Martedì, 05 21st

Last updateLun, 20 Mag 2019 12pm

Echi di una domenica molto, molto speciale

Visite: 152


Queste due foto, scattate da Pietro Delpero, che ha fatto un lavoro mastodontico - che nei prossimi giorni metteremo a disposizione di tutti - sono la sintesi di una giornata davvero speciale: quella che gli ideatori felicemente chiamarono «Omaggio a un campione: Giuseppe Gentile». Nella prima il nostro campione alza la torcia olimpica di Rio 2016 (proprietà della Collezione titolare di questo sito) accanto al logo di «Sognando Olympia». Sotto, il simbolo del successo di questa iniziativa: gli atleti che hanno accolto l'invito degli organizzatori. Da sinistra: Magdalin Martinez, Barbara Lah, Antonella Capriotti, Dario Badinelli, Paolo Camossi, Fabrizio Schembri, Fabrizio Donato, Daniele Greco.

Di seguito pubblico quanto scritto da Walter Brambilla per il sito della rivista «Correre». Ringrazio l'amico Walter per la sua amichevole partecipazione alla iniziativa. È questa la prima eco  

Chi ama l’atletica avrebbe potuto raggiungere il “nirvana” domenica mattina da Agazzano, centro di poche anime (oltre due mila) in provincia di Piacenza. L’idea è nata dalla “Collezione Ottavio Castellini”, il giornalista lombardo, in quiescenza da un paio d’anni, che dispensa idee, e le porta a compimento. L’ultima, davvero da brividi, dedicata a Giuseppe Gentile. Il grande campione dell’hop, step e jump che a Città del Messico 50 anni fa, esattamente il 17 ottobre, fece il record del mondo (17,22), ma non riuscì a mettersi al collo l’oro, preceduto da Viktor Sanayev (17,39), che batteva bandiera dell’URSS, e dal brasiliano Nelson Prudencio (17,27). Facile a dirsi, non ad allestire il tutto. Ottavio Castellini, con il supporto del Progetto Multisport «Sognando Olympia», affiancati dalla Atletica Baldini Agazzano, per l’organizzazione logistica in loco, ha fatto sognare non meno di 200 appassionati. Invitati anche gli azzurri che hanno avuto l’ardire di superare quota diciassette. Non sono molti nella nostra penisola, c’erano tutti: Fabrizio Donato, Daniele Greco, Paolo Camossi, Fabrizio Schembri, Dario Badinelli e invitato speciale Andrea Dallavalle, piacentino, speranza azzurra del triplo. Non è finita non potevano mancare Magdelin Martinez, unica donna ad aver superato la misura di 15 metri, esattamente 15,03, poi Barbara Lah e Antonella Capriotti. In altre parole il triplo azzurro di sempre. La mattinata è volata via con filmati inediti della finale di Messico, con Giuseppe Gentile dall’alto di una classe immensa, nel proporsi al pubblico e agli appassionati ha ricordato momenti e la sua storia. Fantastico lo scambio di opinioni tra il passato, Gentile e il presente, Donato, come pure il racconto del titolo italiano conquistato all’ultimo balzo di Schembri lo scorso mese di settembre. Ancora Camossi che impossessatosi del primato strappato proprio al triplista romano con discendenze sicule, sperava che il nuovo limite durasse anni. Invece… Fabrizio Donato nove mesi dopo, salì al trono attuale del primatista assoluto. Giuseppe Gentile il 16 ottobre del 1968 stabilì nelle qualificazioni il primato mondiale con 17,10, Nella finale si migliorò arrivando a 17,22 al primo salto. Non fu sufficiente … Eppure tutti pensarono: “Gara conclusa”, solo l’azzurro in un articolo di Gianni Brera apparso sulla rivista “Atletica” (ottobre/novembre) 1968: “Gentile…il Gattopardo”, dichiarò il contrario: “17,22 non significava nulla. Tutti pensavano bastasse per vincere. Tutti, meno io”.

BoscoRunning a San Gervasio, buona la prima!

Visite: 119
 

Buona la prima! come dicono i registi. Una delle italiche tivvù fece pure un programma, che durò parecchi anni mi pare, che portava questo titolo. Non sono molto ferrato, visto che ho rinunciato al piccolo schermo dal 1989, non possiedo neppure l'attrezzo. E devo dire che non mi manca.

Buona la prima! scimmiotto oggi per dire che la manifestazione messa in pista (ebbene sì, ciclabile) dagli amici della Amministrazione comunale di San Gervasio, la «BoscoRunning» ha avuto un buon successo. Non si aspettavano di spaccare il mondo...podistico, sapevano bene con quale inflazione di gare degne di questo nome, garette, giri del giardino o del tavolo da pranzo, dovevano fare i conti. A bocce ferme, sono contenti. E intenzionati a riprovarci, con più tempo, maggior esperienza, e, magari, con qualche mezzo in più. 

I miei amici ed io, che nel cuor teniamo il nostro illusorio progetto pomposamente denominato «Sognando Olympia», siamo onorati che gli organizzatori protetti da Gervasio, martire milanese con il fratello gemello Protasio, abbiano deciso di inserire un premio speciale con il nome del nostro progettino. E siamo ancora più onorati per la scelta del destinatario del premio. Ho ricevuto qualche riga che ci racconta:«Abbiamo assegnato il premio Sognando Olympia non al più giovane, ma ad una persona particolare. Un signore di San Gervasio Bresciano che ha sempre corso (a piedi e in bicicletta), ma che qualche anno fa è stato vittima di un infortunio sul lavoro che gli ha causato l'amputazione di un piede. Nonostante l'infortunio ha continuato nella sua vita lavorativa e sportiva con lo stesso impegno e passione di prima, non mollando mai un attimo». Giuseppe Bonetta, questo il suo nome, al quale inviamo i nostri affettuosi saluti. Ha ricevuto la riconoscenza, degli organizzatori e nostra, dalle mani di un grande campione bresciano, e persona di sensibilità umana particolare, non solo per lo sport: Gianni Poli, che è stato il «padrino» della prima «BoscoRunning», Gianni Poli, lui, sì lui, il vincitore della New York City Marathon 1986, dove tornerà fra qualche giorno in veste di promotore sportivo con un folto gruppo di corridori, anche bresciani. Dimenticavo, volutamente: non poteva mancare «Sognando Olympia», visto che l'elegante logo è stato eleborato da Roberto Scolari, consigliere comunale, promotore della gara podistica, ma, soprattutto, bravissimo grafico.

Cinquant'anni fa successe... un Sessantotto

Visite: 130

     

Accadde un… Sessantotto. Si era nel Secolo breve. Cinquant’anni fa. Un anno speciale, olimpicamente parlando. Era il 16 ottobre: Tommie Smith e John Carlos, i loro guanti neri sul podio dei 200 metri di Città del Messico a sfidare il razzismo nero negli Stati Uniti. Quei Giochi segnarono in atletica 12 nuovi primati del mondo uomini (e due eguagliati) e i 7 donne (e tre eguagliati) sulla pista e sulle pedane dell’Estadio Universitario. Come lo chiamavano i messicani. E, sempre olimpicamente parlando, di questi dodici, ben cinque sulle pedane del salto triplo.  Fra i protagonisti di quelle giornate, Giuseppe Gentile e i suoi due primati mondiali: un mito. Al quale, seguendo un “filo” sodale e comune passione che unisce alcuni amici bresciani e piacentini, la Collezione Ottavio Castellini-Biblioteca Internazionale dell’Atletica, che ha casa e domicilio a Navazzo, sopra Gargnano, e Sognando Olympia, progetto multisport, culturale e territoriale operativo sul Garda Bresciano e oltre, hanno organizzato un’”imboscata” sul filo del ricordo. Con la complicità dell’Atletica Baldini Agazzano. Luogo, quest’ultimo, in cui domenica prossima 21 ottobre è in calendario un evento speciale.

La pensata si deve a due amici, poi diventati tre. Erminio Rozzini (silenzioso allenatore di Dario Badinelli, ghedese, 17 titoli nazionali in varie categorie, di Magdalin Martinez, ancor oggi unica italiana oltre i 15 metri, e la lista di triplisti che sono passati sotto le grinfie del tecnico «silenzioso» è parecchio lunga, l’ultimo giovanotto a più 15 settimane fa) e Ottavio Castellini ne parlano tra loro, si innamorano dell’idea: “Facciamo un omaggio a un grande campione”. A loro, quando viene a saperlo, si aggancia con entusiasmo Giovanni Baldini, figlio di Felice, uno dei primi «duemetristi» italiani nel salto in alto (1964).

Il lavoro della «triade», ottenuta l’adesione di Beppe Gentile, va a segno. Ecco località e data, logo e poster preparati per l’occasione. L’omaggio al grande campione si farà ad Agazzano, cittadina in provincia di Piacenza, a pochi chilometri, una ventina, nella data indicata poco sopra con inizio alle 10.30, nel salone dell’albergo Il Cervo. A dir poco ricco il «contorno» che accompagna il piatto principale. Adesioni importanti. Ci sarà Fabrizio Donato, medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 2012, campione d’Europa sia all’aperto sia in pista coperta, primatista italiano. Con lui, il numero due del triplo italiano: Paolo Camossi, campione mondiale indoor nel 2001. Non ha voluto mancare Daniele Greco, oro agli Europei indoor 2013 dopo il bellissimo quarto posto ai Giochi Olimpici di Londra, proprio dietro a Donato.  E ancora Dario Badinelli, bresciano di Ghedi, diciassette titoli italiani in varie categorie, l’atleta che avvicinò varie volte il limite di Gentile (17,22) sfiorandolo di pochi centimetri. Fra le donne Magdalin Martinez, bronzo ai Mondiali di Parigi nel 2003, altro “prodotto” di Erminio Rozzini; attuale primatista italiana, unica donna ad aver superato i 15 metri in Italia. E poi ancora atleti e atlete che hanno scritto belle pagine di questa specialità: Antonella Capriotti, Barbara Lah, Fabrizio Schembri, Crescenzio Marchetti, il giovane piacentino Andrea Dallavalle, medaglia d’argento ai Campionati europei juniors 2017. E anche suo fratello Lorenzo che partecipò degnamente ai Mondiali juniores 2014.

Con loro noti giornalisti come Franco Bragagna, telecronista della RAI, Vanni Loriga, una vita immersa nell’atletica, Guido Alessandrini, Giorgio Barberis, Roberto Copello, Fabio Monti, Walter Brambilla, Daniele Perboni.

Chi vuole esserci non ha che da risalire il corso della Trebbia (un bel corso d’acqua che si butta nel Po) come fece Annibale con al seguito i suoi elefanti. E mal ne incolse al povero Publio Cornelio Scipione. In auto, uscita Piacenza Ovest.

...e nel bosco solo i passi dei corridori

Visite: 168

Mi viene in mente il titolo di un libro di Gianni Brera, che condivise l'opera con il prof. Sandro Calvesi. Quel titolo diceva:«Atletica, culto dell'uomo». Dell'atletica, la corsa è la manifestazione più genuina, naturale, spontanea. Altro bel titolo di un libro di tanti anni fa, molto simile nel concetto:«La corsa antica e moderna espressione dell'uomo». Lo scrisse (1983) un tecnico che era stato azzurro negli 800 metri: Michele Autore, napoletano trapiantato a Genova, allenatore nazionale. Poi venne un altro «profeta» della corsa, il prof.Enrico Arcelli che , negli anni '80, fece del suo «Correre è bello» un vero e proprio manifesto. Negli ultimi 40 anni si corre ovunque, comunque, con chiunque. Chi dice che le corse sono troppe, chi si lamenta del business che c'è attorno alla corsa, ma però tutti corrono. E va bene così. 

Il tutto per introdurci a una nuova corsa, qui da noi, nella provincia di Brescia, terra generosa di garretti affaticati. Domenica mattina, di buon'ora, via, versa la Bassa. Se non ci siete mai stati, è l'occasione buona per andarci. Il Parco del Lusignolo si estende a pochi passi dal Comune di San Gervasio. Poco più in là c'è anche un lago che porta lo stesso nome. L'Amministrazione comunale ha allestito (con l'aiuto solidale degli esperti amici della vicina Cigole, che organizzano da molti anni una corsa molto conosciuta, e del GS Montegargnano) una corsa podistica nuova di zecca. Un inizio, con l'intenzione di dare continuità. Da quelle parti ci credono, il sindaco Giacomo Morandi è un podista convinto, il consigliere Roberto Scolari è persona che respira sport, spesso anche nella sua professione di grafico. Di bravissimo grafico, cresciuto alla bottega di un Maestro come Martino Gerevini, alla storica tipografia Apollonio. E la locandina della prima edizione del Bosco Running porta la sua impronta di pulizia ed eleganza. 

Sarà l'occasione per gli amministratori per inaugurare l'ultimo tratto della pista ciclabile. Atto cui prenderà parte Gianni Poli, l'atleta il cui nome è legato indissolubilmente alla New York City Marathon che lui vinse nel 1986, e che, in questa occasione farà da padrino agli amici di San Gervasio A noi fa molto piacere la decisione degli organizzatori di abbinare anche il logo del nostro Progetto «Sognando Olympia», ci sarà anche uno speciale trofeo in palio. Le altre notizie fanno bella mostra sulla locandina.

Dettaglio non da poco: ho citato all'inizio Brera e Calvesi. Il prof. proprio di Cigole era originario, e da lì vengono gli amici che hanno dato una grossa mano al sindaco Morandi e al suo consigliere Scolari.

Per ora è tutto, in attesa dell'esito che auguro positivo. 

Odio, speriamo sia solo un modo di dire

Visite: 127

Di questi tempi che di odio ce ne stanno iniettando dosi massicce ogni giorno, una manifestazione sportiva che prende il nome di «Trofeo dell'Odio» provoca qualche apprensione. Oggi ci suggeriscono di odiare tutto e tutti: quelli che ci sorpassano in auto, o ci suonano per qualche motivo, bisogna odiare l'Europa dell'austerity, il Fondo monetario ci suggerisce attenzione ai conti di casa, i partiti avversari, i giornali, quelli poi, ha detto una statuetta ingessata nella sua bella cravattina modello Vaffa di qualche secolo fa, quelli devono morire. Dobbiamo odiare chi ha la pelle di un colorino diverso dal nostro, non rendendoci conto che non sono loro diversi da noi, ma noi diversi da loro. Oppure chi è alla disperata ricerca di una vita appena appena un po' migliore. E nello sport? Che dire di quel mentecatto che va a tirare, in corsa, i freni della moto del suo avversario? Va squalificato per sempre, mai più in una pista, mai più. Ben che vada lo penalizzeranno, dirigenti senza fegato né morale, lo show deve andare avanti, e anche il business. Ormai sembra quasi la parola d'ordine, l'importante è avere qualcuno o qualcosa da odiare.

L'odio di cui parliamo noi oggi ha radici antiche. Mammamia, che spavento! Allora è una faida? No, tranquilli, solo di una regata si tratta, e senza cattiveria, si spera, niente speronamenti, niente arrembaggi all'arma bianca inalberando il Jolly Roger, la bandiera nera della Filibusta. Le acque gardesane accolgono in questo fine settimana la «Regata dell'Odio», edizione numero 66. E, garantiscono i carabinieri della Stazione di Gargnano, che in tanti anni non risulta essere scorso sangue a tingere di rosso il Benaco. Che sollievo!

Lo scorso anno la regata prese la direzione da Salò a Gargnano. Stavolta si tornerà sulla rotta Nord: Bogliaco di Gargnano-Campione-Bogliaco. Nel 2017 vinse lo «Star Fighter-Docktrime», il veloce Flying Star condotto da Simone Dondelli (Canottieri Garda) con Mattia e Giorgio Noleppi nell'equipaggio. Secondo , sempre in tempo reale, fu il Melges 32  «O & Y» (Old & Young) con Luca, Pietro, Damiano e Benedetta Nassini, più Leopoldo Larcher, Marsiglio Nenci, Giovanni Nulli e Stefano Ribola.

Domenica si ricomincia alla 9.30 dalla Marina di Bogliaco, in gara monotipi e Orc per i vari Campionati Zonali dell'area del lago di Garda. Non sarà l'ultima gara di stagione per Gargnano che, a fine mese, presenterà il Campionato di distretto della classe Star.


Sei qui: Home