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In questa Sezione pubblico e commento le nuove acquisizioni della “Collezione”, siano esse libri o riviste, ma anche poster, quadri, magliette di atleti, scarpe, numeri di gara, medaglie, francobolli, ecc., materiale che già ora è presente nelle due sale di esposizione (circa 150 metri quadrati, forse qualcosa di più che di meno), situate nell’edificio in via Monsignor Giacomo Tavernini, 35, a Navazzo, località nel Comune di Gargnano, sul lago di Garda. La “Collezione” presenta due nuclei essenziali: i Giochi Olimpici e l’atletica, ma non rifiuta certo anche altri sport, in particolare alcuni che mi hanno sempre entusiasmato, come rugby, ciclismo, tennis, pallacanestro; non manca neppure il calcio. 

Una spiegazione è dovuta. Qualcuno mi ha fatto notare che, talvolta, parlo di libri che non sono novità. Certo. Il motivo è che presento e commento solo i libri che ho davvero letto. Questo vale per le opere, diciamo così “di lettura”. È ovvio che una pubblicazione statistica non la leggo cifra per cifra, ma anche in questi casi sfoglio, conosco i contenuti, cerco di fissarli nella memoria, e questo può sempre tornare utile, soprattutto in caso di ricerca saper dove trovare quello che serve fa risparmiare un sacco di tempo. 

Il prossimo passo determinante sarebbe quello di porre mano ad un catalogo dell’esistente. Me lo ripetono in tanti, come se non lo sapessi da solo, ma dire agli altri quello che dovrebbero fare, e farlo realmente, beh, ce ne corre. Chissà che prima o poi non riesca anche ad iniziarlo. Quanto a finirlo, quien sabe?, dovrebbe darmi un aiuto determinante il buon Dio. Ma non gli ho ancora chiesto se è d’accordo. 

Un ringraziamento che sgorga dal cuore: a tutti quelli che mi hanno dato e continuano a darmi pezzi per la “Collezione”. Quando l’occhio corre sulle pareti e sugli scaffali mi sovvengono nomi, facce, amicizie, affetti, taluni perduti. Sappiate che quello che avete dato a questo angolino della memoria non andrà invece perduto.

 

Game Set Match - Borg, Edberg, Wilander e la Svezia del grande tennis

Pubblicato 27 Febbraio 2020

SPORT Tennis 
AUTORE Mats Holm e Lilf Roosvald
EDITORE Pubblicato nel 2014 in Svezia dall'editore Offside Press - Edizione italiana addeditore, Torino, marzo 2016, con il contributo della Swedish Arts Council - Traduzione dallo svedese di Alessandra Scali
CONTENUTO Un bel libro di tennis, scritto da un giornalista psicologo (Holm) e da un giornalista sportivo tout court (Roosvald), entrambi scrivono per alcune delle principali testate giornalistiche svedesi. Ho detto un bel libro, mi correggo, un gran bel libro, che miscela sapientemente lo sport giocato, l'ambiente, le personalità dei giocatori, la presenza dei comprimari, il rapporto fra uno sport e una Nazione, sullo sfondo le figure degli altri campioni del tempo: Vilas, Nastase, Tiriac, Ashe, Panatta, McEnroe, Connors, Sampras, e altri. Io l'ho letto come un romanzo, o una cronaca sportiva, o una analisi - lieve non pallosa - socio-psicologica. Ascesa e decadenza di una grande passione collettiva, un popolo che scopre uno sport e lo fa diventare «lo sport» nazionale, creando circoli tennistici e costruendo campi ovunque, anche nei piccoli villaggi. Eredità rimasta. I ritratti dei tre grandi, le loro dichiarazioni da campioni e da post-campioni, le caratteristiche del loro gioco, le loro vicende sentimentali, un romanzo, ripeto, un bel romanzo. Campioni di grande personalità e temperamento, ma di altro stile e classe rispetto a certi paranoici maleducati ed aggressivi che ci tocca vedere oggi, e che stanno trasformando questo bellissimo sport in succursale di un reparto psichiatrico. 
UNA FRASE Gli atteggiamenti incontrollati sono (quasi) sempre esistiti sui rettangoli di terra rossa. Leggete cosa disse Bjorn Borg di sé stesso:«Quella calma era una dote acquisita. Era una facciata che mi ero costruito negli anni. Da giovane imprecavo e davo in escandescenze sul campo. Non stavo alle regole, urlavo, lanciavo racchette. Quegli impulsi mi sono rimasti dentro durante tutta la carriera, ma avevo semplicemente deciso di nasconderli, di non perdere più le staffe. Se fossi riuscito a tenere a freno la rabbia per i colpi sbagliati e per le chiamate dubbie dell'arbitro, sarei diventato imbattibile. Era come se la calma facesse crescere la mia forza interiore e mi aprisse nuove possibilità. Anche quando mancavo una palla, non rimanevo in piedi come gli altri a ripetere in aria il movimento che avevo appena sbagliato, come se mi fossi dimenticato come si gioca. Una cosa che non si deve mai fare. Per nessuna ragione al mondo». Questo è lo spartiacque fra i bambini capricciosi che restano sempre tali e quelli che crescono, maturano e diventano campioni.
ACQUISIZIONE acquistato su www.lafeltrinelli.it, Euro 13.60
ANNOTAZIONI Voglio soffermarmi sull'ultimo capitolo, titolato «Una gang ingrigita in città», nel quale si parla dei tornei per veterani. Inverno del 2014, a Stoccolma.«Mats Wilander a Stefan Edberg sono in città per prendere parte a un torneo di veterani assieme ad altri quattro ex campioni: non si tratta di una vera competizione, ma di una festa del tennis». La vedo diversamente: non festa ma farsa. E vale per tutte queste patetiche esibizioni, in tutti gli sport. Gli episodi da circo raccontati dagli autori rafforzano la mia convinzione. Ma su queste sceneggiate c'è chi campa lautamente. Fare attività fisica ad ogni età, è grandemente apprezzabile, fare le marionette, o caricature di ciò che si è stati, è patetico. Per me.

Molto meglio questa scelta. «Mats Wilander vive ancora a stretto contatto con il tennis...abita con la famiglia in una grande tenuta a Sun Valley, in Idaho. Insieme al suo amico Cameron Lickle, un altro bravo tennista, viaggia per quattro o cinque mesi l'anno su un enorme camper, il Wilander on Wheels, girando tutto il continente nordamericano per insegnare il tennis agli appassionati di ogni età».

 

I cinque cerchi rossi - Il dramma dell'URSS fra l'invasione dell'Afghanistan e il boicottaggio dei giochi olimpici

Pubblicato 07 Gennaio 2020

SPORT Giochi Olimpici e politica 
AUTORE Vittorio Zucconi
EDITORE Rizzoli Editore, Milano - Finito di stampare nel mese di agosto 1980 - Prima edizione: settembre 1980 
CONTENUTO Una chiave di lettura giornalistica, e quindi non pallosa, per questo libro che ha quarant'anni ma che ho letto adesso con grande interesse, e la cui lettura consiglio a chi piace la storia dei Giochi Olimpici moderni. Quelli ospitati a Mosca nel 1980 dall'Unione Sovietica, che aveva investito tutta la sua potente macchina statale sulla più grande manifestazione sportiva mondiale, ebbero quasi più eco politico che sportivo. L'invasione dell'Afganistan, il boicottaggio degli Stati Uniti e delle Nazioni con loro allineate, la vita della città prima e durante i Giochi vista con gli occhi di un osservatore che era corrispondente dalla città del Cremlino per il «Corriere della Sera». Un percorso civile, politico, sportivo, di una attualità sorprendente. I rapporti con il Comitato olimpico internazionale, l'impegno totale delle strutture organizzative, la voglia di usare lo sport come arma non secondaria - perlomeno inoffensiva - della Guerra Fredda. Nonostante le ingenue illusioni dei sognatori decubertiniani, lo sport è sempre stato uno strumento politico nelle mani dei potenti. Le medaglie hanno sempre avuto un valore ben al di là di quello fittizio sportivo, che appaga gli atleti.
UNA FRASE Scrisse Zucconi a pagina 106:«Il prezzo del privilegio è elevatissimo e la pressione che si esercita su questi atleti perchè vincano sempre e possano rimanere così nella élite dei "più uguali degli altri" è tremenda. Ovunque nel mondo lo sport professionale, dunque ormai anche quello olimpico, si è trasformato in una spaventosa macchina schiacciasassi che chiede a ragazzi e ragazze di vent'anni stress psicofisici assurdi». Nelle pagine che seguono l'autore tratta di doping, dei centri di alta specializzazione, della costruzione dell'uomo/donna campione. Lo si è sempre saputo, ma chi doveva agire cosa ha fatto? Nulla. E si è arrivati 39 anni dopo a decidere l'espulsione della Russia attuale - continuazione della Unione Sovietica - dai futuri Giochi Olimpici. Non lo trovate un po' ridicolo? Io sì. Dove siete stati finora «padroni del vapore» sportivo? Dormivate? Vedevate e tacevate? E Gli altri? Solo i russi si drogano adesso? Ho notato una strana edipemia di squalificati kenioti...ma non erano dotati da Dio di carattetistiche atletiche uniche?
ACQUISIZIONE Una operazione di scambio con lo Studio Bibliografico Il Piacere e il Dovere, di Andrea Donati - Vercelli, Piazza Pajetta, 8 - www.donatilibri.it - Non è specializzato in libri di sport, ma ha nel suo catalogo una bella offerta di pubblicazioni di ciclismo, elencate nel catalogo 78 / 2019. Se poi siete appassionati di montagna, qui siete nel posto giusto
ANNOTAZIONI  

Atletica Virtus Castenedolo - Mezzo secolo di conquiste 1969-2019

Pubblicato 09 Dicembre 2019

SPORT Atletica leggera
AUTORE compilato da Erminio Rozzini, e sicuramente l'apporto di altri soci
EDITORE Atletica Virtus Castenedolo in collaborazione con l'Associazione Culturale Carmagnola di Castenedolo - Finito di stampare nel settembre 2019 
CONTENUTO Di una semplicità perfino sconcertante: chiacchiere a zero, fatti tanti, precisione nei ricordi, risultati tantissimi, fotografie che non riesci neppure a contarle tutte. Così chiunque dei 751 ragazzi e ragazze, e anche non proprio giovani in senso stretto, abbia fatto una garetta con la maglia della Virtus Castenedolo ha la quasi certezza di ritrovarsi in queste pagine (190). Le cronache sono scarne, all'osso, ma essenziali. Dicono che i giovani non leggono, ebbene in questo libro hanno sicuramente poco da leggere ma tanto da sfogliare e molto da guardare: obiettivo raggiunto. Può essere il successo della pubblicazione.
UNA FRASE  
ACQUISIZIONE Ho ricevuto ben due copie del libro nella mia veste (indegna) di presidente onorario della società, una perfino con gli autografi del presidente (vero) Giulio Lombardi e di quel grande amico che è sempre stato per me Erminio Rozzini.
ANNOTAZIONI Chi fosse interessato ad arricchire la propria collezione di libri di atletica può richiederne copia, con l'esborso di pochi euro, inviando un messaggio al presidente Giulio Lombardi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Atletica leggera, culto dell'uomo

Pubblicato 19 Settembre 2019

SPORT Atletica leggera 
AUTORE Gianni Brera e Sandro Calvesi 
EDITORE Longanesi & C. - Milano - Finito di stampare nel settembre 1964 nello Stabilimento Grafico Scotti - Milano 
CONTENUTO Nuova edizione di una pubblicazione tecnico-divulgativa che aveva avuto, negli anni, un buon successo. Brera aveva dato alle stampe la prima nel 1949, editore Sperling & Kupfer di Milano: copertina con l'immagine - doverosa - di Adolfo Consolini, venti «lezioni» di altrettanti allenatori o atleti famosi per presentare le singole discipline, parti statistiche affidate a Fulvio Regli, a Bruno Bonomelli e a Marra. L'editore decise di farne una seconda edizione nel 1954.
UNA FRASE La dedica delle prime edizioni:«All'amico Bruno Zauli che ha rimesso in onore l'atletica italiana». E quella del 1964:«A Bruno Zauli, indimenticabile amico, difensore inesausto dell'atletica italiana». Zauli era morto pochi mesi prima, nel dicembre 1963, per arresto cardiaco, a Grosseto.

Dalla prefazione del 1964:«Come gli atleti militanti, celebriamo ogni quattro anni l'Olimpiade aggiornando il nostro libro. È stato scritto in tempi ormai lontani. Questo che diamo alle stampe è il quinto rifacimento. La tecnica atletica evolve continuamente e parlare di limiti umani è divenuta ambizione pericolosa...Abbiamo intitolato questo libro «Atletica leggera, culto dell'uomo» perchè sul gesto atletico influisce l'amore assai più della scienza...». Rieccheggia il sottotitolo della prima edizione:«Scienza e poesia dell'orgoglio fisico».

ACQUISIZIONE Una operazione di scambio con lo Studio Bibliografico Il Piacere e il Dovere, di Andrea Donati - Vercelli, Piazza Pajetta, 8 - www.donatilibri.it - Non è specializzato in libri di sport, ma ha nel suo catalogo una bella offerta di pubblicazioni di ciclismo, elencate nel catalogo 78 / 2019. Se poi siete appassionati di montagna, qui siete nel posto giusto, con una vastissima scelta di opere. 
ANNOTAZIONI Grande anno, il 1964, per la pubblicistica atletica a casa nostra. La milanese Longanesi & C., poco prima dei Giochi Olimpici di Tokyo, manda in libreria due pubblicazioni, entrambe fanno parte della Collana La nostra via sportiva, diretta proprio da Gianni Brera. Quasi contemporaneamente al libro divulgativo del giornalista pavese e del tecnico bresciano, arriva la traduzione italiana della storia dell'atletica mondiale di Roberto L. Quercetani, il quale aveva dato alle stampe l'opera direttamente in inglese nel 1964 con i torchi della Oxford University Press. Alcune delle pubblicazioni qui citate sono disponibili nella mia Collezione.

Marciando nel nome d'Italia

Pubblicato 18 Settembre 2019

SPORT Atletica leggera
AUTORE Ugo Frigerio
EDITORE Ufficio Tecnico Editoriale Pubblicitario - Milano, via Broletto, 20 - Stampatore: Tipografia Olinto Suppi, Milano, via G. Govone, 48
CONTENUTO La sua vita, soprattutto quella sportiva, raccontata da lui, il tre volte campione olimpico nelle edizioni del 1920 (due ori) e del 1924, oltre a un bronzo nel 1932 nella 50 km. Ricco di aneddoti, di cronaca diretta delle gare olimpiche e non, cronache che talvolta servono a chiarire narrazioni postume non sempre esatte, credo che non molti abbiamo letto davvero il libro di Frigerio, limitandosi a citarlo per sentito dire. Ricco, anzi ricchissimo di iperboli nel linguaggio tipico dell'Era «Fazista», con la benedizione del cav. Benito Mussolini che firma la prefazione con uno svolazzante «Mussolini, Roma 4 giugno 1933». È un pezzo di storia della marcia italiana che tante gioie ha dato in sede olimpica, e non solo, alla nostra atletica. Una testimonianza diretta, da cui non si può prescindere.
UNA FRASE Leggete il maestro di Predappio che del libro scrive:"Nelle sue narrazioni vibra la fierezza dell'Italiano e del Fascista, che marciava, com'egli stesso dice, nel «nome dell'Italia». Marciare, camminare non è forse l'espressione più netta del dinamismo fascista? Mi è caro prefazionare con queste poche linee il libro del camerata Frigerio. Egli, carico d'allori degnamente meritati, non si è insuperbito. È rimasto il Frigerio che io conobbi, figlio di popolo, in uno dei più popolari quartieri di Milano, nei tempi di dura lotta per la Rivoluzione». Ed eccolo lì il «popolo» che sta tanto a cuore dei dittatori o degli aspiranti tali. Parola da antiquariato moderno...o da modernariato antico?
ACQUISIZIONE Acquistato da Giuseppe Chiappini, antiquario di libri in Villafranca in Lunigiana
ANNOTAZIONI Una ricca dotazione di fotografie quasi del tutto sconosciute arricchisce il testo (270 pagine)
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