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In questa Sezione pubblico e commento le nuove acquisizioni della “Collezione”, siano esse libri o riviste, ma anche poster, quadri, magliette di atleti, scarpe, numeri di gara, medaglie, francobolli, ecc., materiale che già ora è presente nelle due sale di esposizione (circa 150 metri quadrati, forse qualcosa di più che di meno), situate nell’edificio in via Monsignor Giacomo Tavernini, 35, a Navazzo, località nel Comune di Gargnano, sul lago di Garda. La “Collezione” presenta due nuclei essenziali: i Giochi Olimpici e l’atletica, ma non rifiuta certo anche altri sport, in particolare alcuni che mi hanno sempre entusiasmato, come rugby, ciclismo, tennis, pallacanestro; non manca neppure il calcio. 

Una spiegazione è dovuta. Qualcuno mi ha fatto notare che, talvolta, parlo di libri che non sono novità. Certo. Il motivo è che presento e commento solo i libri che ho davvero letto. Questo vale per le opere, diciamo così “di lettura”. È ovvio che una pubblicazione statistica non la leggo cifra per cifra, ma anche in questi casi sfoglio, conosco i contenuti, cerco di fissarli nella memoria, e questo può sempre tornare utile, soprattutto in caso di ricerca saper dove trovare quello che serve fa risparmiare un sacco di tempo. 

Il prossimo passo determinante sarebbe quello di porre mano ad un catalogo dell’esistente. Me lo ripetono in tanti, come se non lo sapessi da solo, ma dire agli altri quello che dovrebbero fare, e farlo realmente, beh, ce ne corre. Chissà che prima o poi non riesca anche ad iniziarlo. Quanto a finirlo, quien sabe?, dovrebbe darmi un aiuto determinante il buon Dio. Ma non gli ho ancora chiesto se è d’accordo. 

Un ringraziamento che sgorga dal cuore: a tutti quelli che mi hanno dato e continuano a darmi pezzi per la “Collezione”. Quando l’occhio corre sulle pareti e sugli scaffali mi sovvengono nomi, facce, amicizie, affetti, taluni perduti. Sappiate che quello che avete dato a questo angolino della memoria non andrà invece perduto.

 

Annuario Atletica 2019, a cura della Federazione italiana di atletica leggera

Pubblicato 07 Settembre 2019

SPORT Atletica leggera 
AUTORE a cura di Carlo Santi, con la collaborazione di giornalisti, compilatori statistici, consulenti, ecc ecc
EDITORE Federazione Italiana di Atletica Leggera, Roma - Finito di stampare nel mese di giugno 2019 
CONTENUTO C'è tutto quello che ci deve essere in un Annuario sportivo. E anche molto di più, con parti ridondanti, come quelle giornalistiche soprattutto, a mio giudizio, che potrebbero trovare spazio nella semidefunta rivista federale: mi riferisco agli articoli fatti scrivere ad una pletora di giornalisti, sembra una captatio benevolentiae. Altra cosa che non mi va: trovo poco maneggevole il formato, candidato ad essere relegato su uno scaffale di biblioteca, ma non a far parte del bagaglio dell'appassionato di atletica che frequenta meeting o campionati, o di coloro che ne hanno bisogno per la loro professione. I librettini di una volta che stavano in saccoccia, quelli servivano. Questa resta una pubblicazione sicuramente utile come documentazione "statica", da tavolino. È anche vero che giornalisti inviati o pseudo-inviati son sempre meno sull'evento, e gran tanti sono invece gli inviati...davanti alla tivvù.

Copertina dedicata al volto del ragazzo, Filippo Tortu, che ha migliorato di due centesimi (9.99) il primato nazionale dei 100 metri, stabilito da Pietro Paolo Mennea (10.01) il 4 settembre del 1979 a Città del Messico: erano 29 anni fa...Retrocopertina dedicata al ricordo di Roberto L. Quercetani, morto nel mese di maggio a Firenze; aveva ricevuto tanti auguri qualche giorno prima per i suoi 97 anni.

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Amici si sono ricordati di me e, soprattutto, della mia Collezione
ANNOTAZIONI E grazie a questi amici, posso continuare ad arricchire la serie di Annuari nazionali che fanno bella mostra in questa mia "Collezione" che nel corso degli anni ho messo insieme con pazienza, amore e dispendio numismatico. Posso mettere a disposizione di chi ne avesse bisogno per fare ricerche sull'atletica italiana (ma ne esistono ancora?) la raccolta completa dell'italico Annuario dalla prima edizione del 1961. Accanto agli Annuari 1961 - 2019, sui due scaffali della mia biblioteca fanno bella mostra altre pubblicazioni compilatorie che rientrano nel novero degli Annuari "storici", come quello che 1923 (forse il primo in assoluto, ho detto forse) edito dalla F.I.S.A., Federazione italiana sport atletici. Ed altre ancora, di valore quasi unico, quelle del 1931 (curata da Bruno Zauli) e del 1950 (compilata da Pasquale Stassano), pur con i loro errori (come fece rilevare, inascoltato, Bruno Bonomelli). E, bene ordinate, le varie edizioni degli Annuari di BiBis, veri e propri capolavori di compilazione sportiva (1949 - 1956), allora latitante la organizzazione federale, che, finalmente, dopo i Giochi Olimpici di Roma '60, e a seguito dei molti veementi attacchi del pugnace storico di Rovato nelle Assemblee nazionali, decise la pubblicazione dell'Annuario. E finora, pur tra ritardi e recuperi, ha tenuto fede all'impegno. Va dato atto. Non mancano neppure altre compilazioni dello stesso tipo degli anni '60 e '90.

 

Protagonisti Trevigiani attraverso i numeri dell'atletica - Profili storici e graduatorie di sempre

Pubblicato 27 Agosto 2019

SPORT Atletica leggera 
AUTORE Franco Piol
EDITORE SILCA  Ultralite, Conegliano Veneto - Finito di stampare nel mese di febbraio 2019 da Arti Grafiche Conegliano, Susegana (TV)
CONTENUTO L'argomento mi sembra molto palese: la narrazione attraverso testi e cifre dell'atletica trevigiana, di quella parte di terra che spesso sentiamo chiamare «Marca». Un humus fertile per lo sport in generale, per alcuni in particolare, pensate al rugby, per dirne uno. Franco Piol è uomo di atletica, e di atletica ha trattato. I più interessanti, per me, sono i primi capitoli, nei quali, attraverso sintetiche ricostruzioni, si riportanto a notorietà i primi sportivi ginnico- atletici. Poi dagli Anni Venti alla Seconda Guerra Mondiale. Attrattiva la parte iconografica. Poi, da pagina 112 a 325, il malloppo di numeri, liste, graduatorie, chiamatele come vi pare. In uno sport come l'atletica fino a poco tempo fa, questo materiale sembrava sacro, adesso ha cominciato a vacillare: il più bravo non è colui che corre più veloce, che tira il disco più lontano. No, no, il più bravo sarà l'uomo o la donna che dopo calcoli da abracadabra, risulterà primo-prima in una roba incomprensibile. E così l'atletica perderà la sua essenza. Siamo in un mondo assurdo in cui gran parte della nostra vita è affidata a misteriosi e angoscianti algoritmi, che v'aspettate che l'atletica si affidi ai vetusti metro e cronometro? Per carità, bisogna innovare.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE omaggio dell'autore, con dedica
ANNOTAZIONI Nel caso qualcuno sia interessato - il mio augurio a Franco Piol è che molti lo siano - può contattare l'autore a questo indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Lo sport tradito - 37 storie in cui non ha vinto il migliore

Pubblicato 25 Luglio 2019

SPORT Tanti, e tutti traditi purtroppo
AUTORE Daniele Poto, giornalista, scrittore e ricercatore, si occupa di legalità, socialità, sport e gioco d'azzardo. Sempre con soggetto sportivo e collegamenti con la malavita, nel 2010, ha dato alle stampe il volume «Le mafie nel pallone». Ho avuto rapporti amichevoli e professionali quando, in qualità di Capo ufficio stampa per la Federazione italiana di atletica leggera, lavoravo a Roma e Daniele faceva parte della redazione romana del quotidiano «Tuttosport».
EDITORE Edizioni Gruppo Abele - Torino - Finito di stampare nel gennaio 2019 - www.edizionigruppoabele.it 
CONTENUTO Trentasette, appunto, io le definirei storiacce più che storie di tanti sport differenti che ormai ha dimenticato l'etica nella quale - tanti, molti, milioni di persone, io compreso - abbiamo creduto tenacemente. Tutto sacrificato sull'altare sconsacrato del business, business, business, a tutti i costi, sempre e comunque. Nessuna attività sportiva ne è immune: un tanfo maleodorante si leva dal calcio alla pallacanestro, dal ciclismo all'atletica, dal nuoto al tennis, dal pugilato al sollevamento pesi. Il mito dei Giochi Olimpici? Ma quale mito! Solo per i pirla come me, che ne ho vissute, da dentro e da vicino molto vicino, dieci. Stupido illuso. Di alcune vicende trattate con dovizia di documentazione dall'autore ne ho vissute parecchie in prima persona (vuoi perchè giornalista, vuoi perchè dirigente di federazioni nazionali o internazionali). Tutte le storiacce dell'atletica raccontate da Daniele le conosco abbastanza bene: doping, passaporti falsi, date di nascita false, titoli mondiali giovanili assegnati ad atleti che invece di 17 anni ne avevano 23. Non ho mai visto uno straccio di cosiddetto dirigente federale far volare i tavoli di fronte a evidentissimi imbrogli. Mugugni, mugugni, e niente altro, e sempre sottovoce per non farsi sentire. Secondo voi è successo qualcosa, pur in presenza delle prove pur schiaccianti? Han tutti girato la testa altrove, e sono rimasti saldamente aggrappati ai loro hotel 5*****, ai loro voli in business class, ai loro bei grassi rimborsi. Squallidi personaggi che rubano a man salva, che fanno mercimonio di tutto, pensate che nell'ultimo capitolo Daniele ci racconta del mercato di promozioni a master negli scacchi. Negli scacchi, avete capito giusto.
UNA FRASE Il libro è tutto da leggere. Ho preso alcune righe dal capitolo 16 che si intitola «Chi è Gafur Rakhimov?». Questo individuo uzbeko è stato presidente della Federazione internazionale di pugilato, da un paio d'anni è al centro di uno scandalo colossale di questo sport. Sentite questa, da pagina 90 del libro:«Secondo una nota emessa dal Dipartimento del tesoro americano è uno dei più pericolosi criminali del suo Paese che, partendo dalle estorsioni e dai furti d'auto, si è fatto coinvolgere in larga scala nel traffico di eroina e cocaina...i suoi beni sul territorio americano sono stati congelati». Gli americani farebbero bene ad occuparsi delle vergogne di casa loro: la signora Marion Jones ha fatto un danno incalcolabile all'atletica tanto quanto il doping dei russi. Oppure farebbero altrettanto bene ad occuparsi che gli abusi sessuali sulle ragazzine di certe nazionali non siano una abitudine, come pare. Ce n'è per tutti, come vedete.
ACQUISIZIONE omaggio dell'autore
ANNOTAZIONI Una sola, finale, sempre da una frase del libro:«I grandi dirigenti dello sport mondiale, i grandi manovratori delle candidature, si comportano, né più né meno, come dei mafiosi». E quelli che dovrebbero controllare la legalità, si accorgono sempre dopo, mettono in scena processi farsa, poi, dopo anni, tutto finisce a tarallucci e vino. Non esiste memoria nello sport. Mi vengono in mente i nomi e rivedo le facce (foderate di pelle di culo) di certi individui che chiedevano a me parlando di una certa situazione:«Ma tu l'avresti detto che il tale in tutti questi anni ha rubato?». Pagliacci senza dignità e morale.

 

Olympia 1936, Berlino e Garmisch-Partenkirchen

Pubblicato 22 Luglio 2019

SPORT Giochi Olimpici 1936, estivi e invernali
AUTORE Pet. Cremer 
EDITORE Standard - Seifen - Und Glyzerin - Werke - Düsseldorf - Heerdt
CONTENUTO Fra brevi testi in lingua tedesca, ovviamente, e stampati con caratteri antichi molto di moda nel XIX e XX Secolo per libri e giornali  (si chiamava Fraktur, nero, denso, cupo), disegni e piccole fotografie non stampate ma appiccicate nelle pagine (ho altre pubblicazioni che hanno questa peculiarità, sembrano gli album delle figurine Panini), si rivedono , come in un breve filmato, personaggi e momenti agonistici di quella XI edizione dei Giochi estivi e IV di quelli invernali. Le pagine non sono tante, la carta spessa, pesante. Una pubblicazione che non avevo mai visto, neppure nelle biblioteche che ho frequentato. Sicuramente esiste in Germania, ma la mia nulla conoscenza del tedesco non mi ha mai portato in istituti culturali tedeschi. Le foto hanno un taglio neppure tanto nazionalistico...e marziale. In apertura del libro una foto che non poteva mancare: un semisorridente individuo con un paio di baffetti «a mosca»...Ho ritrovato anche alcuni dei protagonisti italiani di quei Giochi: Mario Lanzi e Luigi Beccali, Ondina Valla e Claudia Testoni, Silvano Abbà, Giulio Gaudini e Giorgio Bocchino, la Nazionale di calcio che vinse il titolo olimpico, e, per finire, la pattuglia militare italiana, formata da quattro sciatori, che vinse la gara dimostrativa per questa disciplina: i quattro erano tutti alpini, Enrico Silvestri, Luigi Perenni (si chiamava in realtà Alois Prenn ma in base a quella idiozia tutta fascista di italianizzare i nomi gli imposero il cambio), Stefano Sertorelli e Sisto Scilligo.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Un dono del mio amico Jean Pierre Durand, attento «esploratore» di mercatini dell'usato, in Francia, sua patria, ma anche in tutta Europa, alla ricerca di antichi apparecchi fotografici, lui che è uno dei più bravi fotografi di atletica leggera. Ma non si dimentica di curiosare anche fra libri e cimeli sportivi per me. E me ne ha trovati parecchi.
ANNOTAZIONI Davvero una bella collezione di foto, piccole nelle dimensioni ma di qualità eccellente, nitide, contrastate. Parecchie non le avevo mai viste, nonostante possegga nella mia libreria un buon numero di pubblicazioni su quella edizione dei Giochi. Intercalate anche pagine di fotografie generiche: gli impianti, la sfilata dello squadrone tedesco in tenuta bianca, di un bianco abbagliante, il tripode con la fiamma, e l'ultima del tabellone che a conclusione della cerimonia di chiusura annuncia l'edizione dei Giochi del 1940 a Tokio, edizione che non si farà mai. A chiusura del libro due pagine di Ehrentafel, l'albo d'onore con tutte i medagliati, sia di Berlino che di Garmisch-Partenkirchen.

 

Annuario dello sport 1952

Pubblicato 14 Luglio 2019

SPORT Tutti quelli praticati in Italia in quell'anno 1951, c'è anche il baseball che proprio nel 1951 inaugura il suo prima campionato nazionale di Serie A a dodici squadre e uno di Serie B; lo scudetto al Nettuno.
AUTORE a cura di Ugo Toffaletti, raccolta e revisione risultati e dati tecnici di Giorgio Sali
EDITORE Edizione S.E.S.S., supplemento de «La Gazzetta dello Sport» - Finito di comporre coi tipi e le veline dello Stabilimento de «La Gazzetta dello Sport» il 31 dicembre 1951 - Stampa presso le Arti Grafiche Amilcare Pizzi S.A., Milano
CONTENUTO "«La Gazzetta dello Sport» riprende dopo dieci anni d'interruzione la serie dei sui Annuari...La presente rassegna annuale, nuovo pilastro della storia dello sport, è il rendiconto, lo specchio della multiforme attività sportiva svolta non solo in Italia nell'annata decorsa...". Son le prime righe dell'articolo di presentazione titolato «Trampolino per Helsinki» firmato da Giuseppe Ambrosini, scritto che si chiude con una foto della triade imperante sullo sport di allora: il conte Alberto Bonacossa, Giulio Onesti e Giulio Andreotti. Gianni Brera firma un articolo...a modo suo, e lo titola «Vincere non importa (ed è bello dirlo...». La frase la riporto qui sotto. Brera e Ambrosini erano condirettori del giornale in quel momento. Una sviolinata ai reggitori dello sport nazionale, subito dopo:«Nelle salde mani del C.O.N.I. il governo dello sport italiano». Altra foto di Onesti e Andreotti, coppia inossidabile. Un omaggio alle iniziative organizzative del giornale per lo sport giovanile precede la lunga rassegna riassuntiva, testi e foto, dei vari sport: aeronautica, alpinismo, atletica leggera (firmato da Gian Maria Dossena), fino a chiudere con la vela, corredata, fra le altre, da una foto con Tino Straulino e Nico Rode, che ai Giochi 1952 vinceranno il titolo olimpico nella Classe Star con la barca «Merope».

A pagina 167, una foto di un bel giovanotto, napoletano, nato Carlo Pedersoli, ma universalmente conosciuto come Bud Spencer. Carlo fu il primo nuotatore italiano a scendere sotto il minuto sui 100 metri stile libero: 58.9 a Genova il 28 aprile. Vinse anche il titolo italiano e fu secondo (100 s.l. e staffetta 3 x 100 mista) ai Giochi del Mediterraneo, ad Alessandria d'Egitto.

Ciclismo: fra i vari campionati nazionali su strada esisteva una prova a squadre per allievi; nel 1951 il successo arrise al quartetto Ogna-Cressari-Botti-Regonini della A.S.Erbitter Gavardo (provincia di Brescia). Beppe Ogna conquistò poi, nel 1956, la medaglia di bronzo olimpica nel tandem, in coppia con Cesare Pinarello. L'anno prima aveva vinto l'oro nello sprint ai Campionati del mondo. Ogna se ne è andato nel 2010.

UNA FRASE Dallo scritto di Gianni Brera. "L'Olimpiade è una sintesi stupenda dello sport mondiale. Potrò commovuermi ed esaltarmi se vince un atleta del mio Paese, ma non per questo verrò meno ai miei doveri di equità e di fair play se è uno straniero ad imporsi. L'impresa sportiva è bella di per sè...del resto, alla base della rinascita olimpica, è proprio il concetto morale espresso da De Coubertin: che vincere non importa, ma sì lealmente lottare. Vincere non importa. Questo si dice ed è bello dire. Ma ancor più bello è vincere".
ACQUISIZIONE Regalo del mio amico Alberto Zanetti Lorenzetti
ANNOTAZIONI La copertina dell'Annuario (prezzo di vendita 500 lire) fu disegnata da Mario Bazzi, bolognese, illustratore e pittore (da quanto ho letto, le sue opere appartengono alla Fondazione CARIPLO). Copertina dedicata ad Adolfo Consolini, sullo sfondo dello Stadio Olimpico di Helsinki; a sinistra la famosa torre sulla cui misura (72 metri e 71 centimetri tanto si è favoleggiato). Consolini salirà ancora sul podio, secondo stavolta, preceduto da Sim (sta per Simeon) e davanti ad altri due americani, Dillion e Gordien. Se volete vedere uno spezzone di quella finale entrate su questo indirizzo. Dalle letture di cui ho (ancora...) memoria, una singolare: il baby Simeon quando nacque pesava oltre 6 chili! Era originario dell'Oklahoma, poi con la famiglia si trasferì in California, e lì, nella High School di Tulare giocò nella squadra di football con un altro campione olimpico, Bob Mathias, due ori, il primo a Londra '48 e il secondo proprio nella capitale finlandese, nella regina delle discipline, il decathlon. Nel 1955, Iness ebbe anche una esperienza cinematografica, nel filmone storico «Lady Godiva», protagonista Maureen O'Hara. Ci crediate o no, seppure per pochi secondi compare anche Clint Eastwood. Iness, nato nel 1930, morì nel 1996.

Uno sguardo agli autori degli articoli dei singoli sport, dove troviamo firme importanti del giornalismo sportivo italiano. Felice Palasciano firmò l'atletica pesante, Giovanni Canestrini (uno degli ideatori della «Mille Miglia») l'automibilismo, Rino Negri e Mario Fossati il ciclismo, Luigi Gianoli l'ippica, Giorgio Fattori la pallacanestro, Edoardo Mangiarotti la scherma (quell'anno vinse il titolo mondiale di spada), Rolly Marchi lo sci. Un aggancio personale: l'articolo di tennis porta la firma di Umberto Mezzanotte, che negli anni che ho speso nella redazione sportiva del «Giornale di Brescia» fu ingaggiato, Dio sa da chi, come collaboratore per il tennis. Competentissimo, per carità, ma con un difettuccio: non scriveva mai meno di 200 righe, e non c'era verso di fargli capire che il nostro era un quotidiano non una rivista mensile, con spazi diversi, e inoltre che i nostri lettori si interessavano molto di più al torneo scapoli - ammogliati del Rimbalzello o di Sale Marasino, che non di quello di Yokohama o di Winston - Salem. E se gli tagliavi una riga, apriti cielo. Istorie di un tempo che fu.

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