La fiamma rossa - Storie e strade dei miei Tour

 



SPORT Ciclismo
AUTORE Gianni Mura - I pezzi scelti sono stati selezionati dal curatore, Simone Barillari.
EDITORE Edizioni minimum fax - Roma - www.minimumfax.com - Finito di stampare nel luglio 2008.
CONTENUTO Domenica scorsa (23 luglio 2017) l' Arc de Trionphe de l'Étoile ha fatto da sfondo, come sempre, al quarto successo del britannico Chris Froome (nato a Nairobi, sta in Kenya, per chi non ha mai sfogliato un atlante) nella  104esima edizione del Tour de France (la prima fu nel 1903, ovviamente qualche anno ebbe problemi non propriamente sportivi e non si corse). In parallelo con l'arrivo di Froome, anche io ho fatto la mia volata per finire la piacevolissima lettura delle 460 pagine di questa raccolta di articoli di uno dei migliori (e pochi) giornalisti rimasti su piazza per scrivere e per farsi leggere. Mura, milanese, classe 1945 (ne conosco un altro con una carta d'identità a fotocopia) elenca fra i suoi "tanti amori" (titolo di un suo libro - conversazione, pubblicato nel 2013) il Tour, la Grande Boucle. Fu inviato della "Gazzetta dello Sport" per la prima volta nel 1967, l'anno della morte di un altro britannico, Tommy Simpson, sul Mont Ventoux, uno vince, uno muore. Nel 1976 trasferisce quaderni di appunti, penne e Olivetti Lettera 32 a "laRepubblica" e ritorna a scrivere di Tour, raccontando gli anni di Indurain, quelli di Pantani (per cui ebbe una ammirazione incondizionata), quelli di Armstrong. La raccolta di scritti s'arresta al 2005, il libro fu pubblicato nel 2008. Dal 2006 in poi il ciclismo, già avvelenato, venne investito dalla "bomba doping". Bombetta, siamo seri: per decenni, tutti avevano saputo, e tutti guardato altrove, come per tutte le malefatte (tante) perpretrate nelle Federazioni. Poi, improvvisa, falsa e meschina, la caccia all'untore, in puro stile Inquisizione, Santa Madre Chiesa docet. Nelle fiamme andrebbero inceneriti prima di tutto i dirigenti, i medici, i massaggiotori, gli azzeccagarbugli dei contratti milionari, quelli che mettono il grano, detti sponsor, e, forse, per ultimi, i ciclisti, gli atleti, i sollevatori di pesi, i nuotatori, i tennisti, e via enumerando. Gianni Mura ci regala una grande lezione di umanità prima che di giornalismo, assumendosi la responsabilità di tutto ciò che scrisse.
UNA FRASE Il Tour ieri e quello di oggi:"Grandi erano le dimensioni umane...C'era posto per tutti, allora. Adesso non c'è più posto per nessuno, il Tour è invivibile all'interno e invisibile a chiunque non si metta davanti alla tv". E la tv, credetemi, è una noia terribile, ho seguito tutto il Tour 2017 in streaming formato italico, dovendo sorbire le introspezioni pseudopsicologiche di due abborracciati telepsichiatri, o le loro considerazioni strategiche che farebbero impallidire il feldmaresciallo Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke, che, forse, di due ruote non si è mai occupato.  Mura si salva ancora grazie alla cultura, alla grammatica, alla sintassi, alla padronanza del vocabolario, alla gastronomia (ama la cucina francese delle osterie ma rifiuta, per scelta, il foie gras) , alla musica, tutto fa cultura. Il libro si chiude con un capitoletto di sette pagine intitolato "Le canzoni del Tour" , poche le pagine, una enciclopedia di cultura musicale concentrata.
ACQUISIZIONE Acquisto on line su www.lafeltrinelli.it , Euro 14.90
ANNOTAZIONI Leggendo gli articoli di Gianni Mura, scritti 30 - 20 - 15 anni fa, risalta chiaramente la bellezza del giornalismo e, al tempo stesso, la sua tremenda difficoltà. Prendete 'sta masturbazione del doping. Scrive Mura:" Il cronista nel momento in cui scrive, non può sapere con certezza se questo o quel corridore si sono dopati...la verità non viene dalla prova ma dalla provetta". Gian Paolo Ormezzano, altro scrittore di sport, usava una espressione:"Sotto ogni nostro pezzo ciclistico dovremmo pubblicare una sigla, sap, salvo antidoping positivo". Io mi sono sempre occupato prevalentemente di atletica. Se mi soffermo su quello che ho visto durante e dopo i grandi eventi cui ho assistito, mi sento preso per il culo: i Giochi Olimpici di Atene, di Pechino, di Londra, i Campionati del mondo, le maratone, la signora Marion Jones, i martellisti, i marciatori, rileggere oggi mi viene il vomito. Ma non esiste antidoto. Ancora Mura:"Le emozioni si trasmettono in tempo reale".