Atletica: fischi, fischietti e fischi per fiaschi

Ma pensa un po'! Chi l'avrebbe detto? Non tutti i fischi sono uguali. Infatti ci sono quelli del pubblico becero, maleducato, incivile degli spettatori brasiliani all'indirizzo del francese Renaud Lavillenie nella finale olimpica di un anno fa allo Stadio del Botafogo (ebbene, diciamolo: a Rio non c'è stato nessuno Stadio Olimpico degno di questo nome e la tanto idolatrata fiamma bruciacchiava solitaria e melanconica altrove, e nessun ha eccepito). Ricordate? Salto con l'asta, il giovanottone brasiliano da Silva, tanto per mettere tutti a tacere superò 6 metri e 3 centimetri, rifilando una "sberla" alla grandeur del simpaticissimo francesino che "le balle ancor gli girano" (il superlativo Paolo Conte, "Bartali").

Pubblico incolto, quello. Invece, quello dell'ex Stadio Olimpico londinese è molto British, educato a Eton, allevato alla House of Lords. Ma fischia, come i carioca caciaroni di Cabocabana. Non c'è più religione! Mi invia un amico - per favore in futuro evita di mandarmi queste porcherie che mi disturbano la giornata - un ritaglio di carta italica che riporta una dichiarazione di un frequentatore della House of Lords che dice che i fischi "sono sintomatici di come la gente si pone nei confronti di chi ha un pesante passato da baro. Justin paga i propri errori".

Se io fossi Mr Justin Gatlin passerei subito la pratica ad un bel collegio di avvocati, di quelli agguerritissimi. Baro? Mi dai del baro? Devo pagare? Cosa devo pagare? Ho già pagato quello che dovevo, la tua Federazione, ripeto: la tua Federazione, i suoi organi decisionali, una volta pagato, mi hanno riammesso e ho tutto il diritto di essere rispettato. Questo è uno dei principi fondanti della convivenza civile, eredità immutabile e incrollabile del Diritto Romano, lettere maiuscole per favore, proto. Diritto Romano eleborato molto prima della vostra Magna Charta Libertatum, signori fischiatori stonati.

Ne ho sentiti di fischi negli stadi di atletica. Tanto per dire: 1974, Olimpico a Roma la vergogna della caciara contro la tedesca, allora est, Ackermann nel salto in alto, tutti innamorati della nostra Sara. 2004, Giochi Olimpici ad Atene, con dieci minuti di fischi per impedire la partenza dei 200 metri, in onore ad un nipote di Sofocle, lo sfortunato Kenteris, in clinica per un incidente in moto (inventato). E quando si doveva fischiare o reagire, tutti zitti, in altre avvilenti situazioni. Una gran fregatura ricordare.

Un senso di fastidio all'apparato intestinale mi viene dal vedere il piattume di chi scrive, si riporta asetticamente, mai un commento, una reazione, una alzata d'ingegno. Ma esiste ancora qualcuno con la schiena diritta, qualche hombre vertical, come diceva Helenio Herrera, e riportava Gianni Brera?

Magari era sufficiente ricordare che un anno fa, a Rio, nessuno aveva fischiato Giustino, eppure era arrivato secondo nella finale degli stessi 100 metri. Chi sono gli incivili? I funamboli di Ipanema o gli acquirenti di bombette e ombrelli della City? Magari era sufficiente ricordare che Mr Justin Gatlin era stato riabilitato dalla Federazione mondiale di atletica nel luglio del 2002, capito bene? luglio 2002, sono passati quindici anni. E ancora: siccome non era chiara la positività dovuta ad un prodotto che pure poteva essere anche un medicamento vero, gli fu consentito, dalla stessa Federazione, di gareggiare under suspension nel 2001. Eppure, quando si vuole si giustifica tutto...anche il doping al tortellino. Innocente, fino a prova contraria, sempre secondo il Diritto Romano.

Si consoli Giustino, pensi che San Giustino, poi iscritto di diritto nell'elenco dei martiri, fu fatto decapitare dall'imperatore Marco Aurelio. Avanti di questo passo, per i reprobi del doping, anche lo sport sceglierà la pena della decapitazione.