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Last updateSab, 12 Gen 2019 12pm

Sognando California, affrettarsi, sta bruciando

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«California Dreamin'», «Sognando California». Risponda solo chi si ricorda questa canzone. I Dik Dik (di cui vi offro la versione), i The Mamas & The Papas...ed un giorno io verrò...eh, lettore poco accorto che sei inciampato in questo sito, ti avverto: se vuoi andare in California, affrettati, perchè, avanti di questo passo, resterà, fra non molto, solo un mucchietto di cenere. Stamane ho letto su un giornale questo titolo:"California devastata dal più vasto incendio della sua storia. Inceneriti 114.850 ettari di terreno, quanto l'intera Los Angeles". Poi però mi sono tranquillizzato, quando ho letto che "è intervenuto lo stesso presidente Donald Trump sulla questione e se l'è presa con le politiche ambientali del territorio, sostenendo che l'acqua che potrebbe essere utilizzata per combattere le fiamme è stata "scioccamente deviata" nell'Oceano Pacifico". Doveva solo scegliere la prima cazzata da dire nella giornata. E poi, te pareva: 'sti californiani che non votarono per lui, chiaro che se bruciano è colpa loro.

Io voglio fare una osservazione a modo mio. Da anni si ripete, con la cadenza di un metronomo, 'sta storia degli incendi in California, e ogni volta leggo che si è toccato il primato di estensione bruciata. A voi non sembra un po' assurdo? Ogni volta stessa catastrofe? Possibile che il Grande Paese (titolo del filmone di William Wylder, 1958, un Oscar) con le risorse che ha non riesca a contenere queste devastazioni? Non ci riesce la Grecia, ma, poveretti, non hanno più neppure le dita per soffiarsi il naso (siamo imparentati). Contenere, dico, non eliminare. Il mio tristristrisnonnno che abitava dalle parti del Quartiere Portuense soleva pontificare che errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Per esempio: spendere un po' meno per la proliferazione delle armi? Macchè, non bisogna disarmare gli studenti che fanno strage dei compagni di classe, ma al contrario armare gli insegnanti, così riassaporiamo il vero clima del Far West, sfida all'OK Corral, Jesse James, i guerriglieri di Quantrill, Butch Cassidy, Miss Calamity Jane contro il nipote di Wyatt Earp. E lascia che la California bruci. 

Trekkenfild, quando con poco si fa tanto

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Sono iniziati da poco più di un'ora, a Berlino, i 24esimi Campionati d'Europa di atletica leggera. Mi sembra l'occasione propizia per segnalare a chi ne ha interesse l'ultimo numero telematico - il sessantesimo - della produzione di Daniele Perboni e Walter Brambilla, due "scriba" che hanno consumato il fondo dei pantaloni su tribune e sale stampa di manifestazioni provinciali, regionali, nazionali, internazionali, e, quando sarà, interplanetarie, del nostro sport. Spiriti liberi, che se la suonano e se la cantano senza guardare in faccia nessuno. 

Stavolta hanno commesso un errore: sono riusciti perfino a riprendere una articolessa da "L'Eco del Pizzocolo", e hanno fatto di più, riuscendo a dire che erano d'accordo sui contenuti. Apriti cielo! Immagino certe facce...Buon divertimento, ciascuno con quello che lo diverte di più. Click, click, sulla copertina e entrate sui contenuti.

Tenacia? Amore? Follia? Un po' di tutto a Navazzo

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Sì,  c'è davvero di tutto un po' in questa lunga avventura organizzativa, 45 anni, senza sosta, passando dai tempi eroici della gara di paese - dove la dizione è usata in tono solamente rispettoso ed elogiativo - ai momenti esaltanti della partecipazione di campioni dello sport pedestre di statura internazionale, atleti che potete ritrovare negli ordini d'arrivo dei Giochi Olimpici, dei Campionati del mondo, nel libro dei primati del mondo, nei libri dell'«dell'atletica vera». Poi vennero tempi meno fortunati, numismaticamente parlando, ma qui entrò in ballo il primo dei sostantivi usato nel titolo: la tenacia, chiamatela caparbietà, o come volete. Chiamatela in ogni caso «Diecimiglia del Garda», che si corre sulle strade di Navazzo, spezzone del Comune di Gargnano, il termine amministrativo corretto è frazione. Un agglomerato di 208 anime, e non vi dico altro. Il resto ve lo lascio dire dal comunicato diramato ai media bresciani da Enzo Gallotta, ex giornalista che ora si dedica ad accumulare cariche profumatamente retribuite: vicepresidente del GS Montegargnano, reponsabile stampa e pubbliche relazioni del medesimo Gruppo Sportivo, componente del Consiglio d'amministrazione del Progetto Sognando Olympia, e infine co-titolare di una azienda di security. Leggete cosa ci racconta della gara di domani, che sta tentando una risalita a livelli, per ora, nazionali. Ma chi conosce i soggetti giura che non si fermeranno qui.

Un campione del mondo. “Gazzelle” kenyane. Ospiti che hanno reso onore all’atletica italiana. Cuore e passione. Questo il biglietto da visita della «Diecimiglia del Garda». La numero 45 della serie, che torna gara nazionale in calendario FIDAL. Va in scena domeni mattina, nell’anfiteatro naturale di Navazzo, questa corsa che ha fatto e continua a fare storia. Per impegno del GS Montegargnano, presieduto da Marco Forti. Grazie all’indispensabile slancio di Aurelio, suo padre, ed alla presenza fattiva di amici veri.

La sfida. Sono sedici i chilometri e qualche spicciolo di metri, misurati secondo dettami del miglio terrestre anglosassone, su cui hanno lasciato traccia nomi di primo piano dell’atletica leggera mondiale. Da Moses Tanui a Paul Tergat a Tegla Loroupe, solo per citarne alcuni fra i più blasonati. I nostri, di casa e non, ci sono passati tutti. O quasi. Corsa impegnativa su un percorso solo in apparenza semplice. Dieci giri dell’anello per i big. Per l’altra metà del cielo saranno cinque. Tutto pronto per la sfida, con partenza alle 10.20 dal campo sportivo, che avrà tra i protagonisti annunciati Alessandro Rambaldini, valsabbino di Lavenone, fresco di secondo titolo mondiale di corsa in montagna su lunghe distanze portato a casa dalla Polonia. A fargli concorrenza, oltre ai runners di casa e altri in arrivo da oltre i confini provinciali e regionali, sarà la pattuglia degli africani in partenza dalla base austriaca di Run2gether, associazione non profit che allo sport associa il valore aggiunto della solidarietà. Gli atleti si impegnano a devolvere parte dei premi per la scuola del villaggio dove hanno il campo di allenamento in Kenya. L’onlus varesina Africa&Sport affianca il Club in Italia per programmi di inclusione sociale in Etiopia, Kenya e Uganda.

Poker africano. Sono quattro i kenyani: una ragazza, il resto in quota al genere maschile. A competere con “Rambo” Rambaldini e compagnia sulla strada di Navazzo ci saranno Geoffrey Githuku Chege, un paio di settimane fa vincitore in Stiria della “3-Hügellauf”, corsa in montagna di 16 chilometri e sabato scorso settimo alla 10km di Massa, e Ronald Ngigi Kariuki che ha corso i tremila al Galà dei Castelli di Bellinzona lo scorso 18 luglio (11° in 8.02) e vinto sabato i 3mila di Andorf (8.25). Con loro, il giovane talento del team, John Kiprop Kosgei, secondo alla “3-Hügellauf”. Con le ragazze sarà impegnata per la vittoria e sul fronte dell’esperienza di cui fare tesoro Caroline Makandi Gitonga, 22 anni, quinta la scorsa settimana alla 8Km di Massa, vincitrice ai primi di luglio dei tremila al Meeting di Nembro in 9.17.

Ieri e oggi. Un filo conduttore unisce il passato prossimo all’attualità. Lo rendono al meglio i nomi dell’albo d’oro della Diecimiglia del Garda. Per questo sarà domenica a Navazzo, quale ospite d’onore, un atleta che sulla piana ha tagliato il traguardo da vincitore. Era il 1985, il suo nome: Gianni Demadonna. Nel palmares anche, ma non solo, il secondo posto alla Maratona di New York del 1987 (qui il finale di quella maratona con le voci dell'indimenticabile Paolo Rosi e di Gelindo Bordin). Trentino, divenuto poi manager sportivo fra i più attivi nell'atletica mondiale, con cavalli di razza quali Stefano Baldini, Fiona May e l’oro olimpico sugli 800 a Pechino 2008, Wilfred Bungei, ha accettato l’invito e ci sarà. Come pure è atteso Gianni Poli, che nella «Grande Mela» ha tagliato per primo il traguardo nel 1986. Ancora, alcune vecchie glorie della Leonessa: Albertino Bargnani e Giulio Salamina, in ricordo di Bruno Bonomelli di cui furono atleti.

Prima della “Dieci”, la gara del Circuito dell’Hinterland Gardesano, con partenza alle 8.50 sempre dalla stessa base logistica allestita al campo sportivo. Percorso di circa 7.5 km, impegnativo in quanto a strappi, con passaggi a Villa Sostaga Boutique Hotel, Lefay Resort & SPA, due gioielli della ospitalità alberghiera di fama internazionale. Corsa numero 5 del Grand Prix Alto Garda Running Club-Sognando Olympia.

Di tutto, di più, ha scritto un tale autoaccusandosi di furto con destrezza di spot Rai ormai non attuale. Nutrito il programma, denso come mai (www.diecimigliadelgarda.net).  Pronta la macchina organizzativa, a disposizione i numerosi quanto indispensabili volontari impegnati sul percorso, nell’area ristoro, ai parcheggi. A chiudere le premiazioni. Sarà festa. Per la «Diecimiglia del Garda», per lo sport. Non resta altro che viverla. Per Elio Forti sarà la 45esima volta.

Ascoltate, e provate ad usare il cervello

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https://video.repubblica.it/cronaca/appello-saviano-virzi-idiozia-sopravvalutata-anche-i-buonisti-nel-loro-piccolo-si-incazzano/311265/311905?ref=tbl

Intanto siamo arrivati al primo morto ammazzato, ai sette episodi di gente sparata in 45 giorni (ma volevano sparare ai passeri...), all'autista di un bus pubblico che chiude le porte in faccia a persone straniere che devono usufruire del trasporto...avanti con l'odio.

Da Martino a Roberto, nel segno dell'eleganza

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Sara, la signorinetta Sara, fisichino alto, slanciato, bella fluente chioma scura, un sorriso incantatore, accompagnato da una gentilezza spontanea, appena appena vivace ma sempre composta, un po' intimidita ma per nulla impacciata, ha presentato (nella foto scattata da ETN) la maglietta con il nuovo segno grafico che identificherà la 45esima edizione della «Diecimiglia del Garda», una competizione pedestre che può raccontare una lunga, nobile storia. Ma non su questo voglio intrattenere qualche eventuale e improbabile lettore. Se pelandronaggine (sono o non sono pensionato?) permetterà, forse nei prossimi giorni racconterò per i soliti due o tre qualche aneddoto di questa sfida temeraria. Addirittura temeraria? Veramente molto di più. Basti solo un dato, preso dal recentissimo documento elaborato dal responsabile dei Servizi Demografici del Comune di Gargnano, dott. Paolo Zerneri, ce ne fossero tanti di funzionari comunali così! Il dato: Navazzo ha attualmente - meglio, all'inizio dell'anno aveva - 208 abitanti, io dall'anno scorso onorato di essere fra questi. Trovatemelo voi un italico borgo con due centurie di abitanti che da 45 anni organizza una corsa adesso nazionale ma per anni internazionale, internazionale per davvero non per finta.

Vabbuò, quando parlo (troppo, ma faccio poco) di «Diecimiglia» mi entusiasmo. Sara, la maglietta e la nuova immagine, oggi s'usa dire così. Consigli utili per l'itinerante. Sara, di cognome Eggiolini, è figliola di un signore che sull'altopiano di Denai, sopra Magasa, siamo in Valvestino, lo dico per i foresti, produce uno dei formaggi più rari del nostro vastissimo panorama lattiero - caseario, capito Napomacron? Non avete tantissimo da insegnarci Oltralpe in materia. Il nome del formaggio? Tombea, dal nome del monte che si erge (1950 metri) lì accanto. Quantità limitate, quelle vere. Panorami e sapori, per il colto e l'inclita, si declina anche saperi, gastronomia è cultura, che vale la pena indagare da vicino. Se vi stimola l'idea, ditemelo, vi metto nelle mani del mio amico Giovanni che quelle zolle e quelle pietre conosce come un filatelico conosce la sua collezione di francobolli.

Il nuovo volto. Insieme al bel musino di Sara, ecco spuntare la maglietta. È stato scomodato perfino «Ritorno al futuro», pellicola degli anni '80, quello, vi ricordate?, in cui le scarpe Nike si allacciavano da sole? Proprio negli anni '80, un grande grafico e artista bresciano realizzò un' opera ispirata ai colori del lago di Garda e del Montegargnano. Martino Gerevini è stato grande anche perchè ha trasmesso il suo gusto, la sua eleganza, la sua varietà di tecniche e di materiali, agli altri. Uno in particolare, che possiamo considerare suo allievo, Roberto Scolari, cui dobbiamo questo nuovo segno. Attraverso un messaggio artistico che viene da un passato che sembra già remoto, Roberto ci trasporta in un oggi che sembra già domani. Questo è quello che hanno nel cuore gli uomini del GS Montegargnano.

Un piccolo consesso di amici in un ambiente amico. Boutique Hotel Villa Sostaga, date retta: se avete una nuova fidanzata da impressionare, portatela qui. Correte un rischio: che non vi molli più. E della «Diecimiglia»? Ci sono altre minuscole novità, che gli amici filtreranno attraverso la sapiente regia del loro altoparlantiere (oggi direbbero:portavoce, ma mi piace meno), Enzo Gallotta. Io qui non faccio cronaca nè tanpoco mi occupo di orari, regolamenti, percorsi, e via enumerando. Per questo c'è un bell'indirizzo (qui) dove trovate tutto: foto, classifiche del passato, informazioni del presente. Visto che la RAI non lo usa più ci approppriamo noi dello slogan: di tutto, di più.

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