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In questa Sezione pubblico e commento le nuove acquisizioni della “Collezione”, siano esse libri o riviste, ma anche poster, quadri, magliette di atleti, scarpe, numeri di gara, medaglie, francobolli, ecc., materiale che già ora è presente nelle due sale di esposizione (circa 150 metri quadrati, forse qualcosa di più che di meno), situate nell’edificio in via Monsignor Giacomo Tavernini, 35, a Navazzo, località nel Comune di Gargnano, sul lago di Garda. La “Collezione” presenta due nuclei essenziali: i Giochi Olimpici e l’atletica, ma non rifiuta certo anche altri sport, in particolare alcuni che mi hanno sempre entusiasmato, come rugby, ciclismo, tennis, pallacanestro; non manca neppure il calcio. 

Una spiegazione è dovuta. Qualcuno mi ha fatto notare che, talvolta, parlo di libri che non sono novità. Certo. Il motivo è che presento e commento solo i libri che ho davvero letto. Questo vale per le opere, diciamo così “di lettura”. È ovvio che una pubblicazione statistica non la leggo cifra per cifra, ma anche in questi casi sfoglio, conosco i contenuti, cerco di fissarli nella memoria, e questo può sempre tornare utile, soprattutto in caso di ricerca saper dove trovare quello che serve fa risparmiare un sacco di tempo. 

Il prossimo passo determinante sarebbe quello di porre mano ad un catalogo dell’esistente. Me lo ripetono in tanti, come se non lo sapessi da solo, ma dire agli altri quello che dovrebbero fare, e farlo realmente, beh, ce ne corre. Chissà che prima o poi non riesca anche ad iniziarlo. Quanto a finirlo, quien sabe?, dovrebbe darmi un aiuto determinante il buon Dio. Ma non gli ho ancora chiesto se è d’accordo. 

Un ringraziamento che sgorga dal cuore: a tutti quelli che mi hanno dato e continuano a darmi pezzi per la “Collezione”. Quando l’occhio corre sulle pareti e sugli scaffali mi sovvengono nomi, facce, amicizie, affetti, taluni perduti. Sappiate che quello che avete dato a questo angolino della memoria non andrà invece perduto.

 

High Jump: due "Instructional Pamphlet" di origine inglese dei primi Anni '50

Pubblicato 22 Febbraio 2016

 



SPORT Atletica leggera
AUTORE Denis C.V.Watts prima di essere allenatore nazionale per il North of England fu atleta (lungo e triplo), giocatore di rugby (wing) e di cricket. Come allenatore ebbe il merito di portare a livello internazionale una ventina di atleti, fra i quali alcuni vincitori di medaglie ai Giochi Olimpici. Fu direttore della rivista "Athletics Coach". La seconda piccola pubblicazione porta la firma di H.A.L.Chapman, capo allenatore della Scozia.
EDITORE Amateur Athletic Association - Il primo libretto fu pubblicato la prima volta nel 1949 da G.H.G.Dyson, poi, dal 1951, aggiornato da Denis Watts in cinque successive edizioni, l'ultima del 1969, che è quella che qui presento e che fu stampata a Londra. Il secondo "Instructional pamphlet" non ha data, ma ritengo che sia di fine Anni '50. Me lo fa pensare la pubblicità della Ovaltine (la nonna della Ovomaltina) che era stata bevanda ufficiale ai Giochi Olimpici di Londra 1948. Il volumetto, che si apre a fisarmonica, fu pubblicato dall'Athletic Coaching Committee scozzese e stampato da John Ogilvie Printers and Publishers che tenevano bottega in una cittadina di nome Alloa.
CONTENUTO Due pubblicazioni di contenuto esclusivamente tecnico che spaziano sulle diverse tecniche di salto in alto sviluppatesi fra la fine degli Anni '50 e la grande rivoluzione del "Fosbury Flop". Utili per chi dovesse fare delle ricerche sulla evoluzione degli stili in questa disciplina. Testi in inglese.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Donazione di un allenatore inglese ad un mio amico, il quale ha girato a me un bel "patrimonio" di libri inglesi degli Anni '50 e '60, che, piano piano, entreranno in "Collezione".
ANNOTAZIONI Dalle due copertine si desume il tempo differente in cui sono state stampate: la pubblicazione di Watts presenta un atleta che salta con il "ventrale". All'interno una foto dello statunitense Reynaldo Brown, una sequenza del cecoslovacco Lansky (western roll) a Roma '60, seguono due belle sequenze di Valeryi Brumel e del francese Robert Saint-Rose che sfoggiano uno "straddle" affascinante, per chiudere con alcune immagini di Dick Fosbury e della sua tecnica innovativa. Nell'altra, uno dei consigli generali dell'allenatore Chapman è "always remember to jump first and roll afterwards". Elementare verità, ma spesso dimenticata dagli atleti.

 

So you want to be a sprinter

Pubblicato 19 Febbraio 2016

 



 

SPORT Atletica leggera
AUTORE Lloyd C. "Bud" Winter, illustrated by Don Schroedel 
EDITORE Fearon Publishers, San Francisco, 1956 
CONTENUTO So you want to be a sprinter? Well, you have picked the glamour event od track and field. As long as man has existed, speed of foot has been of tremendous interest and significance.....

Before we start, resolve to do these things:

1. Have confidence that you are going to succeed

2. Learn as much about sprinting as possible

3. Train regularly and faithfully

LET'S GO!

Da lì in poi, accompagnati dale simpaticissime vignette di Don Schroedel, il libercolo è di una didattica coinvolgente. Qualche capitolo, a caso: the essentials of good sprint form, Arm exercise, Relaxation exercise, Starting fundamentals, Block spacings, The Start, The Stride, Gather and Finish, quello che bisogna fare "Do" e quello che non bisogna fare "Don't" nello sprint. E infine il training diviso per mesi e per giorni. Un capolavoro, con il sorriso sulle labbra, senza la spocchia tipica di tanti presunti coach.

E alla fine di tutto, o sei THE CHAMP o sei THE CHUMP.

Testi in inglese, ovviamente.

 

UNA FRASE Scrive Art Rosenbaum, Executive Sports Editor del San Francisco Chronicle, nella introduzione:"He is as nimble in mind as a sprinter should  be in body..."Bud" is colourful. Hi thins modern. He is aggressive and progressive. He is friendly. He is a very good track coach".

 

ACQUISIZIONE Lascito Rosetta e Bruno Bonomelli
ANNOTAZIONI Lloyd Winter fu qualcosa di più di very good coach: "Bud" nella sua lunghissima (29 anni) carriera allenò 102 sprinters, di cui 27 parteciparono ai Giochi Olimpici. Qualche nome? Lee Evans, Tommie Smith, Ronnie Ray Smith, Harold Davis, Willie Steele (campione olimpico di salto in lungo ai Giochi di Londra 1948). Qualche nome, appunto. Winter portò alla ribalta il San José State College, la pista del College fu nominata "Bud Winter Field", e come esempio di grande riconoscenza...oggi é un parking!!! Ai suoi tempi la chiamavano "Speedy City". Un altro dei grandi prodotti di "Bud" fu Ray Norton, pronosticato da quasi tutti come dominatore delle gare di sprint ai Giochi Olimpici Roma '60...e invece la delusione fu totale: Norton collezionò due miserrimi sesti posti, disastro completato dalla squalifica della staffetta americana 4 x 100. La copia lasciata da BB porta incollato un ritaglio della "Gazzetta dello Sport" con due foto di Norton e di Winter, il titolo recita: correrà i 100 metri in 10" netti? no, non li corse mai, fu primatista del mondo con 10.1 nel 1959 proprio sulla pista del San José State College, fu primatista del mondo dei 200, prima con 20.6 e poi con 20.5 ai Trials Olimpici, nel 1960 a Palo Alto, pista dell'Università di Stanford. Poi il disastro di Roma. Il ritaglio di giornale porta l'autografo di Ray Norton.

 

 

Israel Athletics - Annual 2014/ 2015 and Annual 2015/16

Pubblicato 18 Febbraio 2016

 


SPORT Atletica leggera 
AUTORE David Eiger & Arik Cooks
EDITORE Israeli Athletic Association 
CONTENUTO In 54 pagine l'uno e 56 l'altro, non tante, ma c'è tutto quello che ci deve essere: i primati nazionali di tutte le categorie, i risultati dei Campionati nazionali (79esima edizione), le biografie dei migliori atleti che gareggiano oggi per Israele (molti emigrati dall'Etiopia, sono più di 100 mila gli etiopi emigrati in Israele), le liste dell'anno 2015 e quelle di tutti i tempi. Se penso a tutte quelle Federazioni nazionali che hanno abbandonato la produzione del loro Annuario prendendo a scusante i costi (balla gigantesca) mi vien voglia di invitarli a prendere a esempio questo annuarietto, piccolo, completo, utile per conoscere l'atletica di quella Nazione. Non c'è bisogno di fare gli annuari...a chilo, si misurano le informazioni non il peso! Viene in mente Enrico Cuccia, presidente di Mediobanca, il quale diceva che "le azioni (parliamo di Borsa stavolta) si pesano, non si contano", volendo significare che conta il valore intrinseco. Mutatis mutandis....vale anche per gli annuari di atletica, che costano molto meno delle azioni!
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Omaggio degli autori 
ANNOTAZIONI In "Collezione" esistono 20 annate di questo Annuario, a partire dal 1988. 

 

Asociación Española de Estadísticos de Atletismo - Boletín 96 - Diciembre 2015

Pubblicato 18 Febbraio 2016

 


SPORT Atletica leggera
AUTORE In questo numero: Antonio Muñoz, José María Garcia, José Luís Hernández, Miguel Villaseñor, Juan José Andérez
EDITORE Asociación Española de Estadísticos de Atletismo 
CONTENUTO Liste spagnole di tutti i tempi per la categoria Under 23, cronologia dei primati per età dai 13 ai 22 anni, Annuario spagnolo 2014 - 2015 (visto che la Federazione lo ha soppresso...), il ranking iberoamericano maschile al 31.12.1953, la evoluzione per Continenti finalisti ai Giochi Olimpici e ai Campionati del mondo. Le parti scritte sono in spagnolo, ovviamente.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Come socio della Asociación Española de Estadísticos de Atletismo 
ANNOTAZIONI In "Collezione" esistono i Bollettini formato libro a partire dal numero 15. Amici spagnoli mi hanno fatto omaggio di un DVD contenente tutti i Bollettini dal primo a ciclostile fino al numero 93, una ottima idea dei soci della A.E.E.A. Per acquisti di singoli numeri del Bollettino o del DVD complete o per farsi soci della Associazione contattare il segretario generale Ignacio Mansilla a questo indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

Track and Field Athletics

Pubblicato 11 Febbraio 2016

 


SPORT Atletica leggera
AUTORE D.G.A.Lowe
EDITORE Sir Isaac Pitman & Sons, LTD., London - First published 1936, reprinted 1947. Questa che presento è appunto la ristampa postbellica e alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra.
CONTENUTO Le 140 pagine del libro sono divise in nove capitoli che, dopo una introduzione generale sull'atletica, danno elementi su ciascuno dei gruppi di specialità che compongono il nostro sport. A corredo, 28 belle fotografie. Testo in inglese.
UNA FRASE "I have written this little book in the hope of inspiring and helping yet more young men and women, boys and girls, to take part in and enjoy track and field athletics as a game", scrisse nella preface alla prima edizione, nel settembre 1935.
ACQUISIZIONE Acquisito da Len Lewis, specializzato in libri di atletica antichi o di seconda mano. Può essere contattato via e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Ricco catalogo a richiesta, di tanto in tanto si trova anche sul sito www.asaibrunobonomelli.it
ANNOTAZIONI Scrive l'editore nel risgardo di copertina:"D.G.A.Lowe, Olympic Games 800 metres champion, 1924 and 1928, Hon. Secretary A.A.A. needs no introduction to athletes". Musica per le nostre orecchie, offese dalla ignoranza che impera oggi nel nostro sport, perfino nelle organizzazioni che dovrebbero essere la culla per la cultura. Douglas Lowe, due volte campione olimpico degli 800 metri dunque. Divide questo onore con lo statunitense Mal Whitfiel (1952 -56) e con il neozelandese Peter Snell (1960 - 64), in questa che è una delle più belle discipline del programma olimpico. Basta ricordarsi del volo magnifico di Alberto Juantorena a Montréal 1976, o dell'indimenticabile corsa di David Rudisha a Londra 2012, o degli ultimi 200 metri di Paul Ereng a Seoul 1988. Ma tutte le finali olimpiche sarebbero da ricordare.

Douglas Lowe nacque a Manchester nel 1902. Studente a Cambridge nel 1921, iniziò la carriera atletica nel 1922, quando partecipò per la prima volta ai Campionati nazionali (quinto sulle 880 yard). I migliori progressi vennero nel 1923, ma ancora alla vigilia dei Giochi Olimpici di Parigi non era certo lui il favorito, ma Hyle "Henry" Stallard, il quale, nonostante un infortunio ad un piede, condusse la finale fino ai 700 metri, quando fu superato da Lowe e dall'elvetico Paul Martin, che ingaggiarono una titanica lotta per la vittoria. Ottavo di quella finale un personaggio molto controverso, il norvegese Charles Hoff, che fu primatista del mondo di salto con l'asta. Hoff però è ricordato soprattutto in negativo, per aver aderito pienamente al nazismo e aver collaborato con i tedeschi durante l'occupazione della Norvegia. Lo svizzero Martin prese parte a cinque edizioni dei Giochi dal 1920 al 1936, cinque edizioni come il nostro Pietro Paolo Mennea.

Per il secondo successo olimpico nel 1928 lasciamo parlare il testo dell'Official British Olimpic Report:"To describe Lowe's victory as a wonderful effort is to employ mere words in an attempt to do justice to a performance which, from whatever angles one looks upon it, is unparalleled in the history of Olympic middle-distance running". Appunto, come dicevo, negli 800 metri si sono scritte alcune delle più belle pagine della storia olimpica.

Lowe corse due volte ancora dopo i Giochi e poi chiuse la carriera di atleta. Si occupò di sport come secretario onorario della Federazione Britannica ed ebbe una apprezzata attività legale. Morì nel 1981.

  

 

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