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In questa Sezione pubblico e commento le nuove acquisizioni della “Collezione”, siano esse libri o riviste, ma anche poster, quadri, magliette di atleti, scarpe, numeri di gara, medaglie, francobolli, ecc., materiale che già ora è presente nelle due sale di esposizione (circa 150 metri quadrati, forse qualcosa di più che di meno), situate nell’edificio in via Monsignor Giacomo Tavernini, 35, a Navazzo, località nel Comune di Gargnano, sul lago di Garda. La “Collezione” presenta due nuclei essenziali: i Giochi Olimpici e l’atletica, ma non rifiuta certo anche altri sport, in particolare alcuni che mi hanno sempre entusiasmato, come rugby, ciclismo, tennis, pallacanestro; non manca neppure il calcio. 

Una spiegazione è dovuta. Qualcuno mi ha fatto notare che, talvolta, parlo di libri che non sono novità. Certo. Il motivo è che presento e commento solo i libri che ho davvero letto. Questo vale per le opere, diciamo così “di lettura”. È ovvio che una pubblicazione statistica non la leggo cifra per cifra, ma anche in questi casi sfoglio, conosco i contenuti, cerco di fissarli nella memoria, e questo può sempre tornare utile, soprattutto in caso di ricerca saper dove trovare quello che serve fa risparmiare un sacco di tempo. 

Il prossimo passo determinante sarebbe quello di porre mano ad un catalogo dell’esistente. Me lo ripetono in tanti, come se non lo sapessi da solo, ma dire agli altri quello che dovrebbero fare, e farlo realmente, beh, ce ne corre. Chissà che prima o poi non riesca anche ad iniziarlo. Quanto a finirlo, quien sabe?, dovrebbe darmi un aiuto determinante il buon Dio. Ma non gli ho ancora chiesto se è d’accordo. 

Un ringraziamento che sgorga dal cuore: a tutti quelli che mi hanno dato e continuano a darmi pezzi per la “Collezione”. Quando l’occhio corre sulle pareti e sugli scaffali mi sovvengono nomi, facce, amicizie, affetti, taluni perduti. Sappiate che quello che avete dato a questo angolino della memoria non andrà invece perduto.

 

L'Avocatt in bicicletta - Il romanzo di cinquant'anni di ciclismo nel racconto di Eberardo Pavesi

Pubblicato 26 Febbraio 2017

 


SPORT Ciclismo 
AUTORE Gianni Brera, prefazione Paolo Brera, postfazione di Orio Vergani
EDITORE BookTime - Milano - prima edizione nella Collana "I libri di Gianni Brera" luglio 2011 - www.booktime.it
CONTENUTO È un romanzo per davvero, il sottotitolo è perfetto. Questo libro si legge come un romanzo, sia per il contenuto - il ciclismo eroico tra fine Ottocento e primi Novecento - sia per la scrittura. Stiamo parlando di Gianni Brera non di Cacafusi. Scrivere in questa maniera, raccontare, far rivivere le atmosfere di un tempo lontano e polveroso, la polvere delle strade, è un dono che posseggono in pochi. Oggi poi, merce quasi introvabile. La perfetta simbiosi di lingua italiana e parlata lombarda, della quale quasi non t'accorgi, rende la lettura godibilissima. Svetta questo straordinario personaggio che fu Eberardo Pavesi, scomparso nel 1974, lombardo nato a Colturano, una cascina posta fra Pavia, Lodi e Milano, che, scrive Brera, "fanno triangolo in pianura e sono il cuore della Lombardia". Suo padre, giovanissimo, lasciò la natia cascina e cercò lavoro a Milano. Fece il fornaio, mestiere che andava di moda a quei tempi, ricordare Dorando Pietri, garzone di fornaio nella bella piazza di Carpi. Quando ebbe i danè, aprì la sua bottega, in periferia. Le michette non fanno per il giovane Eberardo. "Vidi il primo velocipede a nove anni in corso Lodi", una folgorazione. "Penso che in fine Ottocento la bicicletta dovesse accendere i sogni dei ragazzi come oggi il più perfetto degli ultrasonici. Nasceva allora, con l'industria e i primi cavurrini da spendere, la cavalleria dei poveri e mia grande ambizione era di esserne paladino".

Il romanzo si srotola come una matassa di filo. Si vivono le atmosfere del tempo, stessa sensazione che mi diede la lettura in francese - una fatica...- di un bellissimo libro di Jean-Paul Vespini sul primo Tour de France del 1903. La vecchia Milano, il club del Granida, venditore di cocco fresco e di acqua e anice nella antica Piazza d'Armi, che fu il primo organizzatore di corse, la Raleigh da sessanta lire, prima bici (1897) di Pavesi, "pesava sedici chili, verniciata di rosso, la sella a culdicavagno, il manubrio diritto come un cavicchio". Poi venne una Pirovano. Galleria di varia umanità: il muratore, un magutt, Luison Ganna, Carlo Galetti, Cuniolo, Giovanni Gerbi, il primo "campionissimo" del ciclismo italiano, Parini, Azzini,  le grandi marche che nascono, Marchand, Bianchi, Atala, si rivede il ciclodromo di via Canova, e "tutti i muratori, panettieri, ortolani, apprendisti tipografi, garzoni di macelleria" (dalla postfazione di Orio Vergani), i bulli e bauscia, brava gente che aveva arie gradasse.

Eberardo ha gambe ma anche cervello fino. Perchè "l'Avocatt"? Fu il primo vero direttore sportivo pur stando in bicicletta. Trattava per i compagni con gli organizzatori, con le case costruttrici, con i corridori delle altre squadre quando c'era da "combinare"...e con lui di mezzo scherzi non c'erano. Scrisse Orio Vergani:"...un avvocato dal nome raro e altisonante come quello di un personaggio da romanzo di cappa e spada...". Quando scese di bicicletta salì su una vettura che nel ciclismo chiamano "ammiraglia" e fu l'ammiraglio di Binda, di Coppi, di Bartali, veri e propri idoli di folle osannanti.

UNA FRASE "La vera classe del campione non nasce né dai muscoli soli né, per altro, dalla sola intelligenza. Viene espresso al contrario da questi fattori uniti, oltreché dalla calma, dalla fiducia in sé medesimi".
ACQUISIZIONE Comprato, Euro 11,90, con la Feltrinelli www.lafeltrinelli.it
ANNOTAZIONI Gianni Brera scrisse questo libro nel 1954, editrice "La Gazzetta dello Sport". Con il titolo "Addio, bicicletta" fu ripubblicto da Longanesi. Merito di BookTime aver riproposto questo bel libro, e tutti gli altri di Brera.

 

Giochi Olimpici Barcelona '92: uno dei bib con il numero 1992, anno della celebrazione dei Giochi

Pubblicato 24 Febbraio 2017

 


SPORT Giochi Olimpici
AUTORE  
EDITORE  
CONTENUTO Si tratta di un "pettorale", termine corrente in italiano, "bib number" in inglese. Questo è  particolare perchè riporta il numero 1992, che coincide con l'anno di celebrazione dei Giochi della XXV Olimpiade a Barcellona. Dove era finito? Mi ha raccontato Luis Saladie che fu una decisione sua e di Alberto Baronet, che lavoravano alla organizzazione dei Giochi per l'atletica leggera: pensarono di conservare come souvenir i bib che riportavano il numero 1992. Lo aveva, ovviamente, sempre conservato e fatto incorniciare. Poi....il seguito alla voce "Acquisizione".
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Un gradito regalo dell'amico Luis Saladie Lafuente, quando ho finito il mio lavoro alla Federazione internazionale di atletica nel dicembre 2016.
ANNOTAZIONI In Collezione esiste anche un altro "pettorale" dei Giochi Olimpici di Barcelona '92: quello indossato (il 999) da Maurizio Damilano nella 20 chilometri di Marcia, prezioso cimelio che il grande campione mi ha regalato in occasione della cena che metteva un paletto ai miei 70 anni. Parecchi sono gli oggetti che ho collezionato nelle dieci edizioni dei Giochi Olimpici (di cui le prime due Olimpiadi giovanili), il ricordo dei Giochi è incancellabile e guardare un portachiavi, una spilletta, un paio di scarpe, un biglietto d'entrata alla cerimonia di apertura o di chiusura, un cappello, serve a dare la stura a una valanga di ricordi. Grazie a Franco Fava, a Maurizio Damilano, a Guido Alessandrini, muchas gracias a Luis Saladie. 

 

Adolfo Consolini nella pubblicistica italiana

Pubblicato 15 Febbraio 2017

 


SPORT Atletica leggera
AUTORE Gli autori sono parecchi, verranno citati presentando brevemente la pubblicazione.        
EDITORE Lo stesso vale per gli editori, ovviamente.
CONTENUTO In occasione del centenario della nascita di Adolfo Consolini (5 gennaio1917) presento in questo spazio una carrellata di pubblicazioni che parlano del grande campione. Non ho la presunzione di esaurire la bibliogafia, ma solo di portare un contributo alla conoscenza di un atleta che ha lasciato una traccia indelebile nella storia dello sport italiano, europeo e mondiale. Su di lui esistono centinaia di articoli di giornali quotidiani, riviste, sportive e non.

La pubblicistica su di lui inizia con una biografia fermata da Alberto Carli, veronese, che fu fra i fondatori della A.I.S.A.L. negli anni '60, insieme a Bruno Bonomelli e altri. Il libro, edito in Verona, copre tutta la carrier fino a tutto il 1957. A una prima parte narrativa segue una corposa sezione di dati, scorporati e analizzati in varie statistiche. Il libro di Carli ha fatto da apripista a tutti gli altri, non parliamo poi dei giornalisti che hanno copiato e ricopiato le notizie riportate dall'autore.

Il secondo volumetto, "Verona Atletica", pubblicato sempre nella città scaligera a metà degli anni '60, parla di Consolini solamente in poche pagine e stringate note. Trattasi di una piccola storia dell'atletica Veronese, con qualche bella fotografia e succinti dati statistici. La parte, a mio avviso, più interessante è l'indice degli atleti veronesi con tutte le date e le località di nascita. Il lavoro fu compilato da Graziano Rugiadi, per molti anni delegato della FIDAL a Verona. 1965 - 1974 gli anni presi in considerazione.

Le successive due pubblicazioni furono curate dalla Amministrazione Comunale di Costermano, la prima in occasione del decennale della morte di Consolini (1979), quindi rieditato con gli stessi contributi scritti,una nuova presentazione del sindaco Franco Ferrarini e qualche semplice aggiunta "numerica" e fotografica.

La carta cede il passo ai supporti informatici, e, nel 1989, in occasione dei 40 anni della scomparsa, sempre per iniziativa della Amministrazione Comunale, viene realizzato un bel DVD sulla vita del campione, con filmati forniti dall'Istituto Luce, fotografie della Biblioteca Comunale e del signor Agostino Lorenzini. Colonna sonora con musiche di Mozart e Grieg, testi di Fabio Saladini.

Artigianale. Per me "artigiano" è marchio di garanzia, e nel caso di Marco Martini quanto mai approppriato. Credo di poter dire che Martini è il ricercatore che più di chiunque altro ha manifestato nei suoi molti scritti il suo affetto, ammirazione, simpatia per Adolfo Consolini. Le pagine fotocopiate e distribuite fra gli amici e gli appassionati costituiscono il prologo al lavoro più elaborato che fu pubblicato sul sito Internet dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana, per chi ha interesse entrare su Le Ricerche di Marco Martini e poi vedere i tre capitoli che riguardano Consolini.

Il vero capolavoro di Martini (non il solo) porta il titolo "I campioni della simpatia", datato 2015, prodotto in proprio dall'autore...non ci sono mai due quattrini per le pubblicazioni "vere"...solo per cene, viaggi, alberghi e vanagloriose premiazioni, non parliamo delle cosiddette conferenze stampa... Il libro di Marco, che consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono impararare qualcosa sull'atletica italiana, non è un libro, sarebbe definirlo un atto d'amore per il gigante di Costermano e per il suo "gemello" Beppone Tosi.

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Il DVD omaggio del sindaco di Costermano, le pubblicazioni di Martini sono munifico dono dell'autore, le altre provengono da acquisti, doni, e...
ANNOTAZIONI Tutte le pubblicazioni citate sono disponibili nella mia "Collezione". A volte mi vergogno un po' di continuare a riperterlo, ma l'orgoglio prevale sulla vergogna,

 

Il cappello dei Giochi Olimpici Atlanta 1996

Pubblicato 08 Febbraio 2017

 


SPORT Giochi Olimpici
AUTORE  
EDITORE  
CONTENUTO Trattasi del cappello in paglia dato in dotazione ai giornalisti accreditati ai Giochi della XXVI Olimpiade Atlanta 1996.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Regalo dell'amico Guido Alessandrini, per molti anni apprezzato giornalista al quotidiano sportivo torinese "Tuttosport", titolare della rubrica di atletica leggera e inviato a tutti grandi eventi, in primis i Giochi Olimpici. Graditissimo omaggio in occasione del mio 70esimo compleanno. Piccolo codicillo: ho detto giornalista, non cacciatore di inviti per pranzi, cene, viaggi, Gala e Galette. Hombre vertical, copyright Helenio Herrera.
ANNOTAZIONI Si aggiunge ad altri cimeli e memorabilia collezionati personalmente o ricevuti in omaggio da amici, il tutto esposto nella Collezione a dimora a Navazzo di Gargnano, lago di Garda. 

 

Annuario Atletica della Federazione italiana di atletica leggera, edizione 2017

Pubblicato 13 Dicembre 2016

 


SPORT Atletica leggera
AUTORE a cura di Carlo Santi, con la collaborazione di altri curatori fra giornalisti e compilatori statistici
EDITORE Federazione Italiana di Atletica Leggera, Roma - Finito di stampare nel mese di ottobre 2016
CONTENUTO Edizione presentata nel mese di ottobre 2016 in versione parziale, con chiara finalità di essere presentata alla Assemblea Nazionale della Federazione, a Ostia in novembre. Da quanto si sa una nuova versione completa di tutta la stagione agonistica 2016  sarà data alle stampe nei prossimi mesi. Difronte alla scelta di molte Federazioni in giro per il mondo di cancellare riviste federali e annuari nascondendosi dietro la foglia di fico che con la tecnologia, con i siti web e via cantando non serve pubblicare in carta, devo riconoscere ai "federali" italici di tener duro e di continuare la bella tradizione dell'Annuario, pur se la rivista "Atletica" ormai è un fantasma. Peccato, viene da rimpiangere quel primo numero del 1933 che sparava un "Saluto al Duce" in sintonia con il fassismo (esse sibilante alla romagnola) genuflesso e obbediente dentro, fuori, a lato, dello sport italiano.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Omaggio di Carlo Santi
ANNOTAZIONI Sempre una sola e sempre la solita: nella "Collezione" che nel corso degli anni ho messo insieme, ci sono tutte le edizioni dal 1961. Senza contare alcuni Annuari "storici", come quello che 1923 edito dalla F.I.S.A., Federazione italiana sport atletici. Ed altre ancora, di valore storico, pur con i loro errori. E accanto, sui lunghi scaffali, fanno bella mostra le varie edizioni degli Annuari di Bruno Bonomelli, veri e propri capolavori di compilazione sportiva (1949 - 1956), latitante la organizzazione federale.

 

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