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Nebbiolina su Maderno, solo fumo di un sigaro

 
 
 
 

La parola a Enzo Gallotta: ne ha facoltà, per raccontarci dell'estate 1949, quando Winston Churchill spese un po' di giorni sul Garda, insieme alla moglie e ad alcune persone del suo staff. Questa è la seconda e conclusiva parte del suo scritto, la prima la trovate in questo stesso spazio pubblicata giorni orsono. Stavolta si parla di pittura, di quadri, di motoscafi che vanno in panne, di 007 (forse 006, perchè James Bond non era ancora nato) che vegliano, sempre attenti, su di lui, perfino di - quasi commossi - ricordi familiari dello scriba Gallotta, cui ha tremato la mano sui tasti ricordando che in quei giorni, a distanza di pochi metri, c'era anche suo padre Gino, che serviva il nostro Paese come poliziotto. Io, invece, epicureo impenitente, mi soffermo su un altro dettaglio. Enzo parla di «carpione e champagne», lo champagne del Gran Britanno, il Pol Roger. Mi permetto di aggiungere un dettaglio con le bollicine: il Pol Roger era il preferito di Churchill. Francese il vignaiolo, della zona regina dello champagne, Épernay, il cuore. La storia di questo prodotto inizia alla metà del 1800, oggi è prezioso nettare per re, regine, matrimoni di rampolli di sangue blu. Lui, Winnie, come era per tutti dentro e fuori l'isolotto di Albione, ne fu grande estimatore, tanto che...tanto che la Pol Roger ha nella sua produzione una «Cuvée Sir Winston Churchill 2009 Vintage», l'etichetta più prestigiosa della Casa. Per togliersi lo sfizio di bere una bottiglia di Pol Roger Churchill bastano - beh, insomma, diciamo, ci vogliono - 177,99 euro, la miglior offerta che ho trovato sui siti di e-commerce. Aggiungo: anche SAR The Queen Elizabeth II predilige il Pol Roger. Da indiscrezioni che ho raccolto nei circoli londinesi pare che il 18 luglio scorso la Regina abbia brindato a Pol Roger per festeggiare i 25 mila giorni del suo Regno. Una eternità. Lunga vita alla Regina.

E adesso leggiamoci Enzo Gallotta.

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Carpione e champagne - Al terzo piano del Grand Hotel di Gardone Riviera furono riservate all’ospite e al suo seguito una dozzina di camere. Per “Winnie”, la 310. Nelle altre gli uomini dei Servizi (quelli di James Bond, per intenderci) inglesi, le due segretarie (miss Marston e miss Gemmel), altri funzionari britannici. Fatti due conti, fanno 150mila lire al giorno per la pensione completa. Con carpione, champagne Pol Roger, vini del Garda e relax. Il giorno a seguire arrivò la moglie, lady Clementine, con l’amica miss Deakin.

Nel frattempo il “vecchio leone” scortato da due Polizie, la nostra e quella inglese, raggiunse Tremosine. Ribattezzò la strada della forra come “l’ottava meraviglia”. Sulla strada del ritorno, si fermò a Maderno dove diede un'occhiata sul golfo dalla terrazzina di Villa Moreni. La scena che ha negli occhi la vede già in un quadro. Il 27 luglio, tavolozza e colori, sbarcò sulla spiaggetta del “Ruinà”, quasi di fronte alla Villa Il Roseto, dove vennero scattate di soppiatto, da bordo di un motoscafo malandrino, le fotografie che faranno il giro del mondo. Su una di queste c’è mio padre Cosimo, ma per tutti «Gino», allora in servizio alla Questura di Brescia. È in borghese, con gli occhiali scuri, osserva da dietro il muretto: lo si vede chiaramente nella foto pubblicata dalla rivista «Settimo Giorno», è l'uomo in giacca e cravatta, semigirato, con il braccio teso a indicare, pare, un'auto che stava sopraggiungendo. A pochi passi un uomo in uniforme. È Salvatore Affinito, suo collega, unico testimone ancora in vita di quei momenti, a sorvegliare l’ex premier inglese. Oggi ha 98 anni, ci siamo incontrati tempo fa. Gli ho fatto avere il breve filmato in cui compaiono lui, mio padre e Churchill. Per riconoscenza e gentilezza d’altri tempi, sono stato “omaggiato” dal gentiluomo del Sud con babà e sfogliatelle fresche fatte arrivare da Frattamaggiore, terra napoletana. Peccati di gola.

Così è riassunta la pagina di storia minore, vissuta a ridosso della spiaggia madernese. Dove Churchill ritornò il pomeriggio del  29 per alcuni ritocchi. Se ne andò portandosi dietro una fotografia scattata da Pietro Ceruti, commerciante di elettrodomestici. Un promemoria per finire il quadro a Londra. Dove poi fu battuto all’asta, nel 1999, venduto da Christie’s a un acquirente rimasto anonimo per 44mila sterline.

Sabato 30 “Winnie” salì sul “Gabbiano II”, il motoscafo del madernese Bruno Benini, che partì con destinazione San Vigilio, dove dipinse un’altra tela. Il ritorno, complice un piccolo incidente al natante, lo costrinse a salire su un’imbarcazione recuperata dalla Polizia. Ancora, nei giorni a seguire, ci furono incontri con le autorità e un paio di trasferte a Sirmione. In visita alle Grotte di Catullo. E la trasferta più lunga al lago di Carezza.

Il segreto del carteggio - In mezzo, molti sospetti e chiacchiere di fondo. Per tornare a quel carteggio segreto e alla pista del turista-cacciatore. In cerca di relax, certo, ma pure della corrispondenza con il Duce. Imbarazzante, per Churchill, fino a spingerlo – così dicono i dietrologi di turno – a piombare a Como a guerra appena conclusa per cercarla. E a fare visita al falegname di casa a Gargnano quattro anni dopo. Su quel carteggio resta il mistero. Che qualche anno più tardi, nel 1993, sembrò sul punto di avere risposta quando nel lago, a nord di Gargnano, vennero trovate alcune casse. Grande fu la delusione quando, l'apertura zittì il tamtam mediatico e venne rivelato il contenuto: vecchie munizioni ed esplosivo, non certo l’oro di Dongo e documenti storici.

Ciao “Winnie” - Si chiude così, il 9 agosto 1949, la vacanza di “Winnie” sul lago di Garda. Con la partenza per Strasburgo, tappa prima del ritorno nella sua isola al nord, cala il sipario sul racconto di questa Storia del secolo scorso. E dell’altra che gli fa da controcanto, con la esse minuscola. Su cui non ho avuto grandi rivelazioni dai testimoni d’occasione. Ma i ricordi, quelli sì, di chi ha avuto l’avventura di incontrare e stringere la mano di un uomo che ha fatto la Storia. Non è poco.

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