Dal libro dei sarcasmi di Ersilio Motta, giornalista

Un mio amico che, come si usa dire oggi "è già andato avanti", soleva usare una frase emblematica per definire colleghi, "capetti", oppure qualcuno che genericamente non riscuoteva le sue simpatie. L'amico è stato anche mio caposervizio alla redazione sportiva del "Giornale di Brescia" dove ho finto di lavorare per qualche anno. Ersilio Motta, di lui dico, era un vivacissimo scrittore di articolesse, disperazione del meschinello redattore che doveva far quadrare gli spazi, laureato summa cum laude in rugby, per me, affascinato ma somaro, uno dei più competenti interpreti della palla bislunga. Etichettava così "Ermo" (era il suo nom de plume) chi non gli andava a genio:"ha la faccia foderata di pelle di culo", che si adattava ai bugiardi, ai voltagabbana, ai perfidi, agli ominicchi.

Me ne ricordo spesso, anche perchè la definizione mi è sempre piaciuta e calza alla perfezione a certi figuri in cui, purtroppo, sono inciampato lungo il cammin di mia vita. Ma non di me voglio discorrere. Poco fa leggevo alcune righe di una intervista raccolta su un foglio benedetto dall'acqua santa vescovile e l'intervistato sentenziava (argomento la candidatura al posto di Governatore della Banca d'Italia), copio e incollo:"Il vero problema sono le crisi bancarie, sono le decine di miliardi messi dallo Stato per salvarle. Io e il Pd non possiamo difendere l'attuale assetto di potere, non possiamo stare dalla parte dei presunti salotti buoni della finanza. Noi stiamo con i risparmiatori". Ersilione, mandi tu una e mail per chiedergli di lanciare una start up (si dice così oggi, ai tuoi tempi non si usava) di borse di lusso foderate di pelle di culo?

Quanto al citato PD ho la sensazione che, fra poco, altro che assetti di potere da difendere o non difendere, visto che non riesce a difendersi neppure da se stesso. PD, qualcuno mi sa dire cosa significa davvero quella D?