescare, ma in nero".

L'Archivio Storico Gambarese ha una sua casa

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Gutta cavat lapidem. Ci aveva azzeccato Ovidio. La tenacia spesso - non sempre, meglio essere moderati - premia chi ha nel suo acido deossiribonucleico questa qualità. Che non fa difetto al dott. Alberto Zanetti Lorenzetti, da Corvione di Gambara, Bassa Padana, ancora provincia di Brescia, ma a un tiro di schioppo da quelle di Mantova e Cremona. "El sciur dutur" ha, da sempre, il virus dello studio e della conoscenza storica. Fu punto dal pernicioso insetto a metà degli anni '80, quando lo coinvolsi nel completamento del libro celebrativo dei cento anni della Società Ginnastica Bresciana Forza e Costanza, ebbe una ricaduta (grave) nell'intrupparsi con coloro che diedero vita all'Archivio Storico dell'Atletica Bresciana "Bruno Bonomelli" (1994), per finire fra gli irrecuperabili costituendo l'Archivio Storico Gambarese "Attilio Piccardi". Correva l'anno 2004.

Alberto, laureatosi in medicina e chirurgia, aveva fatto staffetta (lui sprinter lento) con suo padre come medico condotto - una volta si chiamavano così e tutti sapevano di che cosa si parlava - a Gambara, dove teneva bottega, contornato dalla stima e dall'affetto dei suoi compaesani, sentimenti meritatissimi perchè era uomo di rara signorilità. Fra una tonsillite e una gastroenterite, il dott. Alberto sviluppa la passione per la storia locale, cui aveva dato un contributo fondamentale un suo antenato, Ettore Mettica, benefattore della comunità gambarese sul finire dell'Ottocento e agli inizi del Novecento. Pioniere sportivo, lettore assiduo e collezionatore della rivista "Stampa Sportiva", aderente della prim'ora al Touring Club Italiano, fotografo, benefattore,"il Mettica" traccia il solco. Inoltrandoci nel secolo, l'eredità culturale viene raccolta dal maestro Attilio Piccardi, che documenta attraverso libri, mappe, progetti di edifici, la crescita urbanistica e la conservazione storica di Gambara. Tutto questo confluisce nella creazione dell'Archivio Storico Gambarese, nato per onorare la memoria di Piccardi che tanto aveva dedicato alla storia della sua bella terra bassaiola.

La finalità dell'Archivio è esplicita: raccogliere, conservare e divulgare la documentazione riguardante la storia locale. In concreto: la pubblicazione dei "Quaderni Gambaresi", stampati due volte l'anno; la diffusione delle pubblicazioni non solo ai soci e agli appassionati ma anche nelle classi della Scuola Media; l'organizzazione di mostre (sei finora) sempre con tematiche storiche che coinvolgano personaggi, fatti, monumenti della comunità gambarese.

Archivio che, da qualche giorno, ha una casa tutta sua. L'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Ferdinando Lorenzetti, ha trovato una brillante soluzione concedendo in comodato d'uso un bel locale nel Palazzo Lorenzetti, a fianco dell'edificio municipale. La Biblioteca, al momento della sua inaugurazione, contiene 1.030 pubblicazioni, oltre a 31 documenti come mappe del territorio e progetti di edifici di interesse locale, oltre a fotografie di fine Ottocento scattate dal Mettica a personaggi dell'epoca e a documentazione di mestrieri di quel tempo.

Una realizzazione che dovrebbe essere da modello per tante altre realtà locali, nella mia testolina penso a certe che conosco.... Un momento importante per il dott. Zanetti Lorenzetti e per tutti coloro che lo hanno affiancato negli anni passati e continuano a lavorare a questo apprezzabile progetto. L'augurio mio è che questo sia solo un ulteriore momento di crescita dell'Archivio Storico Gambarese. 

Nelle foto a partire da sinistra e in senso orario: il logo dell'Archivio Storico Gambarese; il momento del taglio del nastro della sede da parte del sindaco Ferdinando Lorenzetti; la sala affollata per la conferenza del prof. Angelo Baronio, docente di storia medioevale alla Università Cattolica Sacro Cuore di Milano; Alberto Zanetti Lorenzetti (a sx) e...un longobardo di passaggio.

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