Martedì, 09 17th

Last updateMar, 17 Set 2019 8am

Esiste un rapporto stretto fra follia e stupidità ?

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Il giorno prima.

Il giornalista Michael Wolff ha rivelato quella che è l'aria che si respira all'interno della Casa Bianca: "Il cento per cento delle persone che lo circondano mettono in discussione la sua capacità di governare e lo descrivono come un bambino che ha bisogno di gratificazione immediata. Tutto ruota intorno a lui. Dicono che è un cretino, un idiota".

Il giorndo dopo.

"....to President of the United States (on my first try). I think that would qualify as not smart, but genius....and a very stable genius at that!"

Sapete vero di chi sto parlando? Di chi è questa demenziale dichiarazione? Il famoso Karolinska Institute di Stoccolma ha studiato a lungo il rapporto fra genio e follia. Ancora nessuno ha studiato quello fra follia e stupidità. Propongo 'sto Twitter , che contribuisce a rimbambire la gente, come sponsor di un progetto di ricerca sul tema. La cavia disponibile ce l' hanno.

A me fa molto più paura della bomba atomica. E a voi?

Chiare, freschissime, imbronciate acque...

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Non è l'imponente Ponte Cavour, in onore del Conte Camillo Benso, che collega il centro di Roma, via di Ripetta, via Tomacelli, la bella Ara Pacis, alla ampia zona dei Tribunali e, più in là, a Piazza pure Cavour. Non ha la lunga tradizione capitolina (primo tuffo nel 1946, raccontano che il primo fu un belga), non ci sono spari di cannone dal Gianicolo, ma almeno le acque del Garda non sono quelle del...biondolimaccioso Tevere!

Primo giorno dell'anno all'insegna dell'umido sulla sponda del lago di Garda. Acqua sopra la capoccia e acqua dalla cintola in giù per i fedelissimi del tuffo, semituffo, piedetuffo, nel lago, anche da noi entrato nella consuetudine (dodicesimo anno). La giornataccia ha fatto dei danni sul numero dei partecipanti, che lo scorso anno furono quasi un centinaio. Stavolta qualcosa meno, alcune decine si sono dati appuntamento sulla spiaggetta di Villa di Bogliaco, ombrelli aperti dove d'estate ci sono gli ombrelloni, frettolosa immersione, e via di corsa all'interno del più accogliente bar che si affaccia sul lago, per mettere un po' di calorie e di calore nel motore bagnato. Primo incontro dell'anno, con tanto di scambio di auguri e di propositi sportivi, natatori, pedestri, velocopedistici, triatletici e trailatletici (attenti alle differenze) e poi a casa a celebrare come si conviene - a tavola, ça va sans dire, sport sempre diffusissimo - questo Capodanno 2018.

Con perfetta tempistica, invidiata perfino dalla BBC, i promotori hanno realizzato servizio fotografico e video, regista Elio Forti. Buona visione, i brividi per il freddo e l'umidità sono facoltativi.

Buon Anno 2018 da Sua Maestà il Pizzocolo

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Stamane, primo giorno di un nuovo anno della mia non corta vita, quando mi sono tirato fuori dal letto e ho guardato al di là dei vetri lui non c'era. Lui è il Monte Pizzocolo che sta davanti alla finestra della mia camera da letto, a Navazzo, e mi dà il buongiorno ogni mattina, da un anno a questa parte. Mi ci sono affezionato, lo guardo spesso, non vi dico che gli parlo (anche se lo faccio...) se no mi prendete per matto. È un compagno fisso delle mie giornate. Se pesassi meno, mi piacerebbe arrivare fino alla sua cima, 1581 metri. Chissà, forse perdendo una decina di chili...

Non era lì davanti a me, ma mi ha inviato la sua eco maestosa e rassicurante al tempo stesso. Il messaggio, solo per me, niente diavolerie informatiche, diceva:

"Non stare in pensiero per me, c'è un po' di neve, lì giù dove sta la tua casa, a 488 metri, piove oggi. Io non ho freddo, ho patito intemperie peggiori. Tranquillo, quando tornerai, sarò sempre qui, in buona salute, e ti dirò "Bentornato a casa". Oggi volevo solo farti arrivare i miei auguri per il Nuovo Anno. Tu girali alle persone che conosci, a quelli cui vuoi bene, a quelli che consideri tuoi amici, a quelli che ti danno tanto, a quelli che ti danno poco, a quelli che non ti danno niente, a quelli da cui ti aspettavi qualcosa e invece ti hanno deluso, a quelli a cui hai dato tanto, poco, qualcosa, e loro ti hanno dato due dita negli occhi, a quelli, tanti, che hai conosciuto in ogni angolo del mondo che hai avuto la fortuna di visitare, a quelli - tanti? pochi? - che non hai ancora incontrato ma incontrerai. a quelli che avevi incontrato ma ti sono sfuggiti come sabbia fra le dita. E, se dopo questa lunga operazione, ti resta un po' di tempo, ricordati di augurarti che anche i tuoi giorni futuri siano buoni. La vita è come la mia immagine prospettica. Se mi guardi dalla finestra della tua camera da letto mi vedi rotondo, smussato. Se mi guardi dal lungolago di Maderno ti appaio appuntito, pungente, per ciò gli abitanti di laggiù mi chiamano "el Gu", la punta, la guglia. Ma sono sempre io: il Pizzocolo. E anche la vita è una sola".

Lo farò, caro vecchio saggio Pizzocolo. Intanto, Buon Anno anche a te, e a tutti voi.

La "Centomiglia" indossa il tocco universitario

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La "Centomiglia" velica del Garda va all’ università. Continua la collaborazione tra atenei, docenti e studenti e il sodalizio sportivo del Circolo Vela Gargnano. L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è la tesi di Anna Carlotta Bonomi, studentessa allo Iulm di Milano, che in un suo lavoro elabora la storia, l’impatto sul territorio, le ricadute in ambito turistico e diportistico della regata regina del lago di Garda.
 
La "tesina", tutta in lingua inglese, ripercorre la tappe delle varie edizioni, l’evoluzione tecnica, il coinvolgimento di tutto quanto il territorio delle rive lacustri, la sue tre Regioni, la passione per lo sport velico che fa del Garda una palestra inimitabile ed un campo di gara tra i più amati dai velisti di tutto il mondo. “Quando natura e cultura si incontrano” è lo slogan coniato per questa importante ricerca, partendo da quell’ idea del Giro del Garda nata nel 1951, che tanto prendeva a prestito dalla "Mille Miglia" delle automobili. L’evoluzione tecnica con le prime barche costruite da grandi e piccoli atelier, le prime classi libere, i multiscafi dell’ultima generazione, per poter navigare sempre alla massima velocità anche tra le onde più insidiose, l'aspetto della comunicazione che partiva dai primi articoli, quelli del “Giornale di Brescia” a firma Achille "Gomez" Rapetti e Luciano Mondini, ai Post di oggi, da Twitter a FaceBook, alle infinite dirette di Teletutto e della altre Tv nazionali e internazionali.
 
Le barche che hanno scritto la storia vanno dalle "Rennjollen" tedesche a "Cassiopea", dai "Falconi" alle carene volanti e tutte trapezi di Farr, Ceccarelli, Felci, Santarelli. Una tesi che si incrocia con gli altri lavori "velici" sviluppati grazie al Lab del Circolo Vela, quelle tante idee portate dal vento. Come l'mbarcazione di Uni Bs (Ingegneria dipartimento di meccanica) che ha gareggiato nelle sfide tra tutti gli atenei italiani. Lo stampo di uno skiff, nel linguaggio velico una carena acrobatica super leggera, che i ragazzi hanno realizzato sotto la guida dei docenti Luigi Solazzi, Stefano Pandini e Max Colotta, quest’ultimo anche apprezzato velista. Lo scafo è stato costruito utilizzando fibre vegetali, un nuovissimo sandwich completamente smaltibile, come vuole il regolamento della gara tra le università di tutta la Penisola. Un occhio alla tecnologia, uno all’ ambiente, il tutto esaltato da quella che dovrà essere a forma atletica del team del Cus Brescia.
Tra gli altri "gol" realizzati c’è stata la struttura del nuovo sedile basculante per la barca dei velisti paralimpici studiato ed elaborato con i tecnici della nazionale italiana da Francesca Frialdi, Paola e Paolo Freddi. Attrezzatura realizzata poi dall’Itis Beretta di Gardone Valtrompia e che ha corso alle Paralimpiadi di Rio 2016. Altro “gol” di Lab-Cvg e Cus Brescia è la maglia studiata dalla Xeos di Roncadelle, un indumento in grado di trasmettere, tramite un sistema di telemedicina, 9 parametri vitali dello skipper che la indossa.
 
Nel 2018 si continuerà con altri progetti e altrettanti partner. Lab CVG e le attività rivolte ai giovani si avvalgono della collaborazione e del supporto di Fondazione Asm, Alpe del Garda, Ori Martin, Unidelta, Xeos, Hyak Onlus.
 
La tesina di Anna Carlotta Bonomi è interamente consultabile qui.

Libiamo ne' lieti calici, coro GS Montegargnano

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Altro che bicchierata! Si faceva fatica anche ad alzare i calici tanta gente c'era nella bella sala dell' Hotel "Tre Punte", a Navazzo. Ma il celebre duetto del secondo atto de "La Traviata" ci sarebbe stato bene come sottofondo a questa allegra serata che ha messo il suggello ad una stagione di sudore e di polpacci dolenti degli aderenti al GS Montegargnano, una stagione di successi che ha portato questo gruppo, meglio gruppone, ad essere il più premiato del Circuito dell'Hinterland Gardesano. Questa sigla identifica un ricco calendario di gare podistiche (ormai vicino al centinaio) che nel 2018 festeggerà quaranta anni di attività.

In fatto di longevità il GS Montegargnano non ha niente da invidiare a nessuno: la sua carta d'identità indica 46 anni, cui fanno da corollario le 44 edizioni consecutive già archiviate della "Diecimiglia del Garda", una corsa pedestre passata dalla semplice e rispettabile dimensione locale a quella internazionale con partecipazione di protagonisti da Gotha dell'atletica mondiale e olimpica. E, tamburi in sottofondo, raccontano di nuovi fasti per la prossima edizione numero 45 la prima domenica d'agosto del 2018.

Quarantasei anni di "bicchierate", la forma popolare che ha sempre identificato le feste di amici. Poi sono venuti i Gala, gli Awards Night, gli Oscar, le Hall of Fame, e altre invenzioni scimmiottate qua e là. Loro, a Navazzo, sono rimasti fedeli alla loro tradizione, ed è stato così anche stavolta. Erano (eravamo) 120, forse qualcuno più, ormai si sta stretti. Mentre invece è larga la simpatia, la cordialità, l'amicizia, e perfino la commozione per chi è assente non per volontà sua. Larghissima la generosità dei promotori della "bicchierata", i premiati, tanti, non hanno di che lagnarsi. Ma, mi sono fatto convinto, che più del valore intrinsico del premio, ognuno deve sentirsi soddisfatto, appagato, per veder riconosciuto e rispettato il suo impegno, la sua fatica, i suoi risultati, ognuno dei quali è patrimonio di ciascuno ma diventa riconoscimento di tutti. Una grande lezione di sport. Quello che noi, molti di noi, io, abbiamo sempre avuto come Zenith del nostro operare nello sport. E in questo senso l'atletica, in tutte le sue espressioni teniche, in questo caso il podismo, la corsa, la forma più naturale di esprimere la propria vitalità, è maestra suprema.

Innalziamo vessilli e canti tutti insieme a questo club, non il solo, ma sicuramente fra i migliori, e da imitare. Intanto divertitevi con le immagini di Alido Cavazzoni, fotorunner in attività tanto con la reflex che con il dolente legamento crociato, e con il video di molti registi candidati al Calice d'oro, che oscurerà la fama degli Oscar holliwoodiani, che si sono già infangati da soli con turpi e tardive vicende di "porci senza le ali". Le foto che corredano queste righe sono dedicate a vari gruppi di premiati, mentre l'ultima vuole essere un omaggio a Elio Forti, paziente edificatore di questo gruppo podistico, a lui Ottavio Castellini, vale a dire io, ha voluto fare un curioso omaggio: una copia datata 1949 del "Manuale del Geometra" dei famosi Manuali della Casa Editrice Hoepli, su cui si è costruita la cultura di milioni di studenti. Elio Forti, progettista-costruttore nella professione, nella vita, nello sport.

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