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In questa Sezione pubblico e commento le nuove acquisizioni della “Collezione”, siano esse libri o riviste, ma anche poster, quadri, magliette di atleti, scarpe, numeri di gara, medaglie, francobolli, ecc., materiale che già ora è presente nelle due sale di esposizione (circa 150 metri quadrati, forse qualcosa di più che di meno), situate nell’edificio in via Monsignor Giacomo Tavernini, 35, a Navazzo, località nel Comune di Gargnano, sul lago di Garda. La “Collezione” presenta due nuclei essenziali: i Giochi Olimpici e l’atletica, ma non rifiuta certo anche altri sport, in particolare alcuni che mi hanno sempre entusiasmato, come rugby, ciclismo, tennis, pallacanestro; non manca neppure il calcio. 

Una spiegazione è dovuta. Qualcuno mi ha fatto notare che, talvolta, parlo di libri che non sono novità. Certo. Il motivo è che presento e commento solo i libri che ho davvero letto. Questo vale per le opere, diciamo così “di lettura”. È ovvio che una pubblicazione statistica non la leggo cifra per cifra, ma anche in questi casi sfoglio, conosco i contenuti, cerco di fissarli nella memoria, e questo può sempre tornare utile, soprattutto in caso di ricerca saper dove trovare quello che serve fa risparmiare un sacco di tempo. 

Il prossimo passo determinante sarebbe quello di porre mano ad un catalogo dell’esistente. Me lo ripetono in tanti, come se non lo sapessi da solo, ma dire agli altri quello che dovrebbero fare, e farlo realmente, beh, ce ne corre. Chissà che prima o poi non riesca anche ad iniziarlo. Quanto a finirlo, quien sabe?, dovrebbe darmi un aiuto determinante il buon Dio. Ma non gli ho ancora chiesto se è d’accordo. 

Un ringraziamento che sgorga dal cuore: a tutti quelli che mi hanno dato e continuano a darmi pezzi per la “Collezione”. Quando l’occhio corre sulle pareti e sugli scaffali mi sovvengono nomi, facce, amicizie, affetti, taluni perduti. Sappiate che quello che avete dato a questo angolino della memoria non andrà invece perduto.

 

I sentieri d'Olimpia - Storia dell'Atletica nei Giochi 1896 - 2000

Pubblicato 14 Settembre 2017

SPORT Atletica leggera ai Giochi Olimpici 
AUTORE Salvatore Massara, prefazione di Antonio Ghirelli 
EDITORE Edizione fuori commercio - Stampato in Roma nel marzo 2004 - Progetto grafico e produzione tipografica Sei Decimi Roma
CONTENUTO Il titolo del primo capitolo dice tutto: Il racconto di una meravigliosa storia da Atene 1896 a Sydney 2000. Questo è, null'altro, che non sia passione, rigore, amore, documerntazione. Voleva scriverlo nel 1996, lo dice lui stesso, per celebrare il ritorno dopo cento anni dalla rinascita dei Giochi Olimpici dell'Era Moderna ad Atene. Ma si sa come andò a finire, e anche Salvatore cambiò il suo piano editoriale, piano pagato di sua saccoccia come tanti altri regali fatti all'atletica girando per il mondo. Da lassù Zeus, patrono dei Giochi, lo ha assistito: completò il suo libro all'inizio del 2004, fu stampato in marzo, Salvatore lasciò la sua Napoli per sempre in settembre. I Giochi, in agosto, si erano svolti ad Atene.
UNA FRASE Dalla prefazione di Antonio Ghirelli:"...il riferimento a cui tiene di più che ad ogni altro modello professionale si chiama Gino Palumbo. Quando Salvatore mi ha fatto tenere questo straordinario libro, mi ha avvertito, con il suo tono tra il romantico ed il perentorio, tipico del resto di tutti i grandi sacerdoti dell'atletica leggera:« Ti ricordo, cosa a cui tengo moltissimo, che sono stato uno dei ragazzi di Gino». Palumbo ebbe una carriera giornalistica come pochi altri, ricordiamolo come direttore della "Gazzetta dello Sport" dal 1976 al 1983, anni di vera "rivoluzione" al quotidiano stampato su carta rosa (che usciva dalla cartiera di Toscolano Maderno, affacciata sulle acque del Garda). Salvatore iniziò la sua atipica carriera giornalistica (era un dirigente di un Ente statale) nella redazione sportiva del "Mattino" di Napoli, direttore Gino Palumbo.
ACQUISIZIONE Ne ho alcune copie, atterrate sugli scaffali della mia biblioteca, sezione Giochi Olimpici, da diverse donazioni, di cui però non ricordo i donatori.
ANNOTAZIONI Un bel ricordo di Salvatore Massara, a firma Augusto Frasca, è pubblicato sul sito dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" www.asaibrunobonomelli.it.

La foto di copertina fu scattata pochi minuti dopo il vittorioso arrivo di Gelindo Bordin nella maratona olimpica di Seoul: era il 2 ottobre 1988. Massara si intravede, con gli occhiali scuri.

Massara dedicò il libro alla memoria di Primo Nebiolo "un decisionista che ha sempre lavorato per far grande l'atletica in ogni parte del mondo".

 

 

Venti anni di atletica in Liguria, 1959 - 1978 - Graduatorie liguri assolute

Pubblicato 30 Agosto 2017

 

SPORT Atletica leggera 
AUTORE Eduoardo Giorello, Bruno della Loggia
EDITORE in proprio - Genova 1979
CONTENUTO Il lavoro statistico - compilatorio prende in considerazione un periodo delimitato temporalmente della storia dell'atletica ligure: dal 1959 al 1978, con estensione delle liste di ogni tempo al 31 marzo 1979, in modo da includere la stagione in pista coperta. Giorello aveva già compilato e pubblicato (aprile 1967) su un bollettino della A.I.S.A.L. (Associazione degli statistici di atletica leggera attiva negli anni '60) le liste liguri di ogni tempo aggiornate al 31 dicembre 1966. In questi ultimi anni, Edoardo, assistito da Angela Cartesegna, ha dato alle stampe diversi volumi di storia e statistica sull'atletica ligure e genovese. Chi volesse saperne di più può andare sul sito dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" e fare una ricerca al suo interno: le varie pubblicazioni giorelliane sono recensite. E, per i sopravvissuti che amano ancora l'atletica, sono pubblicazioni che vale la pena possedere come documentazione storica, statistica e fotografica su una terra che parecchio ha dato al movimento nazionale, soprattutto in fatto di corridori di mezzofondo e fondo.

Potete trovare qualche annotazione senza pretese sui contenuti della pubblicazione alla rubrica "Polvere d'archivio" di questo stesso sito.

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Ricevuto da Edoardo Giorello...a suo tempo...
ANNOTAZIONI Una curiosità sulla copertina: il non tanto ignoto fotografo è Guido Alessandrini, atleta nel periodo preso in considerazione dalla pubblicazione, allievo di Edoardo Giorello, e in seguito giornalista al quotidiano sportivo torinese "Tuttosport", per il quale si è occupato principalmente di atletica, Giochi Olimpici, rugby (altro sport che ha praticato), e non solo. Conclusa la "dipendenza" lavorativa, attualmente presta la sua competente collaborazione alla RAI come assistente al commentatore degli avvenimenti di atletica, normalmente Franco Bragagna.

 

 

New Studies in Athletics - Applied research, Coaching, Development, Documentation

Pubblicato 30 Luglio 2017



SPORT Track and Field
AUTORE  
EDITORE International Association of Athletics Federations - Monaco - Printed by H. Heenemann GmbH &  Co. KG - Berlin - Germany
CONTENUTO In the foreword of the first issue, on January 1986, Mr Primo Nebiolo, I.A.A.F. President at that time, wrote:"The new magazine will aim to present a permanent and regular source of knowledge and information for coaches, for reasearchers and scientist, that is for all those who are interested in athletics. Furthermore, New Studies in Athletics will make a fundamental contribution to the problem of bibliographical documentation, which is the necessary background for any projects of permanent scientific and technical formation. Those are the target of NSA which dose not intend to compete with the numerous specialist magazines published throughout the whole world, but which dose aim to became a real I.A.A.F. reference point and to unify the various theoretical and practical experiences arising in and from the world of athletics".

In the Executive Editorial Board three person of a great background in athletics: Prof. Dr. August Kirsch, Director of the Federal Institute of Sport Science in Cologne (Germany); Pasquale Bellotti, Master of Sport, responsible of the Centre for Study and Research of the Italian Federation; Helmar Hommel, former decathlon athlete, national coach in Germany, specialist in photo sequences and films in athletics.

Note the cover of the first issue: the Netaji Subhas National Institute of Sport, in Patiala, India. This was the venues for the first I.A.A.F. / Olympic Solidarity Diploma course, director Jim Alford, Development Programme Co-ordinator.

Note on the contents of that first issue: Harvey G. Klein, M.D. National Institute of Health in Bethesda, U.S.A., signed a study on "Blood Transfusion and athletics". These are his conclusions:"Blood is a drug. Collection, storage, and compatibility testing of blood for transfusion are carefully prescribed by the Food and Drug Administration...Like other drugs blood should be given only for medical indication".

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE During more than 30 years I received the magazine from many different sources.
ANNOTAZIONI The two covers on the left side show the first issue (January 1986) and the last edited (January 2016, with a double issue, with focus on the Endurance Training). I am very proud to have the complete collection (30 bound tomes) of this technical magazine in my library, located in Navazzo, Garda Lake, Italy. I want to thank Mrs Vicky Brennan, Editorial Assistant, and Mrs Nathalie Jurinic and Mr Stephane Merlino, the other colleagues inside the I.A.A.F during my 19 years job there, who helped me to collect old and new issues of the magazine.

The archives of NSA articles can be found at http://www.iaaf.org/nsa

The annual subscription rate is US$ 60, the contact inside the I.A.A.F. is Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

La fiamma rossa - Storie e strade dei miei Tour

Pubblicato 29 Luglio 2017

 



SPORT Ciclismo
AUTORE Gianni Mura - I pezzi scelti sono stati selezionati dal curatore, Simone Barillari.
EDITORE Edizioni minimum fax - Roma - www.minimumfax.com - Finito di stampare nel luglio 2008.
CONTENUTO Domenica scorsa (23 luglio 2017) l' Arc de Trionphe de l'Étoile ha fatto da sfondo, come sempre, al quarto successo del britannico Chris Froome (nato a Nairobi, sta in Kenya, per chi non ha mai sfogliato un atlante) nella  104esima edizione del Tour de France (la prima fu nel 1903, ovviamente qualche anno ebbe problemi non propriamente sportivi e non si corse). In parallelo con l'arrivo di Froome, anche io ho fatto la mia volata per finire la piacevolissima lettura delle 460 pagine di questa raccolta di articoli di uno dei migliori (e pochi) giornalisti rimasti su piazza per scrivere e per farsi leggere. Mura, milanese, classe 1945 (ne conosco un altro con una carta d'identità a fotocopia) elenca fra i suoi "tanti amori" (titolo di un suo libro - conversazione, pubblicato nel 2013) il Tour, la Grande Boucle. Fu inviato della "Gazzetta dello Sport" per la prima volta nel 1967, l'anno della morte di un altro britannico, Tommy Simpson, sul Mont Ventoux, uno vince, uno muore. Nel 1976 trasferisce quaderni di appunti, penne e Olivetti Lettera 32 a "laRepubblica" e ritorna a scrivere di Tour, raccontando gli anni di Indurain, quelli di Pantani (per cui ebbe una ammirazione incondizionata), quelli di Armstrong. La raccolta di scritti s'arresta al 2005, il libro fu pubblicato nel 2008. Dal 2006 in poi il ciclismo, già avvelenato, venne investito dalla "bomba doping". Bombetta, siamo seri: per decenni, tutti avevano saputo, e tutti guardato altrove, come per tutte le malefatte (tante) perpretrate nelle Federazioni. Poi, improvvisa, falsa e meschina, la caccia all'untore, in puro stile Inquisizione, Santa Madre Chiesa docet. Nelle fiamme andrebbero inceneriti prima di tutto i dirigenti, i medici, i massaggiotori, gli azzeccagarbugli dei contratti milionari, quelli che mettono il grano, detti sponsor, e, forse, per ultimi, i ciclisti, gli atleti, i sollevatori di pesi, i nuotatori, i tennisti, e via enumerando. Gianni Mura ci regala una grande lezione di umanità prima che di giornalismo, assumendosi la responsabilità di tutto ciò che scrisse.
UNA FRASE Il Tour ieri e quello di oggi:"Grandi erano le dimensioni umane...C'era posto per tutti, allora. Adesso non c'è più posto per nessuno, il Tour è invivibile all'interno e invisibile a chiunque non si metta davanti alla tv". E la tv, credetemi, è una noia terribile, ho seguito tutto il Tour 2017 in streaming formato italico, dovendo sorbire le introspezioni pseudopsicologiche di due abborracciati telepsichiatri, o le loro considerazioni strategiche che farebbero impallidire il feldmaresciallo Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke, che, forse, di due ruote non si è mai occupato.  Mura si salva ancora grazie alla cultura, alla grammatica, alla sintassi, alla padronanza del vocabolario, alla gastronomia (ama la cucina francese delle osterie ma rifiuta, per scelta, il foie gras) , alla musica, tutto fa cultura. Il libro si chiude con un capitoletto di sette pagine intitolato "Le canzoni del Tour" , poche le pagine, una enciclopedia di cultura musicale concentrata.
ACQUISIZIONE Acquisto on line su www.lafeltrinelli.it , Euro 14.90
ANNOTAZIONI Leggendo gli articoli di Gianni Mura, scritti 30 - 20 - 15 anni fa, risalta chiaramente la bellezza del giornalismo e, al tempo stesso, la sua tremenda difficoltà. Prendete 'sta masturbazione del doping. Scrive Mura:" Il cronista nel momento in cui scrive, non può sapere con certezza se questo o quel corridore si sono dopati...la verità non viene dalla prova ma dalla provetta". Gian Paolo Ormezzano, altro scrittore di sport, usava una espressione:"Sotto ogni nostro pezzo ciclistico dovremmo pubblicare una sigla, sap, salvo antidoping positivo". Io mi sono sempre occupato prevalentemente di atletica. Se mi soffermo su quello che ho visto durante e dopo i grandi eventi cui ho assistito, mi sento preso per il culo: i Giochi Olimpici di Atene, di Pechino, di Londra, i Campionati del mondo, le maratone, la signora Marion Jones, i martellisti, i marciatori, rileggere oggi mi viene il vomito. Ma non esiste antidoto. Ancora Mura:"Le emozioni si trasmettono in tempo reale".

 

L'Athlétisme a Monaco 1890-2006

Pubblicato 27 Luglio 2017

 

 

SPORT Athétisme 
AUTORE Jacques Candusso 
EDITORE Fédération Monégasque d'Athétisme, avec le soutien du Comité Olympique Monégasque   - Imprimé à 2000 exemplaires sur les presses de l' Imprimerie Testa - Monaco, Mai 2007
CONTENUTO SAS Le Prince Albert II:"L'athlétisme a Monaco nous fait revivre le grands moments de l'athlétisme en Principauté et témoigne de la passion constant du sport à Monaco". Chi ha scritto la presentazione per conto di SAS non ha certo fatto uno sforzo titanico...Invero, il contenuto è già tutto nel titolo: una storia dell'atletica nel piccolo ma anelato Principato. Aggiugno, avendolo sfogliato con una certa cura, che si tratta di una pubblicazione che scandisce i 116 anni di cui si occupa con abbondanza di informazioni, accompagnandola con una ricca e invidiabile documentazione fotografica, uscita dai sicuramente ricchi archivi della Federazione Monegasca, visto il risultato.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Ho ricevuto questo libro in omaggio da "qualcuno" durante i miei anni di lavoro alla I.A.A.F., che teneva bottega proprio a Monaco. Non ricordo chi fu questo "qualcuno". La copia porta la dedica e la firma dell'autore, Jacques Candusso.
ANNOTAZIONI L'idea - azzeccata - di pubblicare questo libro è legata a due eventi: l' organizzazione a Monaco nel 2007 des douzièmes Jeux des Petits Etats d'Europe et l'anné du centenaire du Comité Olympique Monégasque. Il Principato di Monaco fu la 25esima Nazione che aderì al Comitato Olimpico Internazionale, il Conte Albert Gauthier - Vignal ne fu il primo presidente e rimase in carica fino al 1920; poi continuò a rappresentare il Principato in seno al C.I.O. fino al 1939. Il Conte era amico del Barone, e te pareva, quel Barone, non serve aggiungere altro, no?

Se fra i due lettori di queste righe uno fosse anche curioso può andare a questo indirizzo e leggersi un po' di storia olimpica in casa della famiglia Grimaldi, e - curiosità - potrà scoprire la lingua del Principato e capire da dove vengano le radici di quello scampolo di spiaggia sormontato dal famoso Rocher, che i golosoni abbinano solo a Ferrero, ma è una mancanza di rispetto per SAS. Il link:

http://traditions-monaco.com/uploads/chronique/Chronique%202014-02-22%20COM-16.pdf

 

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