Martedì, 11 21st

Last updateGio, 16 Nov 2017 1pm

Una lezione di civiltà, firmata Michele Serra

Visite: 5

So che non si fa, che non si dovrebbe fare, ricopiare articoli di altri. Mi perdoneranno, spero, il direttore Mario Calabresi e il condirettore Tommaso Cerno, e, prima di loro, Michele Serra, autore del commento che mi prendo la libertà di riprodurre. Serra scrive, sopra la testata del quotidiano "la Repubblica", una ventina di righe che hanno un titolo sempre uguale, da rubrica, ">L'amaca". Sarebbero da riprodurre tutti, diciamo quasi, questo di martedì 14 novembre è una lezione di civiltà, in una società, purtroppo, sempre più incivile, estremizzata, votata al terrorismo non solo delle bombe, dei camion che si schiantano sugli innocenti, dei machete, dei campi di tortura in Libia, ma anche, e soprattutto, delle parole e dei gesti. Grazie, Serra, per questa lezione. Che sarebbe da impartire non solo allo sconsiderato forsennato che voleva esultare per un gol (non credo fosse solo questo, la sceneggiata era stata preparata, e sicuramente c'era chi sapeva in anticipo) ma ai suoi "camerati" di squadra che non hanno dato nessun segno di fastidio, anzi hanno esultato con lui e non potevano non aver capito. La imparirei anche ai gestori della squadra, al presidente che sgancia i quattrini: hanno preso qualche serio provvedimento? Andrebbe impartita ai dirigenti che chiamiamo federali solo per attribuire loro la tessera di appartenenza alla Federazione. La lezione, molto più allargata, andrebbe data ai beceri che lunedì sera hanno fischiato l'inno svedese a San Siro. Ma di cosa stiamo parlando? Di calcio.

"Il giovane calciatore che a Marzabotto (a Marzabotto!) fa il saluto romano dopo il gol, e inneggia a Salò, probabilmente non lo sa: ma è tal quale un simpatizzante dell'Isis che vada al Bataclan a festeggiare la strage; come un nazista che vada ad Auschwitz per brindare ai forni; come un nazionalista serbo che vada a Srebenica a esultare sulle fosse comuni; come un titino che vada in Dalmazia a rivendicare le foibe. È, insomma, uno che riafferma una strage, nel caso di Marzabotto strage di inermi, di donne e di bambini. È uno che rivendica il genocidio, che celebra la morte violenta, l'abominevole sterminio degli umani a scopo di sottomissione, di cancellazione, di soluzione finale.

Nel caso non lo sappia, glielo devono dire. Lo devono mettere seduto su una sedia e costringerlo a sapere che cosa è accaduto a Marzabotto. Che cosa significa Marzabotto. Non è possibile non sapere, non rendersi conto del significato dei gesti, dei simboli. Non è un lusso che ci possiamo più permettere, come italiani, quello di regalare agli stupidi e agli ignoranti il permesso di esserlo. Non sanno di Anna Frank, non sanno di Marzabotto, non sanno niente. Portano l'odio senza portarne il peso: è troppo comodo. Almeno saperlo, se si è stragisti, che si è stragisti".

Montegargnano, GS sta per "gruppo simpatia"

Visite: 179

Una mattinata di corsa (per gli altri), di freddo bestia (per me, e non solo), di sudore gelato (per gli affiliati della setta "corriamo sempre e comunque"), di simpatia generalizzata (sempre per me), coronata da panini col salame e da torte "terroristiche" (attentato alla glicemia). Il tutto sul lungolago di Maderno, anfiteatro di incantevole bellezza, anche ieri seppure con la nebbia che "agli irti colli" del Monte Maderno saliva dal Benaco, che non è il mar che "urla e biancheggia" ma domenica mattina stava 'nu poco incazzatiello, coltre lattiginosa spinta dal freddo vento dell'Ora. Un richiamo alla poesia di Giosuè Carducci ce lo facciamo stare comunque, visto che sabato era proprio San Martino. Occasione per la corsa: la terza edizione della Camminata d'autunno sul lago, allestita dal Team 2Aceri; motivazione per la pacciada, brerianamente intesa, il compleanno di Gianni Ligasacchi, uno degli organizzatori, che porta un cognome importante per Brescia, riecheggiando quello del maestro Giovanni Ligasacchi, grande direttore di bande musicali, al quale è intitolato, nel capoluogo, un Centro giovanile di educazione musicale.

Spifferi gelati a parte, mitigati da qualche bicchierotto di Prosecco di Valdobbiadene (vero), una mattinata piacevole, nel rilassato e cordiale clima del dopocorsa. Credo di non far torto a nessun nell'affermare che artefice, dico "muratore-costruttore" vista la sua professione collegata, di questo ambiente del GS Montegargnano è isso, il geometra Aurelio "Elio Geo" Forti. Che ha trovato, onore al merito, dei comprimari che lo assecondano, una per tutte, la signora Clementina, che a Maderno ha raggiunto "quota 77", tradotto significa settantasette volte nel 2017 presente come segretaria del gruppo alle manifestazioni podistiche. I personaggi sono tanti, ognuno con la propria storia, la propria vita, i propri acciacchi (il mal di schiena di Enzo è come l'odissea omerica), la propria carica umana. E tutti danno il loro contributo, non parlo di pìccioli, ma di adesione spontanea e sentita, senza nulla chiedere, esigere, spessissimo usano la parola "grazie", che troppi hanno dimenticato. Io che non sono contento se non ci metto una puntina di veleno, aggiungo: fossero così tutte le società sportive. Magari lo sono, non ne ho trovate molte. Amen. Chi volesse saperne di più e di meglio sul GS può sempre andare su questo indirizzo.

Uno dei milioni di scatti di Elio Forti ha fissato l'immagine dei partecipanti alla riunione pedogastronomica di domenica a Maderno.

Tegla Loroupe, corsa, pace, e un sorriso solare

Visite: 105

Hanno di che essere orgogliosi Elio Forti e i suoi collaboratori della "Diecimiglia del Garda", corsa podistica su strada che lo scorso 6 agosto ha archiviato, nel più feroce dei temporali estivi, la 44esima edizione consecutiva. Una gara che, negli anni, ha conosciuto momenti di autentica celebrità grazie ai nomi degli atleti, italiani e stranieri, che vi hanno preso parte arricchendone l'albo d'oro. Poche settimane fa vi ho riferito della nomina di Paul Tergat al vertice del Comitato Olimpico del Kenya. Adesso mi fa molto piacere rilanciare la notizia di un'altra nomina prestigiosa per una atleta che ha dato lustro alla corsa di Navazzo: Tegla Loroupe, anche lei del Kenya, è stata chiamata a far parte della Commissione atleti dell' A.N.O.C., sigla che decifrata in italiano identifica l'Associazione dei Comitati olimpici nazionali, insomma tutti i C.O.N.I. del mondo, per spiegare a chi non ha dimestichezza con queste strutture sportive.

Tegla è stata una grandissima atleta del fondo e soprattutto della maratona, di cui ha detenuto il primato mondiale vicino alle 2 ore e 20 minuti, siglando vittorie in alcune delle più celebri maratone del mondo, come New York, ad esempio, di cui siamo freschi di notizie, essendosi corsa domenica. Ha un curriculum eccezionale di vittorie, primati e medaglie. A Navazzo venne nel 2003 in occasione della 30esima edizione, che vinse. Fu un'ospite che è rimasta nel cuore a tutti, per la sua gentilezza, il suo sorriso, la sua disponibilità.

Conclusa la carriera di atleta, Tegla si è impegnata a fondo nell'opera politico-sociale, organizzando nella sua terra, a Kapenguria, nella regione del West Pokot, una corsa per la pace, pace fra le litigiosissime - e feroci, si massacrano per un capo di bestiame rubato - tribù di quell'area: la Tegla Loroupe Peace Race. Ha guidato anche le trattative internazionali di pace per il problema del Sud Sudan, guadagnandosi il rispetto e l'apprezzamento in seno alle Nazioni Unite. Ulteriore passo di questo straordinario impegno la nomina a Capo missione del Team olimpico dei rifugiati che, lo scorso anno ai Giochi di Rio, per la prima volta ha schierato ragazzi e ragazze privi di una nazionalità per le guerre che colpiscono i loro Paesi. 

Adesso questo ulteriore riconoscimento da parte della Associazione dei Comitati Olimpici Nazionali. Della Commissione atleti fanno parte altri esponenti che provengono dall'atletica, come il discobolo estone Gerd Kanter, l'ostacolista senegalese Amadou Dia Ba e il martellista giapponese Koji Murofushi, atleta ma soprattutto persona eccezionale, il quale ricopre ora l'incarico di Sports Director dei Giochi Olimpici Tokyo 2020.

Per chi ha dimestichezza con la lingua di Winston Churchill e di David Herbet Lawrence, frequentatori delle nostre sponde lacustri, suggerisco la lettura di questo articolo per saperne di più su Tegla Loroupe.

A Tegla gli affettuosi complimenti di tutti gli amici della "Diecimiglia del Garda". I miei compresi, ovviamente.

VLS: Elio, Marco e Pietro lo hanno visto così

Visite: 115

VLS sta per Virtus Lancio Story, trentacinque edizioni consecutive, un pomeriggio e una serata tra amici, prima di tutto per divertirsi sulle pedane dei lanci al campo sportivo di Castenedolo. Poi, nella tradizionale cena, la suspence per l'attesa della classifica finale, elaborata attraverso un meccanismo ingegneristico, di cui è depositario Francesco "Franz" Baiguera, primatista bresciano di salto in alto ai suoi tempi belli con un 2.14 che conserva intatto il suo valore.

È ormai consuetudine consolidata che le riunioni atletiche (e non) della Virtus Castenedolo siano immortalate da un "consorzio" di fotografi, ognuno con la sua sensibilità, abilità, interesse per il gesto o per i volti o per le situazioni. È stato così anche questa volta, con la presenza di Elio Forti, Pietro Delpero e Marco Peiano. Ho ricevuto i loro lavori che adesso propongo su questi indirizzi: Elio, Marco, Pietro. A disposizione degli amici dell'Atletica Virtus Castenedolo e di tutti coloro che ancora hanno interesse per il nostro sport.

Il Museo è di carta, l'uomo di preziosa pergamena

Visite: 390



Se volete fare una bella scoperta, fate un viaggetto sul Benaco, costa bresciana, arrivate e incantatevi nella ampia baia di Maderno, spingetevi ancora per poche centinaia di metri fino a Toscolano, dopo un ponticello svoltate a sinistra e inoltratevi, seguendo l'indicazione "Museo della Carta", nella stretta Valle delle cartiere, se avete dei bambini potete raccontar loro qualche favola a lieto fine ambientata in questo impressionante pertugio dove si potrebbe girare uno degli infiniti Harry Potter. Favola breve, raggiungerete quasi subito un bell'edificio sulla sinistra, siete arrivati. Lì entrerete in un mondo di carta, una avventura davvero affascinante, presentata in maniera attraente per i piccini ma anche per i grandi. Il Museo è costato qualche soldarello, ma ne è valsa davvero la pena. Quando i soldi vengono spesi così non sono mai da rimpiangere. Mi fermo, se vi siete incuriositi fate un utile uso del vostro picì, o tablet, o qualche altro aggeggio, e entrate su questo indirizzo

Ma gli edifici per quanto ben ristrutturati, i musei per quanto bene organizzati, hanno bisogno di un' "anima", quella di uomini appassionati, che credono in quello che fanno. Nella Valle delle cartiere ho conosciuto gente così, sono un gruppo cementato dalla stessa passione. Oggi, vi presento uno di loro, per un motivo particolare: ieri ha festeggiato con familiari e amici un genetliaco importante, tutti, invero, sono importanti. Ho chiesto a un amico di abbozzarmi un ritrattino di Gianni Marchetti, lui l'uomo, che ho incontrato casualmente in panetteria, da "Bertelli", via Roma a Gargnano, il pane migliore del lago. Sommessamente ma con gli occhi che ridevano, Gianni mi ha detto del suo compleanno. Ecco cosa mi ha inviato il mio...inviato a Toscolano, Enzo, un discendente di Marco Nonio Macrino, che qui teneva una grande dimora in epoca romana. Grazie Enzo, auguri Gianni, da Encarnita e da me. 

Gianni Marchetti, personaggio vero di Toscolano Maderno, viene da famiglia operaia e ha lavorato per tutta la vita, 37 anni, alla Cartiera di Toscolano, oggi stabilimento di Burgo Group. Sindacalista da sempre impegnato in prima fila in anni difficili per la sopravvivenza del polo produttivo di Toscolano, erede della tradizione secolare testimoniata dal Museo della Carta, ha ricoperto la carica di segretario provinciale del Sindacato Poligrafici e Cartai, oltre che di componente del Consiglio nazionale sindacale. Per anni consigliere comunale eletto nelle liste del Pci, è stato capogruppo di minoranza alla Comunità Montana dell'Alto Garda e nominato in altri enti pubblici.  Negli Anni Ottanta, con alcuni compagni d'avventura, ha fondato la Cooperativa che ha realizzato 150 abitazioni per famiglie del paese. Sempre vicino ai bisogni degli altri, attento ai fenomeni sociali, ha gestito per otto anni in qualità di presidente il Centro sociale di via Verdi, a Maderno, punto di riferimento per i pensionati e non solo. Presidente nell'Associazione dei Lavoratori Anziani della Cartiera di Toscolano, continua con altri amici l'impegno al Museo della Carta, in Valle delle Cartiere, dove ancora oggi i vecchi cartai realizzano fogli di carta come si faceva 600 anni fa. Continua, inoltre, a lavorare per lo Spi Cgil, sindacato dei pensionati. Famigliari e amici, molti, lo hanno festeggiato sabato in allegria, con un incontro e un giro di ballo di cui è maestro, al Centro sociale. Giovani e meno i presenti, tutti testimoni di una vita spesa nel segno dell'impegno personale e della concretezza del fare, non senza il piacere di un sorriso.

Le foto a corredo - scattate da Elio Forti - sono state prese durante una visita guidata da Gianni Marchetti al Museo della carta.

Sei qui: Home