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Pasodoble de los traileros mirando al Garda

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Il pasodoble, come sanno bene i frequentatori di scuole di ballo, è una danza. Un genere espressivo vigoroso, non smollaccione, passi rapidi, decisi, strette vigorose, piroette inebrianti. Eh te credo! Questa danza interpreta le movenze del torero nell'Arena, lì è la sfida fra un quadrupede incazzato e un bipede che deve mantenere la calma, nel ballo è la provocazione fra due bipedi. Non ho mai visto una corrida vera dal vivo, ne ho viste parecchie in iberica tivvù, ma non è la stessa cosa, penso. Ma mi hanno sempre affascinato i toreri e i tori formano un conjunto (in spagnolo) di enorme armonia e fascino. Per me è un'arte, è cultura, è storia. Sapete qual è una delle più famose composizioni musicali sul ritmo del pasodoble? Dall'opera "Carmen" di Georges Bizet la Suite "Los Toreadores".

Che c'entra il pasodoble con la Bassa Via del Garda Trial? C'entra, c'entra. Ce lo ha fatto c'entrare il nostro menestrello che ci ha raccontato questa epica galoppata di 75 chilometri prima dell'evento, e, adesso, a conclusione. Scrive:"al traguardo con passo a due". Chette dico? Pasodoble. Non abbiamo toreadores in questo caso, ma traileros, perchè "toreare" 75 km con 4.850 metri di dislivello è come vedersi sventolare davanti al naso la muleta rossa di Manolete, Paquirri, Dominguín e Juan Belmonte, e tutti gli altri matadores de toros messi insieme. Dedico a tutti i bipedi che sono andati su e giù per le montagne gardobresciane, donne (adesso bisogna metterle prime altrimenti sei accusato di machismo e violazione di genere, scherzo chiaro?) e uomini, organizzatori, volontari, spettatori, assistenti, addetto al recupero degli sfiniti ma ancora vivi, e chi volete voi, questo bel video di pasodoble. Un omaggio personale, con grande ammirazione. E adesso parola al menestrello del terzo Millenio.

Al traguardo con un passo a due. Lo tagliano insieme Jimmi Pellegrini, altoatesino da Laghetti di Egna e Riccardo Borgialli, di Omegna sul lago d’Orta, dopo poco più di 8 ore sul massacrante su e giù della BVG Trail. In tutto 75 chilometri da Salò a Limone, dislivello positivo di 4850 metri, sul sentiero che porta il nome di Roberto Montagnoli. Percorso durissimo, impegnativo, in una giornata che alterna clima fresco con qualche goccia di pioggia in mattinata e caldo  primaverile del pomeriggio. Onorano lo spirito della specialità, i due atleti. Come del resto Katia Fori, ultramaratoneta di casa a Parma, che raggiunge la favorita di giornata, Lisa Borzani, a una manciata di chilometri dal traguardo.

Questo accade nel giorno della “carica dei 700” che animano la quinta edizione del trail che attraversa i territori dei sette Comuni dell’Alto Garda (Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine e Limone). Tre corse di un evento in crescita esponenziale grazie all’organizzazione del Comitato presieduto dal gargnanese Franco Ghitti e formato da Trail Running Brescia, GS Montegargnano e Gruppo “La Variante” di Gargnano. Circa 350 i volontari sul percorso, oltre a personale sanitario, forze dell’ordine e pubblico a incoraggiare la fatica degli atleti. Tutto fila via liscio, coordinato dal direttore di gara Gianpaolo Guindani con la sua vice, Federica Mini.

Il volto della fatica. Facce tirate al traguardo. Segno dell’acido lattico accumulato sul percorso. Partenza alle 7 da Salò e arrivo poco dopo le 15 al campo sportivo di Limone per la corsa di testa di Jimmi Pellegrini (Team Montura) raggiunto dall’amico Riccardo Borgialli (Team Salomon) a un chilometro dall’arrivo. Corsa compiuta alla vista, per i due battistrada, dall’inizio alla fine. Non esitano a tagliare il traguardo tenendosi per mano. Il cronometro si ferma a 8h02’58”. In terza piazza (8h27’29”) si accoda Marco Rossi, bergamasco della Rock Team. Primo della nutrita pattuglia straniera (16 i Paesi rappresentati) il tedesco Florian Felch (Lebkuchen&Allerlei, 8h58’27”), al quinto posto. Subito dopo il primo bresciano: Claudio Chiarini, di Calvagese della Riviera, sesto in 9h07’56. “Meteo fantastico – dice - Tutto bene, percorso molto bello, grazie a tutti i volontari”. A confermare la cifra tecnica della BVG Trail un altro numero: sedici gli ultramaratoneti (tra loro, la vincitrice in campo femminile) al traguardo sotto le 10 ore dopo 75 chilometri senza un attimo di tregua.

In quota rosa, è Katia Fori (Team Columbia) a fare sua la giornata in 9h56’24”. Ha raggiunto Lisa Borzani (Team Tecnica) a 10 chilometri circa da Limone. La rimonta si è conclusa sul ghiaione prima della discesa finale della Valle del Singol. Di 10h02’27” il tempo della seconda. Per la terza, Maria Antonietta Scala (Verona Trail Runners) il cronometro si è fermato ben oltre: 12h14’10” il suo tempo all’arrivo.

Quasi un campionato tricolore. Sui 50 chilometri della Marathon+ (D+3850) dalla piazzetta di Bogliaco a Limone si è corsa, per presenze, una prova da titolo tricolore. Si è imposto Luca Carrara (Team Salomon) in 5h34’22". Secondi con lo stesso tempo (5h48’11") Riccardo Faverio (Gs Orobie) e Matteo Longhi (Gav Vertova). Primo dei bresciani Andrea Zanardelli (Trail Running Brescia) in 5h49’21".

Fra le donne il traguardo parla tedesco. Lo ha tagliato in 6h01’59” Eva Sperger. Per la teutonica corsa di testa, senza problemi. In seconda piazza Cinzia Bertasa (Bergamo Stars Atletica) in 7h01’08", che lo scorso anno si era imposta sulla distanza più lunga. Terza Lorenza Bortoluzzi (Maddalene Sky Team, 7h16’04”).

Salò sugli scudi. Infine, ma non da ultima, la distanza più breve: BVG Run. In tutto 25 chilometri e poco più da Salò a Bogliaco, in piazzetta, con dislivello positivo di 950 metri. Pure questa impegnativa. Il podio maschile parla per due terzi salodiano. Della città di Gasparo, inventore del violino, sono Glauco Nedrotti, medico sportivo nutrizionista, che ferma il cronometro un secondo oltre le 2 ore. A seguire, Angelo Peoli (2h00’44”) e Domenico Lazzari (2h00’59”), salodiano tesserato per l’Atletica Pertica Bassa. Da segnalare il ragguardevole sesto assoluto di Nicola Bettini (2h08’52”) per i colori di casa del GS Montegargnano.

Tra le donne, vittoria di cifra tecnica notevole per Emanuela Galvani (Atletica Gavardo ’90) che conclude la sua cavalcata in 2h27’28". Seconda sul podio la sudafricana (di casa in Germania) Bayly Bulkeley (2h34’27"), alla sua prima esperienza nel trail, seguita da Elena Salvi (Polisportiva Villese, 2h34’32”).

La cronaca chiude qui. Appuntamento alla prossima. Sarà la sesta della serie: un’altra magica BVG Trail.


Bassa è la via, alto l'entusiasmo e lo spettacolo

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Fascino. Ne ha da vendere, il Garda. L’acqua del lago in cui si specchiano i monti. La neve del Baldo, il profilo aguzzo del Pizzocolo con i suoi monti. La costa e le forre, gli uliveti e i ghiaioni. Salite dure e discese spezzagambe. Richiamo irresistibile per gli atleti che, sabato, si presenteranno ai nastri di partenza della BVG TRAIL, nel suo tris di percorsi. Evento che gli organizzatori hanno preparato per tempo con cura, passione e competenza. Forti dell’esperienza delle quattro edizioni precedenti che hanno imposto la corsa gardesana tra le più apprezzate nel panorama del trail. Scommessa vincente per il Comitato organizzatore, presieduto dal gargnanese Franco Ghitti. E composto da Trail Running Brescia, GS Montegargnano e Gruppo escursionistico “La Variante” di Gargnano.

Le bandiere al via. Sono sedici in tutto i Paesi rappresentati dagli oltre 700 atleti (680 alla chiusura iscrizioni più altre in arrivo all’ultim’ora) che percorreranno la Bassa Via del Garda, a spiegare l’acronimo che dà nome alla corsa. Sentierone intitolato alla memoria di Roberto Montagnoli, fondatore ed editore della casa editrice Grafo. I gruppi più numerosi sono arrivati dalla Germania, dal Regno Unito e dall’Ungheria. Quest’ultima presente sul campo di gara al completo con il Team CompressorSport Hungary. Ma c’è anche chi ha affrontato trasferte più lunghe: da Stati Uniti e Canada, Sud Africa e Venezuela. Poi tanta Europa con Francia, Svizzera, Austria,  Norvegia, Estonia e Lettonia, Malta, Olanda e Romania. In larga maggioranza, a prescindere, ragazzi e ragazze di casa nostra.

Partita a tre. Sono in tutto circa 250 gli ultramaratoneti che partiranno alle 7 da Salò, di fronte al Palazzo dei Provveditori, sede del Municipio, per coprire circa 75 chilometri di duro su e giù fino al campo sportivo di Limone. Dislivello positivo di 4850 metri: non poco. A rendere il percorso duro e impegnativo quanto basta e avanza. Alle 8, sempre a Salò, via allo sprint per la Bvg Run, circa 25 chilometri  (D+950) tutti d’un fiato fino alla piazzetta di Bogliaco. Sono circa 200 i runner iscritti alla “breve”, si fa per dire. Più nutrita la truppa dei partenti alla Marathon+. Sono più di 250 gli iscritti, per loro 50 chilometri con dislivello positivo di circa 4mila metri fino a Limone. Bandierina del via alle 12.30 da Bogliaco. “La Marathon+ – anticipa il direttore di gara Gianpaolo Guindani, che sarà affiancato dalla vice Federica Mini – sarà un campionato nazionale in piena regola. Con i migliori specialisti al via. E il numero delle iscrizioni, in presenza di altre manifestazioni, è davvero importante”.

In pole position. Nella Marathon Plus sono della partita due protagoniste del “lungo” del 2017. Fra loro, la bergamasca Cinzia Bertasa, che ha vinto lo scorso anno la BVG Trail, prima nei mesi scorsi alle 12 Ore del Monte Prealba Up&Down e alla Grande Corsa Bianca, 80 km tra i Parchi dello Stelvio e dell’Adamello. Ancora, Marta Poretti, cinque vittorie ultra trail nel 2017. Sul lungo della BVG occhi puntati su Lisa Borzani, padovana, nel suo palmares due volte il Tor des Géants, che ci riprova dopo la corsa di testa dello scorso anno conclusa dal ritiro a traguardo non lontano. Atteso sul “lungo” pure Jimmi Pellegrini,  da Laghetti di Egna, che si presenta con le credenziali della vittoria all’Adamello Ultra Trail.

Primi arrivi. Per gli atleti della Run  traguardo previsto intorno alle 10 per i primi a Bogliaco, in piazzetta; per la Marathon+ poco dopo le 17 a Limone (campo sportivo), dove i battistrada della Trail sono attesi verso le 15.

Sul percorso. Sono 26 le Associazioni e i Gruppi di volontariato impegnati nella macchina organizzativa. Tutti gardesani dei sette Comuni che “ospitano” l’evento: Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine e Limone. Amministrazioni che hanno assicurato collaborazione. Saranno 360 i volontari impegnati per la segnalazione dei percorsi, la gestione dei ristori, l’organizzazione, il servizio radio, l’assistenza sanitaria e logistica. Con loro le forze dell’ordine. “Un piccolo esercito – sottolinea Franco Ghitti - che si muove con grande motivazione e disponibilità per la riuscita della competizione. E’ una gratificante dimostrazione di dialogo e collaborazione, con l’orgoglio di rappresentare il nostro territorio e far conoscere le bellezze e gli angoli più nascosti".

Questo l’obbiettivo. Oltre a quello sportivo. Si corre nel piccolo paradiso dell’Alto Garda. Occhio al cronometro e allo spettacolo della natura. Tutto quanto fa spettacolo.


Lasciate stare il pettine se volete diventare atleti

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Ho letto qualche giorno fa una frase non nuova ma sempre valida, in una intervista all'allenatore Gianni De Biasi pubblicata sulle pagine sportive del quotidiano "la Repubblica". De Biasi, centrocampista, ha avuto una lunga stagione al Brescia come giocatore, fra il 1978 e il 1983, collezionando ben 171 presenze in campo. Tornò poi alle "rondinelle" come allenatore per un paio di stagioni, avendo in squadra Roberto Baggio. Ha giocato e allenato in molte altre squadre, la Nazionale dell'Albania, per dirne una, tanto che gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di quella Nazione. Il suo nome era fra i papabili per la Nazionale italiana, gli hanno preferito un altro, lui si è trovato una professione più rilassante: commentare le opache (per ora, sperano i calciomani) prestazioni degli azzuri davanti a un teleschermo.

Alla domanda dell'intervistatore "perchè l'Italia non trova più fuoriclasse", De Biasi ha risposto:"Oggi i ragazzi pensano più al pettine che al pallone, e se tua mamma ti porta il borsone o non ti lascia giocare con la pioggia per paura d'un raffreddore, la passione non ti viene mai. Non sono cattivi, sono contaminati dall'ambiente, preoccupati di emulare il capobranco, di seguire la tendenza. Vanno riabituati alla fatica: in questo sport vinci se hai la volontà di lavorare più dell'avversario. Gli spagnoli ci hanno superato perchè sin da bambini curano la tecnica e corrono di più. Da noi i ragazzi li allena il postino nel tempo libero perchè costa meno: non va bene". In tutti gli sport, chi lavora di più, ottiene di più.

La considerazione del pettine mi ha fatto venire in mente una frase che mi ripetevano talvolta i miei amici spagnoli Carlos, Paco e Félix quando osservavamo atleti nei molti, tanti, Campionati mondiali di atletica in giro per il pianeta: "Se mira demasiado en el espejo", si guarda troppo nello specchio, non farà grandi cose. Niente di trascendentale, intendiamoci, considerazioni di semplice buon senso. Le ragioni del calo generale - non solo in Italia - di grandi atleti di qualsiasi sport sono sicuramente più articolate e complesse. Vado, di tanto in tanto, in un impianto sportivo della provincia di Brescia dove operano, tra mille difficoltà, amici di un club di atletica. Circondati da campi di calcio, da scuole di pelota, da mamme e papà che accompagnano, portano i borsoni mentre i pupi con aria strafottente guardano o parlano al micidiale telefonino, stanno aggrappati alle reti come gli internati dei campi profughi. Ed è già tanto se non si lasciano andare a commenti sui metodi dell'allenatore, loro saccenti esperti di preparazione e tecnica.

Lo stesso avviene in quello che, almeno al momento, riconosco ancora come mio sport: l'atletica leggera. Il figlio è mio e lo alleno io, se per caso qualcuno azzarda a avanzare dubbi sul pupo, o se i giudici di gara non sono genuflessi alle esigenze del medesimo, dio ce ne scampi: scatta la rabbia diffusa dai cinquettii, dagli app e dagli upp. Poi vai ai mondiali e...zero tituli. Ma che t'aspetti? Domenica ero a Firenze per i fatti miei, partecipavo a una chiacchierata fra amici in una sala riunioni dello stadio di atletica. All'uscita, stava terminando una riunione con gare giovanili, ho inciampato su un allenatore giovane come me, uno che all'atletica ha dato tanto, ma proprio tanto. Dopo gli amichevoli scambi di battute, mi ha fatto una domanda:" Ma nel nostro sport esiste ancora la tecnica? E pensare che eravamo maestri...". Eh, sì: pettine, assurde creste da guerriero irochese, mamme / papà in veste di maggiordomi, allenatori desaparecidos. Non si va lontano.

Si scrive BVG, ma si legge "magia del Garda"

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Lo pagano bene, però diciamolo, è veramente bravo ed efficiente. Parlo dell' a-detto stampa della BVG, che poche ore dopo la presentazione nel meganegozio Sportland di Villanuova sul Clisi alla presenza di non molti ma qualificatissimi uditori, ha sfornato poetico componimento tutto giocato sul sostantivo "magia" e sull'aggettivo "magico". Diligente allievo del napoletano Giovan Battista Marino, massimo esponente della poesia barocca, che scrisse «È del poeta il fin la meraviglia / parlo de l'eccellente e non del goffo, / chi non sa far stupir, vada alla striglia!». Nel nostro caso la parola "meraviglia" si ricalca perfettamente ai contorni montagnosi del lago di Garda. Visto dall'alto 'sto Benaco ti fa innamorare. Venire per credere, anche se non siete atleti e non correrete mai la BVG Trail.

Per coloro, e sicuramente son tanti, sia atleti che pantofolai attivi, che vogliono saperne di più, questo è il posto giusto. A lei, menestrello!

Magico. È il percorso della BVG Trail che si corre il 7 aprile. Dalle forre ai passaggi in quota, dagli uliveti alle cascate, ai panorami mozzafiato sul lago. Non sono esauriti gli aggettivi per definire questa corsa-evento per atleti, donne e uomini,  che si confrontano sulla Bassa Via del Garda - questa la decrittazione del’acronimo - che si snoda in un vorticoso su e giù, tra la costa del lago e i monti dell’immediato entroterra. Sette i Comuni in cui si sviluppa il sentiero che porta il nome di Roberto Montagnoli, editore e fondatore della Grafo, casa editrice che ha sfornato tantissime belle pubblicazioni con anima bresciana. Sette e magnifici, per collocazione e natura: Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine e Limone. Contribuiscono alla corsa con una prima, riscontrata sensibilità. E con il contributo solidale di 350 volontari delle diverse Associazioni e Gruppi del territorio che, dislocati sul percorso, lo rendono evidente quanto sorvegliato. In grado di fornire supporto logistico agli atleti.

Magico. Lo è pure il progetto, annunciato non certo sottotraccia, di estendere il periplo pedestre a tutto il lago, tre regioni e altrettante provincie. Dentro pure Riva e il Veronese per 265 chilometri di lunghezza. Un trekking da sogno, per rimanere in tema di magie.

Sono, questi, i primi numeri della quinta BVG Trail, proposti da Franco Ghitti, coordinatore del Comitato organizzatore. Di cui fanno parte il “suo” Gruppo escursionistico, “La Variante” di Gargnano, il GS Montegargnano e il Trail Running Brescia. Tris in procinto di sfondare al poker con il più che probabile arrivo nella compagnia della Sezione CAI di Salò, di cui Corrado Corradini è presidente di recente elezione. Intenti echeggiati durante la presentazione ospitata al punto vendita della catena Sportland, main sponsor della manifestazione, nella sede di Villanuova.

Un altro numero: 570. Tante sono a oggi le iscrizioni, che promettono di tagliare il traguardo dei 700 partenti sui tre percorsi diversi per lunghezza in cui si articola l’evento. Sono in arrivo da Olanda, Francia, Germania, Spagna, dall’Ungheria con l’intero gruppo della Kompressor, per una presenza ormai nella tradizione. Più nutrito, per ovvi motivi logistici, il pattuglione di “casa”: gli italiani. Per un parterre che conferma il posto di prima fila conquistato dalla BVG nel panorama del trail nazionale e oltre. “Il percorso – sottolinea Gianpaolo Guindani, esponente di Trail Running Brescia e direttore di gara affiancato da Federica Mini, sua vice d’occasione – davvero unico nel panorama del trail. Unico al mondo. Ideale anche per chi voglia allenarsi. Lo testimoniano le presenze internazionali alla corsa. Che quest’anno per la Marathon Plus sarà un vero e proprio campionato italiano. Con i migliori atleti sulla distanza dei 50 chilometri”.

Magica. Lo è la determinazione degli organizzatori, che intendono diffondere e promuovere la conoscenza del territorio attraverso la corsa e il tragitto. Programmato per i comuni mortali, in una parola per gli escursionisti, per essere coperto in tre-quattro giorni toccando punti significativi. Antichi santuari, piccoli borghi, tratti sterrati, la Valle delle  Cartiere, l’Eremo di San Valentino. E si potrebbe continuare a oltranza.

Magica. Fu l’intuizione degli antesignani del trail. In questo caso i “costituenti” del GS Montegargnano. Che nei primi Anni Settanta organizzarono una corsa di circa 30 chilometri sui monti di casa con dislivello positivo di 3850 metri. “Ancora non si sapeva neppure cosa fosse il trail – racconta Aurelio Forti, perno motore del club del Monte – quando abbiamo deciso di organizzare la corsa”. Così è nata la Caminàa dallo scorso anno definita "Storica", che verrà riproposta, come da calendario Fidal, nel primo fine settimana di agosto (4 e 5). Alla vigilia della 45esima edizione della prestigiosa Diecimiglia del Garda, gara nazionale in programma sulla piana di Navazzo. Corsa in cui per alcuni anni mise lo zampino Ottavio Castellini, giornalista, storico dell’atletica internazionale e molto altro. Ideatore del progetto multisport "Sognando Olympia". Altra magia, altro sogno tra i sogni. Che in questo caso ha preso forma e sostanza. “Con l’augurio che la BVG possa crescere e prenda forma il progetto di interessare l’intero periplo del lago”.

Ci siamo. Per il 7 aprile, dunque, tutto pronto. L’evento, articolato sulle tre distanze ormai classiche, vivrà il suo momento di avvio a Salò, davanti al Palazzo dei Provveditori, sede del Municipio. Qui, alle 7 in punto,  prenderà il via la BVG Trail sulla lunga distanza. In tutto qualcosa meno di 75 chilometri (nuovi passaggi a Villavetro, alle porte di Gargnano, e a Oldesio, in quel di Tignale) con arrivo al campo sportivo di Limone, dislivello positivo prossimo ai 5mila metri. Sempre da Salò, alle 8, partenza per gli atleti della BVG Run: in tutto 25 chilometri (D+950) con arrivo alla Piazzetta di Bogliaco. In mezzo c'è la BVG Marathon+,  con partenza da Bogliaco e arrivo a Limone. Il percorso è di 50 chilometri, dislivello positivo prossimo ai 4mila metri. Le iscrizioni sono ancora aperte. Per i dettagli consultare il sito Internet dell'evento: www.bvgtrail.it.

Per vedere. Lungo il percorso punti di passaggio, dove sarà possibile assistere alla fatica degli atleti, sono a San Michele di Gardone Riviera, alla Parrocchiale di Gaino (Toscolano Maderno), nella piazzetta del Porto Vecchio di Bogliaco, alla baita degli Alpini di Briano (Gargnano), a Muslone (Gargnano), a Prabione e Aer in quel di Tignale, a Pregasio e Ustecchio in territorio di Tremosine. Alle 9 previsti i primi passaggi degli atleti del Trail a Bogliaco, dove alle 10 si concluderà la fatica dei partecipanti alla Run. A Limone l’arrivo dei primi atleti del lungo di 75 km è atteso intorno alle 14, per la Marathon intorno alle 17.30.

Magia. Tutta da vivere, l’avventura della BVG Trail. Ci vogliono gambe, cuore, polmoni, testa. Voglia di mettersi in gioco, di misurarsi con se stessi. Lungo la strada non mancherà l’incoraggiamento degli appassionati. Con l’auspicio che il meteo sia di conforto. Un’ultima piccola magia per chiudere il quadro di questa magnifica corsa nel piccolo paradiso dell’Alto Garda.


Uovo al latte per la regata velica pasquale

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Se i cittadini di Gargnano fossero prolifici a sfornare figli come l' Ufficio Media PR del Circolo Vela nello sfornare comunicati stampa la popolazione locale non registrerebbe il calo demografico (adesso siamo sotto i tremila abitanti) evidenziato da una circostanziata ricerca del funzionario addetto ai Servizi demografici del Comune, l'efficiente Paolo Zerneri, ricerca che mi riprometto di pubblicare quanto prima. Mi è venuta la balzana idea che quel "PR" sottintenda "Prolifico Redattore", forse una nuova figura nel contratto dei giornalisti. Vabbuò, ecco quanto lo stakanovista del tasto ha comunicato alla nostra redazione sportiva, oberata di lavoro.

In occasione delle vacanze di Pasqua saranno due gli Easter Meeting sulla riva lombarda del Garda: i catamarani “volanti” della classe A in regata a Campione dal 29 al 1 aprile, mentre i giovani dei doppi del cantiere RS (Feva e 500), saranno al Marina di Bogliaco per il terzo Meeting Internazionale - Trofeo Centrale del latte di Brescia.

Il terzo Meeting di Pasqua "RS" a GARGNANO

Saranno gli equipaggi dei Club della Canottieri Garda di Salò, i velisti del Circolo Vela del Savio e di Punta Marina, del Circolo Nautico di Brenzone, dello Yacht Club Como, di Marina di Carrara, più la squadra della Repubblica Ceca, i  protagonisti della nazionale degli “azzurrini” che saranno in gara nel Meeting di Pasqua a Gargnano. In acqua sono attesi 40 equipaggi, vari stranieri con inglesi, svedesi e, come detto, della Repubblica Ceca, questi ultimi vincitori delle prime due edizioni, mentre gli inglesi dominarono il Campionato Europeo 2015, corso sempre al largo di Gargnano. L’appuntamento per tutti è da giovedì 29 marzo nel tempio della "Centomiglia" velica (che quest’anno correrà la sua 68esima edizione l’ 8-9 settembre). La base sarà alla Marina di Bogliaco, visti i lavori di ripristino nella piazzetta di Bogliaco di Gargnano, resa famosa in tutto il mondo per i suoi scafi a bulbo, monotipo, libera e multiscafi da sempre ormeggiati “a secco” nel vari parcheggi. 

Tra le iniziative promozionali del Meeting Feva ci sarà una nuova serie di test della maglietta della salute realizzata da "Xeos.it" di Brescia. Il progetto si basa sulla tecnologia del Remote System Control con 9 parametri vitali trasmessi su un dispositivo video, di fatto il controllo dello stato di slaute per i velisti in gara. La maglietta sarà indossata, durante le varie giornate del Meeting, dai ragazzi della flotta giovanile, da alcuni studenti del CUS Brescia. Per la prima volta ad un evento sportivo sarà presente "Garda Uno Lab". L’ Easter Meeting 2018 avrà come Partner la Centrale del Latte di Brescia. Dal primo aprile Univela aprirà poi i suoi spazi alla “Andrew Simpson Foundation”, prestigioso progetto inglese che a Campione avrà la sua base in Europa.

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