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In questa Sezione pubblico e commento le nuove acquisizioni della “Collezione”, siano esse libri o riviste, ma anche poster, quadri, magliette di atleti, scarpe, numeri di gara, medaglie, francobolli, ecc., materiale che già ora è presente nelle due sale di esposizione (circa 150 metri quadrati, forse qualcosa di più che di meno), situate nell’edificio in via Monsignor Giacomo Tavernini, 35, a Navazzo, località nel Comune di Gargnano, sul lago di Garda. La “Collezione” presenta due nuclei essenziali: i Giochi Olimpici e l’atletica, ma non rifiuta certo anche altri sport, in particolare alcuni che mi hanno sempre entusiasmato, come rugby, ciclismo, tennis, pallacanestro; non manca neppure il calcio. 

Una spiegazione è dovuta. Qualcuno mi ha fatto notare che, talvolta, parlo di libri che non sono novità. Certo. Il motivo è che presento e commento solo i libri che ho davvero letto. Questo vale per le opere, diciamo così “di lettura”. È ovvio che una pubblicazione statistica non la leggo cifra per cifra, ma anche in questi casi sfoglio, conosco i contenuti, cerco di fissarli nella memoria, e questo può sempre tornare utile, soprattutto in caso di ricerca saper dove trovare quello che serve fa risparmiare un sacco di tempo. 

Il prossimo passo determinante sarebbe quello di porre mano ad un catalogo dell’esistente. Me lo ripetono in tanti, come se non lo sapessi da solo, ma dire agli altri quello che dovrebbero fare, e farlo realmente, beh, ce ne corre. Chissà che prima o poi non riesca anche ad iniziarlo. Quanto a finirlo, quien sabe?, dovrebbe darmi un aiuto determinante il buon Dio. Ma non gli ho ancora chiesto se è d’accordo. 

Un ringraziamento che sgorga dal cuore: a tutti quelli che mi hanno dato e continuano a darmi pezzi per la “Collezione”. Quando l’occhio corre sulle pareti e sugli scaffali mi sovvengono nomi, facce, amicizie, affetti, taluni perduti. Sappiate che quello che avete dato a questo angolino della memoria non andrà invece perduto.

 

Olimpica

Pubblicato 06 Dicembre 2017

 

SPORT Molti, tanti, non tutti olimpici come farebbe pensare il titolo 
AUTORE Anne - Margot Ramstein 
EDITORE Albin Michel Jeunesse, Paris - 2015 - per l'edizione italiana L'ippocampo, Milano - 2015 - www.ippocampoedizioni.it - Stampato in Cina
CONTENUTO Un caleidoscopio di colori e di linee grafiche per illustrare il movimento in differenti discipline sportive. Uno stile personalissimo, sperimentato nella editoria infantile. Piacevole, i colori allietano sempre la vita. Copertina fronteretro dedicata alla mischia del rugby: sarebbe una grande idea per un poster promozionale dello sport della pallaovale.

Alla voce "perdere" dedicata al pugilato il tratto grafico mi ha ricordato immediatamente in maniera inequivocabile la famosa fotografia aerea scattata dal grande fotografo americano Neil Leifer all'Astrodome di Houston, nel 1966, durante l'incontro Muhammad Alì - Cleveland Williams, una delle più belle foto sportive di tutti i tempi.

UNA FRASE Parlano solamente le immagini, i colori, i disegni. In tutto il libro non c'è una sola parola, a parte il verbo che identifica il gesto sportivo: scattare, pedalare, pattinare, slanciarsi, galoppare, lanciare,...
ACQUISIZIONE Omaggio della mia amica Alessandra Rossetti 
ANNOTAZIONI Nativa dell'isola di Réunion, Anne-Margot Ramstein si è formata a Parigi e poi alla Scuola di Arti Decorative di Strasburgo. È anche borsista dell'Accademia di Francia, a Villa Medici, in Roma.

 

Olympic Games, London 1948, Monday, August 2nd: a special copy of the daily Official Programme

Pubblicato 24 Novembre 2017

SPORT Track & Field at the Olympic Games
AUTORE  
EDITORE The Organising Committee of the XIVth Olympiad London 1948
CONTENUTO I am presenting here the copy of the Official Programme of the day August 2nd of the Olympic Games in London 1948. It was the day of the Men Discus, the qualifying trials in the morning (11.0 A.M.) and the final in the afternoon (3.30 P.M.). Cost of the booklet, one shilling. Why I decided to publish these pages? Because these is something really interesting for a small detail. Presenting the event the name of the famous Italian thrower Adolfo Consolini was written "Consolino". Famous? Not enough if in the programme of the Olympic Games there is this mistake. Please note that Consolini was world record holder in 1941 and 1946. Anyway, also the owner of the booklet wrote by hand Consolino in his note, it was a person who followed the competition with a good attention as you can see in the reproduction of the original pages: he took note about the scratched athletes, the bib numbers of the qualified athletes for the final, there is a mistake in the final result of our athlete: he wrote 54.10 but actually was 52.78.

The number of the entered athletes was 35, but only 31 competed. Two groups for the qualification: Consolino was in the Group 1, Tosi and Oberweger in the Group 2. The Rule said:"The qualification distance is 46 m. All competitors who attain the distance will take part in the Final. If less than 12 competitors attain 46 m. then the 12 best competitors qualify. Only 8 did the qualification directly, Fransson (SWE), Huutoniemi (FIN), Tunner (AUT) and Julve (PER) entered in the final also. Consolino was the best with 51.08, new Olympic record; out two of the three american, Gordien only pass to the final.

Under a heavy rain, in the first attempt of the final Beppe Tosi improved the Olympic record: 51.78. The replay of the man from Costermano in the second attempt: 52.78. During the final three men only threw more than 50 m.: Consolini 3 times, Tosi 4 and Gordien 1. 

UNA FRASE  
ACQUISIZIONE From the catalogue of the second hand books of Len Lewis Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  I buyed six booklets; in February 2018 I found the last missing booklet.
ANNOTAZIONI So I have the complete collection of the Daily Programmes XIV Olympiad London 1948: eight booklets. The dates: Friday July 30, Saturday July 31, Monday August 2, Tuesday August 3, Wednesday August 4, Thursday August 5, Friday August 6, Saturday August 7. Please note: on Sunday August 1st the athletic programme did not have any competition.

 

Saggio sull'arte di strisciare ad uso dei cortigiani

Pubblicato 18 Novembre 2017

 


SPORT Non è una attività fisica codificata e regolamentata, almeno per ora, ma forse presto lo sarà visto tutte le idiozie che vengono riconosciute come sport, ultima la follia dei giochi elettronici, pazzesco. Un certo impegno fisico però per fare il cortigiano ci vuole: piegamenti della schiena, genuflessioni, frenetico battere delle mani. Inoltre questa "arte" ha moltissimi tesserati, non c'è Federazione sportiva così numerosa. Come denominazione potrebbe essere confusa con paracadutismo, la radice potrebbe essere "para..." ma la terminazione è diversa. Il titolo del libretto di poche pagine (26) di cui vi suggerisco la lettura è accompagnato da un sottotitolo che recita: Facezia filosofica tratta dai manoscritti del defunto barone d'Holbach. Bellissimo anche il titolo originale in francese: Essai sur l'art de ramper, à l'usage des courtisans. Quel "ramper" è un capolavoro.
AUTORE Paul Heinrich Dietrich Holbach, nome poi francesizzato in Paul Henry Thiry d'Holbach
EDITORE il nuovo melangolo s.r.l. - Collana Nugae, pagine 32 - Finito di stampare nel mese di ottobre 2009 - www.ilmelangolo.com
CONTENUTO Non si può raccontare, serve leggerlo, troppo divertente.
UNA FRASE Un piccolo florilegio di citazioni. "I popoli ingrati non percepiscono la reale portata degli obblighi propri di questi uomini generosi (i cortigiani, n.d.r.) che, pur di garantire il buon umore del Sovrano, si votano alla noia, si sacrificano per i suoi capricci, immolano in suo nome onestà, amor proprio, pudore e rimorsi..." "Un buon cortigiano non deve mai avere un'opinione personale ma solamente quella del padrone o del ministro...un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone...deve tenere ben presente che il Sovrano...non ha mai torto...il cortigiano ben educato deve avere uno stomaco tanto forte da digerire tutti gli affronti che il suo padrone vorrà infliggergli...un individuo rancoroso, dal brutto carattere o suscettibile non riuscirà mai a fare carriera". "La nobile arte del cortigiano...consiste nel tenersi informato sulle passioni e i vizi del padrone, per essere in grado di sfruttarne il punto debole...Gli piacciono le donne? Bisogna procurargliene...è pigro? non bisogna mai parlargli di lavoro...Il vero cortigiano è tenuto, come Arlecchino, ad essere amico di tutti". 
ACQUISIZIONE Comperato, Euro 4,00, mai spesi tanto bene.
ANNOTAZIONI Dedico questo piccolo capolavoro a tutti i cortigiani della peggior specie, i perfidi bugiardi di qualsiasi sesso e di differenti Nazioni, i voltagabbana, i finti amici che spariscono quando più si avrebbe bisogno di sentirli accanto ma sono affetti da artrosi e non riescono a sollevare il telefono, i prestigiatori capaci di far sparire contratti già firmati, i mercenari sempre pronti a saltare sul carro dei vincitori, i nipotini di Giuda che si vendono per pochi denari. Sottoprodotti dell'umanità che sono stato costretto a incontrare (parecchi dei quali nell'anestetizzato mondo dello sport) attraversando la intricata giungla della mia vita. "Omini, mezzomini, uminicchi, piglianculu e quaquaraquà", secondo antica catalogazione sicula, ripresa nel libro "Il giorno della civetta" di Leonardo SciasciaE sono stati tanti, posso associare a ognuna di queste affollatissme categorie nomi, cognomi e volti precisi. Se mi mettessi a compilare una lista, perderei solo tempo. Che Dio li abbia in gloria, se crede. Amen.

P.S. - Ho incontrato anche tanti onestuomini / donne, sicuramente molti di più dei malandrini. Hombres y Mujeres verticales, tradotto secondo italico idioma: con la schiena diritta.

 

Divieto di sosta - Storia e vita di un campione: Franco Arese

Pubblicato 08 Novembre 2017

 

SPORT Atletica leggera
AUTORE Gianni Romeo, Franco Fava, Fabio Monti 
EDITORE Editoriale Sport Italia / Edizioni Correre - Milano - www.storesportivi.it - Finito di stampare nel mese di ottobre 2017 
CONTENUTO Dice: libro scritto a sei mani. Io direi a otto, perchè c'è dentro tanto Ciccio Arese in queste pagine, emerge lui più che quanto scritto su di lui. Eppure i tre sono giornalisti con i controfiocchi. Ognuno ha delineato i contorni di tre momenti della sua vita: gli anni giovanili; l'atleta, il campione; l'imprenditore e il presidente dell'atletica italiana. La parte centrale - quella di Fava -  l'ho vissuta da appassionato, anzi con la terminazione superlativa issimo (oggi neanche un po'...) e quindi è stato come ripassare al ralenty una pellicola che mi ha dato emozioni. Ho scoperto da Romeo dettagli che conoscevo poco sul ragazzo di Centallo. Ho approfondito molto, grazie a Fabio Monti, sull'imprenditore e sul presidente federatletico, cose che conoscevo a spanne. Ne esce la figura di Arese, e questo suona sicuramente a merito di chi ha fatto bene il suo lavoro.
UNA FRASE "L'atletica della mia gioventù era lo sport dell'entusiasmo, della voglia di mettersi in gioco, in definitiva della voglia di vivere. Fotografava il mondo del boom economico, di un'Italia alla ricerca e alla scoperta del benessere. Oggi la vita è più complicata. È l'era dell'informatica, che dà molto, ma appiattisce molto. I giovani faticano a inserirsi...Sono vissuto in un periodo storico fortunato, quando per noi giovani c'era spazio e la possibilità di crearsi un futuro".

"Il fiume di denaro va a pochi nel nostro sport, non tutti si chiamano Bolt. È giusto che ci sia la possibilità di guadagnare per chi dedica all'atletica la gioventù. Ma il guadagno anche non milionario, se rappresentato da un posto sicuro in una azienda o in un gruppo sportivo militare, oggi troppo spesso si tramuta in un appagamento, non in uno stimolo".

La fotografia impietosa ma esatta dell'atletica italiana. "Per dirigenti di società, tecnici e atleti, incontrare il presidente, non importa dove e perchè, significa cogliere l'attimo per prsentare il proprio personale cahier de doléances e una infinita teoria di lamentazioni, rivendicazioni, problemi irrisolvibili, nel segno di una visione parrocchiale, da circolo ricreativo, un difetto storico dell'atletica italiana, che sembra resistere a tutto".

ACQUISIZIONE Ricevuto durante la conferenza stampa di presentazione a Milano, il 18 ottobre 2017 - Copia con dedica personale di Franco Arese
ANNOTAZIONI Ho avuto modo, l'ho già detto qualche riga fa, di vedere Arese correre, in tivvù e dal vivo, Trofeo Provincia a Reggio Emilia, Trofeo dell'Industria a Brescia, tanto per dire. L'ho incontrato varie volte negli anni di lavoro alla FIDAL, lui presidente del Comitato piemontese, io responsabile dell'Ufficio stampa nazionale. Un rapporto di cordialità e di stima, mia sicuro, lui credo. Un episodio dell'agosto 2012, lui presidente della FIDAL, io compilatore di inutili liste di risultati per conto della Federazione mondiale in seno ai Giochi Olimpici di Londra. Con il mio amico Carlos Fernádez Canet, lui pure statistician, stavamo attraversando il parco olimpico per raggiungere il nostro ufficio all'interno dello stadio. Vedo la lunga figura a qualche decina di metri. "Ciccio" chiamo, si gira "Castella", così mi ha sempre etichettato. Un abbraccio, camminiamo e parliamo. In quel momento appresi che avrebbe lasciato la Federazione. "Castella, quando vado a Roma mi sembra di essere un deficiente...si lamentano tutti...non gli va mai bene niente...ti sparano tutti addosso...Basta, Castella, il mio tempo è finito". Il 2 dicembre 2012 l'Assemblea di Milano, dopo il suo intervento, gli regalerà una standing ovation. Tutti, anche i perfidi che, alle spalle, avevano cercato di pugnalarlo. Salvo, quattro anni dopo, chiedergli di ricandidarsi...Se dicessi qualcosa userei solo parolacce.

Ciccio mi ha fatto un regalo personale enorme. Nel novembre del 2015 decisi di festeggiare i miei 70 anni, pur se in ritardo sulla vera data di nascita. And I did it my way, ascoltare Frank Sinatra. Palazzo cinquecentesco sul porto di Gargnano, una ottantina di amici. Fra questi Ciccio Arese e la signora Vera. Arrivarono in serata, ripartirono prestissimo al mattino, dovevano volare ad Amsterdam, mi pare. C'erano anche Maurizio Damilano, Alberto Juantorena, Franco Fava, Gianni Poli, Dario Badinelli, e tanti altri amici che si strinsero attorno a me. L'abbraccio di Ciccio fu come gli animali della fattoria di Orwell: tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri. Yes, it was my way.

 

I sentieri d'Olimpia - Storia dell'Atletica nei Giochi 1896 - 2000

Pubblicato 14 Settembre 2017

SPORT Atletica leggera ai Giochi Olimpici 
AUTORE Salvatore Massara, prefazione di Antonio Ghirelli 
EDITORE Edizione fuori commercio - Stampato in Roma nel marzo 2004 - Progetto grafico e produzione tipografica Sei Decimi Roma
CONTENUTO Il titolo del primo capitolo dice tutto: Il racconto di una meravigliosa storia da Atene 1896 a Sydney 2000. Questo è, null'altro, che non sia passione, rigore, amore, documerntazione. Voleva scriverlo nel 1996, lo dice lui stesso, per celebrare il ritorno dopo cento anni dalla rinascita dei Giochi Olimpici dell'Era Moderna ad Atene. Ma si sa come andò a finire, e anche Salvatore cambiò il suo piano editoriale, piano pagato di sua saccoccia come tanti altri regali fatti all'atletica girando per il mondo. Da lassù Zeus, patrono dei Giochi, lo ha assistito: completò il suo libro all'inizio del 2004, fu stampato in marzo, Salvatore lasciò la sua Napoli per sempre in settembre. I Giochi, in agosto, si erano svolti ad Atene.
UNA FRASE Dalla prefazione di Antonio Ghirelli:"...il riferimento a cui tiene di più che ad ogni altro modello professionale si chiama Gino Palumbo. Quando Salvatore mi ha fatto tenere questo straordinario libro, mi ha avvertito, con il suo tono tra il romantico ed il perentorio, tipico del resto di tutti i grandi sacerdoti dell'atletica leggera:« Ti ricordo, cosa a cui tengo moltissimo, che sono stato uno dei ragazzi di Gino». Palumbo ebbe una carriera giornalistica come pochi altri, ricordiamolo come direttore della "Gazzetta dello Sport" dal 1976 al 1983, anni di vera "rivoluzione" al quotidiano stampato su carta rosa (che usciva dalla cartiera di Toscolano Maderno, affacciata sulle acque del Garda). Salvatore iniziò la sua atipica carriera giornalistica (era un dirigente di un Ente statale) nella redazione sportiva del "Mattino" di Napoli, direttore Gino Palumbo.
ACQUISIZIONE Ne ho alcune copie, atterrate sugli scaffali della mia biblioteca, sezione Giochi Olimpici, da diverse donazioni, di cui però non ricordo i donatori.
ANNOTAZIONI Un bel ricordo di Salvatore Massara, a firma Augusto Frasca, è pubblicato sul sito dell'Archivio Storico dell'Atletica Italiana "Bruno Bonomelli" www.asaibrunobonomelli.it.

La foto di copertina fu scattata pochi minuti dopo il vittorioso arrivo di Gelindo Bordin nella maratona olimpica di Seoul: era il 2 ottobre 1988. Massara si intravede, con gli occhiali scuri.

Massara dedicò il libro alla memoria di Primo Nebiolo "un decisionista che ha sempre lavorato per far grande l'atletica in ogni parte del mondo".

 

 

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