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México, 17 ottobre 1968: Beppe, Viktor, Nelson

Questa è la seconda parte dello studio biomeccanico eleborato dall'ing. Giorgio Fracchia sui salti della finale dei Giochi Olimpici di Città del Messico 1968, tutti (ottimista) ricordano la data ormai famosa: 17 ottobre. Tutto questo, ed altro, è stato ricordato in una giornata di omaggio a Beppe Gentile, lo scorso mese di ottobre. Iniziativa, promossa anche da questo sito, e arricchita dalle immagini inedite (leggete pure: mai viste) girate di Luciano Fracchia e messe a disposizione dal figlio Giorgio, a cui rinnovo pubblicamente il mio sentito ringraziamento anche a nome di tutti coloro che hanno dato il loro aiuto per la riuscita.

Qualche tempo fa, in questo stesso spazio, avevo pubblicato le immagini dei due salti di Gentile: quello del primato a 17.22 e quel quinto che fu poi misurato a 16.54, essendosi l'atleta sbilanciato dopo lo «step». L'ing. Fracchia osservava che a questo punto l'atleta era 13 - 15 centimetri avanti rispetto al salto - record (il primo). Adesso possiamo confrontare Gentile e i suoi più diretti avversari: il sovietico Viktor Saneev (di origine georgiana, Sukhumi, sul Mar Nero, facente parte oggi di uno Stato non internazionalmente riconosciuto, la Abkhazia) e il brasiliano Nelson Prûdencio. In quella indimenticabile sequenza di salti il primato del mondo avanzò quattro volte: Gentile 17.22, Saneev 17.23, Prûdencio 17.27, Saneev 17.39. L'interessante documento che ci regala Giorgio Fracchia mette a confronto tre di questi quattro eccezionali (per l'epoca) salti.

Ancora «Grazie» a Giorgio per il suo paziente lavoro e per l'analisi biomeccanica dei salti, e buona visione a chi vorrà soffermarsi su queste immagini che hanno fatto la storia del salto triplo.

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