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Prolegomeni ad una storiellina di hop, step e jump

 

A qualcuno interessa aprire un piccolo spiraglio sulla storia di quello che genericamente in atletica si chiama salto triplo? Se avete questo interesse e anche 20 Euro da investire potete scrivermi e richiedermi copia di questo lavoro che vi spedirò all'istante. Se volete anche il mio autografo, beh, quello è in omaggio. Ironizzo perchè conosco fin troppo bene il limitato interesse che circonda le pubblicazioni, soprattutto se c'è da sborsare qualche centesimo. Se dicessi che invio gratuitamente il bel volumetto (alla Foto Grafica di Piacenza mi hanno aiutato a fare davvero un gioiellino di impaginazione e di eleganza) esaurirei le copie oggi pomeriggio stesso. È l'onda lunga della dissennata politica delle istituzioni sportive italiane che, da sempre, hanno dilapidato soldi (quando c'erano in abbondanza) per pubblicazioni che facevano stampare in migliaia di copie e poi regalavano senza nessun criterio, oppure facevano ammuffire nei magazzeni, destinate ai contenitori della carta da riciclo. Idem per le riviste. Visto con i miei occhi, non per sentito dire. Adesso ci raccontano (io fermamente non ci credo) che ci sono pochi soldi, e allora non ci sono più libri, le riviste sono in via di estinzione come il picchio dal becco d'avorio. E, per trovare una foglia di fico alla loro vergogna, si aggrappano alle versioni digitali. In compenso per feste, pranzi, cene, premiazioni, viaggi-vacanze per presentare l'impresentabile, la palanchina non manca mai. Perchè non fare virtuali anche queste? Ma non me ne frega assolutamente nulla. Ho deciso, in un momento di autoesaltazione, di fare questo lavoretto, che mi ha dato tanta intima soddisfazione. E mi fermo lì. Se insistessi nell'aspettarmi un apprezzamento dagli altri (e qualcuno dovrebbe avvertire un dovere morale, ma è troppo ottuso per avvertirlo), vabbuó, allora sarei da psichiatrico.

Giasone è stato (nel film «Medea») Giuseppe Gentile, il bronzo è il metallo della medaglia da lui ricevuta sul podio dei Giochi Olimpici México '68, il Giasone mitologico andava alla ricerca del vello d'oro, e anche Beppe aveva avuto questo sogno aureo. Dentro le 122 pagine (vestite da una bella copertina disegnata appositamente per me da Ennio Buttò, ed è la seconda volta, la prima fu qualche anno fa per un altro libretto, quello dedicato alle staffette) ci sono documenti, ritengo una bella selezione di foto, spigolature mie, una compilazione statistica corposa opera di due amici, Enzo Rivis e Enzo Sabbadin, una ricca bibliografia. Vedete un po' voi.

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