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In questa Sezione pubblico e commento le nuove acquisizioni della “Collezione”, siano esse libri o riviste, ma anche poster, quadri, magliette di atleti, scarpe, numeri di gara, medaglie, francobolli, ecc., materiale che già ora è presente nelle due sale di esposizione (circa 150 metri quadrati, forse qualcosa di più che di meno), situate nell’edificio in via Monsignor Giacomo Tavernini, 35, a Navazzo, località nel Comune di Gargnano, sul lago di Garda. La “Collezione” presenta due nuclei essenziali: i Giochi Olimpici e l’atletica, ma non rifiuta certo anche altri sport, in particolare alcuni che mi hanno sempre entusiasmato, come rugby, ciclismo, tennis, pallacanestro; non manca neppure il calcio. 

Una spiegazione è dovuta. Qualcuno mi ha fatto notare che, talvolta, parlo di libri che non sono novità. Certo. Il motivo è che presento e commento solo i libri che ho davvero letto. Questo vale per le opere, diciamo così “di lettura”. È ovvio che una pubblicazione statistica non la leggo cifra per cifra, ma anche in questi casi sfoglio, conosco i contenuti, cerco di fissarli nella memoria, e questo può sempre tornare utile, soprattutto in caso di ricerca saper dove trovare quello che serve fa risparmiare un sacco di tempo. 

Il prossimo passo determinante sarebbe quello di porre mano ad un catalogo dell’esistente. Me lo ripetono in tanti, come se non lo sapessi da solo, ma dire agli altri quello che dovrebbero fare, e farlo realmente, beh, ce ne corre. Chissà che prima o poi non riesca anche ad iniziarlo. Quanto a finirlo, quien sabe?, dovrebbe darmi un aiuto determinante il buon Dio. Ma non gli ho ancora chiesto se è d’accordo. 

Un ringraziamento che sgorga dal cuore: a tutti quelli che mi hanno dato e continuano a darmi pezzi per la “Collezione”. Quando l’occhio corre sulle pareti e sugli scaffali mi sovvengono nomi, facce, amicizie, affetti, taluni perduti. Sappiate che quello che avete dato a questo angolino della memoria non andrà invece perduto.

 

Tokyo 1964 - Les Jeux Olympiques - Vingt sports au microscope

Pubblicato 01 Novembre 2013


SPORT Giochi Olimpici 
AUTORE Gaston Meyer 
EDITORE Les Editions de la Table Ronde, gennaio 1964
CONTENUTO Nel sottotitolo è già chiaramente indicato il contenuto: Vingt sports au microscope. E in venti capitoli e in 240 pagine (in lingua francese) si tratta di atletica (che fa la parte del leone, non poteva essere diversamente dato l'autore...), di nuoto, di ginnastica, di sollevamento pesi, di sports di squadra e di sports di combattimento, di Giochi d' inverno, di ciclismo. Piccolo libro ma scritto da uno che lo sport lo conosceva come pochi altri al mondo, non una di quelle brodaglie che nell'anno dei Giochi Olimpici escono a getto continuo a furia di scopiazzamenti frettolosi tanto per andare in libreria. Gaston Meyer, nato nel 1905 nella spledida regione di Dordogna, inizia la carriera di giornalista sportivo nel 1929. Dopo aver scritto per un paio di testate passa a L'Auto, il principale giornale francese di sport ed è titolare della rubrica di atletica. Nel 1936, insieme a Jacques Goddet, "copre" i Giochi Olimpici di Berlino. Appena finita la guerra, fonda un suo giornale Élans, che verrà rilevato da L'Équipe, erede a sua volta de L'Auto. Dal 1954 al 1970 Meyer ricopre il ruolo di redattore capo. Per la sua conoscenza e passione viene soprannominato "le pape du demi-fond".
UNA FRASE "L'athlétisme est le sport le plus universel, pour la simplr raison qu'il est le plus naturel. L'enfant court, saute, lance naturellement et s'oppose à ses camarades. Il a duex avantages éminents: il s'adresse aux jeunes gens de touts gabarits, en raison de la diversité de ses spécialités qui font appel à de qualités bien différentes: vitesse, résistance, détente et force...Il est chronométré et mesuré, ce qui permet à ceux qui le pratiquent de s'évaluer, non seulment par rapport aux autres, présent et passés, mais aussi par rapport à eux-mêmes. Le record est un formidable stimulant...". 
ACQUISIZIONE Acquistato attraverso Internet sul sito www.amazon.fra (Euro 5,44 + 2.99 spese di spedizione)
ANNOTAZIONI Nella "Collezione Ottavio Castellini" è presente un'altra importante opera di Gaston Meyer: Le grand livre de l'athlétisme français.

 

1912-2012 National Records Evolution

Pubblicato 01 Novembre 2013


SPORT Atletica leggera
AUTORE Janusz Wasko, John Brant, György Csiki, Andrzej Socha
EDITORE Meglio dire stampatore in questo caso: Attyla, Zamosc, Poland, febbraio 2013
CONTENUTO Gli autori hanno compilato la progressione dei record nationali per 36 Paesi nel mondo, quelli che loro definiscono TOP 36. Materia magmatica, in continua ebollizione, quindi difficile da fermare su carta. Per fortuna dei compilatori, il succedersi di miglioramenti di record, pur nazionali che siano, sta subendo una forte frenata, dovuta a molte cause, la prima fra tutte la decadente qualità del nostro sport. Prendiamo gli ultimi Campionati del mondo, a Mosca, lo scorso agosto: record mondiali zero, record dei Campionati due, record mondiali junior zero, record di Area (quelli continentali, per intenderci) uno, record nazionali 39 in tutto. Pauperrimo bilancio, forse il peggiore di tutte le edizioni dei Mondiali, dico "forse" non avendo fatto indagini più approfondite, ma a naso...Il libro ha poche pagine di introduzione in inglese e in polacco, poi un mare di numeretti per 447 pagine!
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Un regalo del mio amico polacco Janusz Rozum, con tanto di dedica, durante i Campionati del mondo di corsa campestre a Bydgoszcz, il 24 marzo 2013 
ANNOTAZIONI Mi fa piacere rilevare il nome dell'amico Gabriele Manfredini fra coloro che hanno rivisto i dati: nel suo caso, non potevano che essere le prove multiple! Gabriele è garanzia di serietà, preparazione, documentazione. E, in più, è una persona per bene, rara avis in un ambiente non più grande di una cacca di mosca, dove pullulano arraffoni, cacciatori di inviti, venditori ambulanti, questuanti.

 

International Athletics Annual 1953

Pubblicato 26 Ottobre 2013


SPORT Atletica leggera 
AUTORE Compilatori Roberto L. Quercetani e Fulvio Regli, collaboratori Don H. Potts, Heinz Vogel, B-J Weckmam, Eric Kamper
EDITORE World Sports, London, stampato da "The Croydon Times", Croydon 
CONTENUTO Consueta - a quei tempi - prefazione di Harold Abrahams il quale annota:"Twenty-five years ago, in 1928 the world record for the discus stood at 150 feet and 1 3/4 inches (48.20). It is now 186 feet 11 inches (56.97), an improvement of 18,91%". A seguire il libro include - dice ancora Abrahams - "almost everything even the most exacting enthusiast could require": records del mondo, i risultati (primi sei) della finali olimpiche di Helsinki 1952, le liste mondiali 1952, le best performances (che ancor oggi i tanti somari che vogliono parlare di atletica ma non sanno cosa siano e come si compilano...), e poi passiamo alle liste europee, seguite dai records e dai campionati nazionali, il tedesco Heinz Vogel raccoglie i risultati dei match internazionali disputati in Europa, a seguire Campionati e Giochi internazionali. A chiudere le liste di ogni tempo (primi 10) e un capitoletto per le donne, uno solo...ma per errore ripetuto due volte! Qualche "ciliegina", qua e là nelle liste di questo 1952. Nel salto in alto, al settimo posto con 2.03, troviamo Ion Soter, che sarebbe poi sposato Iolanda Balas. Stessa lista, tredicesimo posto, con 2.01 lo svedese Arne Ljungqvist, una vita spesa tra professione medica e impegno sportivo, in particolare nella lotta contro il doping. Curiosità: nel 1986 è stato nominato primo Ciambellano del Re di Svezia. Nel lancio del disco, Parry O'Brien, l'uomo che con la sua tecnica dorsale rivoluzionò il getto del peso, era decimo al mondo con 51.93, quattro centimetri meglio del nostro Beppone Tosi. Poco più dietro - sedicesimo con 51.05 - uno dei più grandi campioni nella storia dell'atletica: Robert "Bob" Mathias, decathleta, il quale aveva corso anche in 13.8 sugli ostacoli alti, treza prestazione al mondo quell'anno. Giavellotto: il norvegese Egil Danielsen è al 45esimo posto con 65.97; quattro anni dopo sarà campione olimpico con 85.71, 5 metri e 73 centimetri sul secondo classificato, il polacco Sidlo! Strana dimenticanza: nelle liste mondiali non figura il decathlon, regolarmente invece inserito nelle liste europee (Tabella 1934 ancora in vigore).
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Donazione Rosetta e Bruno Bonomelli 
ANNOTAZIONI Presentando l'Annual 1954 ricevuto recentemente in regalo dall'amico polacco Janusz Rozum, scrissi che "con un po' di fortuna..." si poteva sperare di avere tutti gli ATFS Annuals. La fortuna è arrivata con i primi lavori di sistemazione e catalogazione dell'imponente "Donazione Rosetta e Bruno Bonomelli". Adesso nella "Collezione" ci sono tutti gli anni dal 1951 al 2013, un patrimonio che ha richiesto tempo, pazienza e quattrini, dal primo (1962) acquistato direttamente. L'occasione mi serve anche per ringraziare alcuni amici che mi hanno fatto dono di antiche annate, in particolare il già citato Janusz Rozum, lo spagnolo Paco Ascorbe e l'inglese Len Lewis . Motivo di orgoglio, pur nella consapevolezza che anche altri, in giro per il mondo, possono mostrare analoga collezione. All'interno della nostra copia abbiamo trovato minuscoli foglietti con gli appunti di Bruno Bonomelli, uso ad annotare i suoi libri, di qualsiasi argomento si trattasse. Era uno che i libri li leggeva davvero!

 

Fifty Years of Progress 1880-1930 - A.A.A. Jubilee Souvenir

Pubblicato 09 Ottobre 2013


SPORT Atletica leggera 
AUTORE Parecchi, almeno dodici i contributi firmati
EDITORE Amateur Athletic Association (trattasi della Federazione inglese, per chi non ne avesse conoscimento)
CONTENUTO Documento insuperato per conoscere l'atletica inglese "organizzata", nei primi cinquanta anni dalla sua fondazione (1880). A cominciare dalla lettura degli atti del primo meeting ufficiale che si tenne su invito dei clubs atletici della Oxford University e della Cambridge University. Il meeting si tenne al Randolph Hotel di Oxford, il 24 aprile 1880. Lo scopo era di formare una Amateur Athletic Association che riunisse i club atletici, ormai già numerosi. Mr B.R.Wise fu eletto presidente del meeting. Una proposta di statuto fondativo fu sottoposta ai presenti. Uno dei punti centrali fu quello della definizione di "amateur". Alla fine fu accettata la proposta di Mr J.G.Chambers, dell' Amateur Athletic Club di Londra:"No person shall be considered an amateur who has ever competed with or against a professional for any prize; who has ever taught, pursued, or assisted in a practice of athletics exercises of any kind as a means of obtaining a livelihood, or who is by trade or employment a mechanic, artisan, or labourer". Fu stabilita anche la data per i Campionati:"The Championships Meeting should be held on the fourth Saturday after Oxford Commemoration every year". Per il 1880 la data fu il 3 luglio. Queste sono solo alcune piccole annotazioni. Si noti che alla fine delle pagine che riportano le note della riunione fondativa alcune righe recitano:"This summary is approximately one-forth of the original report in the "Oxford Chronicle". Un quarto del testo originale! In aggiunta ai documenti ufficiali, leggiamo le biografie dei dirigenti del tempo, chiamati "Our Leaders", una interessantissima biografia, ricca di gustosi aneddoti, di Sir Montague Shearman, autore nel 1887 del primo grande libro di atletica (insieme al rugby), presidente della A.A.A. dal 1916 al 1929, deceduto proprio in quell'anno 1930, il 6 gennaio, prima di vedere la celebrazione del cinquantenario. A seguire 27 pagine di storia dell'Association dal 1880 al 1930: una miniera di personaggi e di notizie! Quindi l'attività nelle differenti aree della Nazione, l'atletica nelle Schools e nelle Università; una storia finanziaria della A.A.A., da cui si apprende che il primo Campionato si chiuse con un bilancio di 91 sterline e 16 scellini, con un deficit di 31 sterline e 2 scellini, ma annota il compilatore di questo deficit 12 sterline e 2 scellini erano da imputare ad acquisti "not immediately connected with the Championships Meeting". Il secondo Campionato, a Birmingham nel 1881, fu invece un successone con un profitto di ben 325 sterline e 17 scellini! A continuazione, i Giochi Olimpici, gli Incontri internazionali, il crosscountry (lo scrivevano in una sola parola) con un ricordo di Walter Rye il "padre" del cross inglese, il Walking ossia la marcia, la cronaca del Jubilee Dinner. Infine, due pagine dedicate ai "Books in athletics" e ben 47 di "Statistics". Libro di una modernità antica!
UNA FRASE Qualcosa di più di una frase, una storiella molto simpatica. "When C. A. Bradley, of Huddersfield, entered for the 100 Yards Championships at Northampton in 1893, he was informed before the race that as the track was a shade dowhhill, and the wind was blowing in the same direction, if he made a record under those circumstances it would probably not be passed by the A.A.A. On hearing this, Bradley looked up from his reclining position in the dressing-room and exclaimed with great determination:"Then I'll run oop hill, and against the wind, and then nobody can say nowt against it". He did this, and won in 10 sec.! In fact, on referring to the A.A.A. programmes, this anecdote is confirmed by a * opposite the 100 Yards result in 1893, and the word "Uphill"  which does not appear against any other performances in the 100 Yards. This anecdote may be, perhaps, an inspiration to member of the governing body and hon. secretaries of affiliated clubs. When they meet with difficulties, or are told that something is "impossible" they will be able to say:"Then we'll run oop and against the wind".
ACQUISIZIONE Nell'ambito di uno scambio di libri con l'amico inglese Len Lewis, che ha un ricco catalogo di pubblicazioni di atletica second hand. Lo si può contattare a questo indirizzo   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , spesso ha cose molto interessanti per gli appassionati del nostro sport.
ANNOTAZIONI Questo libro, che porta i segni del tempo, è stato nella biblioteca personale di un campione olimpico, sfogliato, annotato, personalizzato, ceduto, poi ha viaggiato in Galles, e quindi è arrivato fino a me. Incollato alla prima pagina interna di copertina c'è un biglietto da visita. Vi si legge, in un bel carattere corsivo: Mr Harold M. Abrahams, 4 Elm Court, Temple, Central 1350. Dove M. sta per Maurice. Proprio lui, l'uomo che ha ispirato l'adattamento cinematografico "Chariots of fire", l'italiano "Momenti di gloria", tanto apprezzato quanto vituperato da certi presenti puristi che pensano di essere depositari della storia. Quell' Harold Abrahams che vinse sulla pista, non al cine, il titolo olimpico dei 100 metri ai Giochi di Parigi - in realtà Colombes che Parigi non era e non è - il 7 luglio 1924. All'interno parecchie annotazioni a matita e, nella parte "Statistics", altre con una penna rossa, vergate con una scrittura minuta. Mi fa piacere pensare che siano di Mr Abrahams. Esiste in "Collezione" anche una seconda copia di questo stesso volume, acquistata qualche anno fa in Gran Bretagna.

 

Paavo Johannes Nurmi geboren am 13.6.1897 heute vor 100 Jaren

Pubblicato 29 Settembre 2013

 



SPORT Atletica leggera
AUTORE Manfred Holzhausen  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
EDITORE prodotto in proprio, 1997 
CONTENUTO È il primo lavoro di Manfred Holzhausen. In occasione dei 100 anni della nascita di Paavo Nurmi, gli dedicò questa ricerca di 30 pagine, molto ordinata e puntuale. Forse nulla di nuovo rispetto a quanto si conoscesse già, ma un atto di grande devozione alla memoria di uno dei più grandi atleti della storia del nostro sport, se non addirittura il più grande, anche se queste valutazioni sono molto soggettive. I capitoli sono corredati da elenchi di gare e risultati, come la stagione 1925 con le 45 gare fra Stati Uniti e Canada. In chiusura, otto pagine di dati, e la bibliografia. In lingua tedesca.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Omaggio dell'autore 
ANNOTAZIONI A beneficio dei più giovani, ammesso che fra i giovani ci sia ancora passione per questo nostro sport e per i suoi grandi protagonisti. Paavo Nurmi, finlandese di Turku (Äbo, in lingua svedese), è uno dei giganti della storia dell'atletica. Ancora oggi, dopo trenta edizioni, è l'atleta che ha vinto più medaglie olimpiche: 12, nove d'oro e tre d'argento. Se ci si limita a quelle d'oro è preceduto dal saltatore statunistense Ray Ewry che ne vinse dieci, e divide il secondo posto con Carl Lewis. Fra il 1921 e il 1931 ha stabilito trentuno primati del mondo, una parte non riconosciuti ufficialmente; se ne devono aggiungere altri sei in pista indoor, tutti negli Stati Uniti, e tutti non riconosciuti, in quanto alla epoca la Federazione internazionale non riconosceva primati in pista coperta (riconoscimento accordato solo a partire dall' 1 gennaio 1987).

 

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