Mercoledì, 06 19th

Last updateLun, 17 Giu 2019 8am

Quel piccolo, silenzioso paradiso di Costa

Visite: 54

Costa, un piccolo, appartato, arroccato borgo, di cui sono innamorato, da sempre. E sempre piú chiuso nella sua solitudine. Ringraziando il cielo, esiste ancora Franco Ghitti con i suoi amici. Lunga vita a loro! E lunga vita a Costa! Andateci a fare questo giro, ne vale la pena...per chi ha le gambe appena appena buone e non soffre di lombosciatalgia.

Da domani a sabato il quarto «Easter Meeting»

Visite: 63

BOGLIACO DI GARGNANO –  Inizia domani l’Easter Meeting Internazionale-Trofeo Centrale del latte di Brescia, riservato ai doppi di «Rs Fev e 500», organizzazione, come per tante altre regate, curata dal Circolo Vela Gargnano. Barche in acqua da giovedì a sabato tra Gargnano e Bogliaco. Sarà la quarta edizione dell’evento giovanile. Si corre sul lembo di lago che ha ospitato nel 2014 il Campionato d’Europa di questa interessante carena in doppio. 

Gargnano vanta due titoli mondiali conquistati da suoi velisti: Andrea Francesca Dall’Ora e Gianluca Virgenti. Andrea Francesca vinse il Mondiale nel 2013 come prodiera della timoniere sebina Margherita Porro; Gian Luca a prua del veronese Leonardo Stocchero il Mondiale assoluto nel 2012 in Inghilterra. Nel 2011 poi Andrea Francesca come timoniere vinse il tricolore quando con lei c’era a prua Gian Luca Virgenti. La tradizione del «Feva» per Gargnano è continuata negli anni con i Campionati italiani Under 19, vinti da Giambarda Minoni, Andreoli-Rossi  e tutto il podio degli Under 21 nel 2018. (Foto Lorenzo Domini)

Due tedeschi aprono la parata delle belle Star

Visite: 49

 

GARGNANO -   Deutschland über alles. Non impressionatevi, niente sovranismi revanscisti, parlo solo di sport, e, per di più, limitato ad un fine settimana e a una zona circoscritta del lago di Garda. Ieri, attraverso la penna di Enzo Gallotta, questo imporante sito ha raccontato di una arrampicata (tale è) pedestre chiamata BVG, come dire, per esteso, Bassa Via del Garda. Al termine di 75 km (avete letto bene: sette cinque, settantacinque) un abitante di Deutschland, Herr Florian Felch è stato «gewinner». Oggi cambia lo sport, la penna ma non la musica: vittoria tedesca con il team «Ger 8122-Jaguar», del Bodensse, composto da Barth Uwe e Steffen Ruts anche nella «Spring Cup» riservata alla Classe Star, una delle tante competizioni messe in acqua dall'attivissimo Circolo Vela Gargnano.  Tra le brezze leggere di un Benaco in bianco e nero, l’affermazione  dei tedeschi di Radolfzeel è stata costruita con questi piazzamenti: un quarto (scartato) e  poi un filotto  2-1-1 che hanno portato all'affermazione.  

Secondi sono finiti i russi Alexey Zhivotovskiy e Lev Shnyr, i due di Mosca che avevano già vinto a Gargnano il Campionato del XIV Distretto, lo scorso anno. Buon terzo il team bresciano con i gentlemen Paolo Masserdotti e Massimiliano Tassini; quindi quarti Irrera-Cicisbani (Yacht Club Italiano Genova), quinto Oscar Tonoli con Mariobibo Dominici,  sesto Lorenzo Tonini con Alfredo Chimini, settimo Dario Noseda (prodiere Oriano Lanfranconi), colui che ha sfidato l’Atlantico proprio con una barca «Star».

Il prossimo appuntamento a Gargnano è ora fissato con la quarta edizione dell’Easter Meeting Giovanile-Trofeo Centrale del latte di Brescia,  per le barche classe Rs Feva, in programma durante le vacanze di Pasqua. (Foto Fabi Capuccini)

BVG, alla fine tutti sono vincitori della sfida

Visite: 51
 
   

Nel collage fotografico, da sinistra in alto e a scendere: sorridenti...alla partenza; pronti, via, da Bogliaco per una bella cinquantina di chilometri; Katia Fori, prima nei 75 km; Luca Carrara, quarta vittoria consecutiva; il tedesco Florian Felch, sesto vincitore della BVG Trial; Baiguera, Langella e Nolli, i primi tre bresciani, fraternamente appaiati; Monti, Felch e Kiss, il podio della sesta BVG; la salodiana Katia Lucchini (fotoservizio e commento a cura di Enzo Gallotta, Uffico Stampa del Comitato Organizzatore)

L’Europa corre. Almeno sul grande sentiero della BVG Trail. Il tedesco Florian Felch (Team Trail Magazin) sale sul gradino più alto del podio dopo un avvincente testa a testa, su e giù per creste e discese per 75 duri chilometri da Salò a Limone (dislivello positivo 4350m), con l’ungherese Miklos Kiss (Salomon Hungary). Il terzo gradino è italiano con Saverio Monti (Team Valtellina). Tra le ragazze, la parmense Katia Fori (Team Columbia) bissa il successo del 2018 ed è 14esima assoluta. La salodiana, di origini valsabbine, Katia Lucchini è la prima dei bresciani al traguardo, seconda nella generale femminile. Sulla distanza di 50 chilometri della Marathon+ (D+3450m), da Bogliaco a Limone, quarta vittoria consecutiva per il bergamasco Luca Carrara (Team Salomon). Nella BVG Run (25 km da Salò a Bogliaco, D+950m) il salodiano Cristofer Ruggeri (FO Running Team) straccia il primato. Trentino il marchio femminile sulla “breve” con Giulia Marchesoni (Atletica Clarina Trentino).

Scarpe a lago. Finisce per tutti con i piedi in acqua, nel lago, l’avventura di questa sesta edizione della corsa, in realtà tre in una, sulla panoramica quanto impegnativa strada che nello svolgimento dell’acronimo è la Bassa Via del Garda. Accade poco prima dell’arrivo a Limone, al campo sportivo, dove gli atleti devono affrontare l’alto livello del Garda. E non è un dispiacere. Anzi. La giornata inizia e continua, salvo fugaci parentesi, con il cielo grigio e il termometro sceso di qualche grado. In alto fa freddo e il dislivello da affrontare nella corsa più lunga sfiora i 4500 metri.

Alle 7 partenza del Trail destinazione Limone per poco meno di duecento. Un’ora più tardi filano via quelli per la Run, un po’ meno di duecento. La Marathon, circa duecento in gara, scatta alle 12.30. Nessuna variazione ai percorsi. La pioggia consiglia prudenza sul Senter del Luf, a scendere da Briano a Muslone. Discese ardite e risalite. Il lungo Trail è una lotta coinvolgente dal primo all’ultimo dei 75 chilometri. Dal San Bartolomeo a Bogliaco, dal Rifugio Alpini di Briano a Muslone. Ancora, i passaggi a Tignale (Aer e Prabione) e Tremosine (Pregasio e Ustecchio), il Bestone e la Valle del Singol, preceduta dal fatidico ghiaione, è una “montagna russa” che tiene sulla corda gli atleti. Muscoli e testa, cuore e polmoni. Fatica pura. Tra impegnative rampe e discese da affrontare con attenzione va in scena il duello tra Florian Felch e Miklos Kiss. Il tedesco e l’ungherese prendono la testa a vicenda tenendosi sempre a vista. Breve la parentesi dell’austriaco Michael Geisler (Dynafit), che finirà comunque ottimo quarto. L’ultimo tratto, con la discesa dalla cima del Bestone nascosta dalle nubi basse, porta Florian Felch a piazzare lo strappo vincente. Suo il traguardo in 8 ore 48’10”. Lo scorso anno era stato quinto. L’ungherese gli è dietro per una manciata di secondi. Finisce in 8h48’28”. Dopo di loro, Saverio Monti chiude in 8h54’02”. Tempi più alti rispetto alla passata edizione. Tre i bresciani che tagliano il traguardo insieme in 10h52’28”, in 19esima posizione alla pari. Sono Andrea Baiguera (Europa Sc), Diego Langella (Brescia Marathon) e Mauro Cesare Nolli (GS Montegargnano). Quest’ultimo alla sua prima prova sulla lunga BVG.

Percorso tecnico e difficile”. Questo il commento a caldo del vincitore, che già lo conosceva. “Bellissimo, da rifare” gli fa eco il più diretto avversario. Tutti gli atleti hanno un “grazie” per i volontari impegnati sul percorso, con forze dell’ordine e personale sanitario. Coro cui si aggiunge la voce di Franco Ghitti, presidente del Comitato organizzatore, composto da Trail Running Brescia, Gruppo “La Variante” di Gargnano e GS Montegargnano, con Aurelio Forti. “Così non ne ho mai visti. E faccio corse in giro per il mondo” dice Katia Fori subito dopo l’arrivo vittorioso in 10 ore 04’02”. Dietro ci sono la salodiana Katia Lucchini (10h47’15”) e Giulia Magnesa (Atletica Casone Noceto) terza in 11h09’25”. Fantastico poker. Un pensiero ed una dedica a un amico che manca. Sono nelle parole di Luca Carrara, bergamasco di Albino, che vince per la quarta volta in quattro anni la Marathon+. Macina 50 chilometri in 5h42’19” anticipando, come un anno fa, Riccardo Faverio (GS Orobie, 5.56.11) e Ivan Favretto (6h00’15”). Tra le ragazze replica il primo posto del 2018 Anna Pedevilla (Team La Sportiva) in 6h49’11”. Al secondo posto Marta Poretti (Tornado, 7h24’33”) che precede Irene Zamboni (Marathon Club Trento, 7h35’24”).

E infine i 187 della “Run”, tutti arrivati a destinazione. Per loro i 25 chilometri sono stati fatica chiusa in mattinata. Il più rapido: Cristofer Ruggeri, insegnante salodiano. Brucia il record precedente di sei minuti abbondanti e chiude in 1 ora 54’26”. Pure in questo caso duello all’ultimo metro con Ramon Pangrazio (Atletica Paratico), staccato dopo un lungo alternarsi alla testa nel tratto finale in discesa. Di soli dieci secondi il suo distacco. Terza posizione per Simone Vigolo (1h57’05”). Non da meno la trentina Giulia Marchesoni, che mette tutte d’accordo in 2h18’47”. Seconda Emanuela Galvani (Atletica Gavardo 90) che ha cercato di difendere il titolo dello scorso anno. Ottima terza Claudia Meloni (Running Muscoline).

Con il calar della sera, le premiazioni e ancora atleti impegnati sul percorso. Questa è la BVG Trail. Bella e possibile.

Gli italiani sono fatti per la dittatura

Visite: 48

Il titolo riprende una frase (leggermente modificata, nello spazio non ci stava l'avverbio «irrimediabilmente», ma lo scrivo adesso perchè dà senso compiuto all'affermazione) di Ennio Flaiano, uno dei non moltissimi italiani che sapeva coniugare cultura, bello scrivere, sarcasmo acuminato e tagliente come un rasoio. Mi è venuto in mente poco fa guardando una patetica foto sul sito di un quotidiano nazionale: Mr Selfini attorniato da buffi personaggi con ancor più buffi cappelli, li chiamano cuochi, anzi, sorry, Chef, meglio Master Chef, che l'unica cosa che hanno di Master sono i conti esorbitanti che presentano ai poveri spennati clienti che si azzardano a sedere ai loro tavoli (ci sono quelli bravi, alcuni bravissimi, lo riconosco). Tutti, quelli della foto, sgomitano per apparire in questa idiozia che è, in sostanza, una autofoto, che oggi si chiama in un altro modo in omaggio ai veri padroni del mondo. E me ne è venuta in mente un'altra del signor Flaiano:«Gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore». Immancabilmente.

Ed è in questi oscuri momenti che dovremmo ricordarci che:

«Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il Fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di culture, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell’arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d’altronde non rispetta lui. Non ama l’amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l’ascesa al potere. Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des. È superstizioso, vuole essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri. Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre».

Ennio Flaiano, «Sull'amore, Sulla vita, Su Dio, Sulla religione».

Sei qui: Home