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Omaggio ai lavoratori, che possono lavorare

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Traduco, anche se il mio mestiere non è il traduttore, anzi non ho proprio mestiere. Dunque, dalla lingua di Miguel de Cervantes, Mariano José de Larra, Benito Pérez Galdós, Miguel de Unamuno, ecco la mia approssimativa traduzione della sarcastica sentenza della solforosa Mafalda:

Viviamo

in un paese strano

- la classe lavoratrice non ha lavoro;

- la classe media non ha risorse;

- la classe alta non ha classe


Tante città, molti popoli, una sola Europa

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Vi segnalo questa mostra fotografica che aprirà le porte al pubblico sabato 4 maggio. Mi hanno attirato due elementi. Uno è l'amicizia con il «Clan Peiano - Delpero», formato da Chantal - stavolta coinvolta in prima persona - suo marito Pietro e suo fratello Marco. Sono tre amici che, limitandomi alla fotografia - la loro passione -, in questi ultimi anni si sono impegnati ad arricchire sia questo mio spazio-senza spazio, sia quello dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli", molto più serio. Eppoi mi è piaciuto il titolo che è stato dato alla mostra: «Città e Popoli d'Europa». Tante grandi città dove si è impastata la civiltà di tutti, tanti popoli che hanno contribuito alla grandezza della filosofia, della musica, della pittura, delle costruzioni, terreno su cui far crescere una grande idea che è sempre esistita in modo latente: l'Europa. A pochi giorni dalle elezioni europee (26 maggio) questa degli amici fotografi bresciani è una iniziativa intelligente. Elezioni, che io mi auguro, sconfiggeranno i barbari di ritorno che si sono infiltrati nella convivenza civile degli europei, istigando i più bassi istinti beluini. Dei barbari, appunto. Auguro il miglior successo a questa mostra, che avrà il suo successo per la bellezza degli scatti, ma, spero, anche per il suo significato politico-sociale. Dove e quando visitarla sta scritto nel manifesto.

Un interessante quesito di Mafalda: voi che dite?

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La vignetta, che ha per protagonista quella linguaccia di Mafalda, personaggio immaginario protagonista dell'omonima striscia a fumetti realizzata dall'argentino Joaquín Lavado, in arte Quino,  mi è stata girata da una persona amica di lingua spagnola. Le parole sono di facilissima interpretazione, ma per semplice chiarezza traduco:" Se scippo un politico, si tratta di furto o di rimborso?". Vien da sorridere, ma quanta amarezza, pensando alle ignobili vicende che leggiamo ogni giorno e che ci raccontano di malversazioni vere a danno dei cittadini da parte di politici e amministratori locali. L'ennesimo furto a danno dei cittadini è quello perpetrato da questa specie di «banda» che comanda ora nel nostro Paese: di punto in bianco ha raddoppiato - da 100 a 200.000 Euro - la soglia dei patrimoni del possessore che abbia perduto soldi nelle banche fallite e quindi può ottenere rimborsi automatici. Grottesco! Ma si sa: fra un mese ci sono le elezioni, allora meglio distribuire soldi pubblici a piene mani. Soldi uguale voti. Disse una volta un grande economista italiano, Tommaso Padoa Schioppa:«Il nostro è un Paese nel quale il denaro di tutti è il denaro di nessuno». Chi ha sbagliato a investire il proprio denaro, rincorrendo la chimera di facili guadagni, deve solo ricordare che «chi è causa del suo mal pianga se stesso». E, in ogni caso, dove ci fossero gli estremi di comportamenti illeciti, paghino le banche incriminate. Ma non con i soldi pubblici.

Fra il silenzio sovrano dei bei monti...

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Buon 25 aprile a tutti. Anche a quelli che oggi faticano a comprendere perché ci è tanto necessario.

Con queste parole il giornalista Gad Lerner  ha concluso il suo bell'articolo  pubblicato sul quotidiano «la Repubblica» martedì 23 aprile. Parole che dovrebbero essere di monito a tutti, donne e uomini, che hanno ancora il senso dello Stato e della Repubblica nata dalla Resistenza, e sentono imperioso l'anelito alla libertà e alla convivenza civile e rifiutano l'assurda esibizione di mitra e di braccia tese che ricordano solo barbarie che dovrebbero essere sepolte per sempre.

Si veleggia di qua, ma la vittoria va di là

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GARGNANO – Il Garda, costa lombarda, ha ospitato il quarto "Meeting Giovanile – Trofeo Centrale del latte di Brescia", riservato al doppio «Rs Feva». Dopo sette gare il successo è andato ai veronesi Lamberto Ragnolini e Lorenzo Orlandi (Circolo Nautico di Castelletto-Brenzone). Secondi i fratelli Francesco e Raffaella Trucchi (CN Del Savio), terze, e, ovviamente, prime delle ragazze, Sofia Delfina Gabbricci e Vittoria Sampieri (CN Del Savio), già vincitrici assolute nel 2018. Seguono Bottura-Cecchetti (CV Ravennate), Torroni-Gatta (CN Del Savio), Savoldi-Ariotti (ANS Sulzano), Gentili-Cusimani (Marina di Carrara), Jacopo Albini e Alessio Vicentini (Circolo Vela Gargnano).

In occasione delle regate si è svolto, per il secondo anno consecutivo, l’interessante progetto di alternanza scuola-lavoro degli studenti del Polo-Bazoli di Desenzano, grazie al supporto di Garda Uno Lab, inserito tra le iniziative di #Visit Brescia. Tra i premi assegnati alcune stampe su vele realizzate dal fotografo Valter Pescara. (Foto Garda Uno Lab)

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