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Seoul, 2 ottobre 1988: Gelindo Bordin conquista il titolo olimpico di maratona

 


SPORT Memorabilia
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CONTENUTO Una bella cornice metallizzata contorna un documento che accende tanti ricordi: la prima pagina del risultato ufficiale della maratona dei Giochi Olimpici di Seoul 1988. Accanto al numero 1, il nome di Gelindo Bordin, che quel giorno - 2 ottobre 1988 - divenne cosí il sedicesimo campione olimpico nella storia dell'atletica italiana. Su carta rosa, un po' curioso, di solito si usava per i risultati delle donne....era l'ultimo giorno dei Giochi, forse avevano finito la carta....
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Regalo di Giorgio Barberis in occasione del mio settantesimo compleanno
ANNOTAZIONI La maratona olimpica di Seoul 1988 ebbe un finale entusiasmante. A pochi chilometri dalla conclusione rimasero quattro atleti insieme: il giapponese Takeyuki Nakamura, il gibutiano Ahmed Salah, il keniano Douglas Wakihuri e il nostro Bordin. Salah (un uomo eclettico, vero e proprio showman) aveva tentato di andarsene attorno al 39esimo chilometro, Nakayama si era già staccato; Bordin e Wakihuri vedevano l'uomo di Gibuti qualche decina di metri avanti.  Gelindo "fiutò" la stanchezza del keniano, lo lasciò e si mise in caccia di Salah, che superò in tromba senza neppure guardarlo per volare indisturbato al traguardo. Anche Wakihuri (il quale dopo la carriera atletica si dedicherà alla musica divenendo una star del pop) superò nel finale Salah per il secondo posto.

Un ricordo personale: vissi quella maratona a fianco di Giacomo Crosa, commentatore a Telecapodistria (alias Canale 5 italiano), come suo assistente. A Seul ero andato come inviato-a mie spese (figura professionale singolare) del "Giornale di Brescia", per la cui redazione sportiva lavoravo a quel tempo. Quel finale travolgente e la vittoria di Gelindo ci coinvolsero senza ritegno: una emozione fortissima, indimenticabile. Il regalo di Giorgio Barberis (il foglio porta l'autografo di Gelindo) fa bella mostra nella mia "Collezione" nella casa di Navazzo e mi servirà a non dimenticare mai. Intanto cerco di non dimenticare che in quella gara c'erano altri due maratoneti con cui ho diviso tanti bei momenti: Orlando Pizzolato, sedicesimo, e Gianni Poli, diciannovesimo.

 

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