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In questa Sezione pubblico e commento le nuove acquisizioni della “Collezione”, siano esse libri o riviste, ma anche poster, quadri, magliette di atleti, scarpe, numeri di gara, medaglie, francobolli, ecc., materiale che già ora è presente nelle due sale di esposizione (circa 150 metri quadrati, forse qualcosa di più che di meno), situate nell’edificio in via Monsignor Giacomo Tavernini, 35, a Navazzo, località nel Comune di Gargnano, sul lago di Garda. La “Collezione” presenta due nuclei essenziali: i Giochi Olimpici e l’atletica, ma non rifiuta certo anche altri sport, in particolare alcuni che mi hanno sempre entusiasmato, come rugby, ciclismo, tennis, pallacanestro; non manca neppure il calcio. 

Una spiegazione è dovuta. Qualcuno mi ha fatto notare che, talvolta, parlo di libri che non sono novità. Certo. Il motivo è che presento e commento solo i libri che ho davvero letto. Questo vale per le opere, diciamo così “di lettura”. È ovvio che una pubblicazione statistica non la leggo cifra per cifra, ma anche in questi casi sfoglio, conosco i contenuti, cerco di fissarli nella memoria, e questo può sempre tornare utile, soprattutto in caso di ricerca saper dove trovare quello che serve fa risparmiare un sacco di tempo. 

Il prossimo passo determinante sarebbe quello di porre mano ad un catalogo dell’esistente. Me lo ripetono in tanti, come se non lo sapessi da solo, ma dire agli altri quello che dovrebbero fare, e farlo realmente, beh, ce ne corre. Chissà che prima o poi non riesca anche ad iniziarlo. Quanto a finirlo, quien sabe?, dovrebbe darmi un aiuto determinante il buon Dio. Ma non gli ho ancora chiesto se è d’accordo. 

Un ringraziamento che sgorga dal cuore: a tutti quelli che mi hanno dato e continuano a darmi pezzi per la “Collezione”. Quando l’occhio corre sulle pareti e sugli scaffali mi sovvengono nomi, facce, amicizie, affetti, taluni perduti. Sappiate che quello che avete dato a questo angolino della memoria non andrà invece perduto.

 

Aventuras en las pistas - Héroes y protagonistas del atletismo argentino

Pubblicato 05 Settembre 2018

SPORT Atletica leggera
AUTORE Luis Vinker
EDITORE Al Arco Ediciones - edicionesalarco.com.ar/libros - Buenos Aires - Marzo 2012
CONTENUTO Venticinque capitoli, venticinque "aventuras" diverse.
UNA FRASE "Después de varias décadas junto a la pista y junto a muchos de estos atletas, entrenadores o dirigentes, uno tiene la sensación de que "lo ha visto" o "lo ha leído todo". Sin embargo, la busqueda y el encuentro demuestran lo contrario". Verissimo: se non si studia, se non si ascoltano quelli che sono venuti prima di noi, non si impara nulla, pensiamo di "essere imparati" ma non è vero. La storia è la storia sempre, anche in atletica.
ACQUISIZIONE Omaggio dell'autore
ANNOTAZIONI Ho incontrato personalmente Luis Vinker la prima volta nella tribuna stampa dello Stadio Olimpico durante i Giochi di Seoul 1988. Sarei disposto a giocare una parte della mia miseranda pensione sulla affermazione che era il giorno della fin troppo famosa finale dei 100 metri, Ben Johnson e quel che segue. Quel giorno in quella tribuna, ma anche in tutto lo stadio sulla riva del fiume Han, non entrava neanche uno spillo, i posti assegnati erano andati a farsi fottere, pennivendoli che non avevano mai visto una gara di atletica nella loro vita e non ne avrebbero mai vista una dopo quel giorno, erano lì con arroganza e prepotenza. Con Luis eravamo in relazione epistolare già da qualche annetto: lui mi mandava i libri statistici dell'Argentina e del Sudamerica (tutti regolarmente sistemati nello scaffale di quel Continente nella mia Collezione), io quelli dall'Italia. Luis era un appassionato di maratona, come me. Per alcuni anni è stato direttore della Maratona di Buenos Aires. Era giornalista, pure come me, all'epoca. Lui era esperto di tennis, oltre che di atletica, e frequentava i campi rettangolari dei più importanti tornei mondiali. Iniziò la carriera giornalistica a El Gráfico, poi alla redazione sportiva del Clarín, negli anni 2000 fu direttore editoriale de La Razón. Nei diciannove anni che ho passato alla Federazione mondiale di atletica Luis è stato, per me, un punto di riferimento per il Sudamerica. E devo dargli atto di una collaborazione continuativa, puntuale e competente. Al contrario di certi quaquaraqua...

 

 

Nuovo layer...

L'Anticavallo - Sulle strade del Tour del '49 e del Giro del '76

Pubblicato 04 Settembre 2018

SPORT Ciclismo
AUTORE Gianni Brera, postfazione di Paolo Brera
EDITORE Book Time - Milano - www.booktime.it - Prima edizione luglio 2012
CONTENUTO Tour 1949 e Giro 1976, due ere geosportive che sembrano separate da un abisso, invece il Gran Lombardo ce le fa vivere senza cesure temporali, il racconto finisce per essere la continuazione di un capitolo precedente. L'essenza del ciclismo, pagina dopo pagina. Un percorso che non dovrebbe mancare a chi ama questo sport bellissimo, forse ancora più bello ai tempi di Brera. A me è piaciuta di più la narrazione del 1949, più epica, più eroica, un Brera non ancora Brera fino in fondo. 
UNA FRASE ...Il Tour è finito...Coppi viene chiamato a gran voce per il giro d'onore. E si avvia Fausto, l'aria modesta del campione autentico non esaltato, non impettito per vacuo orgoglio.

E dopo di lui Gino Bartali, il volto un poco buio del caro grande Gino. Subito la folla gli toglie però ogni ombra, ogni pensiero triste. Gli applausi non sono meno intensi di quelli che già hanno salutato il suo più giovane successore. La folla non dimentica le sensazioni più belle e sincere. Il ricordo del grandissimo campione vittorioso nel Tour 1948 ha seguito Coppi durante il suo giro d'onore, il Tour è una vicenda che non si arresta come la passione sportiva che mai si spegne. Ora dunque se lo ritrova dinanzi la folla, superato ma grande pur sempre nel suo indomito coraggio, nella sua onestà professionale, nel suo eletto spirito sportivo; e la ovazione tributata a Bartali è forse maggiore ancora di quella che ha salutato Coppi al suo primo apparire.

ACQUISIZIONE Acquistato Euro 13.60
ANNOTAZIONI Le mie son due. Il «campione autentico non esaltato»: penso a certi insopportabili atletucoli di oggi (di tanti sport) che devono solo urlare, agitarsi in modo scomposto, dicono loro «fare spettacolo». E invece con la loro sgarbata e indecente agitazione psicomotoria non fanno altro che banalizzare il gesto sportivo. Ma ormai non se ne accorge quasi più nessuno, l'importante è solo far caciara.

Le righe dedicate a Gino Bartali sono di rara bellezza. Non ho letto molto per sapere se qualcun altro ha scritto di Bartali, ma credo che le parole di Brera sono fra le più belle indirizzate al grande campione e al grandissimo uomo che è stato.

 

Dordoni, un uomo solo al comando

Pubblicato 27 Luglio 2018

SPORT Atletica leggera 
AUTORE Piergiorgio Andreotti, Augusto Frasca, Flavio Salvarezza
EDITORE Edizione fuori commercio, stampata in Roma nel settembre 2002 
CONTENUTO Attraverso scritti degli autori, Frasca in particolare, e di giornalisti e amici richiesti per l'occasione, oppure testi ripresi da giornali d'epoca, si ripercorre la luminosa carriera di Giuseppe «Pino» Dordoni, un cammino - è approppriato il sostantivo - durato dal 1941 al 1961.  Due scritti della moglie Graziella e della figlia Isabella sono sigillo di sentimenti a questo lavoro celebrativo. Molto materiale riproduce le pagine dei giornali e gli articoli, centinaia. 

Il titolo del bel libro trae ispirazione da un ritaglio che  si interrogava così "Dordoni, il Coppi della marcia?". Immediato l'accostamento con la frase con cui  il giornalista Mario Ferretti aprì la radiocronaca della tappa Cuneo - Pinerolo del Giro d'Italia 1949  , frase che ha fatto epoca: "Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco-celeste; il suo nome è Fausto Coppi". Quel giorno egli fu protagonista di una epica fuga solitaria di 192 chilometri e arrivò sul traguardo di Pinerolo con 12 minuti di vantaggio.

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE In "Collezione" ne ho un paio di copie provenienti da fonti diverse. Mi pare che una venga dagli «scarti» di un ex collega della I.A.A.F che doveva fare pulizia nei suoi armadi...regalare libri di atletica in certi ambienti è come dare caviale ai maiali!
ANNOTAZIONI Solo una. La parte finale, curata da Piergiorgio Andreotti, ripercorre minuziosamente la carriera di Pino, gara per gara. Desidero ricordare che questo stesso materiale apparve per la prima volta nel maggio 1969 nelle pagine del libro di Claudio Enrico Baldini "Storia dell'atletica piacentina" (pagg. 371 - 383), giustamente ricordato da Frasca come "la documentazione più appassionata ed affidabile".

 

 

Athlérama 2017 - Bilan de l'athlétisme français

Pubblicato 20 Maggio 2018

SPORT Atletica leggera
AUTORE Responsabile della pubblicazione di questo annuario è Patricia Doilin, "assistée de tous le intervenants Athlérama", una lista di dieci fra i migliori compilatori di liste, primati biografie, ognuno responsabile della compilazione di singole sezioni.
EDITORE Fédération Française d'Athlétisme (FFA) http://www.athle.fr
CONTENUTO Cet ouvrage relate les résultats de la saison athlétique 2017, piste couverte, plein air, hors stade, du 1er janvier au 31 décembre 2017. Chiaro e inequivocabile: un anno comincia il primo gennaio e termina il 31 dicembre. Nelle 832 pagine c'é davvero di tutto per chi vuol saperne di più sulla attualità e sulla storia del movimento atletico transalpino. E va davvero dato merito alla Federazione di perseverare nel produrre questa pubblicazione, alla faccia di quelle altre che, prendendo a pretesto falsi problemi di portafoglio, cancellano annuari, riviste, libri. Chissà come mai per dispendiose trasferte nelle quali gli accompagnatori sono più numerosi degli atleti, i quattrini non mancano mai. E per tante altre cose che dovrebbero finire sotto la lente d'ingrandimento di chi deve vigilare su come viene utilizzato il danaro pubblico.

Nella sezione "Les coups de rétro" un interessante articolo sull'atletica francese nell'anno 1917, anno di guerra. Fra le altre accantivanti notizie, possiamo apprendere anche che, il 15 e 16 luglio, allo stadio de la Porte de Brançion, a Parigi, si disputò quella che viene considerata "la première compétition nationale féminine". In quella occasione l'organizzazione Fémina-Sport, che si occupava di far crescere lo sport delle donne, annunciò come primi records nationali i risultati fatti in quella occasione.

La copertina é dedicata a Yohann Diniz, campione del mondo sui 50 chilometri di marcia. Nato a Épernay, Diniz oltre a marciare dalla mattina alla sera, quando ha un po' di tempo libero cerca di esercitare la sua vera professione, l'enologo, e non poteva essere diversamente vista la città di nascita conosciuta in tutto il mondo come "capitale dello champagne". Il colosso Moët & Chandon ha la sua prestigiosa sede proprio a Épernay. 

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Omaggio della Fédération Française d'Athlétisme (FFA), con un "merci" speciale a Patricia Doilin e a Pierre Weiss, per la loro cortesia.
ANNOTAZIONI Con questa che presento qui salgono a trenta le annate di "Athlérama" (non sempre l'annuario statistico ha avuto questo titolo) presenti nella mia "Collezione". La prima che sta sullo scaffale targato Francia è datata 1977. Cui devo aggiungere due "chicche", peccato di immodestia. Il primo è l' "Almanach du Miroir des Sport", famoso giornale sportivo, edizione 1933, con i risultati del 1932, di tutti gli sport non solo atletica. L'articolo sull'atletica è firmato dal famoso Géo André. Belle foto di Jules Ladouméque, Séra Martin, Robert Paul, il discobolo Winter. Stesso giornale, stesso "Almanach" per l'anno 1945, relativo alla saison 1944. Li ho acquistati tanti anni fa da bouquinistes, venditori di libri usati e antichi; il secondo sicuramente a Dijon, costo, di allora, 50 Franchi; quello del 1933 non mi ricordo.

 

1945 - Il mossiere torna a sparare i suoi colpi, stavolta a salve

Pubblicato 19 Maggio 2018

SPORT Atletica leggera, e non solo 
AUTORE Augusto Frasca, Roberto L. Quercetani, Sergio Giuntini, Alberto Zanetti Lorenzetti, Marco Martini
EDITORE Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" - Finito di stampare nel mese di marzo 2018 nella Tipografia F.Apollonio & C. - Brescia
CONTENUTO Il titolo è ispirato ad una frase che Gianni Brera scrisse in suo articolo in quell'anno. 1945, ritorna l'atletica nel nostro martoriato Paese. Così scrivon tutti, ma, in verità, il nostro sport non si era mai fermato, ridotto, questo è riscontrabile palesemente, ma mai fermato. Pensate solo alla corsa campestre dei "Cinque Mulini" a San Vittore Olona: non ha mai sospeso una edizione neppure in quegli anni di follia nazifascista. Nel 1945 si fa qualcosa di più, si cerca di ristabilire faticosamente una normalità che, nei fatti, non esisteva con un Paese martoriato da troppe penose divisioni. L'Italia era tagliata in due, era urgente ricucirla. Gli uomini e le donne dell'atletica si misero al lavoro, e in breve ristabilirono la funzionalità degli organismi, la regolarità delle competizioni, pur fra le mille difficoltà, soprattutto nei trasporti. C'era un Nord e un Sud (come oggi del resto...), ma verso la fine di quell'anno si ricompattò una parvenza di unità nazionale, che si completò l'anno successivo.

Come fu quell'anno lo raccontano Augusto Frasca, Roberto L. Quercetani, Sergio Giuntini, Alberto Zanetti Lorenzetti e Marco Martini, che destino ha voluto non vedesse il libro stampato. Marco aveva scavato l'atletica italiana dalle origini fino a quell'anno, che lui considerava uno spartiacque. Così come il 1960 il capolinea dei Giochi Olimpici come li intendono alcuni di noi, diversi dal caleidoscopio di affarismo, ruberie, megalomanie sempre più evidenti. Il libro (72 pagine) si apre con un ricordo affettuoso e commovente cesellato da Augusto Frasca, e preceduto da una poesia di Giuseppe Ungaretti.

Ed è sempre Frasca, come negli otto volumi precedenti, che introduce il mondo culturale, sociale, politico, artistico. Roberto Quercetani ci racconta l'atletica degli altri Paesi in quell'anno, che ebbe protagonisti i grandi corridori nordici e il nostro Adolfo Consolini, che mise insieme i migliori dieci risultati della stagione e continuava ad essere detentore del record mondiale. Lo storico Sergio Giuntini ha dedicato il suo lavoro al "1945 di Gianni Brera", dalla partecipazione alla lotta partigiana in Val d'Ossola fino alla chiamata di Bruno Roghi alla "Gazzetta dello Sport", passando attraverso la rinuncia ad entrare a "L'Unità". L'atletica guadagnò uno scriba rimasto insuperato.

Segue un corposo capitolo curato da Alberto Zanetti Lorenzetti sullo sport della Venezia Giulia, argomento di cui è conoscitore indiscusso. I vari Campionati al Nord e al Sud, i risulti, i commenti, sono stati fra le ultime fatiche dell'instancabile ricercatore Marco Martini. In tutti i capitoli una ricchezza di foto d'epoca che ha un grande fascino.

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE in quanto socio dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli".
ANNOTAZIONI Il libro può essere richesto alla A.S.A.I. (si veda nel sito alla voce "Benvenuti in ASAI") con un versamento a favore della stessa come quota sociale nell'ordine di 25 Euro, indicando chiaramente l'indirizzo del richiedente e la causale "Libro 1945". Informiamo anche che sono ancora disponibili copie degli otto volumi precedenti.

 

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