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In questa Sezione pubblico e commento le nuove acquisizioni della “Collezione”, siano esse libri o riviste, ma anche poster, quadri, magliette di atleti, scarpe, numeri di gara, medaglie, francobolli, ecc., materiale che già ora è presente nelle due sale di esposizione (circa 150 metri quadrati, forse qualcosa di più che di meno), situate nell’edificio in via Monsignor Giacomo Tavernini, 35, a Navazzo, località nel Comune di Gargnano, sul lago di Garda. La “Collezione” presenta due nuclei essenziali: i Giochi Olimpici e l’atletica, ma non rifiuta certo anche altri sport, in particolare alcuni che mi hanno sempre entusiasmato, come rugby, ciclismo, tennis, pallacanestro; non manca neppure il calcio. 

Una spiegazione è dovuta. Qualcuno mi ha fatto notare che, talvolta, parlo di libri che non sono novità. Certo. Il motivo è che presento e commento solo i libri che ho davvero letto. Questo vale per le opere, diciamo così “di lettura”. È ovvio che una pubblicazione statistica non la leggo cifra per cifra, ma anche in questi casi sfoglio, conosco i contenuti, cerco di fissarli nella memoria, e questo può sempre tornare utile, soprattutto in caso di ricerca saper dove trovare quello che serve fa risparmiare un sacco di tempo. 

Il prossimo passo determinante sarebbe quello di porre mano ad un catalogo dell’esistente. Me lo ripetono in tanti, come se non lo sapessi da solo, ma dire agli altri quello che dovrebbero fare, e farlo realmente, beh, ce ne corre. Chissà che prima o poi non riesca anche ad iniziarlo. Quanto a finirlo, quien sabe?, dovrebbe darmi un aiuto determinante il buon Dio. Ma non gli ho ancora chiesto se è d’accordo. 

Un ringraziamento che sgorga dal cuore: a tutti quelli che mi hanno dato e continuano a darmi pezzi per la “Collezione”. Quando l’occhio corre sulle pareti e sugli scaffali mi sovvengono nomi, facce, amicizie, affetti, taluni perduti. Sappiate che quello che avete dato a questo angolino della memoria non andrà invece perduto.

 

Historia del atletismo en los Juegos Deportivos Centroamericanos y del Caribe

Pubblicato 10 Febbraio 2016

 




SPORT Atletica leggera
AUTORE Basilio Fuentes Ferrer, statistico cubano scomparso qualche anno fa.
EDITORE International Athletic Foundation (I.A.F.)
CONTENUTO

Tutti i risultati dal 1926 al 1993 per questo campionato di Area che è il più antico essendo stato approvato nel corso del Congresso del Comitato Olimpico a Parigi nel 1924. Lo scopo era quello di offrire ai Paesi dell'area caraibica e centroamericana una occasione di confronto internazionale. La prima edizione si celebrò allo Stadio Nazionale di Ciudad de México nel 1926, con la partecipazione di soli tre Paesi: México, Cuba e Guatemala. Solo gare per uomini, 20 le discipline, si conoscono solamente i risultati delle finali. Adesso è stato aggiunto un CD con vecchie immagini, che fanno sempre la felicità degli appassionati.

Basilio Fuentes, nel 2001, con l'aiuto della Confederazione di area, pubblica un aggiornamento, che accompagna le edizioni dal 1993 del precedente libro al 1999 di questa nuova pubblicazione, tre edizioni in più, non molte ma meglio di niente. 1999, Bridgetown, finale dei 100 metri: vincitore Obadele Thompson, 10.23, secondo? tale Kim Collins, di Sant Kitts & Nevis, con 10.31. Parliamo dello stesso Collins che oggi, anno del Signore 2016, sta dominando la stagione in pista coperta, sui 60 metri. Kim Collins all'anagrafe 1976, quaranta anni. E qui ci fermiamo.

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Nell'ambito del mio lavoro alla I.A.A.F.
ANNOTAZIONI Prima di archiviare il libro accanto alle altre pubblicazioni dell'area caribeña che esistono in "Collezione", l'ho sfogliato a caso, tanto per rinfrescare la memoria. Sono planato sulla dodicesima edizione, quella del marzo 1974, a Santo Domingo. Pista in sintetico Chevron, tabellone Electroimpex, cronometraggio elettrico, le novità importanti. Le ragazze cubane fanno razzia di vittorie: 10 su 12, solo la messicana Bradley (800 metri) e la antillana Francisca Jansen (pentathlon) impediscono l'en plein. E fra i ragazzi? Lo sprinter Silvio Leonard, il triplista Pedro Dueñas, l'ostacolista Alejandro Casañas, nomi che sono rimasti indebebili, ma soprattutto Alberto Juantorena, a quell'epoca quattrocentista: 45.58 in batteria, 45.52 in finale, e il decisivo contributo al successo della 4 x 4. Non posso dimenticare i nomi dei colombiani Victor Mora (5000) e Domingo Tibaduiza (10 mila), il grande marciatore messicano Raúl González, atleti che ho conosciuto personalmente. Mora protagonista (quattro vittorie: 1972 - 73 - 75 - 81) della "Corrida di San Silvestre" a San Paolo del Brasile, la "madre" di tutte le San Silvestro nel mondo; Tibaduiza venne a Brescia, e lí lo conobbi, per correre i 12 chilometri del "Trofeo San Rocchino"; anche lui vinse una edizione della "São Silvestre" brasiliana (1977).

 

FIDAL - Statuto e Regolamento Organico anno 1940

Pubblicato 06 Febbraio 2016

 



SPORT Atletica leggera 
AUTORE  
EDITORE Federazione italiana di atletica leggera - Finito di stampare il 23 febbraio 1940 - XVIII nella Tipografia Carlo Accame - Torino
CONTENUTO Lo dice il titolo, da solo: tutte le "leggi" che regolavano questo sport nell'Anno XVIII dell'Era Fascista.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Omaggio del signor Piani dopo l'acquisto di due copie antiche della "Domenica del Corriere". Per la Libreria Piani vedere www.libreriapiani.it
ANNOTAZIONI Al Titolo III del Regolamento organico, art. 18 (tranquilla signora Camusso, non interessa i sindacati) si parla degli atleti e si dice:"Le categorie, nelle quali sono divisi gli atleti, sono le seguenti: Terza Serie, Seconda Serie, Prima Serie. Appartengono alla Terza Serie tutti gli atleti tesserati, non compresi nelle categorie superiori. Appartengono alla Seconda e Prima Serie gli atleti tesserati, classificati tali dagli organi federali in base ai risultati tecnici ottenuti". Articolo 19:"Le promozioni alla Seconda ed alla Prima Serie vengono fatte annualmente, al termine della stagione atletica, dalla Presidenza Federale a suo giudizio insindacabile. Al termine di ogni anno olimpionico, ed in ogni caso non oltre i quattro anni, verrà fatta dalla P.F. una revisione di tutti gli appartenenti alla Prima e Seconda Serie. Prima di tale periodo non vi potranno essere retrocessioni di Serie".

Ho sempre ritenuto, e continuo a ritenere, che questo sistema è più razionale di quello della suddivisione per età.

 

La Domenica del Corriere, giugno 1921 & luglio 1922

Pubblicato 03 Febbraio 2016

 

SPORT Atletica leggera
AUTORE Le due tavole sono disegnate dal famoso Achille Beltrame, illustratore e pittore, veneto di nascita. Fu chiamato dal direttore del "Corriere", Luigi Albertini, illustrò migliaia di pagine, la prima e l'ultima di ciascun supplemento settimanale.
EDITORE Supplemento illustrato del "Corriere della Sera", si pubblicava a Milano ogni settimana, prima edizione 1899.
CONTENUTO Illustrazione in alto, datata 19 - 26 giugno 1921, la didascalia recita: "Le grandi vittorie sportive italiane all'estero. Alla riunione di Praga, ove l'Italia ha conquistato il primo posto: l'arrivo di Martinenghi, vincitore della corsa di 5000 metri, battendo il campione francese Corlet". Secondo le informazioni fornitemi dall'amico Marco Martini, dal 3 al 5 giugno del '21, a Praga (sullo sfondo della tavola di Beltrame si nota il profilo del grande Castello), si svolse un meeting internazionale di non eccelso livello. Gli atleti italiani fecero man bassa di vittorie, sei: Martinenghi (5 mila e 10 mila metri), Contoli (110 ostacoli), Tugnoli (disco) e le due staffette 4 x 100 e 4 x 400 con formazioni raffazzonate. Otto gli atleti italiani che gareggiarono: Croci e Orlandi (100 e 200 metri), Tosi (200), Ambrosini (800), Ferrario (1500), i già citati Martinenghi, Contoli e Tugnoli (oltre al disco scese in pedana anche per il getto del peso e il lancio del martello). Secondo classificato dietro Martinenghi, in entrambe le prove, il francese Louis Corlet. Parigino, classe 1897, morto nel 1973 a Reims, Corlet fu campione di Francia di cross (1921) e dei 10 mila metri (1921 - 22 - 23), soprattutto componente della squadra francese che vinse il "Cross delle Nazioni" nel 1922 e 1923, prime vittorie non inglesi.

Le prime due pagine interne e parte della terza di questo numero sono occupate da una puntata del romanzo "I denti della tigre" con il famoso Arsenio Lupin!

Illustrazione in basso, 9 - 16 luglio 1922:"Frigerio primo marciatore del mondo. Nello stadio di Copenaghen, dopo aver ancora battuto, sui 5000 metri, il danese Rasmussen, <recordman> mondiale di marcia, il piccolo tipografo milanese insegna al pubblico il grido italiano <alalà!>, e provoca uno scambio di frenetiche acclamazioni all'Italia e alla Danimarca". Gunnar Rasmussen, classe 1894, morto nel dicembre 1945, stabilì due primati del mondo a distanza di poche settimane, a Copenaghen, sui 5 mila e 10 mila metri, primati destinati a durare molti anni. Fece invece una ben povera apparizione sui 3 mila e 10 mila metri ai Giochi Olimpici del 1920: squalificato in batteria in entrambe! Le due medaglie d'oro furono vinte da Frigerio, come è noto.

All'interno di questo fascicolo (pagina 10) un ricordo di Alberto I di Monaco, il principe navigatore, che era deceduto poche settimane prima. Fece costruire il Museo Oceanografico che ancor oggi domina il rocher monegasco rivolto verso il mare.

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Esborso di 30 Euro per le due copie
ANNOTAZIONI Una piacevolissima scoperta, durante una visita ad una località incantevole, una antica Badia, in una zona collinare alle porte di Bologna,  che si chiama appunto Badia di Monte San Pietro (si esce dalla autostrada A1 a Casalecchio, si prende per Calderino e con una passeggiatina di una decina di km si arriva alla Badia). Chi ama la natura, le pietre antiche e, in aggiunta, i libri dei nostri avi, non può non visitare la Libreria Piani, che quando dimorava nel centro di Bologna si chiamava Naturalistica, esperienza di oltre 30 anni. Oggi nella Badia, Piero Piani, monumento vivente alla "bolognesità", ha catalogato, con i suoi assistenti, 150 mila libri, riviste, stampe, e quant'altro; credo che la stima sia per difetto. Se amate le antiche carte, fate una visitina, magari previa telefonata. Ne vale la pena. www.libreriapiani.it

E dopo la mente, lo stomaco. Cominciate  a ripulirvi la bocca dalla polvere antica con un bel Lambrusco Grasparossa, che poi accompagnerà tortelloni saporiti, ben eseguiti e abbondanti, guanciale di straordinaria tenerezza, un bel nocino finale, e un conto davvero onesto, il tutto accompagnato da cortesia, simpatia e sorriso, che non sono nel prezzo ma te li senti piacevolmente addosso. Dove e da chi? Trattoria Dai Mugnai, a Monteveglio (visitare l'Abbazia, un po' di spiritualità va conservata), vedere www.daimugnai.it

 

All Blacks, la leggenda

Pubblicato 29 Gennaio 2016

 



SPORT Rugby 
AUTORE Testi di Simone Battaggia, Andrea Bongiovanni, Luca Castaldini, Carlo Gobbi, Claudio Lenzi, Nicola Melillo, Marco Pastonesi 
EDITORE RCS Media Group S.p.A Divisione Quotidiani - Finito di stampare in Bergamo nel mese di febbraio 2013
CONTENUTO Storia, anzi storie, della squadra di rugby più famosa del mondo, con la sua maglia nera e la felce argentata sul petto, quella classica, la nuova non ci entusiasma. Ognuno degli autori racconta un pezzo di questa storia, anche se, inevitabilmente, ci sono un po' di ripetizioni, tipiche di questi lavori a più mani. Libro di grande attualità dopo il recente terzo titolo nella World Cup 2015. Le 160 pagine di formato A4 si fanno leggere come un bel romanzo, piene come sono di storie lontane, di affascinanti echi della popolazione indigena Maori, di aneddoti curiosi e simpatici, di grandi atleti sia di stazza sia di fama.

Il volume fa parte di quella collezione "Speciali Gazzetta" che ha prodotto alcune belle opera monografiche e che meritava di continuare.

UNA FRASE "La prima volta il manager ti chiama nella sua stanza e ti consegna la maglia, la famosa casacca nera. Ricordo ancora quando fu il mio turno, la presi e tornai in camera, la posai sul letto e iniziai a chiedermi incessantemente: la indosserai onorandola?" Richard "Richie" McCaw, 116 caps, 79 partite da capitano, considerato dalla maggioranza degli esperti di rugby il miglior giocatore di tutti i tempi.
ACQUISIZIONE Donazione di Paolo Marabini 
ANNOTAZIONI Di carattere storico stavolta. Nel 1888 la Nuova Zelanda la cui squadra allora si chiamava Natives andò a giocare all'estero, prima in Australia e poi in Gran Bretagna. In quasi sei mesi, fra il 3 ottobre 1888 e il 27 marzo 1889, la squadra fece settantaquattro partite (74, avete capito bene), perfino quattro la settimana....per potersi pagare il viaggio di ritorno! E in quella trasferta indossarono la maglia nera con la felce. Fra i tanti, un episodio molto simpatico, frutto della fantasia dei gogliardi di Oxford, i quali si presentarono in campo con maglie si cui era scritto il cognome del giocatore...ma rovesciato, in omaggio ad un Paese (la Nuova Zelanda, appunto) che stava dall'altra parte del mondo. Quello che ancor oggi conosciamo come "DownUnder".

 

Annuario Atletica della Federazione italiana di atletica leggera, edizioni 2014 & 2015

Pubblicato 26 Gennaio 2016

 


SPORT Atletica leggera
AUTORE Lavoro di compilazione nel quale sono coinvolti in parecchi, fra scrittori, statistici, e via cantando. Carlo Santi ha la funzione di coordinatore
EDITORE Federazione italiana di atletica leggera - Edizione 2014: finita di stampare nel maggio 2014; edizione 2015: finita di stampare in agosto 2015. Entrambe stampate da Digitalia Lab, in Roma.
CONTENUTO Il classico Annuario che ha sempre avuto la sua specifica e prevalente funzione di documentare con rigorosa completezza risultati, liste, biografie, di un anno. Oggi pare che i geni che vogliono dare un nuovo "format" al nostro sport di tutti questo si strafottono, incontriamo solo ormai degli ignoranti. E infatti si vede, o almeno lo vedono quelli che hanno occhi per vedere e orecchie per sentire, sempre meno, purtroppo. Orami si vuole farne un circo, mentre il vero "format" dell'atletica è nella sua bellezza, nella sua tradizione, nel rispetto di canoni e regole che non hanno bisogno di tanti arzigogoli. Ma, si capisce: devono giustificare i loro stipend, con annessi e connessi. Fumo, fumo, niente altro che fumo. E intanto l'atletica muore. In tutto questo diamo atto alla Federazione italiana di continuare questa opera meritoria di pubblicare ogni anno, con qualche patema, questo Annuario, che nacque nel 1961. E lo si deve, non ci stancheremo mai di ripeterlo, a Bruno Bonomelli, che nel Congresso del 1959 presentò una mozione che invitava la FIDAL alla pubblicazione di un Annuario. Fu approvata all'unanimità.

Solo una annotazione, tanto per rinfrescare la memoria: l'anno che compare in copertina è quello della stampa. i contenuti si riferiscono all'anno precedente. Non ci trova invece molto d'accordo questa "trovata" di aumentare il volume del libro con scritti di giornalisti. La Federazione ha (meglio dire: aveva?) una signora rivista che serviva proprio a diffondere il "verbo" dell'atletica. Ogni pubblicazione ha una sua funzione specifica, mescolarle non ha senso, per noi.

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Donazione Marco Martini
ANNOTAZIONI Una sola, che ci inorgoglisce: nella "Collezione" ci sono tutte le edizioni dal 1961. Senza contare alcuni Annuari "storici", come quello che 1923 edito dalla F.I.S.A., Federazione italiana sport atletici. Ed altre ancora, pre-Era F.I.D.A.L., includendo le varie edizioni degli Annuari di Bruno Bonomelli, veri e propri capolavori di compilazione sportiva (1949 - 1956).

 

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