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Roba per vecchi superati inguaribili sognatori

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Il presidente della Corea del Sud che stringe la mano alla sorella del leader della Corea del Nord, le due squadre che sfilano insieme con una unica divisa e con quel simbolo geografico azzurro di una sola Corea che spicca su quella tuta di un bianco abbagliante. Suoni, luci, riflessi di una cultura orientale che sempre affascina, a me sì. non so a voi. E al momento dell'Inno olimpico gli occhi mi si sono inumiditi e mi ha preso un violento groppo in gola. E ho risentito il forte, fraterno abbraccio del mio amico Ersilio Motta, il giorno della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Seoul 1988: quando entrò nello Stadio Olimpico l'ultimo tedoforo che doveva accendere il sacro tripode, mi misi a piangere senza ritegno, e Ersilio mi abbracciò stretto e a lungo. Quell'uomo grassottello con la fiaccola in mano era Sohn Kee-chung, per molti conosciuto con il suo nome giapponesizzato (nel 1936 la Corea era sotto il tallone oppressivo e brutale del Giappone) , Kitei Son, vincitore della maratona ai Giochi di Berlino 1936. Io, che mi considero (voi fate finta di crederci) il più grande studioso di maratona, dopo il mio amico Carlos Fernández Canet, non potevo trattenere le lacrime, e non mi è mai riuscito ad ogni Cerimonia di inagurazione dei Giochi, e non mi riesce neppure oggi, seppure finga di essere disincantato e ostile all'imbastardimento dello sport attuale. Sulle pareti della mia Collezione - Museo nella mia casa di Navazzo ho una foto che Sohn Kee-chung mi diede con il suo autografo, sempre a Seoul, un anno prima dei Giochi, durante la Coppa del mondo di maratona a Hiroshima, alla quale fui presente come giornalista "inviato - a mie spese".

Oggi, durante la cerimonia, ho rivissuto come in una pellicola che si riavvolge le mie dieci Olimpiadi: Los Angeles '84, Seoul '88, Barcelona '92, Sydney 2000, Athens 2004, Beijing 2008, London 2012, Rio 2016, e quelle giovanili a Singapore 2010 e a Nanjing 2014. Ho rivissuto quella giornata di agosto alla Eagle's Nest Arena della California State University per il torneo di judo pesi leggeri (71 kg) dove c'era il bresciano Ezio Gamba, un atleta e una persona che ammiravo moltissimo. E c'era un coreano che ho rivisto oggi reggere un lembo della bandiera del suo Paese durante la Cerimonia: Ahn Byeong-Keun. Fu il coreano che tolse per un niente (il giudizio fu "koka", giudizio che oggi non esiste più nei regolamenti) a Ezio  lo straordinario palmares di due ori olimpici, il primo a Mosca. E invece fu argento, dopo un torneo preliminare eccezionale. Gamba, oggi italo - russo per volere dello Zar Putin, sta nel Gotha dei grandissimi del judo. Volete vedere qualche minuto della finale di Los Angeles '84? Entrate qui. Ed era coreano anche, e l'ho rivisto oggi sfilare sempre sostenendo la bandiera coreana, Hwang Young-Cho, che vidi entrare primo nello stadio olimpico di Barcellona '92. 

Frena, Castellini, frena, ne avrei da raccontare, e l'inno di ieri alla tele da quel Paese che vidi per la prima volta nel dicembre del 1981 con i miei amici Gianni Poli, Gabriele Rosa, Vittorio Brunetti e Roberto Ottelli, mi ha occupato la mente e il cuore per tutto il giorno con quei ricordi preziosi. Roba da vecchi come me, ma chissenefrega. In spregio a tutto, continuo ad amare questa idea di sport e di Giochi Olimpici, il "mio" sport e i "miei" Giochi Olimpici. Sì, Sognando Olympia, insieme a Roberto (che ha disegnato i quattro loghi che qui potete apprezzare), Franco, Elio, Sandro e Enzo. Avanti, si Dios quiere.

Un silenzioso ricordo di una stupenda persona

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Un anno fa, nella notte che entrava nel 5 febbraio, cessava di battere il cuore di Clara Pace, moglie del nostro amico Elio Forti e madre di Stefania e Marco. Un anno fa, di queste ore, iniziava il suo ultimo viaggio verso la collinetta che domina Navazzo e guarda verso il lago. Encarnita e io vogliamo ricordarla in silenzio, quello stesso silenzio che era una delle sue molte doti umane: capire, lavorare, parlare poco, ma sempre con grande intelligenza. La ricordiamo con una fotografia che riporta noi ad un giorno felice, come lo fu per lei, che gioiva della gioia degli altri, degli amici, e sapeva come quella giornata era speciale per me. Era novembre 2012, inaugurai la mia Collezione - Museo, attorniato da tanti amici, e dal grande campione olimpico Alberto Juantorena, venuto appositamente da Cuba per onorare la mia biblioteca e la mia idea. Clara partecipò fin dal primo momento, con convinzione, ma sempre molto riservata, niente cene di gala per lei. Eccola lì, con quel suo sorriso che era la cartina di tornasole del suo stato d'animo, insieme alla sua amica Anita e ad Alberto. 

Noi ti vogliamo ricordare così, Clara.

Circolo Vela Gargnano e Univela, dite 33

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La nostra redazione sportiva ha ricevuto dall' Ufficio PR CVGargnano & Univela Sailing l'articolo che volentieri pubblichiamo qui di seguito. 

LAGO DI GARDA –  Trentatre eventi di valenza nazionale ed internazionale, dalle classiche regate di Gorla e  Centomiglia ai Campionati mondiali ed europei alla base di Campione del Garda. Circolo Vela Gargnano e Univela Sailing confermano anche per il 2018 la loro "joint venture". Gargnano si presenta con 17 appuntamenti, Univela con 16 regate, tutte dedicate alla classi a deriva, le piccole e le grandi flotte per giovani e skipper olimpici.

CAMPIONI A CAMPIONE

A Campione Univela si inizierà a marzo (16-18) con la regata Interzonale dell' Optimist, la barca scuola per eccellenza. Dal 30 marzo al primo aprile si disputerà la A Cat Easter Cup 2018 con i catamarani volanti della classe A. Dal 5 all' 8 maggio saranno a Campione i Weta, trimarano che assegnerà il titolo europeo, classe che offre la possibilità di regatare anche a velisti con disabilità in ambito motorio. Una sola giornata, il 13 maggio, per la Zonale del singolo Laser con le sue tre versione, gli olimpici Radial (femminile) e Standard, più il 4.7. Dal 18 al 20 maggio sarà tempo di 420 Four Nations Cup, dal 9 al 10 giugno di una tappa del circuito italiano del Moth volante; dal 12 al 14 luglio del Trofeo Alpe del Garda con la flotta dei 9Er, gli olimpici 49Er ed Fx, il propedeutico 29Er.  Dal 20 al 28 luglio ecco il singolo "Splash", barca costruita in Olanda, molto diffusa in Australia e Nuova Zelanda. In palio ci sarà il titolo mondiale.

Si passerà ad agosto con l'Internazionale d'Italia della Formula 18 (3-5 agosto), dal 9  all' 11 sempre di agosto con il Nautica 450 Euro Cup, di fatto altro Campionato d'Europa, dal 27 agosto al 1° settembre la Collegiate Cup con le migliori squadre veliche delle Università Mondiali. Il 22-23 settembre ci sarà la Bart Bash Regatta, il Memorial nel ricordo di Bart Andy Simpson, velista oro olimpico a Pechino, già con l'armo gardesano di "+39 Challenge" a Valencia, scomparso alla vigilia della Coppa America di San Francisco del 2013. Il 22-23 settembre torneranno i catamarani classe A in singolo per l' Univela Trophy, dal 22 al 30 settembre il doppio appuntamento dei Campionati Italiani ed Europeo di Team Race, la sempre più apprezzata regata a squadre. Nei primi 3 giorni di ottobre si chiude con "Campioni a Campione" con i singolisti del Laser, primo su tutti l'olimpico azzurro di Rio 2016, il toscano Francesco Marrai delle Fiamme Gialle, skipper che anima il Sailing team Pascucci, che ha base proprio ad Univela Campione. Tutto avrà il patrocinio di Regione Lombardia e del circuito Multi sport del territorio "Sognando Olympia Tokio 2020"

GARGNANO E  68 ANNI DI CENTOMIGLIA

Gargnano oltre alla Joint venture con Univela, lavorerà nuovamente con altri Club e altrettanti progetti. Tra questi c’è Green & Blue di In-Lombardia e Garda Lombardia, lo Yacht Club Cortina, il Cus Brescia, Hyak Onlus, Abe Brescia, Lions Club Garda-Valtenesi, Diavoli Rossi Desenzano, Circolo Vela Toscolano-Maderno, Circolo Nautico di Brenzone (con i 29Er), Play Sport (Radici Sci) di Bergamo, il circuito multi sport Sognando Olympia

L'inizio del 2018 si consumerà il 25 marzo con la 40°edizione del Trofeo Roberto Bianchi, personaggio gargnanese che nella vela è presente con alcune sue costruzioni veliche come i rivoluzionari (all'epoca) "Trutel" ed "Aleir". Riconfermato nel calendario è anche il Meeting di Pasqua-Trofeo Centrale del latte di Brescia (29-31 marzo) del doppio giovanile Rs Feva.  Il 13 maggio torneranno i doppi promozionali (oltre all'Rs Feva, il 420, il 29Er) per il Trofeo Comune di Tignale che troverà spazio nelle acque al largo della Limonania del Prà.  Dal 19 al 25 maggio toccherà alla Gentlemen's Cup, il Campionato Timonieri-Armatori  per i vari monotipi come Asso, Dolphin, Ufo, Protagonist. Nel week end del 16-17 giugno tornerà il Trofeo Antonio Danesi per i giovanissimi dell' Optimist.

Arriverà poi luglio con la "Centomiglia Remake" (7-8 luglio), le carene costruite prima del 1980. Il 12 e 14 luglio sarà la volta dei 9Er, il 29Er, il 49Er, con la tappa del Circuiti nazionali di queste carene. Ad agosto si entrerà nel nuovo clima di "Centomiglia", si inizierà come sempre con il 52° "Gorla" (1-2 settembre), la 68° "Centomiglia" (8-9 settembre), poi Children e Trofeo dell'Odio. Nel mezzo ci sarà l'interessante tricolore dell' Ufetto 22, bellissimo monotipo firmato da Umberto Felci e che mai aveva corso il suo campionato nazionale nella culla della "Cento".

P.S. - La nostra redazione ha appreso anche che per la stagione 2018 è stato confermato il servizio Security nelle più importanti regate benacensi. Il rinnovo del contratto verrà sottoscritto a breve con un atto ufficiale (enogastronomico).

Peccati di gola e di atletica ad Agazzano

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Le immagini che pubblico qui si riferiscono al Cross della Contea di Agazzano, in provincia di Piacenza. Il bel borgo, in cima ad una collina che domina la Val Luretta, incastrata fra la Val Trebbia e la Val Tidone. Patria di due carissimi amici miei, Felice e Claudio Enrico Baldini, che mi hanno lasciato troppo presto. Amicizia cementata da comune cieca passione per l'atletica leggera, loro dedicarono tutta la loro non lunga vita a questa che fu più di una passione ma divenne impegno professionale avendo scelto di frequentare la Scuola Centrale dello Sport e uscirne Maestri di Sport. Oggi il "testimone" - visto che parliamo di atletica - è stato raccolto da Giovanni "Baldo" Baldini, figlio di Felice, cui da man forte la moglie Gabriella, entrambi vigilati dall'occhio benevolo di mamma Mariuccia. Impelagati nell'atletica, hanno creato un sodalizio al nome del padre e dello zio, e allevano giovani sperando che si innamorino anche loro di questo straordinario sport. Missione, con semplice, tutt'altro che facile, spesso incompresa, talvolta boicottata. Ma a loro gliene fa un baffo...

Come quelli, risorgimentali, di zio Claudio Enrico, ufficiale di Cavalleria, avido di storia dello sport e di quella del suo bel borgo natío. E dalle sue ricerche dedusse che Agazzano era una Contea. Ed ecco la ragione del nome di questa gara di corsa campestre: "Cross della Contea di Agazzano". Che quest'anno ha avuto due momenti, che sono inseparabili da queste parti: quello enogastronomico e quello sportivo. Al sabato, sotto la regia del presidente onorario Silvestro Pinotti....trascrivo le poche righe che mi ha inviato il "Baldo":"Sabato polentata, tutto bene, oltre 100 persone al Centro Parrocchiale. Campestre bene: circa 200 partecipanti, livello assoluto molto scarso. Giovanile molto meglio, speriamo di riuscire a portare avanti qualche fondista.....non è facile". E lo sarà sempre meno, caro Giovanni, finchè si dedicano forze, attenzioni, energie, in maniera spropositata ai bambini e ai vecchietti. Parlo, evidentemente, di "politica" del nostro sport, non della circoscritta attività locale. Ecco, così mi sono fatto un po' di nuovi amici. 

Bene, bravi, complimenti, mi spiace solo di non esserci stato alla gara di lancio della forchetta il sabato sera. Sarà per un'altra volta. Adesso intanto faccio un po' di promozione turistica per Agazzano, credetemi, merita una puntata: natura, cibo, vino, un bellissimo Castello dei Conti Anguissola Scotti adesso aperto al pubblico, e i nostri amici Baldini & C....e cercate Silvestro Pinotti e la signora Lorella! Coppa, pancetta, salame insuperabili e primi da strafogarsi alla Trattoria di San Gabriele, qualche chilometro fuori.

Scampoli di storia (turismoapiacenza.it)

Agazzano è ritenuto l’antico fundus Acutianus descritto nella Tabula Alimentaria Veleiate (103 d.C.), successivamente appellato Aricazano. 
Mancano notizie documentate di queste terre, che furono colonizzate in epoca romana.
Nel 1164 Federico Barbarossa distrusse molti castelli della zona e, nel XIII secolo, il vicario imperiale di Federico II di Svevia saccheggiò il borgo di Agazzano.
Il paese divenne in seguito la capitale dei territori degli Scotti, tanto che, probabilmente intorno alla metà del Duecento, Alberto Scoto commissionò la costruzione del maniero. 
Questa nobile famiglia piacentina divenne potente grazie all’esercizio della mercatura: la grande corte mercatale (l’attuale Piazza Europa) dipendeva dal castello, ed era un rilevante nodo commerciale inserito in un’area presidiata da numerosissime fortezze.
Malgrado questo, gli Scotti non divennero una forza politica dominante, anche a causa della rivalità con gli Arcelli, importanti feudatari della Val Tidone. 
Nel 1412 Filippo Maria Visconti, dietro un’accusa di ribellione fatta dagli Arcelli ai danni degli Scotti, spodestò i secondi dal loro feudo, consegnandolo nelle mani dei primi. Nel 1415 gli Scotti riuscirono a dimostrare la loro innocenza, ma al conte Alberto Scotti non restò altra scelta che ricomprare, nel 1431, il suo castello di Agazzano. 
Alla fine dello stesso secolo il maniero fu ristrutturato.
Nei dintorni della rocca di Agazzano morì un famoso nobile ribelle: Pier Maria Scotti detto Il Buso, un aristocratico guelfo che, in seguito ad un diritto negatogli nel 1514, divenne ghibellino, nonché protagonista di molti fatti delittuosi. 
Leone X lo scomunicò e lo bandì dalla città. Tra le varie scorrerie, Il Buso saccheggiò il castello di Agazzano senza avvertire il suo alleato Astorre Visconti. Questi lo raggiunse per avere la sua parte di bottino: poiché gli fu contestata, Visconti uccise Il Buso e lo gettò nel fossato del castello.
Nel 1585 e nel 1652, i Farnese confermarono il feudo agli Scotti.
A metà del XVIII secolo il castello passò ai figli di Margherita Scotti e del conte Giovanni Anguissola. 
Alla fine del XVIII secolo fu edificato un palazzo residenziale sulle fondazioni antiche di un altro corpo di fabbrica del maniero, accanto alla rocca medievale. Oggi la Rocca e il Castello appartengono alla principessa Luisa Gonzaga, nata Anguissola Scotti. 

Io ce l'ho più grosso del tuo, e il mio funziona (2)

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Piano piano "L'Eco del Pizzocolo" sta conquistando lettori anche fuori del Principato di Navazzo. La prova sta nella vignetta satirica che pubblichiamo qui oggi. Ce l'ha inviata il nostro unico lettore spagnolo, anzi catalano, a seguito del nostro "elzeviro" (notare la colta dicitura) su chi ce l'ha più grosso fra un similtexano e un panda - mal riuscito - nordcoreano. Dunque Lluís Antoni Loco i Castella ha inviato alla redazione questa vignetta: el dibujante se llama Miquel Ferreres ed è stata pubblicata sulle pagine del quotidiano "La Vanguardia", fondato a Barcellona nel 1881, proprietà della famiglia de los Condes de Godó.

Condes cui è legato il nome di un importante torneo di tennis circuito ATP World Tour 500, conosciuto come il "Godó"; prima edizione voluta dal Conde Carlos Godó Valls nel 1953, sessantacinque edizioni con un albo d'oro che include tutti i nomi più prestigiosi della racchetta. Rafa Nadal lo ha vinto dieci volte, gli italiani una volta sola, in doppio: Paolo Bertolucci e Adriano Panatta nel 1979; Beppe Merlo, nel 1960, arrivò in finale ma fu sconfitto da Andrés Gimeno, enfant du pays. Finalisti in doppio anche Andrea Gaudenzi con Ivanišević (1995) e la coppia Massimo Bertolini - Cristian Brandi nel 1999. Il nostro redattore sportivo ha salito, qualche annetto fa, le tribune del "centrale" del Real Club de Tenis Barcelona en el barrio de Pedralbes, quartiere di riccastri, ma non con un accredito da pennivendolo se non con quello di addetto ai servizi tecnici de la Telefónica, la compagnia nazionale di telecomunicazioni!

Fra un passante e una volée stavo scordando la nostra simpatica vignetta, che corrobora, con la forza del disegno, le misere parole del nostro redattore. Ferreres ha miscelato felicemete i due argomenti del momento: ping pong nucleare fra due soggetti da caricatura e 'sta marea montante di retroattive molestate sessualmente. Sorridete, per la vignetta.

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