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Aristotele: l'uomo è per natura un animale politico

Ormai la mia prima lettura nei giornali e nelle riviste che mi passano tra le mani sono le "lettere al direttore". A parte le smentite, a loro volta spesso smentite dagli azzeccagarbugli e dagli Uffici Stampa,  che devono guadagnarsi le loro ricche parcelle i primi, e giustificare la loro esistenza i secondi, si possono leggere opinioni di lettori che, spesso, invitano alla riflessione. Scritti, inoltre, con una proprietà di linguaggio, un garbo, una ironia, da bagnare il naso a tanti scribacchini che litigano con la lingua nostra, che hanno una povertà di vocabolario avvilente. Domenica (13 agosto), per esempio, ho letto su un quotidiano nazionale un articolo sulle violenze in Kenya dopo le elezioni presidenziali (niente di nuovo, sempre la stessa tragica storia) che mi avrebbe fruttato un cinque meno meno dalla mia maestra Lea Scarpetta in quarta  elementare, ho fatto anche la quinta colà, a Piacenza, nella Scuola Elementare Giulio Alberoni, cardinale (1664 - 1752) che fu uomo eminente della Corte spagnola di Filippo V.

Lasciamo i cardinali e torniamo alle lettere. Ne ho letta una sul numero del 30 luglio del settimanale "L'Espresso" nella rubrica "Noi e Voi", curata dalla bravissima Stefania Rossini. La firma il signor Salvatore Monaco, titolo "Agosto, politica mia non ti conosco". Scrive il lettore:

"Per un mese (agosto) vorrei riporre (il condizionale è d'obbligo) in un cassetto le figurine che per tutto l'anno ci riempiono lo stomaco di chiacchiere vacanti. Mi riferisco alle facce di Renzi, Grillo, Salvini, al "re-di-vivo"  Berlusconi e a tutte le altre sagome che galleggiano come paperelle nel mondo della politica. Per disintossicarmi dalla loro ossessiva presenza sugli schermi televisivi....Ciò mi fa ritenere che la misura sia colma e che sia giunto il momento di metterci una pietra sopra per un po' di tempo: delle faccende politiche non se ne può più. La gente ha solo voglia di staccare la spina dal televisore per evitare di incorrere involontariamente nella riesumazione di altri cadaveri tanto cari alle inchieste storiche di Paolo Mieli, che li rispolvera per ricordarci che, per esempio, Hitler e Mussolini sono davvero esistiti e che tutti quei morti in montagna, nelle strade di città e nei campi di concentramento non erano comparse scomparse ma esseri umani che una volta oltre alle ossa avevano anche carne, muscoli ed espressioni di serenità......".

Sì, verissimo, ne abbiamo tutti pieni i corbezzoli, ma di che cosa? Di questa farsa che il signor Monaco chiama "politica", impropriamente. Questa non  è politica. Presentare in tutte le salse il libro del putto fiorentino non è politica. Occuparsi di bestialità dette da certi eredi di Pavolini non è politica. Sorbirci gli sguardi da madonna addolorata di una tale che ci ricorda i cerchioni delle biciclette, leggere le conversioni animalistiche di attempati impresari teatrali (specialità burlesque), oppure ascoltare le titaniche scazzottate con la sintassi e la coniugazione dei verbi di aspiranti al trono, o ancora le fauci eternamente spalancate di un clown, ebbene, signor Monaco, no, questa non è politica. Non so cosa possa essere, ma sicuramente non politica.

Riponiamo pure, sono d'accordo con lei, queste "figurine" e dimentichiamocele, ma non solo nel mese di agosto, per sempre. Torniamo a fare politica ogni giorno, a parlarne, parlare di politica significa parlare di fatti nostri, non di fatti vostri. Jules Renard, scrittore francese, repubblicano, socialista e anticlericale, pare che scrivesse in un suo aforisma "Dire che non mi occupo di politica, è come dire che non mi occupo della vita". Sa quale potrebbe essere un bell'aiuto a dimenticare le "figurine"? Che per esempio i giornali riducessero drasticamente le loro foto. Al posto delle loro facce mettano delle belle foto di opere d'arte, di monumenti, di natura. Ce ne guadagnerebbero l'occhio, la cultura e anche i poveri fotografi, che di stenti vivono, se non fotografano deretani e se non ricattano pallonari ubriachi o strafatti davanti alle discoteche. Negli ultimi giorni siamo stati martirizzati da due facce: quella di tal Donald con la sua boccuccia a cul di gallina e la glabra porcina sfericità di un paranoico. Anzi, qui, i paranoici sono due. Invece delle foto, altra proposta, mettete solo delle caricature, perchè tali sono i soggetti. E si prestano bene. Penso ad un immenso artista come Altan.

E, in agosto, rileggiamo gli otto libri della "Politica" di Aristotele (vedi titolo).

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