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Last updateLun, 17 Set 2018 10am

Bracciate, pedalate, falcate sotto il Pizzocolo

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Dopo aver usufruito della generosa e gratuita ospitalità degli organizzatori per una sauna + bagno turco durata circa tre ore, accompagnata da uno sgradevole concerto di due urlatori, avremmo potuto utilizzare, sempre senza sborsare un centesimo del tanto vituperato Euro, anche di una intensa e rinfrescante doccia. Solo se avessimo dato retta a Mr Eolo (© Enzo Gallotta), all'anagrafe Alessandro "Sandro" Pellegrini, oppure Spell come usa siglare su un "foglio" locale, enciclopedia (sul serio) della vela e quindi, presumevamo, conoscitore di venti gardesani. Te lo raccomando! Al nostro sollecito richiamo di andarcene, ci tranquillizzava sulle imminenti evoluzioni atmosferiche, in senso positivo, a dar retta al suo vaticinare. A noi pareva di vedere che il monte Pizzocolo stava nu' poco incazzato nero...e da lì a poco...apriti cielo.

Vabbuò, anche questa è andata. Ce la racconta, in punta di penna, il nostro inviato a Toscolano Maderno, Enzo Gallotta, accompagnando un collage di foto riprese dal sito della manifestazione, tranne quella con i primi tre classificati in posa accanto al logo di "Sognando Olympia", che è stata scattata da Nicola Bonaspetti (grazie dai sognatori olimpici): al centro il francese Arthur Serrieres (Fra), il vincitore; a sinistra, il secondo, Arthur Forissier, pure francese; in terza piazza, il novarese Marcello Ugazio.

Allons enfants. Largo alla "Marsigliese". Soffia il vento del temporale che si annuncia alle spalle del Pizzocolo, con l’… eco di rombi cupi, sul tricolore francese che fa virare in bianco, rosso e blu i colori di "XTerra Lago di Garda", prima delle due tappe italiane dell’European Tour 2018 del circuito mondiale di triathlon off road che si concluderà a Maui, alla Hawaii. Sono transalpini, portano lo stesso nome, si assomigliano pure un poco, i primi due al traguardo del durissimo impegno tra lago e prime asperità di collina con passaggi nell’antica Valle delle Cartiere. Sul versante femminile, l’altra metà del cielo, il Garda è terra di conquista ancora per truppa straniera con un podio da Eurovisione: Repubblica Ceca, Austria e Regno Unito, nell’ordine.

Vive la France. Gambe, cuore e testa per i due Arthur. Terza piazza per il connazionale nostro, che di nome fa Marcello e di cognome Ugazio, in arrivo dalla “fatal Novara”, che si fa largamente onore. Così come chi si è impegnato per la preparazione dell’evento. Biglietto da visita prestigioso: vetrina grandi firme con scenari da incanto forniti da madre natura. Viaggio in formato guida rapida, per i più inconsapevole, nella storia. Sportiva e non. Dai fratelli D’Inzeo e Graziano Mancinelli, protagonisti qui del Concorso ippico internazionale negli Anni Sessanta, al Museo della Carta che ci riporta al 1381. Dalle vestigia della Villa romana dei Nonii Arii di Toscolano al corso del fiume che si è fatto largo verso il lago. Con la forza paziente dell’acqua a muovere magli ed elemento prezioso per il saper fare dei mastri cartai.

Si potrebbe continuare, ma meglio parlano i numeri. Circa 600 gli atleti presenti all’appello al ridosso della zona-cambio allestita all’ex Campo Ippico. Ventidue i Paesi rappresentati, una cinquantina i professionisti in campo per guadagnarsi un posto all’atto finale nell’isola dall’altra parte del mondo, in pieno Pacifico. Per l’occasione gli organizzatori mettono in campo le forze e le risorse migliori. In testa K3 Triathlon Cremona, complicità operativa dei ragazzi del Team Due Aceri con Mattia Borra, della Pro Loco, del Team XTribe e dell’Amministrazione comunale. Di primo piano, per spessore e impegno, il ruolo svolto da Alessandro Comincioli, delegato comunale allo Sport. Squadra ampiamente rodata sul campo con le precedenti edizioni di "XGardaman". Successo pure di pubblico, oltre che per partecipazione non marginale dei residenti. Applausi e incitamenti al passaggio degli atleti. Musica per duo di tromba e fisarmonica alle Fontane – dove sta parte delle radici di chi compita queste righe - scandiscono il vorticoso frullare dei pedali ad affrontare la salita verso Montemaderno.

Altri numeri? Ne basta uno: 15mila. Sono i contatti che accompagnano le immagini, in onda  pure sul grande schermo del Campo Ippico, che solcano l’universo del web atterrando (non certo a caso) sulla pagina Facebook del "Giornale di Brescia". Il commento in diretta è coordinato da Sandro Pellegrini, che ha reso possibile la diretta. Al suo fianco Ottavio Castellini, giornalista sportivo, uomo di Olimpiadi e Mondiali di atletica leggera. Cultore della materia per elezione, sua la Biblioteca Internazionale dell’Atletica Leggera che ha sede in Navazzo, in via Monsignor Tavernini. Esperti della materia triathlon ospitati a turno sono Massimo Massacesi, responsabile di "XTerra Italy", e Sara Tavecchio, tre volte campionessa italiana di cross triathlon, che ha apposto sigilli a ripetizione su "XGardaman" e non solo, ora iscritta ai ruoli degli organizzatori.

Non è tutto qui. Sono due giorni intensi, per la fine di settimana firmata "XTerra Italy". Sabato la prova dei bambini, con un centinaio di partecipanti, anticipa la giornata clou. Il mattino si apre con la prima gara su distanze Sprint. Un centinaio gli atleti che affrontano 750 metri di prova a nuoto nel braccio di lago di fronte al campo base, poi 17 chilometri in mountain bike e a chiudere la frutta è servita con 6 chilometri di corsa. Passaggi suggestivi sul lungolago, poi su verso il Pizzocolo nostro evitando il blocco della Statale con il sottopassaggio all’inizio di viale Foscolo, e visita – non guidata, per l’occasione – nella Valle delle Cartiere. Su e giù in bici e a piedi affrontando pendenze impegnative. Nello Sprint, podio tutto italiano. In prima posizione Alessandro Bonalumi, bresciano dell’Europa Sporting (1h39’14 il suo tempo). A breve distanza Matteo Violi (Vis Cortona, 1h41'25") e Walter Polla (Tri Alto Adige, 1h43’13”). Tra le donne, vittoria per la ceca Mariana Sopouskova in 2h00’42"), che fa tesoro di superiorità nella prova in bike. Podio, poi, per Giorgia Cantù (Raschiani Tri Pavese, 2h07’46”) e Lisa Salvalaggio (Ppr Team, 2h13’12”).

Allonsanfan. Questa volta lo scriviamo come è il titolo del film dei fratelli Taviani, che ha avuto come teatro di ciak di alcune scene Villa Bettoni, in quel di Bogliaco. Da queste parti. Artifizio e doppio salto mortale di neuroni utile ad introdurre la prova più tosta. Ovvero XTerra, che va in onda a partire dal primo pomeriggio. Con i “pro” che si presentano per primi ad affrontare il chilometro e mezzo di lago a nuoto: due tornate del tracciato delimitato dalle boe. Sono due transalpini i primi a uscire dall’acqua e a presentarsi al cambio per inforcare la bici. Arthur Serrieres, 24enne di Montpellier, precede di pochissimo l’amico e compagno di squadra Arthur Forissier, suo coetaneo di Tolosa, e l’italico Marcello Ugazio. I 34 chilometri in bike a seguire sono due giri di percorso duro, tra le colline e i poggi panoramici e le salite della Valle. Qui “les enfants” francesi staccano l’atleta novarese. A fare la differenza sono gli ultimi 11 chilometri di running che Serrieres conclude in 48’10” rifilando al connazionale 4 minuti secchi distacco. Questa la classifica finale per le prime tre piazze. Per i vincitori intervista in diretta web e stacco per servizio tv davanti allo striscione di "Sognando Olympia Tokyo 2020", il progetto multisport, culturale e territoriale promosso da un gruppo di amici di casa qui, a Bogliaco, Navazzo e Gargnano.

In campo femminile sugli scudi la 39enne ceca Helena Karaskova Erbenova, che conclude la galoppata vincente rimontando le dirette avversarie nella prova di corsa. Il suo tempo finale: 3h23’55". Con un solo minuto di distacco arrivo per l’austriaca Carina Wasle (3h24’59"), davanti alla britannica Nicole Walters (3h28’40”), la più veloce in acqua.

Nel frattempo, all’orizzonte si profilano nuvolaglie scure. Brontolii cupi verso il Pizzocolo, lassù. A ovest stessa situazione. Si alza il vento, il lago cambia umore e colore. “Non piove” dice l’esperto di turno. Non saranno sfracelli quelli che seguono, ma un po’ di pioggia Giove Pluvio la scarica. Eccome. Con buona pace delle previsioni. Tutto a posto. Non è qualche goccia d’acqua a fermare triatleti e compagnia cantante. Ci vuole altro.

Questa è giornata da ricordare. E che giornata! Sport e passerella promozionale per il nostro lago. Metà degli atleti è arrivata da oltre i confini. Presenze dagli States, Giappone e oltre. A far girare il motore dell’evento e l’industria del forestiero. Come scriveva un collega mio d’altri tempi. Ma questa è un’altra storia. Quella di oggi si chiama "XTerra", Toscolano Maderno, Cross Triathlon Off Road. Prossimo appuntamento del circuito il 22 luglio a Scanno, in terra d’Abruzzo. Si volta pagina. Già si prepara la prossima. Sarà una volta ancora tempo di triathlon. Da "XGardaman" a "XTerra". Per un Garda senza confini. Vai e non mollare. Mai.


Toscolano Maderno, ancora sport, ecco il triathlon

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Sembra che a Toscolano Maderno abbiano messo a punto la macchina del "moto sportivo perpetuo". Pochi giorni fa una corsa podistica fidalina, nel senso di riconosciuta della Federatletica bresciana, e già ci occupiamo di un'altra manifestazione, che pure comprende la corsa, ma non solo. Domani andrà in onda il triathlon. Un evento che si propone come vetrina turistico-sportiva, evento che assegnerà le posizioni per la finalissima mondiale XTERRA in programma a Maui (Hawaii). Xterra Italy Lago di Garda è la evoluzione della precedente esperienza di Xgardaman, competizione capace di affermarsi in sole quattro edizioni come una delle migliori gare off-road. E questo in virtù di un percorso suggestivo, che parte dalla sponda del lago di Garda per poi inerpicarsi tra i sentieri sterrati della Valle delle Cartiere, dove la fatica estrema è ripagata da panorami mozzafiato. Dopo aver portato a Toscolano Maderno i migliori specialisti della Penisola, la manifestazione ha così guadagnato la promozione a gara di interesse mondiale. Un privilegio condiviso in Italia con il triathlon XTERRA del Lago di Scanno (in programma domenica 22 luglio), e attraverso il quale la manifestazione si inserisce in un circuito esclusivo di 60 gare organizzate in tutti i continenti. Il nuovo format ha permesso allo staff organizzativo, guidato ancora una volta dal K3 Triathlon Cremona, di alzare sensibilmente gli standard qualitativi dell’evento. E’ inoltre atteso un considerevole incremento del numero di partecipanti, con una sostanziosa percentuale di iscrizioni anche dall’estero, senza sottovalutare i benefici che ‘Xterra’ porterà sul Garda bresciano in termini di turismo, visibilità e valorizzazione del territorio. 

Nella preparazione dell’evento K3 Triathlon sarà sostenuto dal contributo prezioso del Team 2Aceri, della Pro Loco di Toscolano Maderno, dell’Amministrazione Comunale di Toscolano Maderno e del Team Xtribe: membri di un’unica ‘squadra’, impegnata nel replicare il successo organizzativo di Xgardaman. La competizione avrà un prologo oggi con una prova promozionale di Duathlon riservata ai bambini. Domani spazio al triathlon con la prima gara su distanze Sprint e infine l’attesa prova ‘Xterra Italy’. La gara debutterà nelle acque del lago a Maderno con la frazione di nuoto di 1.500 metri, quindi i triatleti affronteranno i sentieri della Valle delle Cartiere in Mountain Bike (34 km) e infine a piedi (11 km) nella terza frazione con nuovi passaggi suggestivi. Il ‘villaggio’ della gara e il traguardo saranno all’ex campo ippico di Maderno, sul lungolago Zanardelli.

Nove persone per bene sulle orme del brigante

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"Questa è la triste storia di Stefano Pelloni

in tutta la Romagna chiamato il Passatore,

odiato dai signori, amato dalle folle,

dei cuori femminili incontrastato re".

Cantava così una canzone popolare dell'immediato dopoguerra, scritta da Raul Casadei e suo zio Secondo. Chi non ricorda l'Orchestra Casadei e non ha ballato il "lissio", sibilo romagnolo per dire "liscio"? E chi non sa chi è il Passatore? Mo' ve', sempre romagnolo, mo' lo sanno tutti. Forse qualcuno sa che è stato il più famoso ed efferato brigante della Romagna, che allora apparteneva allo Stato Pontificio, quindi lo Stefano non era il solo brigante.... Un po' più difficile che qualcuno sappia che si chiamava Stefano Pelloni, dalla sua gente conosciuto come  "Stuvanèn d'ê Pasadôr", Stefano figlio del Passatore. Anche allora correvano, sicuramente per cercare di scappare da lui e dai suoi briganti che ne combinavano di orbe. Poi, nel 1973, a qualcuno è venuta l'idea di organizzare una corsa lunga, lunghissima, di 100 km, allora mi pare di ricordare erano 107. Erano antesignani allora per correre queste distanze, poi sono venuti gli "arrampicatori sportivi" che, non con i polpacci ma con i gomiti, si sono scavati le loro nicchie dorate autocreandosi organizzazioni che producono solo bei viaggi agratis e full board per loro e le loro gentili consorti (consorti? non sempre...talvolta ci sono le nipoti, ventenni o poco più). Vabbuò...

Voglio invece parlare dei miei "briganti", che sono gente per bene. Vestono i colori bianco e verde del GS Montegargnano. Oggi partono in nove, destinazione Faenza, e domani si trasferiranno a Piazza della Signoria (serve dire Firenze?) per la partenza. I loro nomi: Alessandra Banalotti, Cristina Bersanini, Christian Ceruti e la moglie Manuela Ferrari, Elio Forti e la figlia Stefania con il marito Antonio Callegari, Angelo Salerno e Davide Simpsi. Parliamone, uno per uno. Alessandra e Cristina sono alla loro seconda: l'anno scorso finirono abbracciate in 18 ore 25 minuti e 18 secondi. Anche Stefania parte per la seconda volta: la prima fu nel 2016, tempo 18:56:28.  Sempre fra le donne, Manuela debuttò un anno fa ma fu costretta a fermarsi all'ottantesimo chilometro. Adesso i masculi: Angelo è l'unico debuttante; Elio fece la sua prima esperienza nel 2002, il miglior tempo l'anno scorso, 13:17:10, altre volte ha fatto il ciclista-accompagnatore, una faticaccia doppia, meglio correre o camminare per tutti i 100 chilometri. Timbra il cartellino per la seconda volta Davide: dodici mesi fa, 11 ore 17 minuti 52 secondi, un fior di debutto.

I due migliori palmarès. Antonio, carabiniere alla Tenenza di Gargnano, appassionato di vigne, orto, alberi da frutto, ha un primato eccezionale: ha già fatto e finito dodici edizioni del "Passatore", la prima nel 2002; miglior tempo 10 ore 54 minuti e 16 secondi. E adesso il primatista del gruppo: Christian, partirà domani per la terza volta; nella prima, nel 2016, chiuse in 10:43:05, l'anno scorso l'impresa, sotto le dieci ore: 9 ore 35 minuti e 3 secondi. Un tempone.

Camminate, amici, camminate, e pregate di non incontrare i briganti, ce ne sono tanti in giro ai nostri tempi, ce n'erano meno all'epoca di Stefano Pelloni.

Mi domando: ma sanno quello che scrivono?

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Ho letto pochi giorni fa, su un giornale nazionale, una lunga notizia di uno stupro avvenuto a Roma la settimana scorsa. A un certo punto della cronaca (scritta addirittura a quattro mani...ci volevano due redattrici per un impegno così gravoso...) si può leggere:"A violenza terminata i quattro si sarebbero allontanati...". Sarebbero? Dovevano forse rimanere lì? E subito dopo:"...lei, a piedi e sotto shock, ha iniziato a camminare fino a una stazione di servizio. La prima che ha incontrato lungo la strada". A piedi? Forse doveva prendere un taxi? Dite la verità? Non vi sembra curioso che si sia fermata alla prima stazione di servizio che ha incontrato? Noi ci saremmo fermati...alla seconda! E tanto per chiudere in bellezza, una volta raggiunta la stazione di servizio:"...col suo cellulare ha chiamato la polizia...". Col suo cellulare? Stazione di servizio chiusa, immagino. E invece di camminare, ecc ecc, chiamare subito col cellulare? È vero che era sotto shock, dopo uno stupro bestiale, da come è malamente raccontato. Finora nessun seguito, che io sappia.

Toscolano Maderno, mancava solo Russell Crowe

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Fiero. Gardesano doc. Come il vento frizzante che spazza il lungolago di Maderno e dintorni in presenza degli atleti, una sessantina, che si confrontano sulle tracce del cammino di un convitato illustre quanto impossibilitato alla presenza fisica. Ossia, Marco Nonio Macrino, sodale dell’imperatore Marco Aurelio, proconsole e responsabile dei livelli del padre Tevere, la cui famiglia edificò la magnifica villa romana di cui sono sopravvissuti significativi resti nei pressi della Riva Granda di Toscolano, sarebbe stato certamente orgoglioso al passaggio dei runner impegnati nell’edizione prima della “Di corsa a Toscolano Maderno”. Evento organizzato dal Club San Rocchino, in collaborazione con il Team Due Aceri e l’Assessorato allo Sport del Comune.
Potrebbe essere vocata “Corsa del centurione”, questo il suggerimento del direttore dell’"Eco", della cui pazienza abusiamo. Ma ci starebbe pure “Corsa del Gladiatore”,dal momento che colleghi romani di buona fantasia dotati – in presenza del rinvenimento del mausoleo funerario dell’illustre antenato sulla via Flaminia nell’Anno Domini 2008 - hanno ravvisato nella storica figura del nostro nobile bresciano, esponente di punta della blasonata famiglia dei Nonii Ari, qualche somiglianza (invero per nulla esistente) con lo storico per nulla e di sana pianta inventato personaggio protagonista del celeberrimo film di Ridley Scott, Massimo Decimo Meridio. Tanto per intenderci, quello impersonato da Russel Crowe. Che in pieno Colosseo scandisce ai compagni di avventura il perentorio comando: “Al mio segnale scatenate l’inferno”.

Fatta franca l’ampia premessa, si passa dalla cronaca del passato (remoto, nel caso di specie) a quella sportiva, attuale. Ovvero dell’evento con “etichetta” FIDAL andato in scena con partenza e arrivo all’ex Campo Ippico di Maderno. “Pochi, ma buoni” dicono i promotori della corsa. Promossa dal Club sportivo cittadino in trasferta per la presenza tra i propri ranghi di Marco Manini, 19enne atleta di casa a Sanico, e la complicità del padre Mauro. Appassionato quanto basta, nonché praticante attivo dell’ars pedestris, per imbarcarsi nella nuova avventura. Sui 7 chilometri e mezzo del percorso, che ha portato gli atleti a sfilare sul lungolago, fino ad oltrepassare la foce del fiume Toscolano. Circuito da ripetere un paio di volte, con variante finale. Veloce quanto tecnico, con spigoli da affrontare rapidamente, variazioni di ritmo e pendenze invero modeste quanto in grado di farsi sentire.

Maggioranza relativa nel pattuglione a signore e signori con i colori del Marathon Brescia, una trentina in tutto. Ad aggiudicarsi la competizione Simone Bonomini ( CS San Rocchino), primo al traguardo in 24'39", davanti al compagno di squadra Alberto Cavagnini (24’42") e a Sami Riffi (Atletica Valtrompia). Sesta piazza assoluta per Marco Manini, che tiene fede all’impegno, primo tra gli Under 20. A fargli da scorta, a distanza altri due juniores del San Rocchino: Nicolò Guatta e Davide Cotignola. Sempre in maglia bianco verde i migliori tra gli allievi: nell’ordine, Federico Mantovani e Leonardo Guatta. Per l’altra metà del cielo, primi tre posti per atlete della Free Zone. Prima Silvia Casella (28’07”), ventesima assoluta, davanti a Myriam Frassine (32’36") e Marcella Orizio (34’30").

Sul palco, per le premiazioni, il sindaco Delia Castellini e il delegato allo Sport, Alessandro Comincioli. Ai primi classificati assoluti della classifica femminile è stato consegnato pure un volume sulla storia del mezzofondo, apprezzato omaggio di “Sognando Olympia–Tokyo 2020”, progetto multisport, culturale e territoriale animato da un gruppo di amici sognatori di casa a Bogliaco, Navazzo, Gargnano e Toscolano Maderno. La cronaca si conclude qui. Con l’appuntamento alla prossima. Sarà con il centurione o con il gladiatore, il riferimento con cui ci dovremo confrontare per dare titolo e lustro alla corsa? Ai posteri l’ardua sentenza. Con buona pace di Marco Nonio Macrino. Concittadino nostro dei tempi che furono. Comes di Marco Aurelio, la cui statua equestre sta al centro del Campidoglio. Che dire di più… “Al mio segnale scatenate l’inferno”. Con buona pace della Soprintendenza. E così sia.

Nelle foto scattate da Marco Forti, da sinistra in alto e in senso orario, momenti delle premiazioni in una serata freddina: le prime otto donne con la vincitrice Silvia Casella, con cappuccio; i giovanotti (primo Simone Bonomini) premiati dal "pretoriano" Enzo Gallotta, scriba di questa elegia e componente del manipolo di "Sognando Olympia"; ancora isso che consegna meritato premio a Nicola Bettini, migliore atleta classificato con i colori del GS Montegargnano, e la signora sindaco Delia Castellini nel saluto ai partecipanti.

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