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Basta, basta, basta, con queste arlecchinate, basta

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Questa l'ho pescata sul sito del quotidiano "laRepubblica" di qualche giorno fa. Un filmato carpito durante una udienza alla presenza del titolare del Soglio di Pietro. Filmato evidentemente rubato da qualche acefalo presente con l'invadente e insopportabile "telefonino", non penso sia un prodotto ufficiale della televisione vaticana o dell'"Osservatore Romano" o girato da qualche ingessata guardia svizzera. La scena è ormai insopportabile: un bipede inginocchiato davanti ad un altro bipede, in questo caso di sesso diverso, che fa professione di aspirazioni matrimoniali. Scena vista la prima volta, se non ricordo male, durante la premiazione di una gara di tuffi ai Giochi Olimpici di Rio 2016, protagonisti due cinesini. Originale, carino e giú tutti a scrivere e a spandere profluvi di melassa, l'amore trionfa sempre, colpo di scena romantico in piscina, e via lacrimucciando. Da quel momento in poi - a dimostrazione della potenza mediatica delle Olimpiadi - una slavina (per l'amor di dio, non parliamo di terremoti in questo momento) di dichiarazioni a sorpresa, nelle situazioni più impensate. Le studiano di notte, le preparano, coinvolgono i Pietro Germi del "telefonino" che si appostano, in agguato, per ghermire l'attimo immortale e poi "postarlo". Di spontaneo non c'è un fico: è una comparsata.

La prova provata? Il video (che ho deciso di non pubblicare per non fargli pure io da cassa di risonanza) carpito alla udienza papale è un sapiente mix di gridolini e gridoloni isterici, applausi (potevano mancare?), mancava solo un "hasta la victoria siempre" di guevariana memoria per completare la sceneggiata. Adesso però voglio dire: d'accordo la sorpresa, la impossibilità di fermare gli imbecilli, davanti a Dio anche loro sono uguali agli altri, e vada. Ma, a' Sor Francè che famo? Anche dentro ar Vaticano tutti in libera uscita? Già ce so i cardinali suoi che fanno quel che voleno... Un bel calcione pontificio a una rotula al bipede genuflesso? Che dice? Troppo? O se proprio non vuole sporcarsi le scarpe (lei ha rifiutato le babbucce rosse papali imbottite) chiami almeno uno di questi plastificati giannizzeri, faccia rialzare il commediante e ordini di metterlo alla porta, magari senza spintonarlo. Impedire gentilmente l'uso dissennato dello scatto inopportuno? Troppo compilato? Oppure, ma sono davvero un perfido malizioso, tutto va bene madama la Marchesa, trattasi di esposizione mediatica gratuita, lasciamoli fare 'sti ragazzi! Spero proprio che non sia così.

Due codicilli. L'atleta delle genuflessioni, tuffatore pure lui in acque sante, pare essere - dicono le cronache - un deputato venezuelano. Se i politici sono uguali anche a quelle latitudini (non c'è motivo di pensare il contrario) la mia domanda è: chi ha pagato le sue spese di viaggio Caracas - Roma? Il democraticissimo Parlamento venezuelano? Il presidente Maduro in persona? Fosse vero, io lo passerei per le armi, il dichiarante perenne amore dico, con fucilazione disonorevole alla schiena (incruenta: detta anche calci nel culo).

Il secondo: non sarebbe venuto il momento per i giornali, almeno quelli degni di questo nome, di piantarla una volta per sempre di dare filo a 'ste coglionate? Per favore, signor Mario Calabresi, direttore responsabile de "laRepubblica", nei titoli di coda della riunione con i suoi capiservizio, provi a parlarne. Lasci lo scoop del parlamentare venezuelano genuflesso al "Correo del Orinoco", sottotitolo "La artillería del pensamiento".

Atl - etica, sempre meno atletica e meno etica

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Cominciate a leggere:

"Con il dolore nel cuore Sandro Giovannelli, direttore da 46 anni del Meeting Internazionale di Atletica Leggera di Rieti, per rispetto degli atleti che già avevano confermato la loro presenza e di chi al suo fianco stava lavorando per regalare alla città un’altra giornata di grande sport, comunica di essere costretto ad annullare l’edizione numero 46 del Meeting in calendario allo Stadio “Raul Guidobaldi” per domenica 3 settembre.

La scelta dolorosa, sopraggiunta nella notte, arriva da una serie di problematiche logistiche e organizzative e dalla grande difficoltà nel trovare le risorse necessarie per assicurare la sopravvivenza a uno dei più prestigiosi e storici appuntamenti dello sport italiano".

Inserire alla voce "meno atletica". Con il dolore nel cuore? Conosco, e voglio bene a Sandro Giovannelli: quella frase potrebbere anche essere riscritta così, secondo me: con la morte nel cuore. Il "suo" meeting vale molto di più della sua vita. Ho lavorato con Sandro alla Federazione italiana, eravamo in due settori diversi ma ci univano sentimenti, modi di vedere e di pensare su individui, comportamenti e decisioni, avevamo, e sempre abbiamo avuto, modi diversi di lavorare, lui è sempre stato poco ordinato, restio a condividere il lavoro con gli altri, un individualista estremo. Poi, lui e Giorgio Reineri (una delle più belle "penne" che abbia cantato il nostro sport) mi hanno fatto approdare alla Federazione mondiale, al Principato di Monaco, con la benedizione di Primo Nebiolo. Era il 1996, tranne una breve, eccezionale parentesi, sono rimasto suddito provvisorio di SAS Ranieri e poi di Alberto per oltre 18 anni. Gran parte passati gomito a gomito con Joe Vanelli (così fu chiamato da qualche cowboy americano), nel Dipartimento competizioni. Ne ho viste tante, ne ho sentite tante (se le ho sentite io come mai che quelli che stavano in stanze con molti più bottoni non vedevano e non sentivano? Vi ricordate le tre scimmiette?), ma soprattutto ho visto Sandro consacrare la vita a questo sport chiamato atletica. Nessuno, avete capito bene, nessuno, ha fatto quello che ha fatto lui per la signora Atletica. E non deve essere stato facile.

E oggi? Eccolo lì il risultato riassunto in un comunicato di sette righe, scritto con il dolore nel cuore. Vengono gettati al vento milioni di dollari o di euro per Gala, Galini e Galoni, ma nessuno, dentro o fuori dalle nostre mura nazionali, ha il pudore di salvare questo importante lembo di atletica, sport che ormai sopravvive, sì, sopravvive in riserva di prognosi. Ieri, per caso, ho sfogliato il "Corrierone", sono andato alle pagine che recitano "sport", ebbene? Del più famoso meeting di atletica del mondo, il Weltklasse Zürich, non c'era una riga, dicesi una. 

Ho scritto tante stupidaggini, d'accordo, ma, soprattutto, una inesattezza: milioni di dollari o di euro gettati al vento. No, no, non gettati al vento...ma nei conti bancari, magari cifrati, nascosti nei paradisi offshore, Bahamas, Seychelles, Singapore, Panama, Cayman.... Non pensate che si tratti dello sport della motonautica, però ci sono molte affinità: offshore si dice di imbarcazioni d'acqua molto veloci, la stessa velocità con cui spariscono i dobloni. Adesso iscrivete alla voce "meno etica" e se volete andate a leggervi simpatiche notiziole a questi indirizzi, leggeteveli da soli, io mi sono già stomacato la mia parte:

http://www.insidethegames.biz/articles/1054373/cas-upholds-life-bans-imposed-by-iaaf-on-balakhnichev-melnikov-and-diack

Qui troverete il comunicato ufficiale del Tribunale dello Sport TAS / CAS

http://www.tas-cas.org/en/index.html

CAS upholds the life bans imposed by the IAAF on Valentin Balakhnichev, Alexei Melnikov and Papa Massata Diack

 

 

Falegnami e registi, i mestieri del futuro in Italia

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Stavo leggendo, poco fa, qualche riga su un quotidiano nazionale. Leggo:"L'ipotesi è quella di una «cabina di regia»...". Altra arlecchinata che piace tanto agli scriba: la cabina di regia. 

Per un certo numero di anni fu di moda "il tavolo", creare un tavolo di discussione, per affrontare un problema, determinare quanti operai di questa o quella fabbrica dovevano finire sul lastrico (tanto a pagare sono sempre loro), e via salmodiando. In realtà che cosa è successo? Che tutti coloro che avevamo designato (leggasi: eletto) per fare i politici, e quindi affrontare e trovare le soluzioni dei problemi, sono diventati tutti dei...falegnami. Non risolvevano più mezzo problema politico - amministrativo ma facevano tanti tavoli! Per la disperazione dei mobilieri del Veneto, della Brianza, della Toscana, che furono sul punto di intentare cause legali per concorrenza sleale. Class action, si deve dire per essere al passo con i tempi, perchè dire "azione collettiva" fa molto plebeo.

Adesso invece vanno di moda le cabine di regia. Ergo: fra poco avremo una generazione di registi, forse è troppo presto per l'imminente Festival di Venezia, lasciate crescere i nostri novelli Federico Fellini, Francesco Rosi, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Bernardo Bertolucci, e Dio sa quanti altri veramente famosi. Ma , state sicuri, negli anni a venire, faremo una scorpacciata di statuette al Dolby Theatre di Hollywood per l'Academy Award, semplicemente conosciuto come "Oscar". Unico limite: i nostri saranno confinati in una unica sezione: il genere "commedia". Commedia all'italiana, dove siamo sempre stati dei veri maestri.

Dio doveva essere un velista se ha creato il Garda

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Ho usato per il titolo il riadattamento della bella frase pronunciata dal velista americano Stuard Walker che partecipò alla Centomiglia qualche annetto fa. Ieri, il mio amico Sandro Pellegrini mi ha "girato" un video di cui vi "giro", a mia volta, l'indirizzo:

http://ventoevele.gazzetta.it/2017/08/20/il-teaser-della-centomiglia-2017/

Se volete gustarvi la magia dell'acqua, delle barche, delle vele, e stupirvi dell'incanto del lago di Garda, allora non avete che da aprire questo indirizzo e vi trasporterà direttamente...a casa mia!

L'Italia si sgretola sotto un terremoto di parole

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Alcune frasi, significative, riprese da una intervista di Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei geologi.

"A un anno dal sisma dell'Italia centrale, riviviamo di nuovo il dramma del terremoto, che stavolta ha colpito l'isola d'Ischia. Lascia perplessi come un terremoto di tale magnitudo possa provocare danni e vittime nel nostro Paese. È francamente allucinante che si continui a morire per terremoti di questa entità. Il nostro Paese si conferma estremamente vulnerabile, non ci facciamo mancare niente dal punto di vista dei rischi geologici, non solo rischio sismico, ma anche vulcanico e idrogeologico. Ora sarebbe facile parlare dei ritardi della ricostruzione in Italia centrale, della necessità di accelerare interventi e azioni, ma quello che lascia più interdetti è la mancanza di atti concreti per la prevenzione".

"Si è parlato di tante cose: dall'informativa alle popolazioni alle lezioni nelle scuole, dal fascicolo del fabbricato alle assicurazioni sui fabbricati, dal rifinanziamento della carta geologica a quello per la microzonazione sismica, fino alla necessità di abbattere le case abusive. Tante chiacchiere, ma un anno dopo (24 agosto 2016, Amatrice, Accumoli, Arquata, e altre località, ndr) non è stato fatto quasi nulla".

"Il Governo e il Parlamento si assumano la responsabilità di decidere in proposito senza farsi distogliere da interessi e lobby varie. Per esempio il fascicolo del fabbricato: ma veramente qualcuno crede ancora alla favola dei tecnici che si arricchirebbero con il fascicolo del fabbricato? Far conoscere lo stato sicurezza delle case dove un cittadino abita o lavora è un fatto di etica innanzitutto, un principio morale prima ancora che una misura di salvaguardia e di prevenzione civile".

Professor Peduto, tranquillo: Governo e Parlamento se ne occuperanno al prossimo sisma, con visite, strette di mano, solenni promesse, foto con i pupi in braccio (già concordate e pagate dai pr, portaborse ben retribuiti), facce contrite alle messe in suffragio, concluse, immancabilmente, con un bell'applauso alle bare. Continuo a chiedermi quando verrà varata una legge che punisca gli idioti che applaudono i morti. I quali, poveretti, non hanno fatto nulla per meritarsi applausi, se non la disgrazia di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Silenzio, raccoglimento, preghiere di quelli che ci credono, per gli sfortunati defunti: questo è rispetto non gli applausi. Per continuare poi con tutto il rituale di ceri, magari accesi dai bambini fa più effetto, fiori, post-it che fanno a gara a chi scrive la cosa più originale che possa essere ripresa da qualche corrispondente locale alla ricerca di "colore" per le sue lacrimose righe al giornale, cinquettii, pollici che si alzano e si abbassano sulle cazzate scritte dagli altri. Le religioni, tutte, hanno costruito i loro imperi sulla fedeltà alla ritualità. Oggi è esattamente lo stesso: il Grande Fratello ci vuole tutti devoti al suo rito, fasullo ma "condiviso".

 

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