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Parola di Brera

 


SPORT Ovviamente sono parecchi trattandosi di una raccolta di articoli del giornalista sportivo che ha  lasciato una impronta incancellabile, nel linguaggio sportivo soprattutto, colto, fantasioso, creativo.
AUTORE Curatore: Angelo Carotenuto - Prefazione Gianni Mura , postfazione Paolo Brera - Ricordi di Giorgio Bocca, Mario Fossati, Gianni Mura, Beniamino Placido
EDITORE Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A. - Roma, 2012 
CONTENUTO Nelle 350 pagine è raccolto un florilegio di articoli che Brera scrisse per il quotidiano laRepubblica negli ultimi 10 anni di professione e di vita (1983 - 1992). Perse la vita, nel dicembre 1992, in un incidente stradale  fra Codogno e Casalpusterlengo di ritorno da una cena con amici. Una varietà di scritti che toccano il calcio, l'atletica, il ciclismo ma pure le bocce, e poi i "coccodrilli" in memoria di qualcuno che se ne è andato, il romanzo della Nazionale di calcio, i Giochi Olimpici, l'elogio di Bacco (vino rigorosamente rosso, Barbaresco possibilmente, bianchi? diffidare), le risposte ai lettori che indirizzavano alla rubrica L'accademia di Brera. L'ultima risposta il giorno prima di morire, una ferma difesa di Giovanni Trapattoni allenatore:"Io lo stimo fra i tecnici più preparati di questa bassa terra. Non solo: ma arrivo a dirmi lieto che non abbia assunto cultura umanistica: sia pure esprimendosi certe volte come un libro stampato, egli riesce sempre a dire quello che vuole con ammirevole sincerità e inappuntabile chiarezza mentale...".
UNA FRASE Dire "una frase" vien da ridere, sarebbe un insulto. Mi concedo solo una citazione:"In vita mia, un solo marciatore ho ammirato per superiore eleganza di stile: si chiamava e chiama Pino Dordoni". Si chiamava, se ne è andato, gli sono stato troppo affezionato per non ricordarlo con questa frase di Brera.
ACQUISIZIONE Acquistato in abbinamento al quotidiano laRepubblica
ANNOTAZIONI Avevo letto per intero le 350 pagine appena pubblicate. Me lo sono messo in bisaccia per andare ai Giochi carioca, nell'agosto 2016. Di tanto in tanto, nelle molte - troppe - ore passate nei bus o nell'ufficio allo stadio che tutto era meno che olimpico, rileggevo qua e lá, e trovavo linimento per sopportare le castronerie che sentivo e leggevo. Fortunatamente, c'è ancora qualcuno che sa scrivere.

 

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