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Annuario dello sport 1952

SPORT Tutti quelli praticati in Italia in quell'anno 1951, c'è anche il baseball che proprio nel 1951 inaugura il suo prima campionato nazionale di Serie A a dodici squadre e uno di Serie B; lo scudetto al Nettuno.
AUTORE a cura di Ugo Toffaletti, raccolta e revisione risultati e dati tecnici di Giorgio Sali
EDITORE Edizione S.E.S.S., supplemento de «La Gazzetta dello Sport» - Finito di comporre coi tipi e le veline dello Stabilimento de «La Gazzetta dello Sport» il 31 dicembre 1951 - Stampa presso le Arti Grafiche Amilcare Pizzi S.A., Milano
CONTENUTO "«La Gazzetta dello Sport» riprende dopo dieci anni d'interruzione la serie dei sui Annuari...La presente rassegna annuale, nuovo pilastro della storia dello sport, è il rendiconto, lo specchio della multiforme attività sportiva svolta non solo in Italia nell'annata decorsa...". Son le prime righe dell'articolo di presentazione titolato «Trampolino per Helsinki» firmato da Giuseppe Ambrosini, scritto che si chiude con una foto della triade imperante sullo sport di allora: il conte Alberto Bonacossa, Giulio Onesti e Giulio Andreotti. Gianni Brera firma un articolo...a modo suo, e lo titola «Vincere non importa (ed è bello dirlo...». La frase la riporto qui sotto. Brera e Ambrosini erano condirettori del giornale in quel momento. Una sviolinata ai reggitori dello sport nazionale, subito dopo:«Nelle salde mani del C.O.N.I. il governo dello sport italiano». Altra foto di Onesti e Andreotti, coppia inossidabile. Un omaggio alle iniziative organizzative del giornale per lo sport giovanile precede la lunga rassegna riassuntiva, testi e foto, dei vari sport: aeronautica, alpinismo, atletica leggera (firmato da Gian Maria Dossena), fino a chiudere con la vela, corredata, fra le altre, da una foto con Tino Straulino e Nico Rode, che ai Giochi 1952 vinceranno il titolo olimpico nella Classe Star con la barca «Merope».

A pagina 167, una foto di un bel giovanotto, napoletano, nato Carlo Pedersoli, ma universalmente conosciuto come Bud Spencer. Carlo fu il primo nuotatore italiano a scendere sotto il minuto sui 100 metri stile libero: 58.9 a Genova il 28 aprile. Vinse anche il titolo italiano e fu secondo (100 s.l. e staffetta 3 x 100 mista) ai Giochi del Mediterraneo, ad Alessandria d'Egitto.

Ciclismo: fra i vari campionati nazionali su strada esisteva una prova a squadre per allievi; nel 1951 il successo arrise al quartetto Ogna-Cressari-Botti-Regonini della A.S.Erbitter Gavardo (provincia di Brescia). Beppe Ogna conquistò poi, nel 1956, la medaglia di bronzo olimpica nel tandem, in coppia con Cesare Pinarello. L'anno prima aveva vinto l'oro nello sprint ai Campionati del mondo. Ogna se ne è andato nel 2010.

UNA FRASE Dallo scritto di Gianni Brera. "L'Olimpiade è una sintesi stupenda dello sport mondiale. Potrò commovuermi ed esaltarmi se vince un atleta del mio Paese, ma non per questo verrò meno ai miei doveri di equità e di fair play se è uno straniero ad imporsi. L'impresa sportiva è bella di per sè...del resto, alla base della rinascita olimpica, è proprio il concetto morale espresso da De Coubertin: che vincere non importa, ma sì lealmente lottare. Vincere non importa. Questo si dice ed è bello dire. Ma ancor più bello è vincere".
ACQUISIZIONE Regalo del mio amico Alberto Zanetti Lorenzetti
ANNOTAZIONI La copertina dell'Annuario (prezzo di vendita 500 lire) fu disegnata da Mario Bazzi, bolognese, illustratore e pittore (da quanto ho letto, le sue opere appartengono alla Fondazione CARIPLO). Copertina dedicata ad Adolfo Consolini, sullo sfondo dello Stadio Olimpico di Helsinki; a sinistra la famosa torre sulla cui misura (72 metri e 71 centimetri tanto si è favoleggiato). Consolini salirà ancora sul podio, secondo stavolta, preceduto da Sim (sta per Simeon) e davanti ad altri due americani, Dillion e Gordien. Se volete vedere uno spezzone di quella finale entrate su questo indirizzo. Dalle letture di cui ho (ancora...) memoria, una singolare: il baby Simeon quando nacque pesava oltre 6 chili! Era originario dell'Oklahoma, poi con la famiglia si trasferì in California, e lì, nella High School di Tulare giocò nella squadra di football con un altro campione olimpico, Bob Mathias, due ori, il primo a Londra '48 e il secondo proprio nella capitale finlandese, nella regina delle discipline, il decathlon. Nel 1955, Iness ebbe anche una esperienza cinematografica, nel filmone storico «Lady Godiva», protagonista Maureen O'Hara. Ci crediate o no, seppure per pochi secondi compare anche Clint Eastwood. Iness, nato nel 1930, morì nel 1996.

Uno sguardo agli autori degli articoli dei singoli sport, dove troviamo firme importanti del giornalismo sportivo italiano. Felice Palasciano firmò l'atletica pesante, Giovanni Canestrini (uno degli ideatori della «Mille Miglia») l'automibilismo, Rino Negri e Mario Fossati il ciclismo, Luigi Gianoli l'ippica, Giorgio Fattori la pallacanestro, Edoardo Mangiarotti la scherma (quell'anno vinse il titolo mondiale di spada), Rolly Marchi lo sci. Un aggancio personale: l'articolo di tennis porta la firma di Umberto Mezzanotte, che negli anni che ho speso nella redazione sportiva del «Giornale di Brescia» fu ingaggiato, Dio sa da chi, come collaboratore per il tennis. Competentissimo, per carità, ma con un difettuccio: non scriveva mai meno di 200 righe, e non c'era verso di fargli capire che il nostro era un quotidiano non una rivista mensile, con spazi diversi, e inoltre che i nostri lettori si interessavano molto di più al torneo scapoli - ammogliati del Rimbalzello o di Sale Marasino, che non di quello di Yokohama o di Winston - Salem. E se gli tagliavi una riga, apriti cielo. Istorie di un tempo che fu.

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