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Non fatevi prendere per i fondelli: la risposta è NO

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Riporto un passaggio dell'editoriale di Marco Damilano da «L'Espresso» del 30 agosto. 

"Anche il referendum del 20 e 21 settembre può essere preso alla lettera, tagliare qualche centinaio di deputati e senatori per riformare il sistema. (...) Chi potrebbe dire di no a una banalità del genere (i parlamentari sono troppi e neppure bravi...). Su questo finale di partita scommette il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che si è autoproclamato timoniere del fronte del Sì. Il vero capo politico del Movimento 5 Stelle percorrerà l'Italia (...) predicando la necessità della riforma costituzionale contro l'establishment che non vuol cambiare nulla, la classe politica che difende se stessa. Ricorda qualcosa o qualcuno? Sì, anche Matteo Renzi fece così nel 2016 e la personalizzazione del voto referendario andò malissimo. Ma almeno la riforma costituzionale del 2016 era - come si dice - una riforma organica. Mentre questa è un brandello di riforma, è un contributo allo smantellamento di un altro pezzo di istituzione. Quello che resta dell'antica carica grillina del Movimento 5 Stelle, ormai partito architrave del sistema. Anzi, il 97 per cento dei parlamentari che hanno votato per il taglio alla Camera sono il Sistema che si piega a farsi guidare dall'ex partito Antisistema che ora non vuole più cambiare nulla ma soltanto sostituire. Di questo referendum Di Maio è l'immagine. Un politico che è stato vice-presidente della Camera a 26 anni, ministro dello Sviluppo enonomico, del Lavoro, vice-presidente del Consiglio  e capo del suo partito politico (altro che doppio e triplo incarico, un poker di poltrone) e poi ministro degli Esteri con un governo di diverso colore è uno che si candida al restare al potere per decenni. Vuole tagliare l'establishment di ultima generazione cresciuto nel vuoto, il giovin signore del nuovo vecchio ancien regime incapace di staccare l'ombra da terra. Di Maio vota sì, e con lui anche, per dire, il deputato Marco Rizzone, uno dei furbetti del bonus su cui si è mossa la caccia alla casta agostana, il volto di questa nuova classe politica, inconsistente, felice di esserci, di essere invitata al banchetto, inutile".

Fra tanti libri vecchi nascono tante passioni nuove

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Qualche giorno fa la «Collezione», quella che pomposamente e presuntuosamente ho chiamato «Biblioteca internazionale dell'atletica», ma dovrei aggiungere «e non solo atletica», ha ospitato la gradita visita della signora Nadia Signorini, titolare di una attività di vendita di libri usati attraverso la nota sigla «ebay». Su questo spazio Internet, tra tutti i venditori, la offerta di libri è infinita: si trova davvero di tutto di più. E naturalmente libri di sport, ma anche oggettistica, memorabilia, ecc. Il contatto con questo venditore è nato con l'acquisto da parte mia della collezione completa di una rivista sportiva, non molto conosciuta, dell'anno 1946. La signora ha manifestato interesse a visitare la biblioteca, con mio grande piacere. La curiosità le era nata dall'aver acquistato una parte della biblioteca di un noto giornalista sportivo, persona che ho avuto la fortuna di conoscere e di frequentare in alcune occasioni. Un maestro nella sua disciplina.

La signora Nadia ha iniziato cinque - sei anni fa questa interessante attività, non semplicissima di questi tempi. E se era difficoltosa prima, lo è ancor più oggi, con quanto è successo, e sta ancora accadendo, in questo disgraziato anno 2020. Aggiungo il mio punto di vista come compratore: forse chi vende dovrebbe porsi il problema dei prezzi di questi libri usati, che tra costo in sé e spese di spedizione sono, a mio avviso ripeto, troppo onorosi. La proliferazione esponenziale dei mercatini dell'usato e dell'antiquariato o modernariato che sia ha fatto esplodere l'offerta ma non ha calmierato i prezzi. Anzi. Lo dico perchè sono un assiduo frequentatore di siti Internet (ebay e molti altri) e di mercatini domenicali: c'è - meglio, c'era - tanta gente, che gira avanti e indrè per gli spazi espositivi, molti si informano sui prezzi e poi...tiremm innanz! Scoprire pubblicazioni di un tempo che fu girando fra cataste di libri o consultando pagine Internet di tutto il mondo è sempre stata, per me, emozionante avventura. Ma dovrebbe essere favorita da un riequilibrio fra gli interessi del venditore e quelli del compratore. Avete mai provato a cercar di vendere libri o oggetti a chi ne fa commercio? Esperienza mortificante, credetemi, quello che offrite sembra sempre un po' meno di monnezza. Poi, magari, un giorno trovate il vostro libro o il vostro lampadario su un mercatino a un prezzo decuplicato rispetto a quello che hanno offerto a voi.

Questa è, come sempre, una variazione sul tema di interpretazione personale. Nulla a che vedere con la cordiale visita della signora Nadia a Navazzo. La quale ha un suo account su ebay nel quale c'è l'opzione di visitare da internauti il negozio: pegasus.60. Molti gli argomenti, per gli appassionati di sport una buona selezione, non vastissima (276 pezzi, in questo momento) ma alcuni interessanti. Chi volesse contattare direttamente la signora può utilizzare questo indirizzo di posta elettronica  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Le foto scattate al secondo piano della «Collezione» sono di Encarnación Tamayo Nevado.


«Childrenwindcup», piccola, ma comunque festa

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Domenica, a Bogliaco di Gargnano, non ci sarà grande folla, come nelle passate tredici edizioni. Sarà una festa simbolica per ricordare la «Childrenwindcup», una delle ultime feste di questa strana estate dopo le lunghe traversie sanitarie (tutt'altro che finite, purtroppo, nonostante le follie messe in giro da una percentuale di...scegliete voi come definirli) e la lenta ripresa di tutte le attività sociali e sportive. Ma la «Children», seppur in piccolo, si farà. Come sempre sotto l'egida della Associazione Bambino Emopatico, del Circolo Vela Gargnano, dello Yacht Club Cortina d'Ampezzo, della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, i partner logistici e sociali di Confcooperative Brescia, Visit Brescia-Brescia Tourism, Consorzio Lago di Garda Lombardia. Sarà una partecipazione ad inviti, una simbolica rappresentanza dei ragazzi dei Reparti di Onco Ematologia Pediatrica dell'Ospedale dei Bambini di Brescia con alla testa il dottor Fulvio Porta, una rappresentanza ristretta di Volontari, operatori sociosanitari, infermieri e medici del Civile di Brescia, i ragazzi del progetto sociale Legamileali che dal prossimo anno collaboreranno in occasione delle regate del Circolo Vela Gargnano. Non mancherà una gita in barca con la nuovissima "Stradivaria" messa a disposizione della famiglia cremonese dei Rossi (Ivan, Luca e Lorenzo), un Grand Soleil 43 di 13 metri di lunghezza.  La festa potrà essere seguita sulla pagina Facebook di ABE Brescia e di Circolo Vela Gargnano – Centomiglia. Festa intima ma non per questo meno importante, occasione per tutti per raccontare le proprie esperienze maturate nelle prime 13 edizioni di questo grande progetto di vela - terapia. Con lo sport che può e deve essere un veicolo di vicinanza e di aiuto verso il prossimo, un modo privilegiato per regalare un sorriso ed un’opportunità a coloro che ne hanno più bisogno: nel caso, ai piccoli pazienti emopatici dell’Ospedale dei Bambini di Brescia e alle loro famiglie.


Un virus vecchio come il mondo: la notorietà

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Da una lettera di un lettore pubblicata un paio di settimane fa su «L'Espresso».

"(...) Alzi la mano chi ha sentito in tutti questi mesi, una sola dichiarazione su un singolo aspetto, sul quale tutti (o almeno la maggior parte) fossero d'accordo. Quindi è a questo che ci siamo ridotti? Dobbiamo scegliere, da profani, se seguire gli scienziati catastrofisti oppure quelli meno. Magari in base a come ci siamo alzati (...)".

Della risposta di Stefania Rossini, misurata, elegante, intelligente, trascrivo solo le righe finali che son perfette, a mio modesto modo di pensare.

"A parte i due virologi da lei citati (...) ci sono schiere di scienziati ormai irrimediabilmente colpiti da un virus non letale ma disgraziatamente incurabile: quello della notorietà".

Serve aggiungere inutili (miei) commenti?

Omaggio a una elegante signora settantenne

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Sulle acque del lago di Garda e sulle terre che lo circondano è, da molti anni, tutto un rincorrersi di miglia: vuoi marine per navigatori, vuoi terrestri per i praticanti dello sport podistico. Dunque, miglia inglesi - loro devono sempre far diverso dagli altri - come unità di misura, anche se acqua e terra esprimono conversioni metriche diverse: su acqua il miglio marino si indica in 1.852 metri, ma è una media operata con calcoli matematici e arrotondata; per la terra tutto più semplice: metri 1.609,344. Per vero, il ricorso alla unità di misura adottata dai britanni, in terra bresciana, risale al 1927 con la nascita di una forsennata corsa su e giù per l'Italia di ricchi signori e di piloti di professione a bordo di auto dal fascino irresistibile: era la «MilleMiglia». Ma qui parlo di lago.

1951: all'anagrafe sportiva del Comune di Gargnano venne registrata la nascita della «Centomiglia» velica, padre legittimo il Circolo Vela Gargnano. Per la terra ferma un nuovo nato migliarolo - «Diecimiglia del Garda» - si fa collocare al 1987, ma è una creatura già nata prima (1974) che cambia solo il cognome. Ci fu perfino un pallido tentativo di lanciare una gara sulla distanza del «Miglio», lo chiamarono il «Miglio Olimpico», ma non fece a tempo a uscire dall'incubatrice. Gli altri due son figlioli resistenti, che, a parte qualche raffreddore, ancor oggi godono buona salute: la creatura velica ha celebrato i 70 anni, gratificata da una bella giornata di sole; quella pedestre, pur con mascherine, liquidi igienizzanti e percorso striminzito, ha doppiato i 47 anni. E tutto ciò va ascritto a merito degli organizzatori: il Circolo Vela Gargnano e il Gruppo Sportivo Montegargnano, fra i due in linea d'aria non più di tre chilometri, forse meno.

Ho volutamente abbinato le due manifestazioni sportive, prima di tutto perchè meritano ugual rispetto e apprezzamento, pur nelle intuibili differenze. Ci fu un momento, era tanto tempo fa, che pareva perfino che le due entità organizzative avessero la volontà di cooperare alla ricerca di un terreno comune per fare tratti di percorso insieme. Fu una bella illusione, qualche timido tentativo di prova d'orchestra, ma poi non se ne fece nulla. Hanno comunque camminato, ognuna per la propria strada, nel rispetto reciproco, ripeto il termine.

L'augurio che mi faccio, e che faccio a loro, è di poter contare tante altre edizioni ancora. Il vero traguardo, conclusa una manifestazione sportiva, è l'edizione successiva, e poi un'altra ancora, e ancora, e ancora. Guai pensare di voler scrivere in anticipo la data di morte. Significa che si è già morti. 

Chiudo. C'è una cosa che mi fa rabbia della «Centomiglia»...ed è che è più giovane di me! In alto il Gran Pavese, uomini e donne di acqua dolce, lacustre. E come omaggio tre belle foto dei giorni scorsi, senza tante altre superflue parole.

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