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Torino 1934, fiondata mondiale di Matti Järvinen

     

Raccontando di atleti svedesi che nel 1952 furono ospiti per qualche giorno a Brescia e dintorni per partecipare a un paio di gare, sono scivolato indietro fino ai Campionati d'Europa, i primi, a Torino nel settembre del 1934. Il filo che univa due eventi distanti fra loro diciotto anni era il lancio del giavellotto, una delle più affascinanti (per me) discipline dell'atletica leggera, un misto di forza, tecnica, leggerezza, danza. Qual era stato il primo lancio oltre i 70 metri registrato sul suolo italico? Fin troppo semplice la risposta, ma qualcuno nella città della Leonessa fece confusione. Dimenticando che il primo "+70" concideva addirittura con un primato del mondo. Tutto noto e registrato: metri 76.66, misura ottenuta al secondo lancio da Matti Järvinen, di Tampere, rampollo di una famiglia di grandi atleti, di cui lui è stato il più noto. Già al primo lancio l'occhialuto finnico aveva tirato a una distanza valutata 77 - 78 metri ma la fiondata non era valida, "nullo" nel gergo del campo. Questa la serie di Järvinen: nullo - 76.66 - nullo - 68 - nullo - 69 e mezzo. Non stupisca il fatto che si conosca una sola cifra esatta, in metri e centimetri: all'epoca si misurava il miglior tiro-lancio-getto, gli altri erano...a occhio, venivano chiamati "estimated"! I giudici usavano i famosi picchetti che spostavano se l'atleta superava la distanza precedente. Il primato mondiale anteriore era stato stabilito dallo stesso atleta nel giugno dell'anno prima a Helsinki, 76.10, al terzo lancio. Quattro anni dopo, nel 1938, allo Stadio di Colombes, Parigi, nella seconda edizione del Campionato d'Europa, il miglior lancio di Järvinen (il sesto) fu misurato 76.67, un centimetro in più di Torino...buono per segnare nei libri il record della rassegna continentale!

A corredo delle chiacchiere offro a chi ne ha interesse due documenti originali del Campionato d'Europa 1934, carte che fanno parte della mia Collezione. Il primo è la foto (ripresa della Rivista Mensile Illustrata della Federazione Italiana di Atletica leggera, n. 8-9, settembre 1934) del sorridente Matti Järvinen sul prato dello Stadio Mussolini di Torino, presumibilmente dopo il tiro record e la vittoria continentale. Il secondo, palliduccio (ma se ci cliccate sopra si ingrandisce e diventa più leggibile), è la riproduzione della pagina dei risultati ufficiali contenuti nel bollettino finale. Elenca solo i primi sei, vale a dire i finalisti che all'epoca erano appunto sei: due finnici, un estone, un lettore, ai primi quattro posti (a riprova che il giavellotto era il giochino prediletto dei nordici), un ungherese e un tedesco; erano iscritti altri sei atleti ma furono depennati dai loro Paesi (fra i quali il tedesco Gerhard Stöck che due anni dopo sarebbe diventato campione olimpico) . Fu così annullato il turno di qualificazione previsto dal Regolamento in caso il numero degli atleti confermati fosse superiore a 12; la misura di qualificazione era stata fissata in 58 metri. 

Completavano la finale (iniziata alle 16.30 del 7 settembre, primo giorno di competizioni) due italiani: Mario Agosti, di Udine, settimo con 58.41, e Gino Ricci, di Alessandria, ottavo con 56.63. Questo nella maggior parte dei testi che ho consultato. C'è una eccezione: Marco Martini, nella sua eccezionale "Storia dell'atletica italiana maschile", a pagina 534 scrive:"Agli Europei vanno, in base a un criterio di scelta assai discutibile Testa e Ricci...". Dunque non Agosti ma Bruno Testa, di Zara, diciannovenne, campione italiano. Approfondiremo. Certo che i nostri era lontanucci dal livello europeo della specialità: il sesto classificato a Torino, il tedesco Gottfried Weimann, tirò a 65.69, sette metri in più del miglior italiano, chiunque fosse.

A conclusione di questa "giavellottata", trascrivo, copiandola dal fondamentale "Track & Field Performances Through the years - 1929/1936" edito dalla Associazione degli statistici, la superlativa stagione di Matti Järvinen, il quale, a fine stagione 1934, era titolare delle prime tredici prestazioni mondiali. Eccole: 76.66 - 75.83 - 75.72 - 75.62 - 75.03 - 74.59 - 74.47 - 73.04 - 72.63 - 72.47 - 72.20 - 71.83 - 71.70, tutte ottenute fra il 21 maggio e il 15 settembre. Secondo nella lista mondiale era l'estone Gustav Sule, nativo di Tartu, eccellente atleta in varie discipline. Ancor oggi viene ricordato nella sua patria (morì nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale) con un meeting internazionale, il "Gustav Sule Memorial", al Tamme Stadion di Tartu. Quest'anno, il 4 giugno, è stata celebrata la 53esima edizione.

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